Breaking News
Home / Altri mondi / 10 frasi per ricordare Stanley Kubrick, tra i più grandi cineasti della storia del cinema
Kubrick

10 frasi per ricordare Stanley Kubrick, tra i più grandi cineasti della storia del cinema

Stanley Kubrick è tra i più controversi, grandi e celebri cineasti del mondo, il cui cinema è caratterizzato da un certo gusto per il macabro, per le ossessioni, per la violenza, per il cinismo, dal disprezzo per le fragilità umane e dal rifiuto della storia. Nei film di Kubrick il dopostoria del cinema e la postmodernità finiscono per identificarsi, attraverso acute riflessioni filosofiche (The Shining, 2001: Odissea nello spazio, Arancia meccanica, Eyes wide shut).

I film di Kubrick hanno sempre diviso pubblico e critica: all’uscita nelle sale poche sono state le recensioni che hanno colto sin da subito l’importanza, la novità e la ricchezza del lavoro del regista; molto spesso giornalisti e critici hanno frainteso i suoi film, liquidandoli con supponenza o in alcuni casi stroncandoli con aggressività.

Ad ogni modo, il tempo è galantuomo e, a la critica ha rivalutato tutti i film di Kubrick , assegnando loro un posto tra i capolavori della storia del cinema.

 

1. Un film è, o dovrebbe essere, più simile alla musica che non alla fiction. Dovrebbe essere una progressione di stati d’animo e sentimenti. Il tema, ciò che è dietro all’emozione, il significato: tutto viene dopo.

2.Una delle fallacità più pericolose che ha influenzato molti ragionamenti politici e filosofici è che l’uomo sia essenzialmente buono e che sia la società a renderlo cattivo. [… ] Rousseau ha trasferito il peccato originale dall’uomo alla società e questa visione ha contribuito in modo rilevante a quella che io ritengo sia una premessa incorretta su cui basare una filosofia politica e morale.

3. Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico e allegorico del film. Io ho cercato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio.

4.Io non credo vi sia un collegamento vero e proprio tra violenza nei film e società, ma ipoteticamente ce ne potrebbe essere uno. Se dovesse essercene uno, direi che l’unico tipo di violenza che potrebbe causare lo stimolo di emulazione sarebbe la violenza “divertente”: quella violenza che troviamo nei film di James Bond o nei cartoni di Tom & Jerry. Violenza irrealistica, violenza salutare, violenza presentata come scherzo. Questa è l’unica forma di violenza che potrebbe stimolare il desiderio di copiarla, ma io sono convinto del fatto che neanche questo tipo di violenza produca effetti sulla società. Ci potrebbero essere anche argomenti a favore della tesi che un qualsiasi tipo di violenza rappresentata nei film espleti una funzione socialmente utile, permettendo agli individui di liberarsi di quei sentimenti aggressivi che sono rinchiusi nel subconscio e meglio espressi nel sogno, o nello stato onirico a cui il guardare un film conduce, più di qualsiasi altra sublimazione o forma di realtà.

5.Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: “Non tentare di volare troppo in alto”, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: “Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide.

6. Un sogno non è mai soltanto un sogno.

7. Le superpotenze si comportano da gangster, ed i paesi piccoli da prostitute.

8. E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.

9. Quando un uomo non può scegliere cessa di essere un uomo.

10, Rimango sempre sorpreso dalle reazioni suscitate dai miei film. Essi contengono, in generale, una quantità sufficiente di verità che di certo turberà qualcuno.

 

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Check Also

Benjamin

Benjamin’s Crossing di Jay Parini diventa un film

Nato a Berlino il 15 luglio 1892 da una famiglia borghese ebraica, Benjamin mostra sin da subito un’indole irrequieta. A partire dal 1905 egli aderisce al Jugendbewegung movimento giovanile guidato da Gustav Wyneken. Nel 1912 si iscrive alla facoltà di filosofia, e sfuggito all’arruolamento nel 1915 interrompe i legami con quest'ultimo. Due anni dopo incontra Dora Kellner che diventerà sua moglie. Nel 1918 si laurea con Herbertz discutendo sulla “Critica d'arte nel Romanticismo tedesco”. I suoi viaggi  lo portano in Svizzera dove stringe legami con Ernst Bloch e Franz Rosenzweig e infine a Capri luogo in cui incontra nel 1924 Asja Lacis, una donna marxista di cui si innamora.