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Tag Archives: Critica contemporanea

“Mosca nei sottoboschi”, la testimonianza di A. Carayon

Moscou dans les sous bois, Mosca nei sottoboschi che potrebbe apparentemente sembrare un reportage o una cronaca dei fatti, è in realtà solo una testimonianza delle osservazioni fatte da Annette Carayon, (insegnante di linguistica presso l'Università di Mosca e nel ministero degli Affari esteri) sulla Russia degli anni ottanta e di quella dei giorni nostri, con al centro un enorme salto generazionale e con un territorio completamente stravolto dalla storia che noi tutti conosciamo, accadimenti che hanno lasciato alcuni aspetti immutati ed altri che si presentano come delle novità. Annette li registra tutti, con l'occhio lucido ed attento di chi vuole fornirci gli strumenti per arrivare ad una lettura nostra su quello che è il ''mondo Russia'', scevra da ogni influenza o pregiudizio di sorta.

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Julia Kristeva, tra semiologia e psicoanalisi

Julia Kristeva

Julia Kristeva è una semiologa e psicanalista bulgara naturalizzata francese, che ha teorizzato e sviluppato il concetto di intertestualità e costruito un'interessante relazione tra semiologia e psicoanalisi. Ha studiato all'università di Sofia e dal 1966 all'École pratique des hautes études a Parigi, dove ha conosciuto personalità come Barthes, Goldmann e Sollers, Deridda e Foucault.

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Natalino Sapegno, tra rigore e chiarezza

Natalino Sapegno

Natalino Sapegno è stato senza dubbio uno dei più influenti storici della letteratura e critico. Nasce ad Aosta nel 1901 vive i primi anni a Torino, dove frequenta le scuole elementari e ginnasiali, durante le quali ha come compagno di studi Carlo Levi, al quale sarà legato per tutta la vita da un'amicizia indissolubile.

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Michel Foucault e “il sapere-potere”

Michel Foucault

Il filosofo, storico e sociologo francese Michel Foucault si è dedicato alla letteratura contemporanea tra il 1962 e il 1969 attraverso una serie di studi che mostrano una profonda comprensione del fenomeno letterario e in cui la scrittura viene inserita nel contesto della sessualità, della trasgressione e della morte. La scrittura definisce "un' apertura" di uno spazio in cui il soggetto che scrive non smette di sparire". Foucault è un grande formulatore di discorsi e ad un certo punto si domanda: "In fondo, che cosa importa chi parla?. In questo modo il filosofo francese ha decretato la morte dell'uomo, fondando il suo interesse sul "sapere-potere", puntando la propria attenzione soprattutto sulle grandi strutture oggettive rimosse o nascoste.

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Lévi-Strauss e l’antropologia strutturale

Claude Levi-Strauss

Claude Lévi-Strauss è un antropologo, psicologo e filosofo francese. Studia legge e filosofia alla Sorbona di Parigi ma nel 1931 si laurea in Filosofia. Le sue posizioni filosofiche si dimostrano da subito estremamente critiche nei confronti delle tendenze idealiste e spiritualistiche della filosofia francese di quel periodo; egli riconosce in se stesso un'esigenza di concretezza che lo porta verso direzioni completamente nuove. Ben presto infatti scopre presto nelle scienze umane, in particolare nella sociologia e nell'etnologia, la possibilità di costruire un discorso innovatore sull'uomo. Decisivo è l'incontro con Paul Rivet e con Marcel Mauss del quale è allievo.

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