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Una vita veloce, di Zoe Jenny

“Vorrei andarmene, il più lontano possibile. Ma lì non ci andrò, dove hanno deciso di mandarmi quando sarà arrivato il momento. Non obbedirò per niente al mondo, non farò quello che vogliono loro…” Una vita veloce della scrittrice svizzera Zoe Jenny è un inno all’amore disperato raccontato con eleganza e senza troppi giri di parole.

Le parole della protagonista della storia Ayse scorrono limpide tra le pagine del suo diario. Ayse è un’adolescente turca che cresce nella Berlino di oggi, circondata da una famiglia benestante ma ancora troppo ancorata alle tradizioni, con un fratello ossessivo e geloso che cerca di controllare anche il suo più piccolo respiro. Poi, una sera, le luci che illuminano le strade di Berlino e quegli occhi che forse l’attendevano da tutta una vita: lui è Christian, giovane tedesco cresciuto nella casa nella quale ora vive “la sua Ayse”. Un ragazzo che, con poca convinzione, frequenta un gruppo formato da giovani appartenenti all’estrema destra.

Ayse e Christian: divisi da chi non capisce il loro amore, separati da chi non accetta che quelle differenze sociali e culturali che dovrebbero tenerli lontani l’uno dall’altro, sono ciò che li rende la parte mancante l’uno dell’altra. Loro, giovani amanti legati ad un destino beffardo, crudele, inconsapevole di una realtà inaccettabile ad uno sguardo adulto.

“…c’è un tipo d’amore che si lancia dritto contro la luce e brucia, come una falena.” 

Lettere e poesie, foto rubate, scatti rapiti nella consapevolezza di un amore che nulla potrà spezzare.

La scrittrice svizzera ci accompagna nelle pagine di un diario scritto e vissuto da una dolce adolescente della Germania odierna. Una ragazza forte, capace di vivere ciò che sente anche nel silenzio e nel buio della notte. Quel buio e quel silenzio che nascondono un amore proibito che porterà i due giovani amanti ad un tragico epilogo.

Una vita veloce viene pubblicato per la prima volta nel 2003, da Fazi Editori. Nello stesso anno la giovane scrittrice incontrerà nell’istituto Mario Pagano di Napoli, un gruppo di giovani studenti. Uno sguardo profondo, due occhi che mostrano dolcezza, una dolcezza che proviene da un amore altrettanto profondo di quello raccontato, l’amore di una figlia verso il padre, a cui il romanzo è dedicato. Durante l’incontro con quei giovani studenti che avevano letto la sua opera, la scrittrice parla dei suoi amori  letterari, di quei libri che l’hanno colpita, emozionata, portandola ad amare la scrittura più di ogni altra cosa nella vita. E così, tra le prime opere lette, giunge il bardo di stratford. 

Le parole di Zoe Jenny scorrono veloci nella mente del lettore, immagini dolci ma forti, immagini che restano legate ad un sapore amaro e malinconico. Come quell’amore, quel tragico epilogo, quelle foto strappate, quel dolore che il destino ha scritto tra le sue pagine.

E così torniamo indietro, riviviamo attraverso le parole della giovane autrice svizzera, Zoe Jenny, quel momento esatto in cui William Shakespeare mostrò al mondo intero che l’amore, quello vero, reale, unico, non puoi spingerlo in una direzione diversa da quella che il destino ha scelto per lui. Ancora una volta, a distanza di anni, secoli, ritroviamo quella forza che hanno forse solo gli adolescenti, coloro

“…ancora abbastanza giovani da amare disperatamente.”

Una storia struggente ed emozionante che rende giustizia ai sentimenti dei giovani, raccontati senza luoghi comuni e con superficialità.

 

Di Gabriella Monaco

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