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Debbie Reynolds

Cinque film per ricordare l’attrice Debbie Reynolds, scomparsa lo scorso 27 dicembre

Di nascita umile e dall’infanzia selvatica in quel di El Paso, Mary Frances Reynolds (fu Jack Warner a scegliere per lei Debbie) è stata un’attrice, cantante, presentatrice, patrocinatrice cinematografica e attivista sociale, scomparsa il 27 dicembre scorso, 24 ore dopo la morte della sua amata figlia Carrie Fisher, anche lei attrice, indimenticabile principessa Leila nella saga di straordinario successo Guerre stellari. Ricordiamo Debbie Reynolds attraverso cinque prove indimenticabili dentro la sua brillante carriera. È una scelta limitata rispetto a un corpus artistico ancora tutto da esplorare, ma ci sembra un buon punto di partenza per permettervi, eventualmente, di approfondire di più l’arte di colei che è stata una grande star hollywoodiana in grado di non perdere mai il controllo della sua vita nonché il buon umore.
È stata una regina del musical classico, lanciata forse dal capolavoro dei capolavori in questa categoria.

1 – Cantando Sotto La Pioggia (1952) di Gene Kelly e Stanley Donen

Aveva solo 19 anni Debbie Reynolds e, parole sue, Gene Kelly fece di lei una star. Il suo fascino ruspante e la voce vellutata ma potente servirono allo scopo perfettamente, soprattutto nel celeberrimo numero ballato e cantato Good Morning in compagnia di Kelly e Donald O’Connor. Esce da una torta come Virna Lisi in Come Uccidere Vostra Moglie (1965) e nel film fa perdutamente innamorare una star del muto (Kelly) grazie al suo talento cristallino e carattere solare. Bérénice Bejo in The Artist (2011) di fatto le rende un omaggio letterale incarnando alla perfezione quel tipo di frizzante e positivo personaggio femminile in grado di conquistare gli uomini attraverso la testa e il talento.

 

2 – Tammy Fiore Selvaggio (1957) di Joseph Pevney

Sua figlia Carrie Fisher è appena nata. Momento d’oro per Debbie Reynolds dopo il successo straordinario di Cantando Sotto La Pioggia. Qui è una ragazza di campagna di nascita umile (proprio come lei), saggia e vigorosa, con due trecce e una frangetta che la rendono subito un’icona pazzesca. Canterà malinconica: “Sento i pioppi sussurrare lassù: Tammy, Tammy, Tammy è innamorata”. Lotterà molto per conquistare Leslie Nielsen nel film (ebbene sì: il tenente Drebin di Una Pallottola Spuntata era qui un romantic hero coi fiocchi) e la pellicola ha così tanto successo da aprire un franchise Tammy da quattro film e una serie televisiva dove la Debbie Reynolds verrà però sostituita da Sandra Dee (cinema) e Debbie Watson (tv). La canzone interpretata con grande classe dalla nostra indomita Tammy (il film non è un musical; è un momento di canto in solitaria alla finestra), scritta da Ray Evans e Jay Livingston, viene candidata all’Oscar senza ottenere però la vittoria.

3 – Voglio Essere Amata In Un Letto D’Ottone (1964) di Charles Walters

Ecco la prima e unica nomination all’Oscar. Ancora un musical per Debbie Reynolds, qui ancora più impolverata, rossa di capelli e “ragazzaccio” (tomboy) del solito nell’adattamento cinematografico del celebre musical di Broadway tratto dallo spettacolo teatrale firmato Richard Morris. La sua Molly Brown passerà dalla povertà, alla ricchezza, alla decadenza, all’eroismo (ancora si gioca con le umili origini della nostra verace star). Julie Andrews, nei panni di Mary Poppins, le soffierà l’agognata statuetta. Peccato. Il papà di Carrie Fisher (Eddie) è già scappato con Elizabeth Taylor (carissima amica della Reynolds), sposandola nel 1959 e divorziando proprio nell’anno di questo film: il 1964. La nostra Debbie Reynolds, al momento della bella pellicola diretta da Walters, è già sposata da quattro anni con il secondo marito Harry Karl.

4 – Mamma Torno A Casa (1996) di Albert Brooks

Anche grazie alla prova meravigliosa di una signora di sessantaquattro anni, Mamma Torno A Casa è il film di Albert Brooks che incassa di più in tutta la sua filmografia. Lui è uno scrittore di fantascienza arrivato al secondo divorzio. Lei è sua madre. Insieme saranno una strana coppia con lui frustrato e lei piuttosto frustrante. Divertentissimo. Debbie Reynolds adorò il copione e tornò alla grande dopo anni di rarissime e poco vibranti apparizioni cinematografiche. Arriva la quinta e ultima candidatura al Golden Globe come Miglior Attrice Protagonista in una Commedia o Musical. La Regina del Musical Classico perderà contro Madonna… protagonista quell’anno di un musical vecchio stile come Evita di Alan Parker. Che perfida ironia. Il successo del film, però, le ridà comunque voglia di tornare in scena come dimostreranno gli anni successivi dove la vediamo nel successone In & Out (1997) di Frank Oz e nella serie tv Will & Grace (1999-2006) dove ottiene lusinghiere critiche per il personaggio della mamma di Grace, comparendo in tutte le otto stagioni dello show.

5 – Dietro I Candelabri (2013) di Steven Soderbergh, il grand finale di Debbie Reynolds

Gran finale. Ci piace l’ironia profonda con cui la magica Debbie Reynolds recita le battute in cui si lamenta con il figlio pianista Liberace (Michael Douglas) circa il fatto che nell’ospizio dove lui l’ha piazzata lei vede sempre: “Le stesse facce”. È una scena geniale perché in quel momento attorno al tavolo ci sono lei, suo figlio Liberace e l’amante del figlio Scott (Matt Damon). Tutti e tre… hanno la stessa faccia perché Liberace ha appena convinto Scott ad operarsi al volto per somigliare di più a lui e mamma Frances possiede chiaramente lo stesso naso del figlio. Quindi la battuta della madre (una Debbie Reynolds ottantunenne ben nascosta sotto un gran make up) è profondamente ironica agli occhi dello spettatore più attento perché sia lei che il figlio che Scott… sono praticamente identici attorno a quel tavolo. La divina Reynolds compare solo in due scene (questa e una esilarante dove gioca alla slot machine parlando con Scott) ma sono due scene letteralmente indimenticabili.

Fonte:

Debbie Reynolds: 5 film per ricordare la star che sorrideva sempre

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About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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