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Wikipedia ha vinto la sua battaglia

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Da tre giorni, chiunque abbia provato a collegarsi alla versione italiana di Wikipedia, la nota enciclopedia libera presente online dal giugno del 2003, si è trovato impossibilitato ad accedere alle informazioni contenute sul sito. Al posto di esse, l’internauta si trovava dinnanzi un messaggio che spiegava la scelta di oscurare le pagine del sito visto l’approssimarsi del 5 luglio, data in cui il Parlamento europeo si sarebbe espresso in merito alla direttiva sul copyright, che avrebbe previsto maggiori controlli e restrizioni sui materiali immessi in rete. Quest’oggi, pochi minuti dopo aver ricevuto la notizia che le nuove regole erano state respinte, il sito è tornato ad essere consultabile, come a voler festeggiare la ‘sentenza’ favorevole. L’enciclopedia accusava il testo in questione di limitare fortemente la libera circolazione delle informazioni, da sempre segno distintivo della rete. Secondo molti questa direttiva, se approvata, avrebbe messo a repentaglio l’esistenza stessa di Wikipedia e di molti altri siti.

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‘Generazione Erasmus’, l’utile compendio filosofico sulla società del libero mercato di Paolo Borgognone

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Il volume a firma di Paolo Borgognone, pubblicato lo scorso anno per i tipi di OAKS, dal titolo Generazione Erasmus, è un vero compendio filosofico attinente la società di “libero mercato” e i suoi avidi fiancheggiatori. Ponendo al centro della trattazione l’esperienza dei giovani universitari che si recano all’estero per un periodo di studio, delinea con ricchezza di particolari quei processi che hanno condotto inesorabilmente alla costruzione della moderna società “liquida”: il totalitarismo nichilista del consumo; il giovanilismo come apologia della mobilità illimitata e accettazione passiva del precariato; il nuovo conflitto di classe post-moderno fra vincitori e vinti della globalizzazione; il genderismo come rinuncia alla propria identità anche nella sfera sessuale; il Sessantotto come controrivoluzione ultra-capitalista. Nella seconda parte, non mancano acute analisi geopolitiche. Stando ai contenuti strettamente filosofici, osserviamo che il risorgere dell’interesse per il pensiero di Hegel e Marx nell’ultimo decennio ha un’importanza rilevante in relazione ai problemi sorti con l’evoluzione del capitalismo dopo il 1989 e dell’economia post-moderna; in effetti, siamo di fronte ad un’opera pregevole, concepita da un giovane studioso, che si inserisce in un più ampio circuito di ripensamento del ruolo della politica e dello Stato nei confronti dell’economia, della comunità di fronte all’individualismo, delle radici tradizionali contro il mondialismo dell’omologazione planetaria.

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Maturità 2018: la versione di greco al liceo classico e i commenti grossolani degli eruditi radical chic: Aristotele non è un modello di integrazione

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La versione di Aristotele? E’ davvero un’ottima scelta, perché è stata pensata per fare un dispetto al pessimo ministro dell’Interno che attualmente abbiamo. Ruota intorno al concetto che è l’amicizia con gli altri che tiene in piedi le città, Aristotele è un uomo che la sapeva lunga. Bravi al ministero, hanno scelto un brano che dà inizio alla Resistenza contro il nuovo fascismo. (fonte ANSA). Questo il commento di Luciano Canfora al testo della versione di maturità classica di quest’anno, un brano dell’Etica Nicomachea di Aristotele. Eppure non serve essere né filologi classici né storici dell’antichità per rimanere perplessi di fronte ad un’ affermazione come questa. Precisiamo quindi un piccolo e insignificante dettaglio trascurato da Canfora: “l’amicizia che tiene in piedi le città” – si badi bene: non solo nel pensiero di Aristotele, ma nell’humus generale della cultura greca antica fino almeno all’Ellenismo – è quella tra cittadini, ossia individui di sesso maschile, adulti e formati dalla polis, che addirittura, con la Legge sulla cittadinanza di Pericle (451/450 a.C.) dovevano avere entrambi i genitori ateniesi. Tutti gli altri – meteci, figli illegittimi, donne, stranieri di passaggio, schiavi) erano in condizione di inferiorità; potremmo dire, con Orwell, che nella polis tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri, con quel che ne consegue in termini di diritti. I barbari (xenoi barbaroi) è persino superfluo nominarli: Aristotele con un non-greco che non conoscesse la sua lingua non ci avrebbe mai nemmeno parlato.

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Parte il governo Lega-M5S: che non sia una primavera europea

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Si è finalmente entrati in nuova epoca, politica e comunicativa. Parte il governo targato Lega-M5S. Destra e sinistra sono morte, insieme ai principali mezzi di informazione, i quali oltre a non aver capito il momento storico, sono stati ad inseguire le dirette Facebook dei due leader che dopo gli incontri a porte chiuse non concedevano esclusive se non alle loro pagine personali. E poi c’è un terzo elemento fondamentale che si inserisce: quello metapolitico. E’ la metapolitica ad aver influenzato i due movimenti-partito dominanti accelerando il processo di disgregazione dello status quo, è la metapolitica che oggi detta l’agenda del giornalismo italiano poiché quelle tematiche geopolitiche, economiche e giuridiche definite “fuori dal mondo” diversi anni fa sono diventate oggi mainstream.

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L’esame di maturità: indice di inadeguatezza

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Maturità 2018, le scuole ‘snobbano’ l’attualità: storia e italiano si fermano agli anni ‘50”: suona inquietante, anche se non inaspettato il titolo dell’Ansa del 25 maggio. L’articolo riporta i sondaggi effettuati da Skuola.net ai maturandi del 2018. I risultati erano prevedibili, ma allarmanti. Per quanto riguarda il programma di storia, il 39% del campione sta affrontando ora (a un mese dall’esame!) la seconda metà del Novecento, solo il 14% è arrivato ai giorni nostri ed è in fase di ripasso e la restante parte è in una situazione drammatica: il 23% arriverà appena alla Seconda guerra mondiale, il 12% sta affrontando il periodo tra le due guerre e il 12% non è ancora arrivato al primo conflitto mondiale. Tra i maturandi alcuni rimediano alle lacune studiando per conto proprio, documentandosi su libri o tramite documentari, in altri casi sono i professori a consigliare letture integrative. Ma il 25% degli studenti non studierà ciò che rimarrà fuori programma perché ritenuto inutile ai fini dell’esame.

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Il ’68 cinquant’anni dopo, quell’anno, divenuto canone di vita e conformismo di massa, che ancora pesa

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Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, nel libro Rovesciare il '68, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct. Ma nel 2018, cinquant'anni dopo, i sessantottini cominciano a farsi settantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità. Questo viaggio nella "piccola preistoria" degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico da Veneziani: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.

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Alfie Evans e la cultura della morte: il liberalismo selvaggio la difesa della vita in quanto esseri umani

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Non è progressista una civiltà in cui si registrano più aborti che nascite, più divorzi che matrimoni, più cannabis club che sale giochi, dove non è possibile esercitare la libertà d’espressione dietro l’accusa di essere fascisti, o quella di riunione dietro la minaccia dei cosiddetti antagonisti (del buon senso). Soprattutto, non è realmente progressista una civiltà in cui non è possibile esercitare la libertà di movimento per fuggire da una condanna a morte e reclamare la difesa della vita di un figlio malato e bisognoso di cure urgenti quale diritto inalienabile di ogni essere umano – ogni riferimento ad Alfie Evans è puramente intenzionale. La cultura della morte ha vinto ed esteso i suoi tentacoli in tutto l’Occidente; a ricordarlo ci ha pensato la sentenza del giudice Anthony Hayden, che sarà prima o poi chiamato a rispondere dell’accusa di omicidio ai posteri (per i laici) o a Dio (per i credenti).

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Pane, acqua e Reality Show: noi diventiamo ciò che vediamo?

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«Noi diventiamo ciò che vediamo. Diamo forma ai nostri strumenti e poi i nostri strumenti danno forma a noi». Quando si affronta l’analisi del contenuto di un determinato medium è angolare affidarsi al pioniere degli studi sui variegati strumenti di “rivoluzione” di massa, che introiettano automaticamente il messaggio di chi se ne serve: Marshall McLuhan. La televisione – medium glaciale, che ha bisogno di una partecipazione capitale per poter agire in maniera invasiva – è stata corteggiata e poi stuprata dai social media e dal web, venendo addirittura ammanettata dalle app per smartphone e dai sistemi digitali on demand, che creano un riciclo continuo dei suoi contenuti.

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