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Ignazio Silone
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Il segreto di Luca, l’attualità di Ignazio Silone

Il segreto di Luca, di Ignazio Silone, è un romanzo che sembra discostarsi dall’antecedente produzione letteraria dell’autore abruzzese. Sebbene molteplici sono i punti di contatto con le tematiche e le ambientazioni tradizionalmente care all’autore, vi sono importanti passaggi che in questo romanzo fanno pensare al romanzo come “innovativo” nella tradizione letteraria siloniana. Si tratta di una sorta di romanzo giallo di denuncia cui fa da sfondo un’ambientazione fiabesca.

L’ambiente è agreste, come nella prima e più celebre opera di Silone, Fontamara, e si nutre delle tradizioni e usanze contadine del primo Novecento. Le vicende si svolgono nel contesto culturale e temporale dell’immediato secondo dopoguerra.
La tematica principale, il fulcro attorno cui gira l’ingranaggio del libro, è il segreto di un vecchio, Luca Sabatini, che ritorna al suo paese natìo, Cisterna dei Marsi, dopo che un errore giudiziare lo aveva costretto al carcere per 40 anni. Il ritorno di Luca in paese desta lo scalpore e il timore di tutti gli anziani del paese, che ancora ricordano il processo del povero Sabatini; infatti essi ancora temono rancori celati dal vecchio Luca nei loro confronti, a causa del processo in cui molti di quelli che sapevano non testimoniarono. Le vicende vengono narrate secondo uno schema narrativo, molto vicino a quello di un thriller, che rende efficacemente l’intenzione dell’autore.

Il segreto di Luca, sin dall’inizio, appare come un labirinto sempre più intricato e contorto nel corso della lettura del romanzo, un puzzle a cui vanno aggiungendosi sempre nuovi elementi. Quella nebbia che esiste nel romanzo, viene a diradarsi poco a poco con le indagini che il giovane Andrea Cipriani, esponente del partito socialista e co-protagonista o forse reale protagonista della vicenda, conduce nel paese e tra i paesani al fine di comprendere quale sia il segreto di Luca. Dopo vari interrogatori sofferti e lunghi, la vicenda appare chiara e il segreto sarà svelato.

La vicenda trattata da Silone ne Il segreto di Luca ha poco a che fare, come si è già accennato, con l’impegno politico o sociale. Queste componenti seppure presenti, passano in secondo piano rispetto alla vicenda principale e fanno solo da sfondo all’insieme del romanzo, occupandone certamente uno spazio importante e risultando essere, in certi casi, tematiche contemporanee e molto moderne.
Una delle tematiche sociali affrontate nel libro, che va a collegarsi direttamente con l’ambiente culturale di quegli anni, è l’ipocrisia messa in atto dai paesani e dalle autorità del paese nei confronti di Andrea Cipriani. Quandoegli diventa un “pezzo grosso”, un importante politico amministrativo, il paese si affanna in grossi e buffi preparativi per accaparrarsi le simpatie del giovane, il parroco don Franco addirittura prepara progetti edili da mostrare al giovane.

In questo chiaro esempio di ipocrisia ideologica si palesa una tematica sociale che facilmente è riconducibile a quell’epoca storica e, generalizzandola, alla massificazione del popolo. Tutti stanno dalla parte del vincitore. Non importa quanto sia nobile la causa, poichè la massa, organismo poco ragionevole e mutabile, applaudirà sempre il vincitore, sia che esso sia il suo carnefice o il suo liberatore. Ne Il segreto di Luca Silone mette in luce i meccanismi storici che portarono alla passiva accettazione della rivoluzione socialista italiana da parte dei sottoproletari, che ironicamente è la compagine politica che più avrebbe dovuto auspicare questo, così come alla passiva accettazione del regime fascista anni prima. Un comportamento che ha una sola parola per essere perfettamente interpretato: opportunismo. E da qui si può ben comprendere come la massa non si mostri come coscienza collettiva, bensì come contradditoria anima del servilismo umano individuale, salvo le eccezioni presenti in alcuni personaggi come don Serafino ed altri pochi quali Luca e Andrea.

A questa critica ideologica, si contrappone una fredda interpretazione del rapporto Stato-cittadino. Infatti Andrea ammonendo don Serafino, che gli richiede una raccomandazione per un suo amico povero, Luca, mette in luce quello che è il suo pensiero: Queste richieste non vanno presentate a lui, ma al sindaco. Questo è un chiaro esempio del disfacimento istituzionale che ancora oggi, a volte, possiamo sperimentare: non si ci rivolge più alle istituzioni, bensì agli individui dietro di essa, non più ai partiti, o comunque ai processi collettivi di esercizio repubblicano,ma ai patroni che ci sono dietro, non più al parlamento, ma al presidente del consiglio, per intenderci.

Mettendo in risalto questo elemento della crisi istituzionale, prende largo la reale sorgente del problema, che non ha inizio dal popolo, bensì dagli uomini di potere. Esemplare a tal proposito interpretativo, la scena in cui il sindaco per ricevere il maresciallo, con il quale poteva liberamente rimandare l’incontro, non riceve dei reduci che, indispettiti e altamente innervositi dal comportamento del sindaco lo insultano e se ne vanno via: è un chiaro esempio questo di una politica che non si occupa dei suoi figli e che li porta a uno sbando generale e a una delusione che sfocia nel meccanismo dell’opportunismo di massa in quanto ciascun individuo cerca nella massa il realizzarsi della propria intenzione individuale. In questo senso si viene a creare un senso di appartenenza effimero, ciascun popolo resta unito solo per i propri fini individuali. La rivoluzione la si fa d’altronde per questo.

Altra tematica sociale che emerge da Il segreto di Luca, è quella dell’ingiustizia subita dal protagonista, dichiarato colpevole di un omicidio mai commesso. Ciò risulta comprensibile in quanto gli indizi contro di lui sembrano incastrarlo e lui non si difende dalle accuse. Ma quando ben 10 anni dopo, vuole tentare di riconquistare la sua libertà, con un regolare processo in cui si dichiara innocente. Ebbene quest’esempio vuole mettere in risalto una tematica giuridica interessante: la legge o i “codici”, come sono definiti nel libro, sono solo involucri cartacei di un meccanismo logico-razionale che non risparmia nessuno e che presenta grossi limiti di aderenza alla realtà. Non si può, se non stando alle sue regole, diventare innocenti, seppure lo si è effettivamente. C’è una separazione tra effettivamente innocente e giuridicamente innocente, una separazione di cui Luca soffre pesantemente. Di qui la difficoltà politica: i cittadini non vengono ben difesi da una giustizia difettosa e piegata su stessa nei suoi procedimenti astratti.

Questi sembrano i punti di contatto con la produzione letteraria antecedente di Silone, mentre ciò che risulta nuovo è la tematica erotica e quella esistenziale: Il segreto di Luca è anche quell’amore coltivato con i soli sguardi e con poche parole nei confronti di Ortensia; un amore impossibile, in quanto la donna è sposata. L’amore impossibile viene a incatenare Luca in un impossibilità d’agire, tenta il suicidio, si convince di proseguire nel suo intento, ma viene punito con una pena ancora più grave: l’ergastolo. Il motivo per cui Luca non parla è per liberare Ortensia dalla sua indecisione, dai suoi tormenti, anche la donna infatti ama Luca alla stessa maniera, e solo una volta che lui sparisce per sempre, lei trova la pace e realizza la reale entità del sentimento che nutriva per lui.

Quello che appare come la forza più grande di Luca è una titanica resistenza che l’uomo può contrapporre, in virtù dell’amore, al gigante impassibile dell’esistenza. E’ infatti attraverso l’amore, come dice lo stesso Luca, che egli trova, come tutti gli uomini, ragione d’esistere e di respirare; ed è per questo che egli lotta, Facendo dono del suo tempo e della sua esistenza alla sua amata. Il suo silenzio sembra quanto mai eloquente e nel profondo di quell’aula di tribunale egli ancora canta alla sua amata un canto di passione, sacrificio ed eternità.

Ignazio Silone, tra i primi portatori di temi sociali legati al mondo contadino e di un “socialismo cristiano”, è uno scrittore da riscoprire e da riproprre soprattutto alle giovani generazioni, data l’attualità del suo pensiero e il suo saper coniugare denuncia e bellezza, impegno e intrattenimento.

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