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Andrea Forte

Sono Andrea Forte, 28 anni, di cui alcuni passati a laurearmi in filosofia e a scrivere; e forse scrivere è il mio vero modo di fare ricerca filosofica.
Ho già pubblicato alcuni romanzi brevi, tra cui Il ballo dell’immobilità, Un uomo lontano, Sopravvivere, e alcuni racconti sono pubblicati in antologie di concorsi, a cui ho partecipato.

Lo sgombero di Roma in Piazza Indipendenza: un’operazione giusta con buona pace della becera indignazione dei perbenisti e radical chic

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Lo scorso 24 agosto a Roma, in Piazza Indipendenza, la polizia ha eseguito la sentenza di sgombero di uno stabile di proprietà privata, che era stato occupato da anni da centinaia di immigrati, quasi tutti regolari. Come al solito il Paese, sia i suoi rappresentanti ai diversi livelli istituzionali e non, sia l’opinione pubblica, si sono divisi, divisione accentuata dalla modalità di tale sgombero. E’ il caso non solo di partire dai fatti, ma anche di finirci, e solo allora maturare un giudizio.

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‘La fattoria degli animali’ di George Orwell: quando manca il cielo

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Il primo capitolo de La fattoria degli animali cita Jones ubriaco che rincasa, gli animali che si riuniscono, si cita quell’immensa voragine aperta dalla parola notte, ma nulla si dice delle stelle, le uniche che possono forare il buio, ferirlo. E’ una notte senza stelle, neppure una cometa annuncia che il vecchio maggiore, il maiale che incita alla rivoluzione, sia il Salvatore. L’oriente non bussa alla porta di questa stalla, perché è la porta del pensiero che muore, dell’azione costretta, della parola che si spegnerà. Si urla alla rivoluzione, alla libertà. Il romanzo di Orwell si apre sulla terra, una terra di padroni e schiavi, di forti e deboli, e così come ci si apre, questa storia ci si chiude. Tutto avviene sulla terra, il primo grande assente, la prima vittima di ogni dittatura e di quella russa nello specifico, è il cielo, il divino, ma anche in generale, la capacità, la libertà di ognuno di proiettare i propri sogni, di innalzarsi nella propria interiorità fino a concepire se stesso non più oggetto di ordini, disordini, soprusi, ma come indipendenza. Come ogni futura dittatura, si parte da catene spezzate, da speranze che irrompono, che rivendicano, che gioiscono, che si illudono.

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Enzo Biagi intervista Fantozzi, che ormai lo ha raggiunto, sul libro ‘Avanti’ di Renzi

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Biagi: Fantozzi si segghi la prego. Fantozzi: Chi? Ioooo? Biagi: Sì lei Fantocci, venghi, non temi nulla, avanti. Fantozzi: Allora mi sedio, segghio, siedo. Biagi: Bene, allora, io sono Enzo Biagi. Fantozzi: Megacapo direttore di qualcosa? Biagi: Di nulla, volevo commentare con lei questo nuovo scrittore, Renzi, pubblicherà Avanti. Fantozzi si alza. Biagi: Ma che fa, Fantocci? Si segghi, la prego.

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