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Scienza

L’ansia è un’emozione positiva e ha una funzione orientativa

ansia

L’ansia è un’emozione positiva. Normalmente ha il ruolo di richiamare l’attenzione, di mettere in guarda da certe situazioni di pericolo, di orientare verso azioni necessarie per la sopravvivenza. E’ presente nell’uomo sin dall’alba della sua esistenza come campanello d’allarme in un ambiente carico di minacce. Ci sono paure e ansie che consideriamo ragionevoli, come quelle in reazione agli eventi di Parigi, e altre invece che riteniamo “sbagliate“.

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Addio all’oncologo Umberto Veronesi, sostenitore di grandi campagne

Umberto Veronesi

Umberto Veronesi è morto. Oncologo, politico, sostenitore di grandi campagne. Veronesi, spentosi oggi a Milano, avrebbe compiuto 91 anni il 28 novembre prossimo, è stato un personaggio eclettico e che ha lasciato il segno in vari campi, legando il suo nome agli studi contro il cancro ma anche all'appoggio di campagne sociali al centro di accese polemiche come, ad esempio, quella a favore dell'eutanasia. Diceva spesso di non avere paura della morte ma di essere anche forte sostenitore di ogni lotta alla sofferenza fisica e psichica del malato.

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Incontro con Bruno Galluccio: tra poesia e scienza

Bruno Galluccio

Bruno Galluccio è uno straordinario autore che coniuga scienza e poesia sua opera: una poesia (molto ben recensita) attenta all’essenzialità, che si fa passaggio tra temi quali l’enigma dell’universo, il mistero, intrisa di un pieno umanismo in cui l’individuo è origine del sistema di riferimento. Sono continui i rimandi alla scienza, con diversi registri non proprio linguistici, direi piuttosto epistemici: il lessico si mantiene infatti sempre ricercato (cosa non scontata nella poesia contemporanea), pur senza barocchismi di maniera (cosa non scontata nella poesia in genere).

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La radiazione di Hawking esiste-Il pozzo che evapora

radiazione di Hawking

Alla Technion University, in Israele, un esperimento conferma l'esistenza della radiazione di Hawking. Il mondo ama le eccezioni, e il loro strabordare dai confini delle leggi. Quando si dice che un buco nero è un pozzo dal quale nulla può sfuggire, nessuna particella materiale, e neanche la luce, si può venir colti, oltre che da un sentimento di claustrofobica angoscia, anche da un sospetto lieve. Possibile? Possibile che da un a porta chiusa, seppure ermeticamente, non possa filtrare un capello dorato di luce? Che la parete bianca sia priva di macchia, che la montagna inamovibile non sussulti? E l'effetto tunnel quantistico? E la fuga da Alcatraz? E le tentazioni di Sant'Antonio? Perfino negli spot dei disinfettanti, i pubblicitari si cautelano per bene lasciando quel piccolo batterio di sorta ("pulisce fino al 99,9999% ...").

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Dott.ssa Elena Villani: con il Metodo Ruffini si possono distruggere completamente i batteri patogeni

Dott.ssa Elena Villani

Il Metodo Ruffini è un trattamento dermatologico ad uso topico cutaneo di Ipoclorito di Sodio (NaOCl) tra il 6% e il 12%. Tale metodologia terapeutica è nata nel 1991 allorquando il dr Gilberto Ruffini, medico chirurgo ed ematologo. Abbiamo intervistato la Dott.ssa Elena Villani, Medico di famiglia, specialista in Ginecologia, coordinatrice della Medicina di famiglia Medinfior ULSS 7 e AFT, esperta di legislazione sanitaria. Referente Commissione Ospedale Territorio Ordine Medici di Treviso. Componente commissione Ospedaliera territoriale ULSS 7 e di commissioni regionali e aziendali.

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Metodo Ruffini, una cura rivoluzionaria?

metodo ruffini

L’ipoclorito di sodio, secondo le modalità del Metodo Ruffini, può trovare applicazione, naturalmente, anche come disinfettante negli ospedali. Se per evitare la diffusione di batteri multiresistenti, i cosiddetti superbatteri o batteri killer, come abbiamo visto, è raccomandato di evitare la somministrazione di antibiotici a largo spettro in modo preventivo rafforzando invece l’igiene, il nostro ipoclorito può essere un ottimo alleato “nelle mani”, è il caso di dire, degli operatori sanitari. Nulla di nuovo se già nell’Ottocento il medico ungherese Ignác Fülöp Semmelweis scoprì che bastava lavarsi le mani con un composto di cloro per prevenire la setticemia ovvero la febbre puerperale.

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