Breaking News
Home / Altri mondi / Fenomeno Street Art: ritornano i tour nel Parco dei Murales di Ponticelli

Fenomeno Street Art: ritornano i tour nel Parco dei Murales di Ponticelli

Negli ultimi anni il fenomeno della Street Art in tutti i suoi possibili linguaggi – graffiti writing, street art e muralismo– si sta espandendo sempre di più a chiazze di spray negli spazi urbani. Grazie soprattutto all’attività di ricerca e sviluppo dell’Osservatorio sulla Creatività Urbana, INWORD, infatti, con il sostegno di importanti enti locali e partners esperti, che è stata promossa la realizzazione di numerosi big wall a Napoli Est, nel Parco dei Murales di Ponticelli, e nel centro antico della città, con l’opera Gennaro eseguita da Jorit Agoch alle porte di Forcella, e Giancarlo in via Vincenzo Romaniello per mano degli Orticanoodles fino all’ultimo nato, l’idolo dei napoletani, Maradona, sempre di Jorit, a San Giovanni a Teduccio.

Si tratta di opere d’arte urbana questa volta commissionate a popolari street artist nell’ambito di iniziative mirate, da una parte, alla valorizzazione dei giovani artisti e, dall’altra alla creazione di un dialogo aperto tra i confini della realtà urbana con le istituzioni locali. Basti pensare al Parco Merola di Ponticelli ormai noto come Parco dei Murales di Napoli Est, dove le opere qui realizzate (attualmente quattro) presenti su otto delle grandi e grigie facciate cieche delle palazzine popolari sono la spia accesa di un programma articolato frutto dell’ascolto per primo dei residenti, a partire dai più piccoli, e poi del sostegno di importanti enti pubblici, aziende private ed organizzazioni del terzo settore (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ceres, Rotary Club Campania Napoli), insieme al supporto del Comune di Napoli.

Il progetto dei Murales di Ponticelli risale al 2015 e nasce per iniziativa congiunta di INWORD e dell’Associazione Culturale Arteteca con l’obiettivo di realizzare attraverso la creatività urbana e il bello un processo più complesso tra riqualificazione urbana e rigenerazione sociale. Il Parco, infatti, che poi parco non è, fa parte dell’edilizia residenziale pubblica successiva al terremoto del 1980. Quattro delle grandi facciate dei quattro blocchi abitativi a pianta rettangolare si illuminano di colore eliminando le pareti fatiscenti e costruendo un senso di identità per i condomini; ridando una luce nuova e di speranza a un contesto che ha bisogno e chiede di essere ascoltato, distaccato rispetto al quartiere di Ponticelli, prima, e al resto di Napoli poi.

Le opere di Ponticelli si inseriscono nel contesto sociale in cui nascono per la scelta dei temi, segno visibile della realtà da “illuminare”,  e sono strettamenre collegate tra di loro, a partire dalla ragazzina rom, “Ael”, nata da un fatto di cronaca del quartiere, “Tutt’egual song ‘e criature” dal talento di Jorit Agoch, giovane street artist napoletano e di madre olandese, ‘A paziella ‘n man ‘e criature di Zed1, Chi è voluto bene nun s’o scord di Rosk&Loste, Lo trattenemiento de’ pecurille di Mattia Campo dell’Orto.  Grazie alla collaborazione di artisti accuratamente selezionati, dunque, il progetto Parco dei Murales ha inteso creare un distretto della street art nella periferia di Napoli Est, risultando, inoltre, tra i vincitori del “Bando Periferie Urbane” indetto da SIAE e che, grazie a queste risorse, Arteteca promuoverà progetti che coinvolgano i più giovani.

 

I Murales di Ponticelli hanno determinato l’attenzione dei riflettori diventando non solo un set per produzioni di fiction o cinematografiche, come per la serie che andrà in onda su Rai1 in primavera, ma meta di appassionati di street art e curiosi. A tal proposito INWARD e l’Associazione Econote hanno organizzato dei tour guidati. Il prossimo appuntamento per una nuova passeggiata attorno all’arte nel Parco dei Murales di Napoli Est è fissato per il prossimo 18 marzo.

Creatività urbana, bello e arte contemporanea: un mix vincente di riqualificazione urbana e sociale.

vai al sito macrolibrarsi

About Alda Scognamiglio

Sono una giovane storica dell'arte napoletana, laureata in Archeologia e Storia dell'arte presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Convinta della necessità e dell'utilità dell'arte come specchio per conoscere la realtà, sono alla continua ricerca del modo migliorare di comunicare l'arte. Attualmente scrivo per Novecento Letterario occupandomi della sezione Arte.

Check Also

‘Men of Honor’: razzismo e senso dell’onore nell’America degli anni ’50

Non mollare mai... sii sempre il migliore, questa è la frase con la quale Mac Brashear congeda suo figlio Carl il giorno in cui parte dal loro paesino di campagna per entrare in marina. Si tratta del monito che segnerà la vita e la carriera del primo capo palombaro afroamericano della marina militare statunitense, una storia vera che ha ispirato il film del 2000 diretto da George Tillman Jr. Men of Honor. Il cast vanta Robert De Niro, nel ruolo di Billy Sunday, Cuba Gooding Jr, che interpreta il protagonista Carl Brashear, Charlize Theron, nel ruolo di Gwen Sunday, e Aunjanue Ellis, nei panni di Jo Brashear.