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Storia d’amore all’East Village, di Richard Pérez

Storia d’Amore all’East Village è stato tradotto e pubblicato in Italia nel 2005, nonostante in America questo ‘romanzo d’esordio’ abbia sancito la fama dello scrittore emergente Richard Pérez nel lontano 1999. Sin dalle prime pagine si evince la tempra stilistica dell’autore newyorchese e il lettore ne è subito conquistato. Infatti lo stile brillante, con venature d’ironia pungente sempre al limite con il cinismo più raffinato, trascina il lettore su un’altalena di emozioni ed episodi di volta in volta romantica, comica o drammatica, tanto da rendere Storia d’Amore all’East Village un romanzo cult a tutti gli effetti. Senza dubbio il merito va attribuito non solo alla padronanza tecnica dell’autore, a dimostrare quanto egli si sia nutrito di buoni ‘maestri’, ma anche ad un sarcasmo che sembra contraddistinguere gli artisti di genio figli della Grande Mela.

Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo perché questo romanzo non ha nulla di mieloso, di banale e di scontato. L’originale Losers’ club, traducibile con “Il gruppo dei falliti”, risulta certamente molto più evocativo. Martin Sierra, il protagonista, si trascina da un lavoro all’altro per restare a galla nel tentativo di diventare un affermato autore di romanzi. Oltre alla scrittura, Martin è quasi ossessionato dagli annunci personalizzati, che gli permettono di conoscere donne interessanti quanto problematiche. Dalla sua vicenda personale emerge il graffito di una generazione che ha insormontabili difficoltà ad instaurare delle relazioni profonde. Così i protagonisti, nel loro stato di eterni outsider, cercano semplicemente qualcuno con cui condividere i propri deliri emotivi o snocciolare le proprie esperienze, ma senza alcuna complicazione sentimentale o tanto meno amorosa. I personaggi che si incontrano tra le pagine, d’altra parte, ben si inseriscono nell’East Village, quartiere alternativo per eccellenza di New York, che finisce per apparire l’unico luogo in cui costoro riescono a non sentirsi fuori posto, ma possono invece continuamente “reinventarsi” tra le sue strade in perenne divenire. La trama è quasi cinematografica e i brevi capitoli sostengono il ritmo incalzante delle avventure di Martin che, pur perdendosi tra fantasie, ricordi e allucinazioni, non smette mai di cercare la virtuale approvazione del suo maestro spirituale, Charles Bukowski. I dialoghi, invece, hanno spesso il sapore delle cervellotiche quanto assurde conversazioni tra Woody Allen e Diane Keaton per le strade di Manhattan.

Storia d’amore all’East Village è un sorprendente romanzo d’esordio, che in una dimensione postmoderna tende a fondere il meglio della narrativa e del cinema ambientati a New York, ma che, alla fin fine, sembra voler evocare il sogno segreto di moderne “Affinità elettive“.

Lo scrittore americano ci offre con gusto una panoramica completa della scena dell’East Village di New York con tutti i suoi estremi, le sue varietà e il suo ritmo forsennato attraverso questa divertente, toccante, dolorosa e romantica storia d’amore d’altri tempi, per la quale proviamo un pò di nostalgia .

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