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Rain Man

‘Rain Man’: riflessioni sull’autismo

Rain man è un film del 1988 con Tom Cruise e Dustin Hoffman, diretto da Barry Levison che ci fornisce l’occasione per affrontare una tematica delicata e sempre attuale verso la quale è importante intraprendere sempre una campagna di sensibilizzazione: quella relativa all’autismo, patologia che rende difficilissima la possibilità di comunicare e che impedisce l’autosufficienza di chi ne è affetto, condannandoli all’emarginazione. Nel film Tom Cruise interpreta Charlie, il fratello minore, mentre Raymond, il fratello maggiore è interpretato da uno strepitoso e commovente Dustin Hoffman. La pellicola si è aggiudicata quattro premi Oscar nel 1989 e un grande successo al botteghino.

Rain Man: riflessioni sull’autismo

Tom Cruise interpreta un personaggio molto superficiale, è un giovane uomo egoista e materialista fino a che la sua vita non cambierà grazie al ritrovamento del fratello maggiore Raymond il quale ha vent’anni più di lui e vive in una clinica, affetto da autismo.
Con la sua interpretazione Hoffman ha saputo trasmettere diverse emozioni, facendo capire e conoscere al pubblico sia la sofferenza di chi ha chi soffre di questa patologia, sia riuscendo a trasmettere le emozioni del proprio mondo nel vedere e vivere cose nuove, mostrando come non sia facile da parte di un familiare l’interazione con una persona autistica; tuttavia nonostante le varie difficoltà trionfano l’amore, l’accettazione e la condivisione.
Charlie porta via Raymond per diventarne il tutore, ma in realtà vuole spendere i suoi soldi: va con lui a Las Vegas, da dove poi verrà cacciato. Durante il viaggio il loro legame si rafforzerà, ed entrambi avranno le possibilità di conoscersi a fondo.

Rain man racconta senza retorica e trovate stucchevoli, come come si possa vivere un nuovo legame con una persona non “normale” come può essere un autistico, ma dotato di grande sensibilità e intelligenza. Anzi il film sembra innalzare questa patologia a un modo speciale di essere, di esistere, si sentire, di percepire, di comunicare. Fino ad un certo punto, il principale pensiero che domina Charlie è il guadagno, ma durante il periodo che i due fratelli trascorrono insieme, Charlie oltre a conoscere Raymond e la sua malattia, inizia a conoscere meglio anche sé stesso e le sue emozioni.
L’autismo è una patologia molto delicata, complessa e le diverse necessità che la caratterizzano cambiano da persona a persona. Non è una malattia facile da diagnosticare dato che può manifestarsi in vari modi e in diversi periodi. Non è affatto facile interagire con persone autistiche perché sono immerse in un mondo tutto loro, che spesso esternano ed esprimono sia in modo verbale che non verbale, attraverso disegni.
Le persone affette da autismo sono molto sensibili, intuitive e riescono a sentire e capire l’altro anche solo dai loro gesti. Interagire con loro non è semplice, ma una volta trovato il canale giusto si instaura un rapporto molto speciale, basato sulla quotidianità, condividendo stesse abitudini senza però stravolgere il loro equilibrio. In questo senso la quotidianità di Raymond è basata sempre sugli stessi ritmi e sulle sue abitudini.

Fondamentale è saper accettare la persona affetta da questa patologia e aiutarla a farle conoscere e scoprire cose nuove, in modo molto semplice, con allegria e pazienza.
Il disturbo noto come autismo fu identificato dallo psichiatra Leo Kanner nel 1943 descrivendo i casi di una decina di bambini che secondo lui presentavano caratteristiche comuni. Kanner è stato il primo a parlare di una sindrome specifica prendendo in prestito il termine “autismo” da un altro psichiatra, Eugene Bleuler, che l’aveva utilizzato per descrivere il ripiegamento su se stessi degli adulti affetti da schizofrenia. I sintomi dell’autismo compaiono di solito prima dei tre anni di età e riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio e di comunicazione, nonché un’apparente difficoltà di contatto emotivo, sia con i genitori che con i coetanei, ma bisogna sempre tenere in considerazione le diverse sfumature che rendono questa malattia di non facile diagnosi. Per quanto riguarda le cause del disturbo regna ancora molta incertezza; tuttavia si ritiene che ci sia una componente genetica, e i dati più recenti ci informano della possibilità di un danno organico che si verifica nelle fasi di sviluppo del sistema nervoso. Uno studio recente ha osservato alcune anomalie nel cervello di alcuni bambini affetti da autismo, che farebbero presumere sempre di più verso l’idea che si verifichino dei problemi durante lo sviluppo fetale. E’ bene ricordare che una diagnosi precoce costituisca una migliore possibilità di successo.

 

In allegato un articolo per sensibilizzare i nostri lettori, del portale di informazione e ricerca Emergenzaautismo.org:

Autismo – Emergenzautismo.org – L’autismo è curabile – Autismo sintomi e primi segni

 

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