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Peter Pan

Peter Pan, di James M. Barrie

J. M. Barrie
J. M. Barrie

“Un pò di polvere di fata, un pensiero felice, e  via che si va”.James M. Barrie, ci porta con il cuore e con l’anima, verso l’isola che non c’è. Un luogo incantato, magico, pronto a esaudire ogni desiderio, pronto ad accogliere quei bimbi smarriti che, di crescere, non ne hanno alcuna intenzione. Un romanzo in cui riusciamo a immergerci dalle prime parole, da quelle prime immagini che “volano” nella nostra mente, in compagnia di quell’eterno bambino che, mai, sarà pronto a crescere.

Una notte fredda, Londra, la neve, i sogni di tre bambini, i sogni di ogni bambino. Quelli che, ancora oggi, non ci abbandonano mai. Perché infondo lui, Peter Pan, non è solo una favola, o un luogo. E’ una parte di noi. Quella piccola parte ancora nascosta infondo al cuore. Quella parte che non mostriamo, siamo adulti ormai. Ma non per lui. Non per Peter. Per lui, saremo sempre pronti a volare, sognare, combattere contro i pirati, guardare le sirene, ascoltare il loro canto notturno, mentre Capitan Uncino prepara la prossima battaglia.

“E così chiudiamo gli occhi. Siamo pronti a volare. Siamo pronti ad andare in quel luogo in cui potremo, finalmente, stare lontani …dalle cose dei grandi”.

Mi sono sempre chiesta se, come Wendy, sarei stata pronta ad afferrare quella mano, a dimenticare ogni cosa, a lasciare andare un mondo in cui i sogni sembrano irrealizzabili, senza sostanza, privi di una qualsiasi consistenza. La mia risposta è si. E non credo possa essere diversa da quella di qualunque altro essere umano. Perchè questa favola ha forse più sostanza di tutti i nostri sogni. Ma per Wendy non è un sogno. Per Wendy, questa è la realtà. Una realtà che ti porta via, una realtà che vive di desideri, favole e avventure ancora da vivere, ancora da raccontare. Sono state molte le produzioni in cui, il nostro eterno bambino, il nostro “bambino mai nato” è stato trasportato. Film, cartoni animati, fumetti.

Peter Pan appare per la prima volta in The Little White Bird (L’uccellino bianco), un romanzo scritto nel 1902 da Barrie per un pubblico adulto. In seguito al largo successo dell’opera, gli editori di Barrie eliminano i capitoli dal 13º al 18º e la ripubblicano nel 1906 sotto il titolo” Peter Pan nei giardini di Kensington”, con l’aggiunta delle illustrazioni di Arthur Rackham.

Il debutto dell’opera risale al 27 dicembre 1904, “Peter Pan, or The Boy Who Wouldn’t Grow Up”(“Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere”). La storia è poi trasformata da Barrie in un romanzo pubblicato nel 1911 con il titolo Peter e Wendy, poi Peter Pan e Wendy e infine semplicemente Peter Pan.

Ciò che colpisce  di questo personaggio, nell’opera di Barrie, è la sua mancata descrizione fisica. O per meglio dire, non abbiamo una reale descrizione. Accenni, poche parole che ci aiutino a capire chi fosse questo eterno bambino. Ma, infondo, la cosa non dovrebbe stupirci. In questa splendida favola, Barrie, permettere ai suoi lettori di vedere, sentire, quel bambino che non crescerà mai, attraverso quell’unica facoltà con la quale possiamo avvicinarci a un capolavoro della storia letteraria di inizio ‘900: l’ Immaginazione.

Io ho sempre immaginato un folletto. Un sorriso splendente, uno sguardo accattivante e arguto, due occhi penetranti e la capacità innata di portarti con se. E poi lei, quella sincerità che sfocia quasi nella cattiveria, che solo i bambini possiedono. Perchè, se porrai a un bambino una domanda, puoi star certo che non ti mentirà mai.

Ma poi, quella sincerità, quella voglia di volare, ancora e ancora e ancora, svanisce con gli anni. Le responsabilità, le decisioni da prendere, i conti da pagare. Il mondo degli adulti. Il mondo dei grandi.

Nel secondo film creato dalla Walt Disney, c’è una frase in apertura, che non abbandona mai la mia testa. Vaga e vola, come farebbe Peter.

<<La storia finisce sempre così, Peter Pan che grida “Addio Wendy.” E poi, Wendy che gli risponde “Crederò sempre in te Peter Pan”. E mantenne la parola, sempre…>>

La mia parola è questa. Terrò, custodito nel mio cuore, in quell’angolo nascosto, un desiderio, un sogno. L’immagine di un bambino che vola. Nell’attesa che sia lui a giungere da me per prendere quel bacio, quello nascosto sull’angolo destro della bocca che, solo a lui appartiene. “Crederò sempre in te Peter…

 Ognuno di noi ha bisogno di lui, di volare, di credere, di continuare a farlo fino all’ultimo respiro, fino a quell’ultimo momento. Perchè lui tornerà ancora, non li abbandonerà, i nostri sogni. Non ci lascerà mai, perchè lui vive in noi.E così sarà.”…così via via avverrà, sempre, finchè i bambini saranno spensierati, innocenti e senza cuore.”

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