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Opere del ‘900

‘La signora del lago’di Raymond Chandler: il disincanto e l’ironia del detective Marlowe

chandler- la signora del lago

La signora del lago è un romanzo cosiddetto harboiled  del genere poliziesco del 1943 dello scrittore statunitense Raymond Chandler, considerato uno dei maggiori rappresentanti di questo genere. La storia si svolge negli anni Quaranta, nel corso della seconda guerra mondiale e ha come protagonista il celebre detective Philip Marlowe, il quale, pur nella sua apparente apaticità e indolenza, riesce a dare un tocco di ironica alla vicenda. Nelle indagini per scoprire dove si trova la moglie di un industriale nel campo della cosmetica ha niente DNA, intercettazioni telefoniche, cellulari. La signora, che si accompagna ad affascinanti quanto insulsi playboy, ha fatto perdere le sue tracce durante un soggiorno nella loro casa di montagna, l'unica traccia su cui appigliarsi è un telegramma spedito al marito in cui gli comunica che si recherà in Messico per ottenere il divorzio. Recatosi nella località, Marlowe si scontra con una umanità molto diversa da quella californiana alla quale è abituato.

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‘Uno, nessuno e centomila’: l’intuizione pirandelliana diviene misticismo cosmico

Uno, nessuno e centomila

Il romanzo Uno, nessuno e centomila, come tutta l'opera di Pirandello, può essere guardato da due lati: quello del chiarimento filosofico in quanto non esige necessariamente la rappresentazione artistica, ma può sostenersi, ed essere considerato per se, e il lato artistico, che è tale in quanto il fondo dell'opera, si è concretizzato in caratteri e figure. La divergenza nasce da questo duplice punto di vista che si può facilmente assumere di fronte alla sua opera di pensatore e di poeta. Il lato più filosofico di Uno, nessuno e centomila si configura nella presunzione che la realtà debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri. Tutti gli eroi pirandelliani hanno più o meno chiara, la coscienza di questa presunzione.

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‘Capogiro’ di Arnaldo Frateili: quando il bisogno d’amore è affanno sentimentale

Arnaldo Frateili

Con il romanzo Capogiro, Arnaldo Frateili si mette in fila nella piccola ma armata pattuglia dei critici-narratori, volendo inventare un personaggio da romanzo caratterizzato da abulia. Tuttavia sarebbe più opportuno parlare di velleità intesa come impulso che deraglia, bisogno di felicità e di bontà, ma incapacità di conseguirla. In questo senso Benedetto, il protagonista di Capogiro, è un semi-abulico, un velleista sui generis, in quanto si distingui da altri personaggi abulici del Novecento per una personale sofferenza e per un oscuro bisogno di felicità e desiderio di dolcezza e perché, se la sua vita è eticamente fiacca, egli cerca almeno di consolarla con l'amore e all'amore chiede un momento di pienezza. Benedetto dunque non crede che all'amore e solo per questo egli tradisce la moglie con una ragazza priva dei vecchi freni morali, anche lei bisognosa di un amore che le sollevi i sensi ad una sorta di incanto sentimentale

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‘Morte a credito’, il deformante e acerbo lirismo di Céline

Morte a credito

"Eccoci qui, ancora soli", esordisce con queste parole Céline in Morte a credito, pensando a chi lo ha lasciato, forse ad Elizabeth. E prosegue: "C'è un'inerzia in tutto questo, una pesantezza, una tristezza...Fra poco sarò vecchio. E sarà finita, una buona volta". Ma Céline era tutt'altro che vecchio quando ha scritto questo romanzo, aveva 42 anni e si poneva il problema del suo rapporto con la realtà e il destino mortale, raccontando gli amari eventi di un'infanzia e un'adolescenza oppresse dalla famiglia e ricordando l'umano debito d'angoscia con la morte-Signora del mondo che tutto volge in disvalore.

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‘La vita tranquilla’ di Merguerite Duras: si può vivere di noia?

La vita tranquilla è il secondo romanzo di Marguerite Duras è stato scritto nel 1944. È ambientato nella sperduta campagna francese nella proprietà agricola dei Veyrenattes. La Duras attraverso il racconto ci presenta un nucleo familiare chiuso in se stesso, lascia materializzare la noia, l'attesa, l’impasse esistenziale di un mondo rurale che sembra fuori dal tempo. I personaggi sono chiusi ognuno nel proprio microcosmo, fermi nella vita che scorre, impantanati nelle situazioni irrisolte, ognuno tendente ad affetti impossibili, avvolti dalla perfetta e opprimente atmosfera del mondo dimenticato, in un mondo scandito dalle stagioni dove la purezza ha lasciato il passo alla miseria i personaggi nutrono segreti e passioni violente.

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‘Viaggio al termine della notte’, l’impietoso e avvincente progetto di autoconoscenza di Céline

viaggio al termine della notte

Viaggio altermine della notte è un romanzo immenso, in cui si incontrano l'anelito dell'uomo alla libertà, il mondo, il genere umano e l'umano troppo umano. "E' cominciata in questo modo. Io, io non avevo detto proprio niente. Niente". Si sintetizza nell'incipit di questo capolavoro del 1932 il senso della koiné orale-colloquiale che dà voce a un soggetto escluso dal sistema.

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‘Lo scialo’ di Pratolini: l’invenzione di sentimenti connessi alla realtà

Scialo di Pratolini

Dopo il Metello, era giustamente atteso il seguito di quella trilogia, Una storia italiana, annunciata da Vasco Pratolini quando fu dato alle stampe il primo volume. Alle opere precedenti, di fronte al romanzo-fiume Lo scialo, la critica ha richiamato l'autore alla sua naturale misura narrativa rispetto allo scialare di questo romanzo. Eugenio Montale ha sostenuto che Scialo è un romanzo vano più che crudele. La vita infatti, secondo il poeta è frugata da Pratolini con il microscopio in ogni sua fibrilla e non senza qualche delectatio morosa sui temi azzardati, Ma bisogna sottolineare senza psicologismi astratti o psicoanalitici che l'adesione alla vita come realtà, anche se Lo scialo è una cronaca di fatti che corre sul binario di una cronaca esterna, in Pratolini è totale.

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‘Memorie di Adriano’ la continua introspezione di Marguerite Yourcenar

Nel suo Memorie di Adriano (1951) Marguerite Yourcenar racconta la storia dell’imperatore romano Publio Elio Traiano Adriano. Il protagonista è appunto l’imperatore Adriano, anziano e malato, che in una lunga lettera si rivolge al giovane amico Marco Aurelio, raccontando e riflettendo sulla propria vita, narradei trionfi militari, dell’amore per la poesia, la musica e la filosofia, e della sua passione per il giovanissimo amante Antinoo.

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