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Attentato Barcellona, 13 morti. Rischio di italiani coinvolti. Ultime notizie

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Barcellona, 17 agosto 2017 - Un altro attentato in Europa, un'altra strage. Questa volta il bersaglio è Barcellona: intorno alle 17 di oggi pomeriggio un furgone bianco è piombato sulla folla che passeggiava sulle Ramblas, la strada più turistica della città catalana, facendo morti e feriti. E' stato arrestato e si chiama Driss Oukabi, nato a Marsiglia e già noto alla polizia spagnola in quanto pregiudicato, l'uomo che ha noleggiato il furgone con cui ha ucciso 13 persone. 80 i feriti, 15 dei quali gravi, di un massacro che l'Isis ha rivendicato in serata attraverso la sua 'agenzia' Amaq. Un altro dei due complici ricercati dalla polizia sarebbe morto in una sparatoria con gli agenti. Arrestato anche il terzo uomo. Secondo fonti della Farnesina, c'è il rischio di eventuali coinvolgimenti di italiani

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Perché leggere un buon libro fa bene alla salute

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Chi non legge non lo sa, non l’ho ha mai provato perciò il primo passo sarebbe aprire un libro e provare a leggere. Molti amerebbero leggere ma per una sorta di preconcetto (leggere è una perdita di tempo/non serve a nulla/mi annoia) non ci provano nemmeno. Molti iniziano con un libro sbagliato: un autore pesante, una storia complicata e quindi non riescono a leggere.

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10 frasi per ricordare Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di via d’Amelio

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Paolo Emanuele Borsellino è stato un magistrato italiano nato a Palermo il 19 gennaio 1940. Fu proprio lì che conobbe Giovanni Falcone, suo futuro alleato nella lotta contro la mafia. Nel 1958 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza laureandosi cum laude nel ’62 con una tesi su "Il fine dell'azione delittuosa". Nel ’59 simpatizzante di destra aderì al Fronte Universitario d'Azione Nazionale, associazione studentesca di cui divenne rappresentante. Nove anni dopo sposò Agnese Piraino Leto figlia dell’omonimo magistrato. Nel ’63 Borsellino vinse il concorso in magistratura diventando il più giovane magistrato d’Italia. A partire dal ’75 cominciò a lavorare presso il tribunale di Palermo sotto la direzione di Rocco Chinnici. Nell’estate dell’85 Falcone e Borsellino vennero trasferiti all’Asinara per ragioni di sicurezza con le rispettive famiglie. L'anno successivo si diede l’avvio al Maxiprocesso di Palermo che svelò i principali segreti della mafia siciliana. Borsellino era ormai diventato bersaglio di Cosa Nostra; la notizia fu diffusa da Vincenzo Calcara, mafioso di Castelvetrano a cui era stata ordinata l’esecuzione. Nonostante ciò Il 23 maggio 1992 Falcone cadde vittima insieme alla famiglia di un terribile attentato e nell’estate dello stesso anno Borsellino in visita presso la madre in via D’Amelio perse la vita a causa di un’esplosione. Questo evento passò alla storia come Strage in via D’Amelio.

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Vaccini, obbligare è fascismo sanitario, serve una maggiore e corretta informazione

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Il decreto legge sulla vaccinazione obbligatoria è un obbrobrio anticostituzionale. Con esso si prospetta ai genitori contrari alla vaccinazione, una sanzione che va dai 500 ai 7500 euro e la sospensione della patria potestà; ai bambini, invece si prospetta un trattamento sanitario obbligatorio. Poi perché un decreto legge? Quale necessità e urgenza sussiste? In Italia non c’è alcuna emergenza epidemiologica. Inoltre perché obbligare tramite un decreto d’urgenza alla vaccinazione del tetano che non è contagioso? Non è mio intento entrare nel merito se i vaccini siano utili, non rientra nelle mie competenze. La mia riflessione è di chi analizza gli alterati rapporti di forza tra politica e potentati economico-finanziari. Del resto neppure il ministro Beatrice Lorenzin ha competenze in materia, non è laureata in Medicina, in realtà non è neppure laureata; ma non serve una laurea per capire che lei e il suo governo senza mandato elettorale non sono espressione degli interessi dei cittadini. Oggi, il partito del ministro Lorenzin ha un seguito elettorale che ottimisticamente è pari al 3%, eppure si arroga di imporre per decreto una questione che richiederebbe ampio dibattito.

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11 frasi per comprendere come in realtà l’Unità d’Italia sia stata una colonizzazione del sud

Unità d'Italia

L'Italia non è mai stata veramente unita. Quando una parte del Paese è volutamente tenuta sotto le soglie della povertà e nel degrado più totale, si tratta di colonizzazione, di guerra di conquista e non di unione. Come diceva Bertold Brecht, chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

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156 anni fa l’Unità d’Italia e l’inizio dell’insabbiamento culturale: conoscere la verità è un dovere di tutti gli italiani

Unità d'Italia

Molti storici in epoca moderna hanno fatto luce sugli eventi che hanno caratterizzato l'Unità d'Italia dimostrando, con certezza, che la cultura di "regime" stese, dai primi anni dell'unità, un velo pietoso sulle vicende "risorgimentali" e sul loro reale evolversi. Tutte le forme d'influenza sulla pubblica opinione furono messe in opera, per impedire che la sconfitta dei Borboni o la rivolta del popolo meridionale si colorasse di toni positivi.

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