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Opere del ‘900

‘Morte a credito’, il deformante e acerbo lirismo di Céline

Morte a credito

"Eccoci qui, ancora soli", esordisce con queste parole Céline in Morte a credito, pensando a chi lo ha lasciato, forse ad Elizabeth. E prosegue: "C'è un'inerzia in tutto questo, una pesantezza, una tristezza...Fra poco sarò vecchio. E sarà finita, una buona volta". Ma Céline era tutt'altro che vecchio quando ha scritto questo romanzo, aveva 42 anni e si poneva il problema del suo rapporto con la realtà e il destino mortale, raccontando gli amari eventi di un'infanzia e un'adolescenza oppresse dalla famiglia e ricordando l'umano debito d'angoscia con la morte-Signora del mondo che tutto volge in disvalore.

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‘La vita tranquilla’ di Merguerite Duras: si può vivere di noia?

La vita tranquilla è il secondo romanzo di Marguerite Duras è stato scritto nel 1944. È ambientato nella sperduta campagna francese nella proprietà agricola dei Veyrenattes. La Duras attraverso il racconto ci presenta un nucleo familiare chiuso in se stesso, lascia materializzare la noia, l'attesa, l’impasse esistenziale di un mondo rurale che sembra fuori dal tempo. I personaggi sono chiusi ognuno nel proprio microcosmo, fermi nella vita che scorre, impantanati nelle situazioni irrisolte, ognuno tendente ad affetti impossibili, avvolti dalla perfetta e opprimente atmosfera del mondo dimenticato, in un mondo scandito dalle stagioni dove la purezza ha lasciato il passo alla miseria i personaggi nutrono segreti e passioni violente.

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‘Viaggio al termine della notte’, l’impietoso e avvincente progetto di autoconoscenza di Céline

viaggio al termine della notte

Viaggio altermine della notte è un romanzo immenso, in cui si incontrano l'anelito dell'uomo alla libertà, il mondo, il genere umano e l'umano troppo umano. "E' cominciata in questo modo. Io, io non avevo detto proprio niente. Niente". Si sintetizza nell'incipit di questo capolavoro del 1932 il senso della koiné orale-colloquiale che dà voce a un soggetto escluso dal sistema.

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‘Lo scialo’ di Pratolini: l’invenzione di sentimenti connessi alla realtà

Scialo di Pratolini

Dopo il Metello, era giustamente atteso il seguito di quella trilogia, Una storia italiana, annunciata da Vasco Pratolini quando fu dato alle stampe il primo volume. Alle opere precedenti, di fronte al romanzo-fiume Lo scialo, la critica ha richiamato l'autore alla sua naturale misura narrativa rispetto allo scialare di questo romanzo. Eugenio Montale ha sostenuto che Scialo è un romanzo vano più che crudele. La vita infatti, secondo il poeta è frugata da Pratolini con il microscopio in ogni sua fibrilla e non senza qualche delectatio morosa sui temi azzardati, Ma bisogna sottolineare senza psicologismi astratti o psicoanalitici che l'adesione alla vita come realtà, anche se Lo scialo è una cronaca di fatti che corre sul binario di una cronaca esterna, in Pratolini è totale.

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‘Memorie di Adriano’ la continua introspezione di Marguerite Yourcenar

Nel suo Memorie di Adriano (1951) Marguerite Yourcenar racconta la storia dell’imperatore romano Publio Elio Traiano Adriano. Il protagonista è appunto l’imperatore Adriano, anziano e malato, che in una lunga lettera si rivolge al giovane amico Marco Aurelio, raccontando e riflettendo sulla propria vita, narradei trionfi militari, dell’amore per la poesia, la musica e la filosofia, e della sua passione per il giovanissimo amante Antinoo.

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Fabio Delizzos, autore de ‘Il collezionista di quadri perduti’, in uscita a gennaio

Fabio Delizzos, classe ‘69, è uno di quegli autori che non hanno bisogno di presentazioni particolari. Noto al grande pubblico, infatti, è ormai tra gli autori maggiormente letti ed apprezzati, nel panorama internazionale del thriller contemporaneo. Storia, azione, esoterismo, misteri velati, sono alcuni degli elementi che i lettori trovano tra le sue pagine. Già autore di cose letterarie come La setta degli alchimisti e La cattedrale dell’Anticristo, Delizzos sta per tornare in libreria, con un titolo che è un manifesto: Il collezionista di quadri perduti (Newton Compton), disponibile in libreria già dal prossimo 2 gennaio.

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‘Il labirinto degli spiriti’, dramma e mistero nell’ultimo volume della saga di Zafòn

Il labirinto degli spiriti'

Il labirinto degli spiriti (Mondadori, 2016) è l’ultimo volume della saga de ‘Il cimitero dei libri dimenticati’ di Carlos Ruiz Zafòn, cominciata con L’ombra del vento nel 2001. Zafòn racconta la Spagna di Franco unendo mistero, dramma, comicità, Storia e amore in un romanzo che non è classificabile in nessuno di questi generi ma che è semplicemente un inno alla letteratura e al piacere della lettura. In quest’ultimo capitolo ritroviamo Daniel, Bea, Fermin e tutti i personaggi della saga più la vera protagonista di questo volume: Alicia Gris, investigatrice che ha il compito di portare alla luce la verità su Mauricio Valls e la generazione di scrittori maledetti di Barcellona. La prima parte de Il labirinto degli spiriti è composta dalle sue indagini, la seconda (ovvero circa le ultime cento pagine) ha come protagonista Julian Sempere, figlio di Daniel, e rappresenta la conclusione della tetralogia, dove tutti gli ‘ingranaggi’ trovano il loro posto.

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‘Herzog’, l’anti-romanzo epistolare e realista di Saul Bellow

Herzog

Uno dei più rappresentativi scrittori americani di origine ebraica ma di lingua inglese è Saul Bellow, considerato il maggiore autore di narrativa statunitense dopo Hemingway e Faulkner, nonché premio Nobel nel 1956. Bellow è autore di numerosi romanzi in cui i protagonisti sono perlopiù ebrei sperduti nelle gradi metropoli americane, alla ricerca della propria identità. Non fa naturalmente eccezione il protagonista di quel capolavoro di romanzo di analisi che porta il titolo di Herzog

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