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‘La vita tranquilla’ di Merguerite Duras: si può vivere di noia?

La vita tranquilla è il secondo romanzo di Marguerite Duras è stato scritto nel 1944. È ambientato nella sperduta campagna francese nella proprietà agricola dei Veyrenattes. La Duras attraverso il racconto ci presenta un nucleo familiare chiuso in se stesso, lascia materializzare la noia, l'attesa, l’impasse esistenziale di un mondo rurale che sembra fuori dal tempo. I personaggi sono chiusi ognuno nel proprio microcosmo, fermi nella vita che scorre, impantanati nelle situazioni irrisolte, ognuno tendente ad affetti impossibili, avvolti dalla perfetta e opprimente atmosfera del mondo dimenticato, in un mondo scandito dalle stagioni dove la purezza ha lasciato il passo alla miseria i personaggi nutrono segreti e passioni violente.

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‘Viaggio al termine della notte’, l’impietoso e avvincente progetto di autoconoscenza di Céline

viaggio al termine della notte

Viaggio altermine della notte è un romanzo immenso, in cui si incontrano l'anelito dell'uomo alla libertà, il mondo, il genere umano e l'umano troppo umano. "E' cominciata in questo modo. Io, io non avevo detto proprio niente. Niente". Si sintetizza nell'incipit di questo capolavoro del 1932 il senso della koiné orale-colloquiale che dà voce a un soggetto escluso dal sistema.

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XXVII edizione del Premio Letterario internazionale Trichiana

Dopo più di venticinque anni, l'Amministrazione comunale di Trichiana (BL) bandisce la XXVII Edizione del Premio Letterario Nazionale Trichiana Paese del Libro. Quest’anno il premio si rinnova ed è prevista un'importante novità: la graduatoria di dieci finalisti, sarà stabilita dal presidente Antonio Scurati, scrittore, ricercatore alla Iulm di Milano, membro del Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza, editorialista della "Stampa". Un grande nome della letteratura italiana scelto per dare un nuovo impulso al Premio.

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La Tomba di Giulio II di Michelangelo Buonarroti ritrova la sua luce “naturale”

Michelangelo

Da qualche giorno il celeberrimo Mosè di Michelangelo, che fa parte della Tomba di Giulio II, custodita nella chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, si è illuminato di nuova luce alla stregua della luce naturale cinquecentesca creata dal genio rivoluzionario, grazie al nuovo progetto d'illuminazione realizzato da Mario Nanni, uno dei più importanti light designer italiani, nonché il terminato intervento di manutenzione e restauro condotto da Antonio Forcellino.

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