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Sei maxi installazioni presso il Palazzo delle esposizioni a Roma fino al 7 gennaio 2018

AES + F / ALLEGORIA SACRA
(2011)
L’installazione rappresenta un moderno Purgatorio in cui afro-musulmani, uomini d’affari asiatici, preti cattolici di colore, skinheads, camerieri e famiglie sono trattati come sculture in movimento, come se lo spazio-tempo stesso fosse plastico.
Tra tagliente ironia e visionaria poesia, il collettivo russo AES+F costruisce un universo pop che ribalta la percezione della realtà in un paesaggio virtuale. Allegoria Sacra è un racconto provocatorio del presente e delle sue future derive, riflette i problemi socio-culturali globali come se non fossero ancora manifesti, ma in attesa di compiersi. AES+F costringe lo spettatore a sentire e concepire il presente come qualcosa che deve accadere prima del tempo.

JEAN MICHEL BRUYÈRE/LFKS CON MATTHEW MCGINITY, DELPHINE VARAS E THIERRY ARREDONDO / LA DISPERSION DU FILS
(2008 – 2017)
La Dispersion du Fils è incentrata sulla tragedia di Atteone, il cacciatore tramutato in cervo da Diana e inseguito e divorato dai suoi stessi segugi. È, per questo, un’opera sulla metamorfosi e la trascendenza, il sacrificio e la trasgressione, l’occasione, l’errore e la ricerca di una perduta conoscenza. Progettata per essere visualizzata a 360° sul sistema AVIE (Advanced Visualisation and Interaction Environment), ideato da Jeffrey Shaw presso l’iCinema Centre della University of New South Wales (Sidney), La Dispersion du Fils è un viaggio immersivo attraverso vaste e tridimensionali strutture, costruite interamente da elementi audiovisivi estratti dagli archivi di LKFs, per un totale di oltre 600 tra film e colonne sonore.
Generata in real-time, l’opera non si ripete né ha una fine. Ogni singolo momento non è solamente unico, ma non si ripete mai più; di tutti i percorsi possibili che La Dispersion du Fils può intraprendere, nessuno fra questi potrà mai essere visibile per intero.

DUMB TYPE / MEMORANDUM OR VOYAGE
(2014)
Presentata per la prima volta al Museum of Contemporary Art di Tokyo nel 2014, l’installazione video MEMORANDUM OR VOYAGE ripercorre il lavoro del collettivo giapponese Dumb Type (OR del 1997, memorandum del 1999 e Voyage del 2002), rivisitato da Shiro Takatani.
Non un documento video, ma un’opera percettiva, volta a dare vita a una nuova esperienza visiva che rilegge la storia del collettivo giapponese con gli strumenti tecnologici di oggi. Si passa dai contorni offuscati di OR, per arrivare alle silhouette traslucide di memorandum, fino al viaggio di Darwin trascritto in Voyage, uno tra i primi esempi di messaggio rivolto al futuro.

IVANA FRANKE / INSTANTS OF VISIBILITY
(2014)
Instants of Visibility è una costellazione ipnotica composta da centinaia di ‘lucciole’ che lentamente si spostano in avanti e indietro, scomparendo al centro della sala, per poi ritrarsi verso il muro e scomparire ancora.
Filtrata da due enormi cilindri di tulle appesi al soffitto della sala, la luce si diffonde all’interno dell’installazione in forma di galleggianti punti luminosi. Questi, proiettati sul tessuto trasparente che gira in senso orario su di un cilindro e antiorario sull’altro, creano una griglia tridimensionale in continuo movimento.

GRANULAR-SYNTHESIS (KURT HENTSCHLÄGER, ULF LANGHEINRICH)
<360> NUOVA CREAZIONE PER 3D
(2017) > ORARI DI VISIONE DELL’OPERA
Originariamente presentato in 2D su 15 schermi posizionati in cerchio, <360> è una nuova creazione in 3D per AVIE (Advanced Visualization and Interaction Environment). Un’architettura multimediale capace di inglobare i visitatori in un universo audio-visivo. Lo spettatore è invitato ad accedere lo spazio cilindrico, per immergersi in un racconto astratto, animato da luce, colore e suono.
Le idee che compongono questo lavoro riflettono sulla natura dell’energia e della trasformazione, sulla meditazione e la sacralità della simmetria. Composizioni di luce e onde sonore, oscillando, modulando e risuonando sono il fulcro drammaturgico dell’opera.

ROBERT HENKE / PHOSPHOR -site specific-
(2017)
Phosphor è un’installazione site specific, concepita dall’artista tedesco Robert Henke per utilizzare la luce ultravioletta nella realizzazione di landscapes temporanei su uno strato di polvere di fosforo posta sul pavimento del museo.
Pensata sui concetti di ‘erosione’ e ‘mutamento’, l’installazione cambia la propria stessa apparenza e morfologia durante l’intera durata della mostra. Ogni traccia di luce lascia un segno su di una catena montuosa, così come l’acqua erode lentamente profondi canyon.

 

Fonte:

DIGITALIFE 2017

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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