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Critica letteraria

Critica Contemporanea

Julia Kristeva, tra semiologia e psicoanalisi

Julia Kristeva

Julia Kristeva è una semiologa e psicanalista bulgara naturalizzata francese, che ha teorizzato e sviluppato il concetto di intertestualità e costruito un'interessante relazione tra semiologia e psicoanalisi. Ha studiato all'università di Sofia e dal 1966 all'École pratique des hautes études a Parigi, dove ha conosciuto personalità come Barthes, Goldmann e Sollers, Deridda e Foucault.

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Giuseppe Antonio Borgese, il critico della fortunata formula ‘tempo di edificare’

Borgese

Di temperamento focoso e geniale, il critico letterario, scrittore e giornalista Giuseppe Antonio Borgese si è distinto per il suo gusto per gli scorci e per le sintesi fulminee, di sicura efficacia sul lettore, ma talvolta anche critico imprudente e disinvolto. Ha sempre trovato la frase giusta Borgese, quella definitiva che teneva a battesimo il fenomeno letterario; è stato lui infatti a coniare le fortunate formule di "poesia crepuscolare" e "tempo di edificare" in riferimento all'auspicato ritorno del romanzo.

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Natalino Sapegno, tra rigore e chiarezza

Natalino Sapegno

Natalino Sapegno è stato senza dubbio uno dei più influenti storici della letteratura e critico. Nasce ad Aosta nel 1901 vive i primi anni a Torino, dove frequenta le scuole elementari e ginnasiali, durante le quali ha come compagno di studi Carlo Levi, al quale sarà legato per tutta la vita da un'amicizia indissolubile.

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Michel Foucault e “il sapere-potere”

Michel Foucault

Il filosofo, storico e sociologo francese Michel Foucault si è dedicato alla letteratura contemporanea tra il 1962 e il 1969 attraverso una serie di studi che mostrano una profonda comprensione del fenomeno letterario e in cui la scrittura viene inserita nel contesto della sessualità, della trasgressione e della morte. La scrittura definisce "un' apertura" di uno spazio in cui il soggetto che scrive non smette di sparire". Foucault è un grande formulatore di discorsi e ad un certo punto si domanda: "In fondo, che cosa importa chi parla?. In questo modo il filosofo francese ha decretato la morte dell'uomo, fondando il suo interesse sul "sapere-potere", puntando la propria attenzione soprattutto sulle grandi strutture oggettive rimosse o nascoste.

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