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Vaccini, obbligare è fascismo sanitario, serve una maggiore e corretta informazione

vaccini

Il decreto legge sulla vaccinazione obbligatoria è un obbrobrio anticostituzionale. Con esso si prospetta ai genitori contrari alla vaccinazione, una sanzione che va dai 500 ai 7500 euro e la sospensione della patria potestà; ai bambini, invece si prospetta un trattamento sanitario obbligatorio. Poi perché un decreto legge? Quale necessità e urgenza sussiste? In Italia non c’è alcuna emergenza epidemiologica. Inoltre perché obbligare tramite un decreto d’urgenza alla vaccinazione del tetano che non è contagioso? Non è mio intento entrare nel merito se i vaccini siano utili, non rientra nelle mie competenze. La mia riflessione è di chi analizza gli alterati rapporti di forza tra politica e potentati economico-finanziari. Del resto neppure il ministro Beatrice Lorenzin ha competenze in materia, non è laureata in Medicina, in realtà non è neppure laureata; ma non serve una laurea per capire che lei e il suo governo senza mandato elettorale non sono espressione degli interessi dei cittadini. Oggi, il partito del ministro Lorenzin ha un seguito elettorale che ottimisticamente è pari al 3%, eppure si arroga di imporre per decreto una questione che richiederebbe ampio dibattito.

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11 frasi per comprendere come in realtà l’Unità d’Italia sia stata una colonizzazione del sud

Unità d'Italia

L'Italia non è mai stata veramente unita. Quando una parte del Paese è volutamente tenuta sotto le soglie della povertà e nel degrado più totale, si tratta di colonizzazione, di guerra di conquista e non di unione. Come diceva Bertold Brecht, chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

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156 anni fa l’Unità d’Italia e l’inizio dell’insabbiamento culturale: conoscere la verità è un dovere di tutti gli italiani

Unità d'Italia

Molti storici in epoca moderna hanno fatto luce sugli eventi che hanno caratterizzato l'Unità d'Italia dimostrando, con certezza, che la cultura di "regime" stese, dai primi anni dell'unità, un velo pietoso sulle vicende "risorgimentali" e sul loro reale evolversi. Tutte le forme d'influenza sulla pubblica opinione furono messe in opera, per impedire che la sconfitta dei Borboni o la rivolta del popolo meridionale si colorasse di toni positivi.

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In ricordo di Mircea Eliade, archeologo simbolico e ricercatore delle radici europee

Eliade

Il 13 marzo 1907, a Bucarest, nasceva Mircea Eliade. Ad onta delle varie critiche – spesso scientifiche, spesso no – mosse a questo straordinario pensatore, filosofo, antropologo, storico delle religioni, mitografo, a 110 anni dalla sua nascita il suo pensiero è più vivo che mai: stanno a dimostrarlo le continue ristampe dei suoi testi, ma anche le nuove opere edite in italiano, che coprono tutto l’arco della sua produzione, dalla narrativa alla saggistica, dalla diaristica al teatro. Il pensiero di Eliade è un’autentica oasi in quel deserto di strutturalismi, decostruzionismi e pensieri deboli, post, neo e via discorrendo, che imperversa oggi. Forse il merito più grande dello storico delle religioni romeno è stato di avere preso il sacro sul serio. Questa la sua eredità, che è compito degli studiosi approfondire e meditare.  

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Le democrazie occidentali ai tempi dei social network

Le domocrazie occidentali ai tempi dei Social Network

Asfaltare, umiliare, distruggere, sono solo alcuni dei termini più comuni condivisi migliaia di volte al giorno da platee sterminate di frequentatori di social network. Si tratta nella maggioranza dei casi di video insignificanti in cui vengono estrapolati parti di interventi televisivi o pubblici in cui il protagonista utilizza un linguaggio, spesso offensivo, verso i suoi interlocutori. Di fronte a queste frasi gli improvvidi navigatori si profondono in applausi a scena aperta. Poi ci sono i commenti, sempre in linea con l’asfaltare, umiliare, ecc.

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I martiri delle foibe scomparsi dai libri di storia e dalla memoria collettiva

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«Non abbiamo ormai detto tutto su vicende di 70 anni fa? Ha senso ritornarci sopra ad ogni ricorrenza? Ebbene sì, ha senso. Riconciliazione non significa rinuncia alla memoria». Queste le parole dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione delle celebrazioni per la Giornata del Ricordo delle Foibe del lontano 2013, degne di un Capo di Stato responsabile e attento a voler tenere vivo nel ricordo di tutti il dolore che ancora provano le vittime delle persecuzioni titine.

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La lingua italiana tra analfabetismo e riforme della scuola

La lingua italiana tra analfabetismo e riforme della scuola

È difficile prendere sul serio i 600 docenti universitari che hanno lanciato l’allarme sull'uso approssimativo che i loro studenti fanno della lingua italiana. La difficoltà non nasce dalla fondatezza della loro denuncia – è sotto l’occhio di tutti il degrado culturale in cui versa il nostro Paese – ma dal silenzio assordante che ha contraddistinto la categoria, con le dovute eccezioni, nel corso delle riforme peggiorative della scuola che, più o meno, hanno operato tutti i governi negli ultimi vent'anni.

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