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Salvatore Conaci

Salvatore Conaci nasce a Catanzaro, nel ’90.
Conseguita la maturità scientifica, coltiva gelosamente, e con passione, una cultura quasi prevalentemente umanistica ed esoterica. Laureato in Lettere Moderne, attualmente studia Filologia Moderna.
“Perle nere” (Montedit, 2015) è il suo lavoro d’esordio.
Dopo una breve collaborazione con la rivista Luoghi Misteriosi, scrive, ora, per 900letterario.

Trilussa, poeta vernacolare e iniziato alla Massoneria

Trilussa

Trilussa è una delle figure più rocambolesche che si possano incontrare in un'indagine che scandagli i cammini paralleli di Letteratura e Massoneria. Il poeta romano, infatti, fu un massone che mai ricevette iniziazione massonica. Ciò rende ammaliante l’intera costellazione delle sue vicende. Mai compiacente osservatore delle cose italiane, aveva sempre offerto un loro ritratto ironico. Emblematica la sferzata al regime fascista (senza mai, però, sfociare nell’invettiva).

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L’ultima grande lezione di Tullio De Mauro: l’ignoranza strumentale italiana

Tullio De Mauro

Se c’è una lezione che la triste giornata di ieri ci ha insegnato, e della quale si dovrebbe far tesoro, è quella - l'ultima - del compianto Tullio De Mauro (30 marzo 1932 - 5 gennaio 2017). Uomo libero, colto e raffinato, Tullio De Mauro aveva dedicato la vita al Paese, con un impegno non solo politico, ma anche sociale (si tengano a mente, a tal proposito, le correlazioni ‘Smithiane’ tra padronanza della lingua e fluidità dell’economia di uno Stato). Quanta inutile fatica, si potrebbe essere portati a pensare, in un periodo storico buio e miope, come quello in cui viviamo. Sì, perché i giovani non leggono più, o leggono davvero poco; perché l’italiano medio, dati alla mano, coglie con fatica il significato di un breve e semplice testo, e non pare, a causa di ciò, soffrire; perché il classico utente delle principali fonti del web, e dei social network più in vista, riesce a stento a verificare la veridicità di una notizia.

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Fabio Delizzos, autore de ‘Il collezionista di quadri perduti’, in uscita a gennaio

Fabio Delizzos, classe ‘69, è uno di quegli autori che non hanno bisogno di presentazioni particolari. Noto al grande pubblico, infatti, è ormai tra gli autori maggiormente letti ed apprezzati, nel panorama internazionale del thriller contemporaneo. Storia, azione, esoterismo, misteri velati, sono alcuni degli elementi che i lettori trovano tra le sue pagine. Già autore di cose letterarie come La setta degli alchimisti e La cattedrale dell’Anticristo, Delizzos sta per tornare in libreria, con un titolo che è un manifesto: Il collezionista di quadri perduti (Newton Compton), disponibile in libreria già dal prossimo 2 gennaio.

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‘Doppio sogno’ di Arthur Schnitzler: un cammino iniziatico

Arthur Schnitzler

Arthur Schnitzler ˗ classe ’62 dell’Ottocento˗ non ha bisogno di presentazioni. La sua arte letteraria, fine come poche altre al mondo, fu il prezioso filo d’oro con cui potè tessere opere di fattura pregevole, godibili da chiunque senza particolari esercizi di raziocinio. La semplicità del linguaggio e della costruzione, dote tipica dei grandi ˗ come ribadito con convinzione in altre sedi ˗ , è la malta perfetta, anche e soprattutto in un libro profondo come Doppio sogno (1926), per legare assieme le preziose pietre grezze dei vari episodi della storia, che divengono pietra d’angolo totale nella realizzazione finale dell’opera.

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Luis Sepùlveda, un killer sentimentale per un noir originale

Le storie di killer, si sa, sono torbide. Sanno di vecchie polaroid, di fumo di sigarette ammezzate, di liquori aspri, di lerciume e sangue; e sanno di disumana confidenza con ognuno di questi elementi. Si potrebbe riconoscere un normale noir, senza particolari difficoltà, fin dalle primissime parti dell'opera. Si potrebbe, per giunta, decidere di abbandonare la lettura dell'ennesimo 'mattone' letterario, vinti dal tedio dell'aver già colto il prolisso disegno dell'autore, pur di non morire d'un libro scontato e malamente farcito. Tristemente 'semplice', oggigiorno, concepire storie simili: ambientazioni scure ed umide; personaggi poco raccomandabili; particolari scabrosi e registri coloriti. Totalmente diversa è la lettura del romanzo di Luis Sepúlveda, Diario di un killer sentimentale, risalente all'ormai lontano 1996: una storia che si legge, si rilegge, si vive con trasporto, e non si abbandona mai. In un uno spazio di poco più settanta pagine, l'autore ha inserito tutto un mondo nuovo, nell'ormai collaudato cosmo del roman noir.

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‘Lolita’ di Nabokov, un tacito insegnamento

Lolita romanzo

Quando Lolita (1955) vide la luce, venne accolto da un ciclone di critiche, ed indignato moralismo, difficile da immaginare oggi, in un momento storico in cui il mondo corre frenetico, avido di vita cruda, mai sazio di clamore. Eppure, la tormentata relazione, tra il raffinato Humbert Humbert (errante insegnante di letteratura) e Dolores Haze (piccola, scaltra dodicenne), sollevò, a suo tempo, un polverone di ingiuste ed insensate accuse di pornografia e pedofilia, davvero lunghe ad estinguersi. Ingiuste ed insensate, poiché oltremodo riduttivo e fuorviante sarebbe ridurre il capolavoro di uno dei più abili Russi della letteratura ad un misero racconto lascivo.

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Domenico Dara torna in libreria con ‘Appunti di meccanica celeste’

Domenico Dara, classe 1971, finalista del Premio Italo Calvino 2013, tornerà in libreria il 6 ottobre, dopo aver mostrato il suo Breve Trattato sulle coincidenze a tutta Italia. Lo fa con Appunti di meccanica celeste (Nutrimenti), un titolo seducente, che fa già scalpitare il pubblico. L'autore ci ha anticipato qualcosa riguardo il suo ultimo lavoro a due anni dal successo del Breve Trattato.

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Calvino e quel suo Barone rampante-‘Iniziato’

Semplicità disarmate, dunque, quella con cui Calvino, ne Il Barone rampante, mette il lettore comune a tu per tu con l’Istituzione Massonica. La semplicità della padronanza, della sicurezza, della confidenza con l’argomento e con l’arte della scrittura. Doti dalle quali nasce un romanzo che cela qualcosa di più che una semplice narrazione di riti, Logge e simboli. Un romanzo che, non a torto, può essere assimilato ad un percorso iniziatico; ad un cammino di crescita interiore del protagonista. Cosimo ˗ come l’iniziato ˗ fa una forte scelta che lo porta a camminare in parallelo coi suoi simili, ma in ambienti e dimensioni decisamente distaccati. Il regno degli alberi è il tempio in cui Mino impara a misurarsi con sé stesso, con l’universo, con quella libertà individuale cara all’ambiente iniziatico, e che è la causa fondamentale per la quale egli decide di abbandonare il restrittivo tetto paterno.

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