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La strategia del Colle

Dopo un lungo travaglio il governo sembrava pronto. Sennonché il Presidente della Repubblica ha ostacolato la nomina di Savona, noto anti-europeista, alla nomina di Ministro dell'Economia. Questo, per quanto formalmente legittimo dal punto di vista costituzionale, ha fatto calare più di un'ombra circa le eventuali intromissioni dell'Unione Europea su quella che dovrebbe essere la libera formazione di un esecutivo nazionale. A questo si aggiunga che in realtà Mattarella dà l'impressione di essere cascato in una trappola orchestrata da Salvini, il cui unico intento sembra quello di andare a nuove elezioni per aumentare ulteriormente i propri consensi. Ciò non deporrebbe a favore della scaltrezza del Presidente in carica, caduto nel tranello di uno a cui tutto si può attribuire, meno che una mente brillante...

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In cerca di larghe intese

Come prevedibile, i partiti che hanno ricevuto più consensi alle ultime elezioni faticano a trovare un'intesa per arrivare alla maggioranza governativa. Il PD, dopo la batosta, sembra sfilarsi e negare ogni supporto, preferendo leccarsi le ferite all'opposizione. Si profila all'orizzonte un governo M5S-Lega? Tutto quanto pare farlo presagire

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Il Partito Democratico vs Orietta Berti. Farà la fine di Luigi Tenco?

Nuovo episodio di affiorante nervosismo dalla direzione del PD: dopo la dichiarazione di voto fatta in diretta radio da Orietta Berti a favore del Movimento 5 Stelle, il partito di Renzi minaccia un esposto all'Agcom. Il calo lento ma progressivo nei sondaggi e i continui strappi intestini devono aver messo allo scoperto i nervi dei Democratici, se arrivano ad accanirsi contro una come la Berti, semplicemente perché ha confessato chi voterà alle prossime elezioni. E già molti si domandano: il PD rischia di fare la fine di Luigi Tenco?

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Natale 2017

Il presepe sembra ormai divenuto un archetipo leghista. Noi invece, in occasione delle feste natalizie, lo abbiamo voluto immaginare usando come statuine alcuni dei protagonisti del nuovo soggetto politico “Liberi e Uguali”. E tanti auguri…

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Affinità elettive

Forse non tutti ricorderanno che... Nella giornata delle dimostrazioni antifasciste organizzate dal Pd nella città di Como, ci preme riportare alla memoria quale sia stato l'unico uomo politico italiano ad aver esaudito in anticipo i desideri più o meno confessi degli attuali movimenti anti-immigrazionisti di stampo neofascista e leghista: Romano Prodi, il cui governo, vent'anni fa, dispose un blocco navale volto a respingere i frequenti sbarchi, allora provenienti dalle coste albanesi. Fu così che una corvetta della Marina Militare Italiana speronò e affondò un barcone di disperati che fuggivano dalla guerra civile imperversante nei luoghi d'origine. Risultato? 81 morti e 27 dispersi.

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Sui sentieri d’Irlanda, paese visceralmente indipendente, globalizzato a modo suo, che ama il progresso ma non lo baratta con la propria originalità

Dublino

Al di là della bellezza, c’è qualcos’altro però in Irlanda, un’idea politico-esistenziale o qualcosa che somiglia ad una profezia positiva. Nell’Irlanda come è oggi c’è un’alternativa per il mondo di domani: un ritorno alle relazioni, ai luoghi d’incontro, una progressiva riabilitazione della vita con gli altri. A differenza di qualche ristorante conformemente alternativo delle zone nostre, nei pub di Dublino non c’è mai scritto “Posa il cellulare, comunica!”, ma nessuno lo usa perché la convivialità prevale e ha qualcosa di sacro. Quanto al rapporto con la natura, tutto lascia immaginare un equilibrato contratto con la civiltà, in cui quest’ultima si rassegna ad essere una parte del tutto. Il clima che si respira non è quello scanzonatamente alcolico che la vulgata scolaresca riporta in Italia, né c’è solo profonda meditazione come vorrebbero gli integralisti del paesaggio, ma entrambe le cose insieme fanno dell’Irlanda la patria di un metodo di meditazione: uno zen atipico, strutturato come un’ideologia e leggero come una piuma. Ultima nota, la guida a sinistra dà la sensazione di essere contromano: è una sensazione gradevolissima e propedeutica alla comprensione di quella terra.

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Non c’è due senza tre

Tre abbandoni di altrettanti efferati vecchi uno dietro l'altro. Il primo a lasciarci è stato Totò Riina, a seguire Charles Manson. Alla fine pure Tavecchio, a furor di popolo, ha dovuto rassegnare controvoglia le sue, pur meno funebri, dimissioni. La folla calcistica tira un sospiro di sollievo.

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Sequestrati dal Tribunale beni e conti della Lega Nord

In questi giorni il Tribunale di Genova, in attesa della sentenza definitiva, ha proceduto alla confisca cautelativa di beni fisici e conti correnti della Lega Nord, recentemente condannata, nelle persone di Umberto Bossi e figlio, ex-tesorieri e vari altri amministratori. Il partito, attualmente capeggiato da Matteo Salvini, deve infatti restituire alle casse dello Stato una somma ammontante a 58 milioni di euro di rimborsi elettorali letteralmente volatilizzati (senza che nessuno dei principali esponenti, a partire da Maroni e dallo stesso Salvini, abbia mai saputo giustificarne l'ammanco). Ora il segretario della Lega, secondo un consueto copione da politica italiana, anziché rimanere nel merito del provvedimento, preferisce buttarla in caciara (come si dice in quel di Roma, "ladrona" secondo i primissimi slogan leghisti), parlando di una persecuzione politica e giudiziaria.

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