Breaking News
Home / Pensieri&frammenti / ‘Vigore’, il giogo dell’omissione
Vigore poesia di Donatella Conte

‘Vigore’, il giogo dell’omissione

Vigore 

Si trascorre un pomeriggio tra la sensazione del non detto
e quella fiera del
detto tardi.
Un caffè è un sintomo di resistenza
e la pioggia,
quella non riesce proprio a farmi avvincere.
Tu che ti aggrappi alla mia fuggevole
sicurezza d’onda
io di vigore esalto
la tua viltà.
Di me, chi sei?
deuteragonista
mercenario dell’ovvio,
l’antagonista del giogo?

About Donatella Conte

Check Also

castrazione nazionale

Castrazione nazionale! Le molestie (presunte e reali) nostrane e d’oltreoceano

Proviamo a dare una veduta d’insieme di questo gioco al massacro e al gossip che dura ormai da settimane. In principio, come sempre, fu l’America e la Casa madre del cinema, Hollywood, dove un mondo di femministe e umanitari, progressisti e antirazzisti, si scoprì un immondo porcaio dove tutti sapevano, anche le suddette anime belle, ma tacevano per viltà e convenienza, o peggio per aver partecipato anch’esse al traffico di sesso e film. C’è chi si è aggrappato al politically correct adducendo come alibi della sua pedofilia il fatto di aver avuto un padre nazista, cercando la redenzione nel suo outing-promessa: d’ora in poi vivrò da gay. Evviva, si è riscattato, santo subito. Poi a rimorchio vennero i nostri. Tra l’America e l’Italia il ponte fu l’Asia, e non nel senso di un continente ma di un’attrice incontinente che dopo anni di silenzio decise di vuotare il sacco sulle violenze subite nei due mondi. E per dimostrare che non siamo da meno dei nostri superiori e liberatori, gli yankees liberal & radical, è cominciata la caccia al porco nostrano, made in Italy.