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Trump: un presidente contro

Gabriel García Márquez e Franz Kafka aiutano Donald Trump

Donald Trump, neo-presidente degli Stati Uniti: Finalmente! Manca solo l’ultimo pannello! Veramente complimenti, un muro come si deve. Prima che montiate l’ultimo pannello vado dalla parte messicana del muro e do un’occhiata, aspettate a chiudere tutto.

Poi si sa, le inaugurazioni sono sempre piene di confusione, non si sente bene ciò che ciascuno dice, così gli operai non sentono Trump, che a sua volta, nel suo classico disinteresse verso gli altri, non riesce acontemplare che qualcuno non lo ascolti. Così lui non aspetta la conferma e passa…

Due ore dopo, ritornando verso l’ultimo pannello,che crede aperto, scopre che…

Trump: Cavolo, aprite! Aprite! Aprite! Sono Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America.

Guardia1 sulla torretta del muro: Guarda quello, neanche hanno chiuso, che già vuole passare, aveva proprio ragione il Presidente.

Guardia2: Dammi il binocolo- poi ride e passa il binocolo alla guardia1- Guarda, si è fatto pure biondo per somigliare al presidente, pensa se Trump lo potesse vedere… Cosa non si inventano per sembrare noi.

Nel frattempo…

 Gabriel García Marquez: Senior presidente!

Trump: Sì?

Márquez: E’ inutile che si sbraccia e urla, non si passa.

Trump: Lei chi è?

Márquez: Gabriel García Márquez.

Trump: Chi!?

Márquez: Scrittore, premio Nobel per la letteratura

Trump: Il castrista traditore del poeta Heberto Padilla, come no, mi ricordo! In ogni caso Márquez è morto, quindi tu non cercare di vendermi qualcosa, messicano, siete tutti così, criminali. Ma io ho fatto fare il muro, siete fregati!

Márquez: Ehm ehm ehm, siamo fregati senior presidente.

Trump intanto guarda meglio chi gli parla: Márquez hai detto? Allora davvero non sei morto ipocrita di un messicano?

Márquez: Sì, ma sono comunque qui, realtà e magia si mescolano, la poesia intuisce la magia del reale, o lo sapeva? Per me però è solo reale, nient’altro.

Trump: Ahahahahah, lo vedi che volevi vendermi qualcosa, ma quale Márquez, vuoi vendermi questo realismo magico messicano, e cos’è? Un formaggio vostro?

Nel frattempo un enorme insetto si avvicina ai due, zoppicando molto…

Trump disgustato: Chi è? Chi sei?

Márquez: Si calmi senior, quello non è un insetto, cioè non è sempre stato così, le presento el senior Gregor Samsa.

Trump: Chi?

Márquez: Samsa? Forse Franz Kafka stesso, forse solo un suo personaggio letterario, ne La metamorfosi – realismo magico no? Samsa è troppo diverso per la sua famiglia, perché possano amarlo ancora, come noi messicani per lei, senior. El senior Kafka sapeva che cos’era la diversità.

Trump è troppo terrorizzato per capire che l’insetto è innocuo, così, trovata una mela, la prende e la lancia sulla corazza di Gregor.

Samsa non può parlare, ma pensa “Aia, di nuovo, anche tu come mio padre, paura del diverso”.

Trump intanto cerca sullo smartphone maggiori informazioni soprattutto su Márquez, ma anche su Kafka, Samsa: Ma qui non prende bene internet!

Márquez: Benvenuto in Messico.

Trump: Ma io non volevo stare in Messico! E poi non fare il paladino dei messicani con me, i messicani muoiono a causa dei narcotrafficanti e tu hai sostenuto che in Colombia non si dovesse fare la guerra alla droga che gestiscono; gli italiani morti uccisi da Cesare Battisti? Non hai difeso anche lui?

Márquez: Secondo me il proibizionismo sulle droghe le rafforza. Comunque lei in Messico ci starà purtroppo, ormai lei è un diverso come noi, lei è messicano! – “meglio ripetere messicano e fargli dimenticare Cesare Battisti.

Trump: Messicano!!!sbianca, si gira e corre verso il muro contro cui urta ripetutamente i pugni – Aprite! Aprite!

Guardia1: questo mi ha rotto. – e insieme a Guardia2 scendono con i manganelli, passano sul confine messicano e riempiono di botte Trump che, ferito, viene portato in ospedale, trasportato da Gregor Samsa sopra la sua corazza.

Trump non sopravvive. Viene seppellito con il nome ispanizzato di Donaldo Tram, poi cambiato in Buendia, come il cognome dei protagonisti di Cent’anni di solitudine, scritto da Márquez… Donaldo Buendia.

Prima che muoia Márquez gli dice: Non si passa, hai visto, potrai passare solo fra cento anni… cento anni di solitudine… qui in Messico.

Un secolo dopo il muro cade, come la città di Macondo nel libro di Márquez, e i messicani celebrano ancora ogni anno negli Stati uniti San Donaldo Buendia, primo ribelle contro il muro e morto perla causa dei messicani.

About Andrea Forte

Sono Andrea Forte, 28 anni, di cui alcuni passati a laurearmi in filosofia e a scrivere; e forse scrivere è il mio vero modo di fare ricerca filosofica. Ho già pubblicato alcuni romanzi brevi, tra cui Il ballo dell’immobilità, Un uomo lontano, Sopravvivere, e alcuni racconti sono pubblicati in antologie di concorsi, a cui ho partecipato.

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