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‘Gatta Cenerentola’, la favola millenaria ritorna in chiave moderna dal 14 settembre nelle sale italiane

La Gatta Cenerentola narra le vicende dell’omonima protagonista che, dopo la morte del madre, sentirà il peso delle proprie responsabilità.

Cenerentola: l’evoluzione di una storia

Se si pensa a ‘Cenerentola’ la prima cosa che viene in mente è senza alcun dubbio il film d’animazione Disney del 1950. La protagonista era una giovane orfana di madre affidata alle cure del padre. Dopo diversi anni quest’ultimo decide di risposarsi dando alla figlia una matrigna Lady Tremaine e due sorellastre Anastasia e Genoveffa. I rapporti tra le tre, già tesi, si acuiscono alla morte del padre. Cenerentola da figlia di un aristocratico si trasforma in membro della servitù. Nel frattempo al palazzo reale il re organizza un ballo per scegliere la futura sposa di suo figlio e invita tutte le donne del reame. Ma quando il messaggero giunge alla villa con il proclama la matrigna comincia ad assegnare a Cenerentola compiti impossibili che le impediscono di partecipare al ballo. Ecco in suo soccorso la fata madrina che le dona un bellissimo vestito ed una carrozza con la promessa di ritorno a mezzanotte. Cenerentola va al ballo, conquista il principe ma a mezzanotte scappa e perde la scarpetta. Il principe cerca disperatamente la fanciulla della scarpetta e promette di sposarla. Nonostante le ostilità delle antagoniste Cenerentola riesce a rivelare al principe la sua identità e si celebra il matrimonio.

La gatta Cenerentola di De Simone

Roberto De Simone nel 1976 realizza una rappresentazione teatrale della favola rivista in chiave comico-trafigurativa. L’opera ripresa dalla fiaba  “Lo Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile, divisa in tre atti, fonde la favola originaria con la tradizione napoletana, dove domina l’imprevedibilità. Infatti la vera protagonista de “La gatta Cenerentola” è Napoli, il suo grido di dolore causato dalla fame, dalla dominazione straniera e dalla precarietà. L’invocazione iniziale a San Gennaro, santo protettore della città, ci fa comprendere la gravità della situazione. L’elogio “esteriore” delle sorelle di Cenerentola delle loro parti del corpo e la clausura della protagonista ci mettono in contatto con la dicotomia apparire-essere. Il sorriso dietro il pianto e il dolore sono gli elementi essenziali della trasfigurazione. Nella versione principale compaiono volti noti del calibro di Peppe Barra e la madre Concetta Barra , Isa Danieli, Patrizio Trampetti, Virgilio Villani e altri. Dalla regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e distribuita dalla Videa – CDE prende le mosse la versione moderna della nota favola. La protagonista abita come una gatta in cattività da 18 anni nella Megaride; la barca posseduta dal padre Vittorio Basile (doppiato da Mariano Rigillo), ricco scienziato e autore di progetti innovativi. Con la sua morte lascia nelle grinfie della matrigna e delle sei sorellastre Cenerentola che si ritrova rinchiusa nella nave ignara del patrimonio lasciatole dal padre. Infatti è proprio la matrigna (doppiata da Maria Pia Calzone) insieme a Salvatore Lo Giusto (doppiato da Massimiliano Gallo), trafficante di droga, a gestire il denaro rendendo il porto di Napoli una terribile centrale per il riciclaggio. Sulla nave però è rimasta traccia del passato che si manifesta tramite immagini e ologrammi proiettati grazie alla tecnologia sviluppata da Basile. Sullo schermo dunque c’è lo scontro tra un passato “virtuoso” ed un presente “corrotto”. In quest’avventura Cenerentola non sarà da sola, accanto a lei Primo Gemito (doppiato da Alessandro Gassman) la guardia del corpo del padre che gli prometterà di badare alla ragazza in sua assenza.

Cosa aspettarsi dunque dai registi? Questa pellicola non è la loro prima collaborazione. Già nel 2013 questi esordirono con “L’arte della felicità” film d’animazione che narra la vicenda di Sergio, taxista napoletano profondamente logorato da un grave lutto: la perdita del fratello. Il suo taxi funge da strumento catartico per il suo dissidio interiore. Egli combatte una delle battaglie più difficili; quella con la morte in una città ed in un’automobile “intossicata” dove non si respira più. Ancora una volta la vera protagonista è Napoli, una Napoli logorata, corrotta e problematica che, in quest’ultima pellicola, si spera trionfi e ritrovi nel buio la sua luce.

 

 

 

 

About Elisabetta Rossi

Mi chiamo Elisabetta Rossi. Sono Laureata in Lettere Moderne presso L’università di Napoli Federico II. Sin dai tempi del liceo sono sempre stata affascinata dalle materie letterarie da qui deriva la scelta del mio corso di studi all’università. Il mio sogno è di poter trasmettere la mia passione per le lettere ai giovani.

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