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Le città visibili-viaggi

Budapest, città dalla doppia anima, nostalgica ed elegante

Budapest

Budapest, capitale d’Ungheria, spesso paragonata a Parigi per la sua magnificenza, per la somiglianza delle strade, forse per la rinomata “simpatia” dei cittadini (sens de l’humor! nrd), e per la vita che ruota intorno ad un fiume, il Danubio che divide Buda, la città storica, da Pest, la città nuova. Un dualismo “simbiotico” come ha detto qualcuno che accresce ancor di più l’unicità di questa meravigliosa città dell’Est, con i suoi decadenti palazzi, ma allo stesso tempo eleganti. La decadenza (quasi una vena nostalgica) tipica delle città dell’ex URSS si percepisce già perdendosi nell’ammirare i paesaggi della periferia durante il tragitto in pullman dall’aeroporto al centro città. Decadenza in ‘’ripresa’’, tipica delle città di mitteleuropa d’influenza sovietica, forse dovuta anche al fatto che è stata ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.

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Tirana, un’aquila che si prepara a volare alto

Tirana

Tirana: si apre il sipario, ed ecco una città appena nata. Del secondo dopoguerra restano in mostra il monumento ai caduti e una certa antichità del pensiero, di una mentalità divisa tra passato e presente, rinnovamento e conformismo. La capitale dell’Albania, con poco meno di un milione di abitanti, porta ancora lo strascico degli anni ’90, fatto di emigrazione, amara speranza e di quella strana rivincita sulla modernità dei paesi europei, con la fuga degli albanesi, i residui della dittatura comunista, e il mix (non sempre felice e gestibile) di religioni.

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Varanasi, roccaforte della spiritualità mondiale

Varanasi

Nello stato dell’Uttar Pradesh sorge una roccaforte della spiritualità mondiale: Varanasi (Benares per gli anglofili), la città santa. Una metropoli di più di tre milioni e mezzo di abitanti che vive una inscindibile simbiosi con la Ganga, il fiume Gange; tale sincronia porta città e corso d’acqua ad essere nei fatti un’unica entità. Madre Ganga culla, attira, ritiene, irradia qualunque essere. Quasi fosse una seconda luna. L’unico modo di orientarsi nella parte vecchia di Varanasi è “sentire” la Ganga, altrimenti il dedalo di vicoli che si dipana dai Ghat (questo il nome dei templi per abluzioni che si tuffano nel fiume sacro) risulterà indecifrabile. A complicare le cose, oltre a persone, motociclette e biciclette, in quegli stessi vicolisono incontri all’ordine del giorno quelli con vacche sacre, capre, galli, scimmie, rane.

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Amsterdam, città dalle sfumature intermedie

Amsterdam

Amsterdam riceve ogni anno più di venti milioni di stranieri. E’ quindi certo che buona parte dei lettori abbia visitato la città sull’Ij. Sono pochi, tuttavia, coloro i quali possono dire, in tutta coscienza, di conoscerla. Dal punto di vista logistico, gli olandesi sono tra i migliori al mondo a “vendere” le poche cose straordinarie che hanno. Questo nella città della tripla X si è tradotto in un vero e proprio “quadrilatero del turismo”. Un’area del centro cittadino, di estensione limitata, al cui interno c’è tutto quello che gli amsterdammer concedono di buon grado ai turisti (a prezzi non certo moderati).

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