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‘The Young Pope’ sempre più un fenomeno globale: 7° e 8° episodio

The Young Pope sta ormai conquistando tutto il mondo. Paolo Sorrentino sta scatenando vivaci dibattiti sui social e tra gli addetti ai lavori. Certamente la sua serie emoziona i telespettatori, la quale si arricchisce, puntata dopo puntata, di nuove ed intense sfumature che caratterizzano i personaggi. Alternando musiche che vanno da Roberto Murolo ai Jefferson Airplane, passando per Schubert, il regista napoletano prosegue la sua originale narrazione tra il poetico e il grottesco.

Se nei due precedenti episodi centrale era stato il ridondante richiamo all’infanzia del pontefice, in questi due episodi, l’equilibrio tra passat e presente si è dimostrato più saldo consentendo la straordinaria espressività attoriale di Jude Law, grazie anche alla presenza di Esther e del suo bambino che trasforma il Papa in una figura paterna, anche se come afferma Lenny: “Un prete non cresce mai perché non può diventare padre. Rimane sempre figlio”. A fare da sottofondo alla scena, una versione personale della canzone “Hallelujah” di Leonard Cohen, scomparso pochi giorni fa, durante un provino di X Factor, proprio nel giorno in cui è stato dato l’annuncio della morte del cantautore canadese folk, rendendo la sequenza una toccante coincidenza. Ma questo episodio ha permesso al regista di mostrare anche la decadenza umana fatta di botox, paillettes e selfie che caratterizza la vita dei salotti romani, accompagnata da Melanconia di Peppino Di Capri, evidenziando e marcando lo stato d’animo del Cardinale Dussolier (Scott Shepherd), tormentato dal senso di colpa per la morte del giovane Sanchez.

La settimana puntata di The Young Pope si era aperta con un Cardinal Voiello, sfegatato tifoso del Napoli, in tenuta calcistica azzurra, con il rosario in mano, mentre penava in ascolto della radiocronaca di una partita della sua squadra del cuore contro la Lazio nelle stanze vaticane. Napoli è presente anche nell’ottava puntata con il ritorno dell’accenno alla canzone “Era de maggio” cantata da Roberto Murolo durante il primo viaggio del pontefice in Africa. Qui Pio XIII incontra la finta benefattrice Suor Antonia, fondatrice del Villaggio della Bontà: il pontefice denuncia le ipocrite azioni umanitarie della religiosa e al suo ritorno in Italia, costretto da un atterraggio d’emergenza a Napoli, sull’autostrada Napoli- Roma Lenny chiede al suo seguito di fermarsi in un’aerea di servizio, in una strada buia, dove prega inginocchiato, invocando la morte della suora. Dall’altra parte del mondo suor Antonia muore.

Sorrentino in questi penultimi episodi, racconta per contrasti, tra suggestioni ed ironie, tra stravaganze e dolore, la presa di coscienza di Lenny Belardo che le cose non stanno andando per il verso giusto, e il pensiero che il suo pontificato sia destinato a concludersi presto. La curiosità per come andrà a finire questa potente serie tv sarà soddisfatta il prossimo 18 novembre.

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About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l’arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d’arte contemporanea.

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