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Opere del ‘900

“Una vita”: storia di un inetto

Una vita

"Una vita" è il primo romanzo di Italo Svevo, pubblicato nel 1892 dall’editore Vram, inizialmente passato inosservato nel panorama letterario italiano forse perchè inizialmente recava il titolo di "Un inetto", per sottolineare meglio la psicologia del personaggio principale, oltre al pessimismo dello scrittore. Rifiutato dall’editore, Svevo pensa di modificarne il titolo richiamando quello di un noto romanzo di Guy de Maupassant: "Une vie".

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Luca Pierantoni: “Darfur”

Darfur

Lo scrittore Luca Pierantoni, nel suo libro-denuncia "Darfur" ci dà delle cifre impressionanti: due milioni di sfollati e duecentomila morti. Le principali cause? La violenza dei Janjawid, un regime militare islamico, gli interessi commerciali delle grandi potenze, l'attenzione mediatica dell'opinione pubblica occidentale, il petrolio.

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“I Mnemagoghi”: lo sguardo di Primo Levi sull’uomo

Primo Levi

Il primo racconto "I Mnemagoghi" affronta uno dei temi più cari a Levi: quello della memoria. I due protagonisti del racconto il dottor Montesanto, vecchio e strano uomo e il dottor Morandi, giovane non ancora abituato a sentirsi chiamare dottore, sono due sconosciuti che si incontrano perché la memoria non deve morire. Nel racconto il dottor Montesanto è deciso a tenere stretto a sé ogni momento della sua vita passata; temendo che i ricordi possano cancellarsi, atterrito dall’orrore di questa eventualità, escogita un suo personalissimo metodo di conservazione: la memoria, isolata e fermata dagli e negli odori, viene gelosamente custodita in numerose boccette di vetro.

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“Gli Amori Difficili”: un viaggio nel disagio dell’amore

gli amori difficili copertina libro

Una relazione è fatta anche di silenzi, momenti sospesi, azioni imponderabili di cui non è possibile prevederne lo sviluppo successivo: Calvino riesce a meraviglia a dare uno spaccato di questa situazione, facendo prendere forma a venti coppie, quaranta persone che nei vari racconti che si susseguono (solo due narrati in prima persona), si guardano, si toccano, si parlano, sognano ad occhi aperti. L’amore è anche una cosa difficile: paradossalmente Calvino sembra voler dirci che questa particolare relazione tra due persone sia fondata in realtà su un principio di incomunicabilità, su una difficoltà nell’approcciare l’altro, su un disagio verso se stessi che si riflette al momento del contatto con l’altra persona.

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Uomini e no: la lezione esistenziale di Elio Vittorini

In "Uomini e no", che non puo' essere di certo considerato un romanzo celebrativo di carattere politico, il dato storico bruciante, la Resistenza a Milano, spinge l'autore ad essere molto più fedele al dato storico, ed infatti c'è una difficoltà di superamento proprio in un ampliarsi del nucleo narrativo che, questa volta, cambia e si arricchisce con nuovi dettagli e descrizioni.

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