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Altri mondi

“John Lennon/Plastic Ono Band”: L’Inferno di un Beatle

Lennon

John Lennon/Plastic Ono Band è un album scarno, spoglio, drammatico e profondamente intimista. Quando, l’11 dicembre del 1970, questo misterioso oggetto fa la sua comparsa nei negozi John Lennon ha un bel po’ di demoni da esorcizzare ed un bel po’ di rospi da sputare fuori. L’infanzia difficile, i genitori inesistenti, il successo vorticoso, il divorzio da Cynthia, il distacco da Julian, l’eroina, Yoko Ono, il recentissimo e traumatico scioglimento dei Beatles

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‘In Rock’ dei Deep Purple: Un monumento in musica

In Rock. Più che un titolo, un imperativo categorico. Un comandamento. Uno stile di vita. Con questo incredibile quarto album i Deep Purple sprigionano, per la prima volta, il loro inimitabile sound, ruvido come carta vetrata, solido come una roccia e grande come una montagna. Già dalla copertina (a giudizio dello scrivente una delle più belle mai realizzate) Gillian e soci mettono subito le cose in chiaro, facendosi ritrarre scolpiti sul fianco del Monte Rushmore, al posto degli storici presidenti degli Stati Uniti. Non si tratta di megalomania ma di grandezza e potenza. Dopo aver sostituito Rod Evans e Rick Simper con Ian Gillian e Roger Glover, i Deep Purple trovano la quadratura del cerchio e si apprestano a diventare i “presidenti” della scena musicale anni ‘70. Non per nulla sono considerati, insieme a Led Zeppelin e Black Sabbath, i padri fondatori dell’hard rock e successive derivazioni. Ma mentre gli Zeppelin sono più immediati e sanguigni ed i Sabbath più tormentati e rabbiosi, i Deep Purple sono più tecnici e raffinati, contaminando il loro stile con la psichedelia, il progressive e persino le suggestioni classiche.

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“Song In The Key Of Life” di Stevie Wonder: Black Masterpiece

Stevie Wonder

All’inizio degli anni ’70 la carriera di Stevie Wonder è caratterizzata da un’imponente crescendo rossiniano. Nel breve volgere di quattro anni (dal 1972 al 1976) e di quattro album ( Music Of My Mind, Talking Book, Innervision e Fulfillingness First Finale), il genio di Saginaw sveste i panni di ragazzo prodigio della black music per trasformarsi in figura dominante e star assoluta del panorama musicale internazionale. Stanco del controllo eccessivo che la Motown esercitava sulla sua produzione, Wonder decide di dire basta.

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“Green River” dei Creedence Clearwater Revival: American Way Of Life

Creedence

"Green River" è un viaggio al centro della musica e della filosofia americana. Le tematiche affrontate sono tratte dalla vita di tutti i giorni. La guerra del Vietnam in Wrote A Song For Everyone, la difficoltà a sbarcare il lunario in Lodi, il viaggio come stile di vita in Cross Tie Walker, tutti argomenti che fanno di Green River un capolavoro universale che trascende anni e stilizzazioni.

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“Nebraska” di Bruce Springsteen: Il Boss è nudo!

"Nebraska" non è che l’apice di un mutamento nella musica di Springsteen cominciato con Darkness On The Edge Of Town e confermato, poi, nei lavori successivi. L’entusiasmo giovanile, la spensieratezza, l’amore cedono il passo alla disillusione, al disincanto, all’amarezza sullo sfondo di un’America che smette di essere the promised land per trasformarsi in un luogo pieno di contraddizioni, violenza e dolore. Uno dei primi ad apprezzare quest’album è stato un monumento della musica mondiale: Johnny Cash che ha inciso sentite versioni di Higway Patrolman e Johnny 99.

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“Tommy” dei The Who: i fantasmi di Pete

"Tommy", quarta fatica del gruppo inglese The Who datata 1969, si può a ragione considerare la prima opera rock della storia concepita in quanto tale. Nonostante alcuni anni prima ci siano stati i primi esperimenti in questo senso (The Story of Simon Simopath del gruppo britannico Nirvana e S.F. Sorrow dei Pretty Things), "Tommy" rappresenta il primo tentativo cosciente di portare la musica rock oltre i limiti della forma canzone.

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