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La consistenza del bianco

“La consistenza del bianco” di Ornella De Luca: la ribellione giovane

A chi segue con attenzione la compagine narrativa contemporanea italiana non sarà di certo sfuggita l’uscita di un romanzo insolito che piacerà soprattutto ad un pubblico femminile, il quale non faticherà ad identificarsi nella protagonista. Il romanzo in questione ha un titolo suggestivo, evocativo: La consistenza del bianco, a metà tra romanzo di formazione e giallo, della giovane autrice siciliana Ornella De Luca, che si presterebbe ottimamente ad una versione cinematografica data l’appetibilità degli ingredienti.

Ambientato in un ovattato mondo corrotto e ricattatorio agli inizi del Novecento, La consistenza del bianco presenta un microcosmo superbo e prevaricatore abitato da nobili inglesi ricchi e viziati ma con qualche scheletro nell’armadio e una realtà più sofferente comune a molti nostri bisnonni emigranti negli States alla ricerca di una vita migliore fatta di delinquenti mercenari nei bassifondi di New York. La nobile e sensibile Cheryl Milton, protagonista della vicenda, è una giovane ribelle che nel giorno delle sue nozze, combinate con un uomo più anziano di lei, immorale e violento, scappa dallo Yorkshire e dal controllo della sua famiglia, per tentare di rifarsi una vita in America con una falsa identità, con la sua cameriera e amica Jane. Cheryl si scontrerà con nuove realtà che metteranno in pericolo la sua stessa vita ma che hanno un profondo legame con il suo passato. Sarà capace di far fronte alle nuove difficoltà che le si presenteranno davanti?

Ornella De Luca lascia entrare il lettore nei pensieri della protagonista alla quale non riserva solo giudizi positivi: Cheryl è una ragazza di buoni sentimenti, non una classista come sua madre Lady Susan Milton, arrivista ed egoista, ma non è facile per lei liberarsi del proprio egoismo, dell’orgoglio, dei suoi vecchi privilegi, tanto che questa sua bramosia di conquistare la propria libertà appare inizialmente come un capriccio. Sarà l’incontro con un ragazzo dei sobborghi di New York, Nick, a farla uscire diventare donna. E Nick scoprirà il vero amore.

L’autrice dimostra di saper tratteggiare i caratteri dei vari personaggi, di conoscere in maniera approfondita l’America dei primi del ‘900, i rituali e i vezzi dell’aristocrazia inglese, di destreggiarsi con abilità con un’opera di tipo corale, attraverso l’innesto di personaggi che fungono da punto di riferimento per Cheryl e Jane, come Sorella Helèn e  altri come Peet e Michael che fanno comprendere meglio al lettore gli usi e costumi di un’epoca, di una classe sociale, inducendolo con semplicità ad empatizzare anche con personaggi minori, regalandoci una narrazione scorrevole, ricca di colpi di scena, suscitando nel lettore curiosità riguardo i segreti di casa Milton.

La consistenza del bianco ci conduce gradualmente allo svelamento dei segreti e degli intrighi che sembrano siano insiti nelle famiglie ricche e potenti, alla presa di consapevolezza e di responsabilità di Cheryl attraverso il suo non poco sofferto percorso di maturazione, percorso che riguarda anche la sua amica Jane e il suo amore Nick. Una storia universale quella della protagonista, un’eroina senza tempo Cheryl nella quale si immedesimeranno molte lettrici.

Dettagli, ambientazione, psicologia e descrizione estetica e comportamentale dei personaggi, azione, rimandi narrativi, tutte queste componenti sono rese al meglio soprattutto grazie al principio di verosimiglianza, al linguaggio adottato dall’autrice che va dal formale al metropolitano, dall’adolescenziale al melodrammatico, intervallato da interventi che si configurano come riflessioni, considerazioni dall’aspirazione di oggettività, sottoforma di massime che richiamano alla mente i romanzi di Jane Austen.

Ornella De Luca riflette anche se sommariamente sulla società dell’epoca spostando il raggio di azione dall’Europa aristocratica osservante delle convezioni e preoccupata della propria reputazione, all’America borghese, dei self made men con la sua variegata e dinamica umanità sociale. Certamente la giovanissima autrice ha ampi margini di miglioramento specialmente se si fa riferimento al tema delle differenze culturali, filosofiche e storiche tra Europa e America, ma il suo romanzo tenta di vincere il torpore e la banalità dell’offerta narrativa italiana contemporanea che riguarda soprattutto gli emergenti, volta al facile successo attraverso operazioni di marketing.

 

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About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l’arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d’arte contemporanea.

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