Breaking News
Home / Autori emergenti / Gabbiani luminosi, di Manola Aramini

Gabbiani luminosi, di Manola Aramini

l'autrice Manola Aramini
l’autrice Manola Aramini

“Gabbiani luminosi” è un emozionante viaggio intriso di fantasia e sentimenti, ricco di riferimenti storici riguardanti il periodo fascista. Così si presenta il romanzo della giovane e talentuosa scrittrice Manola Aramini.

Nata a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, Manola Aramini ha vissuto alcuni anni a Roma e poi a Torino, dove si è laureata in Scienze politiche. Ha ottenuto a Roma un master per la dirigenza delle istituzioni scolastiche. Oggi lavora ad Alessandria, dedicandosi all’insegnamento. Per la casa editrice Milena Edizioni ha pubblicato il romanzo intitolato “Gabbiani luminosi”.

Protagonista del romanzo è l’anziana Costanza, che decide di raccontare la sua vita alla nipote, per metterla a conoscenza dei segreti di famiglia. Non si tratta delle memorie di una donna qualunque, perché Costanza ha ricevuto in eredità dalla madre, la capacità di sentire e vedere le anime dei fantasmi. La sua vita è stata irrimediabilmente intrecciata a quella di Benito Mussolini, essendo la madre, Ludovica, amica di Margherita Sarfatti, amante del Duce, e condividendo con lei gioie e delusioni. Il padre di Costanza, Edoardo, è un fervente fascista. Un uomo pieno di misteri, che non disdegna il crimine e la violenza.

Nel romanzo i personaggi si susseguono, parlando in prima persona, come se fossero su un palcoscenico teatrale. Il lettore si sente, così, parte della storia e percepisce la predilezione da parte dell’autrice per il sentimento a dispetto della politica, la quale deve ispirarsi sempre a quello che suggerisce anche il cuore. E’ una storia assolutamente attuale, che descrive un “luogo presente”. Come ha  precisato la stessa autrice in un’intervista, che potete leggere nella sua interezza sul sito della casa editrice Milena edizioni,http://www.milenaedizioni.com/#!interviste/c1kw5 : “Il mio libro è dedicato soprattutto alle donne, essendo un romanzo sentimentale, ambientato in parte nei tempi moderni e in parte nel periodo fascista…Gli elementi fantasiosi non contraddicono gli eventi storici, ad esempio le lettere che scrivono le donne al Duce sono autentiche”…e ancora “Gabbiani luminosi è un libro sui sentimenti e le passioni. Non sempre si è capaci di comprenderli e viverli, il libro vuole offrire spunti di riflessione”. Dunque non resta che leggerlo e lasciarsi coinvolgere in questa storia di vita e di amora ricca di pathos.

About Ilaria Formisano

Check Also

Cristalli

‘Tre di uno’, la raccolta poetica di ricerca e ragionamento di Beatrice Cristalli

E' una raccolta poetica dagli echi luziani e ungarettiani quella della giovane autrice piacentina Beatrice Cristalli per la quale la parola è fatto, realtà ed ha un peso. Le poesie di Beatrice Cristalli ci consegnano un'autrice che trova prima ancora di cercare, riflettendo sul significato della parola nella nostra magmatica contemporaneità. Come nota giustamente Giovanna Rosadini nella prefazione dellopera, da un lato si ha, quindi, la scissione postmoderna fra la parola-realtà e un soggetto sempre più disancorato da evenienze oggettuali (ovvero i contesti che tradizionalmente lo definivano: modelli, relazioni, ruoli ecc., ormai “liquefatti”, per dirla con le parole del grande sociologo Zygmunt Bauman, e in continua trasformazione); dall’altro quel «voler essere / a tutti i costi» a cui «non c’è tuttavia rimedio», anche se «non è poi / così male essere e basta – le parole non frugano più». Se l’esistenza è sotto il segno della precarietà, infinite sono le possibili declinazioni, e rifrazioni, del soggetto: «Guarda che sei libero, verrà un ladro / E vorrà rubarti perché non potrà mai capire. O anche: «Non potevo essere altro se non / Questo / Il giusto riconoscersi del dito che / Punta lo specchio». Anche se, forse, questa condizione esistenziale, che l’autrice referta con una lingua sobria, asciutta e priva di orpelli retorici, ha origini remote: «Tutto sta in un’antica ferita / Che parla di una storia mai esistita / come di te che sei solo un uomo / Anche se le iniziali sono di Dio»: una ormai impossibile metafisica, in quella che non a caso Lipovetsky ha battezzato “ère du vide”, dove la ricerca della verità è sempre in bilico sul suo rovescio, il concetto di vuoto. «Sulla linea 90 / Ci sono solo due fatti / e il compimento non ci sarà»; «Ma io me ne vado / A cercare / o morirò negli assiomi»; «Non è vero niente».