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Beethoven’s Silence, di Sonia Paolini

Beethoven’s Silence, romanzo dell’autrice romana Sonia Paolini edito quest’anno da Lettere Animate, narra la storia di Irina e Philippe Le Gros. Irina è una ragazza che ha subito violenze fin da bambina: la perdita dei genitori e il fatto di essere stata mandata in un istituto di accoglienza, ne hanno inasprito fortemente il carattere rendendola scontrosa e introversa. Da quando è rimasta orfana, infatti, per ritrovare l’equilibrio perduto viene aiutata da alcuni psicologi all’interno della struttura in cui vive. La ragazza è fragile e necessita di essere protetta, in particolar modo quando un uomo molto più grande le si avvicina con l’intento di approfittare di lei ad ogni costo, anche contro la sua volontà.  Il secondo è un direttore d’orchestra, logorato dal senso di colpa – sotto psicoanalisi anche lui – in quanto il giorno in cui sua moglie e suo figlio sono rimasti uccisi in un incidente stradale, lui era insieme a un’altra donna.

Due esistenze sopraffatte da un destino infausto e ineluttabile, che convergono e ritrovano una speranza di redenzione grazie all’ambizioso progetto ideato da due colleghi psicologi, uniti da una profonda e longeva amicizia. Il  desiderio di Irina di vivere la propria vita come una comune adolescente si fonde con quello di Philippe di superare il rimorso della morte dei suoi cari, un rapporto all’inizio difficile ma che troverà un punto d’incontro nell’amore di entrambi per la musica.

Beethoven’s Silence non è una storia romantica ma una storia che celebra la fragilità della natura umana, da più prospettive: gli abusi subiti dalla protagonista sono un esempio di come l’animo umano sia così prevedibilmente misero, l’adulterio di Philippe dimostra la debolezza e l’egoismo insito probabilmente in ciascun uomo e infine Irina, probabilmente l’unica a essere una vittima reale. Una storia che affronta senza falsa retorica il tema della violenza sulle donne e le devastanti conseguenze che da questa derivano. I personaggi sono raffigurati  a tutto tondo, ma non sussiste una netta linea di demarcazione tra il bene e il male, ovvero non vi è un personaggio totalmente negativo a fronte di uno positivo, ciascuno viene descritto così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti, probabilmente perché lo scopo dell’autrice è quello di scrivere una storia “normale”, nonostante le tematiche trattate prestino il fianco a stereotipate speculazioni.

Sonia Paolini va oltre e racconta la vita vera, di persone emarginate, degli ultimi, quella difficile da ascoltare. Una storia di grande attualità.

 

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