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Zaira di Carola Baudo

“Zaira”, l’esordio di Carola Baudo

Zaira (Epsil edizioni) è il romanzo d’esordio di Carola Baudo, classe 1989. Il suo è un romanzo molto introspettivo, ma che sfocia anche nel genere sentimentale e di formazione. La storia sembra seguire due trame quasi parallele, che si incontrano in diversi punti ma che, di fatto, sembrano essere autonome. Ciò che le unisce è, appunto, Zaira.

Zaira, una ragazza interrotta

Zaira di Carola Baudo
l’autrice Carola Baudo

Zaira è all’ultimo anno del corso di laurea in lettere moderne presso La Sapienza di Roma. Avendo da poco chiuso una storia importante con Davide, si trova, come fin troppo spesso accade, in un periodo di stasi, in cui gli eventi del passato recente e del futuro prossimo si trovano bloccati e sospesi. Studio, lavoro, amicizie, affetti: tutto passa attraverso la ragazza, la quale non riesce proprio a dimenticare questa storia così importante e disperata, una di quelle storie che lasciano il segno, e la cui fine segna sempre o quasi l’interruzione di progetti di vita comune. A sopportare/supportare Zaira nel suo percorso di rinascita c’è l’amica Farah, che non ha mai avuto storie importanti, non si è mai innamorata ma, soprattutto, è molto espansiva, ironica e propositiva. Tutto all’opposto di Zaira che, invece, risulta chiusa, introspettiva e a tratti cupa.

Tutto cambia (o sembra cambiare) quando Farah conosce Paolo e Zaira Stefano. Laddove la prima conosce finalmente l’amore (cosa che la scombussola non poco, portandola a rivedere alcune posizioni su cui ruotava la sua vita), la seconda si ritrova convinta di aver finalmente superato la storia con Davide. Ma così non è: dopo alcuni tira e molla, i due capiscono che la cosa non s’ha da fare; e soprattutto Zaira comprende come, per riprendere in mano la propria vita, sia essenziale affrontare i momenti di transizione da soli; salvo cambiare idea proprio sul finale, nel quale sembra vincere invece una sorta di seconda occasione con Davide.

Zaira, una ragazza frammentata

Zaira è all’ultimo anno del corso di laurea in lettere moderne presso La Sapienza di Roma. Lavora come cameriera per pagarsi gli studi e l’affitto nella capitale. La ragazza infatti è fuggita a quindici anni da una casa in cui vivevano un padre manesco e una madre incapace di reagire. Dopo un periodo insieme ai nonni, Zaira si è ritrovata a Roma, pronta a iniziare una nuova vita; ma segnata, ovviamente, dalle esperienze adolescenziali. Un giorno conosce la sua vicina di casa Giulia la quale, scopre più tardi, è in realtà la sorella. Tramite la nuova conoscenza, infatti, Zaira viene a sapere di essere stata adottata. Si apre così una serie di domande: dovrei conoscere i miei veri genitori? Come dovrei comportarti con chi mi ha adottato?

Grazie a Giulia, dunque, la ragazza riesce a ricostruire parte del suo passato, e in questo modo è in grado anche di affrontare sotto un’altra luce ciò che sta per arrivare: ossia il futuro, gravido di novità.

Un romanzo rapido. Forse troppo

Zaira è un testo interessante che affronta tematiche nient’affatto leggere come le separazioni, l’abbandono, il modo in cui il passato influenza il futuro. È scritto con un stile colloquiale, adatto, per linguaggio e uso del gergo, a una studentessa giovane e di classe media. Quello che lascia un po’ perplesso è la “fuggevolezza” del testo: gli eventi che accadono sono molti in sole 162 pagine, al punto che a volte sfuggono alla vista. Ci sono momenti in cui la narrazione, forse, avrebbe dovuto fermarsi per lasciare spazio alle riflessioni che inevitabilmente si accavallano nella testa di chi sta vivendo certe esperienze.

Due sono le occasioni in cui questa rapidità si palesa maggiormente. La prima è quando Zaira scopre che Giulia è la sorella: «Una doccia fredda sarebbe stata meglio, persino una pistola puntata alla testa lo sarebbe stata. Giulia era mia sorella, ecco perché mi aveva trasmesso qualcosa di strano appena l’avevo vista, e poi mia madre non era mia madre… Insomma, la testa mi scoppiava e non capivo niente. Crollai sul divano, esausta. Tutto quel tempo, tutti quegli anni trascorsi senza sapere nulla. Come avevano potuto nascondere una cosa così? E la mia vera madre? Mio padre? Le domande mi rimbombavano nella mente. Dovevo assolutamente parlare con Giulia».

E poi, dopo il colloquio con la ragazza: «Una volta a casa rimasi a lungo seduta sul divano con lo sguardo perso nel vuoto, con Pit che mi leccava una mano in cerca di coccole. Avevo una sorella, i miei genitori mi avevano adottata, sembrava un film, non poteva essere reale! Pensieri sconnessi mi affollavano la mente, ero preoccupata per la mia madre adottiva e non vedevo l’ora di saperne di più di quella naturale. Mi feci una tazza di camomilla e tentai di dormire ma immaginavo sarebbe stata una lunga notte».

La seconda occasione è quando la nonna di Zaira scopre lo stesso evento, circa trenta pagine dopo:

«Bene, comunque volevo dirti che oggi vado a Rieti per il weekend con Farah. Te la ricordi Farah? Poi ho conosciuto Giulia, mia sorella, quando ci vediamo ti racconto».

«Tua sorella? Tesoro, non ti capisco. Però sono felice che andate a stare tutti insieme per qualche giorno, vi svagate. Farah me la ricordo. È passato tanto tempo, dovete venire a trovarci, vi faccio quella crostata che vi piace tanto».

Certe rivelazioni sono talmente travolgenti da provocare degli scombussolamenti interiori che non possono in alcun modo risolversi, sulla carta, con poche righe.

Zaira è insomma un bell’esordio: scritto bene, con un’ottima padronanza del linguaggio, sa affrontare tematiche ben precise, attribuendo ai personaggi una propria voce e ricostruendo abbastanza fedelmente la struttura sociale degli universitari contemporanei. Tuttavia una certa fretta e una certa leggerezza nell’affrontare determinate tematiche lo rendono un romanzo che, forse, avrebbe richiesto maggior tempo, sia in termini di lunghezza che di elaborazione.

About David Valentini

David Valentini è nato a Roma nel 1987. Laureato in filosofia e appassionato di arte e letteratura, è scrittore, correttore di bozze e traduttore. Ha pubblicato due romanzi e il suo sogno è vincere il Premio Strega. Gestisce la pagina Facebook "Crepuscoli urbani".

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