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“Adolescente”: l’aulicità di Vincenzo Cardarelli

Le prime poesie di Vincenzo Cardarelli risalgono al 1909 e sono state pubblicate non distinte dalla prosa; solo nel 1936 e poi nel 1942, sono state raccolte nel volume delle Poesie, aperto dalla lirica Adolescente. La giovane figura che è oggetto dell’ammirazione e del desiderio del poeta è sentita come irraggiungibile a causa della sua irresponsabilità ed incoscienza gioiosa, tipiche di questo periodo della vita. La fanciulla protagonista della lirica è distanza dal suo osservatore anziano anche in quanto inconsapevolmente oggetto di desiderio mentre ella pensa solo a vivere, ma quando vorrà vedere come è fatto il gioco seguirà semplicemente il proprio capriccio: ad avere questa perla rara sarà un pescatore di spugne, anche lui incosapevole del bene che gli è toccato.

Su te, vergine adolescente,
sta come un’ombra sacra.
Nulla è più misterioso
e adorabile e proprio
della tua carne spogliata.
Ma ti recludi nell’attenta veste
e abiti lontano
con la tua grazia
dove non sai chi ti raggiungerà.
Certo non io. Se ti veggo passare
a tanta regale distanza,
con la chioma sciolta
e tutta la persona astata,
la vertigine mi si porta via.
Sei l’imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l’oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.
Nel sangue, che ha diffusioni
di fiamma sulla tua faccia,
il cosmo fa le sue risa
come nell’occhio nero della rondine.
La tua pupilla è bruciata
dal sole che dentro vi sta.
La tua bocca è serrata.
Non sanno le mani tue bianche
il sudore umiliante dei contatti.
E penso come il tuo corpo
difficoltoso e vago
fa disperare l’amore
nel cuor dell’uomo!

Pure qualcuno ti disfiorerà,
bocca di sorgiva.
Qualcuno che non lo saprà,
un pescatore di spugne,
avrà questa perla rara.
Gli sarà grazia e fortuna
il non averti cercata
e non sapere chi sei
e non poterti godere
con la sottile coscienza
che offende il geloso Iddio.
Oh sì, l’animale sarà
abbastanza ignaro
per non morire prima di toccarti.
E tutto è così.
Tu anche non sai chi sei.
E prendere ti lascerai,
ma per vedere come il gioco è fatto,

per ridere un poco insieme.
Come fiamma si perde nella luce,
al tocco della realtà
i misteri che tu prometti
si disciolgono in nulla.
Inconsumata passerà
tanta gioia!
Tu ti darai, tu ti perderai,
per il capriccio che non indovina
mai, col primo che ti piacerà.
Ama il tempo lo scherzo
che lo seconda,
non il cauto volere che indugia.
Così la fanciullezza
fa ruzzolare il mondo
e il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.

 

La tematica della poesia di Cardarelli è chiarito dalla contrapposizione tra il poeta (saggio in quanto dotato di consapevolezza) e la ragazza che hai verso la vita leggerezza e spensieratezza. Il modello leopardiano dal punto di vista formale è molto evidente ma si intreccia con altri modelli più recenti, come quello di D’Annunzio. Il poeta infatti adopera molti endecasillabi e settenari come il Leopardi degli idilli e degli ultimi canti, ma si avvale anche di molti versi liberi, richiamando alla mente l’Alcyone di D’Annunzio. Le rime creano una musicalitù rarefatta, nella prima strofa, le uniche rime sono: spogliata/astata (dritta)/bruciata/serrata e raggiungerà/sta, cui si affiancano le assonanze grazia/distanza, e appena/pienezza.

Per quanto riguarda il lessico, Cardarelli utilizza perlopiù termini aulici e letterari (recludi, veggo, astata, imporosa), ricorrendo ad uno stilema tipicamente leopardiano come l’accostamento di due aggettivi riferiti allo stesso sostantivo, come l’imporosa (perfetta, senza pori) e liscia creatura. Ciò che fa distinguere Cardarelli dai poeti precedenti è l’uso di una sintassi ridotta al minimo che evita quasi del tutto la subordinazione. Solo nella conclusioni emergono costruzioni più ampie dal carattere sentenzioso (Tu ti darai, tu ti perderai, ecc…). Nonostante il suo carattere discorsivo (la discortività è la cifra stilistica di Cardarelli), la poesia non rinuncia a similitudini, metafore ed analogie (Nel sangue, che ha diffusioni/di fiamma sulla tua faccia, /il cosmo fa le sue risa/come nell’occhio nero della rondine).

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About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l’arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d’arte contemporanea.

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