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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

“Taranta d’inchiostro”, la silloge inedita di Valeria Serofilli

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La taranta è una danza tradizionale della Puglia fortemente ritmata. Con il suggestivo titolo "Taranta d’inchiostro" Valeria Serofilli intende delineare una musicalità nella sua opera che, per sua natura, se si tratta della versione cartacea, è supportata appunto dall’inchiostro con il quale sono scritti i versi. La silloge è scandita in quattro sezioni: La taranta, Ragnatela del mondo, Nidi di ragno e Al di fuori della tela.

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Mariagrazia Toto: dove tutto diventa di colore blu

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L'artista Mariagrazia Toto nasce nel 1974 a Milazzo, piccola penisola protesa verso l’Arcipelago delle Isole Eolie. Si diploma presso L’Istituto statale D’Arte nella sezione di Architettura e Arredamento di Milazzo e nel 2003 consegue la laurea presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Sin da bambina Toto frequenta la bottega d’Arte del maestro Rioma, dove acquisisce le prime competenze artistiche ed intraprende un percorso che nel 1997 le fa scoprire un originale modo di dipingere avvalendosi di uno stile surreale nel quale pare configurarsi un viaggio straordinario dentro la memoria di se stessa. L'artista siciliana propone potenti figure dell’inconscio in una dimensione senza tempo. L’uso del monocromato, solcato da fasci di luce bianca che scandisce le figure, si pone come chiaro simbolismo volto a suggerire un atteggiamento spirituale di fronte alla realtà. Mariagrazia Toto dal mese di Settembre 2015 è rappresentata da Agorà Gallery, New York.

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‘La vita degna’, l’ultimo romanzo di Dario Buzzolan sui desideri dell’individuo

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Quando Leonardo Bolina, impiegato comunale con un breve ma intenso passato da drammaturgo, va finalmente in pensione, decide di investire l’intera liquidazione nel sogno di una vita: mettere in scena uno spettacolo teatrale. La scelta, economicamente folle, getta l’intera famiglia nello sgomento, che diventa crisi allorché lo spettacolo si trasforma in un colossale e umiliante fallimento. Rimasto solo, Leonardo finisce a vivere in una casa di studenti, con la ventenne Lis innamorata di lui, e di cui lui si innamorerebbe volentieri se solo non si sentisse ridicolo; ritrova Adele, il grande amore di gioventù, che continua ad essere donna ideale e inafferrabile; incappa in un produttore truffaldino, in un lavoro sottopagato di fattorino, deve fare i conti con i figli – l’intransigente Matteo e la rassegnata Maddalena -, con un capetto nevrotico, un coinquilino geloso… È lungo l’elenco di persone giocate che Leonardo crede di dover cancellare dalla sua esistenza – un’esistenza che deve tuttavia, ancora, essere degna. Forse, si domanda a un tratto, può bastare a sé stesso? Magari sulla cima di una montagna, tanto isolata da sembrare irreale? O ciò che cerca è una soluzione ancora più radicale?

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‘Opera senza autore’: la ricerca dell’identità artistica secondo Henckel von Donnersmarck

Opera senza autore

Alquanto incomprensibile, oltre che molesta, ci è sembrata la noncuranza con cui alla Mostra di Venezia è stata accolto Opera senza autore di Henckel von Donnersmarck, già regista del capolavoro Le vite degli altri vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero nel 2007. C’entrano anche, va da sé, i 188 minuti di durata che hanno favorito l’uso e abuso di definizioni come polpettone, fumettone o feuilleton, ma non è detto che uno stile piano e un tono affabulatorio debbano per forza scadere nella pochezza delle fiction da prima serata tv: liberamente ispirata alla biografia del settantaseienne pittore tedesco Gerhard Richter, infatti, la cavalcata attraverso i periodi cruciali della storia patria nel secolo breve riesce a utilizzare l’evoluzione psicologica dei personaggi per fare emergere con onestà sentimentale e perspicacia concettuale alcuni dilemmi, risaputi ma certo non risolti, sul significato universale dell’arte e sui livelli di resistenza, camuffamento o collaborazionismo che per non soccombere il talento può concedersi.

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Il soggiorno napoletano di Gabriele d’Annunzio” di Franco Di Tizio presentato il 4 ottobre scorso

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Si è tenuta lo scorso giovedì 4 ottobre alle ore 18.00 presso la Libreria Iocisto (Via Cimarosa n. 20 - Piazza Fuga) la presentazione del libro “Il soggiorno napoletano di Gabriele d'Annunzio” (Ianieri Edizioni, collana Biblioteca dannunziana, 576 pp, con 189 illustrazioni, euro 38). Con l'autore saranno presenti Raffaele Giglio, Già Professore Ordinario di Letteratura italiana Univ. Federico II e Filippo Sallusto, dannunzista.

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San Francesco d’Assisi, lontano dal mito che oggi circola e dai falsari

Francesco

Francesco d'Assisi ci è troppo prezioso per lasciarlo ai faciloni, ai disinformati, quando non ai falsari. Di recente, uno che conosce bene il santo "vero", quello della storia e non del mito che oggi circola, ha reagito con la passione che gli è propria. Ha detto dunque Franco Cardini, il medievista, lo storico delle crociate («E Francesco d'Assisi - ricorda - è il prodotto più rappresentativo ed ortodosso della Chiesa delle crociate») che quel grandissimo «non è affatto il personaggio che generalmente ci viene presentato adesso. Non era il precursore dei teologi della liberazione. Né tantomeno fu l'araldo di un cristianesimo dolciastro, melenso, ecologico-pacifista: il tipo che ride sempre, lo scemo del villaggio che parla con gli uccellini e fa amicizia con i lupi. Gli voglio troppo bene, a Francesco, per vederlo ridotto così dai suoi sedicenti seguaci. No, Francesco era ben altro».

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Al via la quinta edizione del concorso letterario Cultora

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Historica edizioni in collaborazione con il sito Cultora indice la quinta edizione del “Concorso letterario Cultora”. UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano racconti a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (circa 16mila battute spazi inclusi). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso. Ogni autore può inviare al massimo un racconto. TESTI – I testi devono essere in lingua italiana e inediti. Possono partecipare autori italiani e stranieri. Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi.

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Sappiamo leggere solo i libri dei calciatori

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E' triste constatare come l'editoria stia sempre più annegando in una crisi senza fine. Ma è altrettanto triste osservare che la contrazione delle vendite non si verifica quando, ad essere pubblicati, sono i libri di calciatori e famosi chef. I bagni di folla non sono di certo una novità per Francesco Totti, simbolo calcistico e icona pop degli ultimi vent’anni. Anche dopo il suo addio al mondo del calcio continua a far parlare di se e a mobilitare veri eserciti di, più che fans, veri innamorati dell’uomo e di ciò che ha rappresentato. La fila della notte scorsa, fuori dalle librerie per acquistare il suo libro, ne è la riprova. Il sintomo dell’amore verso il simbolo, dicevamo, ma anche l’archetipo di un male, oramai endemico, che attanaglia il mondo culturale ed editoriale della nostra nazione. E’ castrante osservare che certe manifestazioni avvengano solo a fronte della pubblicazione di un libro di un giocatore di calcio, la lapalissiana conferma di come il mondo dell’editoria campi ancora, solo, per il riflesso di una luce terza. Sintomo di una profondissima lontananza tra mondo culturale e quotidianità; con gli anni, tutto questo, si sta acuendo sempre di più con risvolti, per entrambi i contesti, atroci.

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