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Autori emergenti

‘Tre di uno’, la raccolta poetica di ricerca e ragionamento di Beatrice Cristalli

Cristalli

E' una raccolta poetica dagli echi luziani e ungarettiani quella della giovane autrice piacentina Beatrice Cristalli per la quale la parola è fatto, realtà ed ha un peso. Le poesie di Beatrice Cristalli ci consegnano un'autrice che trova prima ancora di cercare, riflettendo sul significato della parola nella nostra magmatica contemporaneità. Come nota giustamente Giovanna Rosadini nella prefazione dellopera, da un lato si ha, quindi, la scissione postmoderna fra la parola-realtà e un soggetto sempre più disancorato da evenienze oggettuali (ovvero i contesti che tradizionalmente lo definivano: modelli, relazioni, ruoli ecc., ormai “liquefatti”, per dirla con le parole del grande sociologo Zygmunt Bauman, e in continua trasformazione); dall’altro quel «voler essere / a tutti i costi» a cui «non c’è tuttavia rimedio», anche se «non è poi / così male essere e basta – le parole non frugano più». Se l’esistenza è sotto il segno della precarietà, infinite sono le possibili declinazioni, e rifrazioni, del soggetto: «Guarda che sei libero, verrà un ladro / E vorrà rubarti perché non potrà mai capire. O anche: «Non potevo essere altro se non / Questo / Il giusto riconoscersi del dito che / Punta lo specchio». Anche se, forse, questa condizione esistenziale, che l’autrice referta con una lingua sobria, asciutta e priva di orpelli retorici, ha origini remote: «Tutto sta in un’antica ferita / Che parla di una storia mai esistita / come di te che sei solo un uomo / Anche se le iniziali sono di Dio»: una ormai impossibile metafisica, in quella che non a caso Lipovetsky ha battezzato “ère du vide”, dove la ricerca della verità è sempre in bilico sul suo rovescio, il concetto di vuoto. «Sulla linea 90 / Ci sono solo due fatti / e il compimento non ci sarà»; «Ma io me ne vado / A cercare / o morirò negli assiomi»; «Non è vero niente».

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‘L’assonometria del caso’, il romanzo dai risvolti distopici di Chiara Myriam Novelli

caso

L'assonometria del caso è un romanzo abbastanza complesso, pubblicato tramite self publishing e a tal proposito è un peccato che un romanzo come questo venga escluso dall'editoria tradizionale, sebbene presenti tutti i limiti del self-publishing: diversi refusi, poca compattezza e omogeneità nella struttura lo rendono un romanzo abbastanza ostico per la maggior parte dei lettori abituati a storie poco impegnative e lineari. Ma, nonostante alcune pecche, L'assonometria del caso è un libro che merita di essere letto. La sua inorganicità può disorientare il lettore, ma che è funzionale alla storia narrata, intrisa di psicologia, filosofia e mitologia. Tre uomini con lo stesso nome, Zarko Graus, perdono la loro identità per deficit della memoria, per fuggire alla legge, per entrare nelle file del monachesimo ortodosso. Ma il nome ha una vibrazione che è suono, e il suono è geometria, aritmetica, numero. E queste coordinate comuni, dato che tutto in natura è vibrazione, numero e parte di un unico tessuto energetico, fa sì che i tre uomini abbiano tratti destinici comuni e che le loro vite si attraggano e si intreccino. Ma c’è un quarto Zarko Graus, quello vero, quello che non sa nulla dei tre ma, come commissario, si ritrova in pensione con tre casi irrisolti a cui vuole dare soluzione a ogni costo, tre donne che scoprirà legate ai tre uomini con lo stesso nome. Ma anche qui c’è una quarta donna, il quarto caso irrisolto, quello legato a lui.

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‘Testimoni d’accusa’ di Fabrizio Bartelloni: i vizi e delle debolezze umane visti da un avvocato penalista

Fabrizio Bartelloni

Dalle scarne note biografiche che si scovano in rete si viene a sapere che Fabrizio Bartelloni è un penalista pisano che si occupa al contempo della difesa dei propri assistiti in qualità di avvocato e della pubblica accusa, quale magistrato onorario (confidiamo in dibattimenti differenti e separati). Questa sua schizofrenia professionale in qualche maniera si evince anche dalla raccolta di racconti Testimoni d’accusa. Manuale di confessioni involontarie, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice MdS, entro la quale la stigmatizzazione dei vizi e delle debolezze umane trova come suo immancabile pendant una grande empatia per le sventure e i crampi comportamentali in cui i personaggi incorrono, che tuttavia mantiene il buon gusto di non tingersi mai di quella compassione che colloca idealmente chi la dispensa al di sopra di colui che ne sia oggetto.

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Stefano Lanuzza: ‘Il bosco, il mondo, il caos. Come un romanzo’, o il bosco dell’Essere nella dialettica dell’Esistere

Stefano Lanuzza

Scrittore inesausto, il siciliano Lanuzza da decenni fattosi cittadino di Firenze (e dell’ormai invisibile Firenze dantesca, si direbbe), continua a organizzare pensieri mai assopiti e mai arresi alla volgarità di questo nostro iniquo presente – e a far pratica filosofica di ciò che chiamiamo linguaggio letterario, nel mentre che realizza con la stessa acuminata finezza e la stessa radicale intransigenza stilistica le sue figurazioni erotico-demoniache: un pitto-scrittore, insomma, cui si devono un’infinità di indagini critico-teoriche sul nostro Novecento lontanissime dalla pigra vulgata dei manuali, una messe di traduzioni di grandi autori francesi da Sade a Nerval, da Huysmans a Gide, da Barbey d’Aurevilly a Musset a Lautrèamont a Céline, e prose creative, e almeno una raccolta di poesie decisamente devianti rispetto al riflusso lirico che segnò tristemente di sé gli anni Ottanta e oltre.

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‘Visti dalla meta siamo tutti ultimi’, il thriller di Francesca Picone

Visti dalla meta siamo tutti ultimi (Lettere Animate Editore, 2017) è un romanzo di Francesca Picone, educatrice di strada presso numerose cooperative sociali del napoletano e laureata in Scienze Religiose. L'autrice napoletana ha già scritto un altro romanzo, Pimmicella e la Comunità, edito da Navarra Edizioni, vincitore del concorso "Giri di Parole" nel 2010. Visti dalla meta siamo tutti ultimi è un thriller, anche se per l'analisi psicologica dei personaggi e per l'ambientazione malfamata sarebbe classificabile più precisamente come un noir.

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Alessandra Fanti: un nuovo e semplice intimismo nella poesia italiana

alessandra fanti

Alessandra Fanti, un’esordiente con una lunga consuetudine nella versificazione. La sua opera Emersioni fa sue le caratteristiche migliori della poesia: semplicità d’espressione ed estremo rigore stilistico. All’interno del pubblico dei non addetti ai lavori – ma purtroppo anche tra molti dei cosiddetti esperti – è in auge la fallace convinzione che la poesia sia e debba essere un genere di componimento opaco e fumoso. Insomma, più risulta indecifrabile e astrusa, più si tende ad avere nei suoi confronti un approccio reverenziale e sacrale. Nella maggior parte dei lettori, ciò si accompagna a un sostanziale rigetto fondato sulla sensazione di essere inadatti a tanta insondabilità oracolare. In verità, ogni qualvolta la poesia abbia raggiunto un qualche ragguardevole vertice, i versi del poeta di volta in volta in questione sono pervenuti a un livello di tersa semplicità. Si potrebbe forse dire che qualunque grande lirica – pochissime di solito nella produzione di un autore – si contraddistingue per due elementi: semplicità d’espressione ed estremo rigore stilistico

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Crocifisso Dentello: ‘La vita sconosciuta’, il suo secondo e dirompente romanzo che, come il primo, non delude le aspettative

Crocifisso Dentello

Lo scrittore emergente Crocifisso Dentello nato a Desio nel 1978, il quale ha esordito nel 2015 con Finché dura la colpa (Gaffi), romanzo che è diventato un caso editoriale grazie al successo di critica e di pubblico accoglienza della critica e dei lettori Crocifisso Dentello, caso letterario tra gli esordienti, è tornato quest'anno in libreria con un'opera dirompente, originale e potente. Anni di piombo, omosessualità, immigrazione, e senso della perdita le tematiche del suo ultimo romanzo.

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‘Sarai tu a morire’, il romanzo giallo d’esordio di Terry Passanisi

Sarai tu a morire libro

Sarai tu a morire è il romanzo di esordio di Terry Passanisi, edito dalla rivista digitale Downtobaker nel 2017. Il lettore può ben intuire l’atmosfera di cui è permeata l’opera fin dal titolo, perentorio e inquietante. Il romanzo è infatti un giallo la cui struttura ricalca quella della classica detective story, con frequenti strizzate d’occhio ai classici del genere: basti pensare che l’investigatore protagonista si chiama Salvatore Olmi, che è dotato di una genialità disturbante e ingestibile, è esperto di chimica, fa uso di droghe e la sua avventura è narrata dal fidato coinquilino e migliore amico, l’ex medico militare Gianni Buozzi.

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