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Cormac McCarthy: quella grande faglia tra le spietate leggi della natura e della civiltà

Le opere di Cormac McCarthy sono oggetti che ti riportano lontano…molto lontano. Puoi sentire l’odore dell’America profonda, quella dei Faulkner, degli Hemingway dei quali il narratore del New England è l’ultimo grande esponente, sia per stile narrativo che per tematiche. Non a caso McCarthy è stato definito dal grande critico letterario Harold Bloom uno dei “magnifici quattro” della narrativa d’oltreoceano -e gli altri si chiamano Philip Roth, Don DeLillo, Thomas Pynchon; romanzieri con una loro precisa peculiarità e che si avvicinano per avere riflesso spaccati diversi del mondo a stelle e strisce.

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‘Contemporaneamente Roma 2017’: mostre, eventi, cultura dal 24 al 30 novembre

contemporaneamente Roma eventi culturali

Un’altra settimana di arte, teatro, musica, cinema e passeggiate creative nell'Urbe, alla scoperta di una città inedita in cui si intrecciano passato e presente: tutto questo è Contemporaneamente Roma. Accanto alle proposte delle istituzioni cittadine, un ricco cartellone di eventi selezionati attraverso un Avviso Pubblico di Roma Capitale per diffondere il ruolo di Roma come Capitale della cultura contemporanea.

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Ugo Tommei, proletario lacerbiano e futurista e gli scrittori di ‘Quaderno latino’

Ugo Tommei

Contadino e lavoratore manuale, Ugo Tommei. Un vero e proprio autodidatta in un’epoca in cui la passione accesa e bruciante e il sacro fuoco del sapere e della conoscenza divampavano nelle menti e nei cuori dei proletari più coscienti e generosi. Visse a cavallo tra XIX e XX secolo, e fu una sorta di Lemmonio Boreo in carne ed ossa. Chissà se Ardengo Soffici nel redigere il suo giovanile, anticonvenzionale ed anarcoide romanzo del 1912 così intitolato, non si sia poi realmente ispirato ad un certo milieu da lui frequentato ed approfondito e nel quale alcuni personaggi come Tommei, così affini per l’appunto a Lemmonio Boreo, erano componenti preziose ma infine non così rare.

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Non c’è due senza tre

Tre abbandoni di altrettanti efferati vecchi uno dietro l'altro. Il primo a lasciarci è stato Totò Riina, a seguire Charles Manson. Alla fine pure Tavecchio, a furor di popolo, ha dovuto rassegnare controvoglia le sue, pur meno funebri, dimissioni. La folla calcistica tira un sospiro di sollievo.

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