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“The river” di Loretz, un esempio di film retorico

Il regista Pare Lorentz ha realizzato il film documentaristico e retorico The river nel 1938 per conto dell’Ente per la Sicurezza Agricola del governo degli Stati Uniti. Nel 1937 il Paese stava facendo dei progressi per uscire dalla grande crisi e durante il l’amministrazione di Roosevelt, il governo federale aveva dato inizio a lavori pubblici affinché procurassero impiego alla grande quantità di disoccupati. Sebbene sia opinione abbastanza comune che le politiche di Roosevelt fossero giuste, all’epoca vi fu una notevole opposizione nei suoi confronti.

The River ha accolto la Tennessee Valley Authority come soluzione ai problemi locali di sfruttamento agricolo ed inondazioni. Il film ha un taglio ideologico ben definito in quanto è servito a promuovere le politiche di Roosevelt (il quale ovviamente apprezzò il film) attraverso 11 segmenti:

Titoli di testa

1. Un prologo che espone il soggetto del film.

2. Una descrizione dei fiumi che si gettano nel Mississipi e poi nel Golfo del Messico.

3. Una storia del primo utilizzo agricolo del fiume.

4. I problemi del Sud causati dalla guerra civile.

5. Una sezione dedicata alle segherie e alle acciaierie del Nord.

6. Le inondazioni provocate dalla sfruttamento sconsiderato della terra.

7. Gli effetti dell’accumulo di quei problemi sulla gente.

8. Una piantina con la descrizione del progetto TVA.

9. Le dighe della TVA e i loro benefici.

Titoli di coda.

 

The River suggerisce subito al pubblico che i suoi realizzatori sono affidabili e professionali e che questo è un resoconto fondato su fatti storici e geografici. La stessa cartina illustra il prologo nel breve segmento iniziale del film: “Questa è la storia di un fiume”. Tale affermazione dissimula l’intento retorico del film, implicando che il film tratterà di una storia narrata oggettivamente. Il secondo segmento introduce immagini del cielo, dei fiumi e dei monti, la voce del narratore, profonda e autorevole, spiega che l’acqua affluisce al Mississipi dai lontani Idaho e Pennsylvania. Mentre le immagini mostrano i fiumi diventare a mano a mano che confluiscono più grandi, il narratore comincia ad intonare nomi di altri fiumi, facendo appello al patriottismo dello spettatore e implicando che l’intero Paese dovrebbe essere unito e compatto nell’affrontare questo tipo di problemi.

Lo svolgimento del film è rivolto alla restaurazione della bellezza idilliaca dei fiumi e delle montagne. Il terzo segmento è dedicato ai fatti della storia americana relativi ai problemi generati dal Mississipi. Qui, invece delle montagne, possiamo scorgere squadre di muli e carrettieri, balle di cotone caricate sui battelli a vapore che mostrano la potenza originaria degli U.S.A. esportatore di merci.

Nel quarto segmento il film inizia ad introdurre i problemi che la TVA dovrebbe risolvere mostrando le conseguenze della guerra civile e il tono morale diviene molto evidente. Sulle immagini di persone ridotte in miseria scorre una musica triste che si ispira ad una melodia folk, Go Tell Aunt Rhody. Nel quinto segmento viene adoperata di nuovo la narrazione con le ripetizioni poetiche per descrivere la crescita dell’industria del legno dopo la guerra civile. Il sesto segmento cambia tono e dà al via una lunga serie di contrapposizioni alle parti precedenti; viene riproposta  anche un’altra battuta del monologo ma con l’aggiunta di una frase: “Noi abbiamo costruito cento città e mille paesi…ma a che prezzo”. Ora ci viene mostrato come il ghiaccio si stia sciogliendo, erodendo i fianchi rocciosi e gonfiando i fiumi durante le piene. Progressivamente il film ci allontana dalla bellezze naturali per affrontare la questione centrale intorno alla quale è fondata la sua argomentazione: si vedono ora scene di inondazioni, la distruzione, la gente tratta in salvo che vive nelle tendopoli,ecc. Tuttavia il film continua a lasciare in sospeso la soluzione del problema, mostrando  gli effetti delle inondazioni sulle persone.

Veniamo al settimo segmento che descrive gli aiuti che nel 1937 che il governo ha stanziato per le vittime delle inondazioni; esso lascia ancora intendere che il problema di fondo esiste ancora. In questo caso il film usa un sillogismo retorico oscuro: “Le terre povere fanno poveri gli uomini-gli uomini poveri fanno povere le terre”.

Tornando ai segmenti, possiamo notare come nei primi abbiamo visto come la popolazione americana abbia costruito una grande potenza agricola e industriale. Ma questi eventi non sono semplici fatti storici, essi infatti sono cruciali per l’argomentazione del film che racconta in sintesi di come il popolo americano sia in grado di costruire e di distruggere. Si tratta di un caso in cui una soluzione viene presa per la soluzione. Tuttavia, col senno di poi, non si può affermare con certezza che la serie di dighe costruite dalla TVA sia stato il miglior provvedimento adottato per fermare le inondazioni.

The River ha avuto successo nel perseguire i propri obiettivi, come ha scritto, all’epoca, il critico Gilbert Seldes:

“È come se  le immagini catturare dal signor Lorentz si fossero disposte da sole in un ordine tale da servire da se la loro argomentazione, e non come se fosse stata un’argomentazione concepita in anticipo a dettare l’ordine delle immagini”.

 

 

Bibliografia: Cinema come arte, di D. Bordwell e K. Thompson.

 

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About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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