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Pennac e Maupassant discutono della crisi idrica a Roma con Virginia Raggi

Bar del campidoglio. Pennac: Vede dottor Maupassant…, ma intanto ordini, cosa prende?
Maupassant: Un bicchiere d’acqua grazie
Il cameriere ne porta uno più un altro riempito quasi a metà.

Maupassant: Ne avevo chiesto uno solo!

Infatti, l’altro lo devo sprecare, guardi lo rovescio subito
Maupassant: Ma che fa?!

Vede dottor, è proprio questo il problema, a Roma sprechiamo una marea di acqua, mi serve un capro espiatorio
Maupassant: Non fareste prima a conservarla meglio
Sì da trent’anni è così, ma se le cose funzionassero non ci avrebbero potuto mangiare
Pennac: Bere oserei dire, e lei sindaca non beve?

Virginia Raggi: Io grazie, non per ora no, ma hanno bevuto tutti quelli intorno a me per ora, Marra, Romeo, altri non riuscivano a farli smettere di bere, quindi se ne sono andati

Maupassant: Ma non capisco cosa posso fare io per lei…
Ho letto un suo libro, Il paradiso degli orchi, con il protagonista Benjamin Malaussene che fa il capro espiatorio, addetto agli uffici reclami dell’azienda, ecco io vorrei apparire come capro espiatorio, dato che io qui da solo un anno
Pennac: Quindi cosa dovrei fare?

Raggi: Scrivere un romanzo, in cui fa capire che si parla di me, di noi, i 5 stelle, che siamo utili per far sembrare solo noi colpevoli della situazione
Pennac: Magari lo siete anche voi, poco, proporzionati ad un anno di governo cittadino
Forse, ma di questo non so nulla
Pennac: Del governo cittadino
Certo, allora può scriverlo
Pennac: Ma lei ha letto davvero il libro, perché nel libro il protagonista cerca di affrancarsi da quella condizione
Raggi: Certo ma non le vede le affinità, io sono come Benjamin un capro espiatorio, come lui anch’io ho delle “bombe” come ATAC e ACEA e AMA tra le mani..
E per affrancarsi cosa fa?

Raggi: Dopo solo un anno cosa posso fare…
Da quanto sapeva che il rischio assenza d’acqua c’era per Roma
Non centra nulla lo sapevano anche gli altri”

About Andrea Forte

Sono Andrea Forte, 28 anni, di cui alcuni passati a laurearmi in filosofia e a scrivere; e forse scrivere è il mio vero modo di fare ricerca filosofica. Ho già pubblicato alcuni romanzi brevi, tra cui Il ballo dell’immobilità, Un uomo lontano, Sopravvivere, e alcuni racconti sono pubblicati in antologie di concorsi, a cui ho partecipato.

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Mi chiamano Pirata. Come a Pantani. La differenza è che io non pedalo, io nun coro, io sto fermo, inammovibbile, e se il mondo mi cambia attorno io sto sempre qua, presente! E mi adatto ai cambiamenti, utile per ogni occasione, 'n omo per tutte 'e staggioni, perché di quelli come me, cor pelo su lo stommeco, zarvognuno, il bisogno prima o poi s'arisente.