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Tag Archives: letteratura contemporanea

Antonio Villani: Uguale e contraria

La prima pagina di Uguale e contraria ci catapulta in un bordello dove tre donne si prodigano per il benessere fisico ed oserei dire anche mentale di sfortunati che hanno trovato il modo più dolce ed efficace per alleviare le loro pene quotidiane. All'inizio la sensazione è quella di trovarci in una casa di appuntamenti non facilmente collocabile in un'epoca ma poi, le turbe dei protagonisti, ci ricordano di come sia il nostro mondo contemporaneo ad aver bisogno di certi vecchi escamotage. L'orgasmo, come la vita, può durare il tempo di una sola sigaretta.

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“Il Dottor Zivago” e “La noia” a confronto

Il Dottor Zivago

Il celebre romanzo Il Dottor Zivago (1957) di Boris Pasternak ci dà l'occasione di cogliere alcuni connotati sintomatici del romanzo moderno, in quanto in primis non sente affatto il bisogno di garantire che c'è qualcosa o qualcuno che conduce la fatalità. In questo romanzo si può dire che si assistiamo ad una serie di "atti gratuiti" come dice Giacomo Debenedetti, compiuti non tanto dai personaggi, quanto piuttosto dal romanziere, il quale produce scene, dialoghi, situazioni che a lui magari sembrano necessari, ma che si producono al di fuori di ogni plausibile logica e concatenamento.

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La pianista di Auschwitz, il resoconto sull’Olocausto di Suzy Zail

La pianista di Auschwitz

La pianista di Auschwitz della scrittrice australiana classe 1966 Suzy Zail (Newton Compton Editori, 2016) rappresenta un drammatico affresco della più volte trattata, realtà dell’Olocausto, visto attraverso gli occhi di una giovane pianista ungherese. Hanna vive nel ghetto ebraico di Budapest insieme alla sorella maggiore Erika e ai loro genitori, fino al giorno in cui un gruppo di ufficiali dell’SS comunica loro che saranno trasferiti altrove, insieme a tutti gli altri ebrei del ghetto. La vita di Hanna cambia all’improvvisto, dalla tranquilla esistenza che conduceva esercitandosi al piano ogni giorno e sognando il Conservatorio di Budapest alla realtà dei campi di sterminio, passando per un viaggio di incertezza attraverso l’Europa centrale, fino alla Polonia meridionale.

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Storie di fantasmi per il dopocena, di Jerome Klapka Jerome

L'umorista inglese Jerome Klapka Jerome (WalSall, 2 Maggio 1859- Northampton, 14 Giugno 1927) ci offre un quadro davvero colorato di suggestioni, racconti avvincenti, imprese goliardiche ma anche spaventose e macabre, nelle sue Storie di fantasmi per il dopocena (pubblicato nel 1891). Si tratta di brevi racconti avventurosi rivolti al diletto del lettore medio, che lo avvicinano alla lettura grazie alla rappresentazione del quotidiano. Questo tipo di lettura, veloce e comprensibile, poteva essere fatta in treno o mentre ci si recava a lavoro, ad esempio. Si può dire che Jerome K. Jerome appartiene a quella cerchia di autori riconosciuti come scrittori ''da treno'', assieme ad Arthur Conan Doyle, Rider Haggard e molti altri.

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Le cose migliori, l’esordio di Valeria Pecora

Le cose migliori romanzo di Valeria Pecora

Le cose migliori è un romanzo di Valeria Pecora e segna l'esordio della giovane autrice, classe 1982. Il libro ha per protagonista Irene, voce narrante di una storia familiare ambientata in Sardegna. I destini dei personaggi di questo racconto corale si intrecciano in poche pagine ed emozionano proprio per la loro densità. Tra le qualità de Le cose migliori va annoverata la capacità di Valeria Pecora di saper tessere la trama con sapienza, misura e con padronanza tecnica ed espressiva. L'autrice non cede al comune autocompiacimento, una ‘virtù’ abbastanza diffusa in numerosi esordienti.

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‘Sessanta’, le massime e i pensieri di Ojetti

Ugo Ojetti

Nel giornalismo letterario bisogna distinguere tra "articoli di giornale" e "articoli che escono sul giornale"; in Italia abbiamo avuto dei bellissimi esempi come quelli di Cecchi e Baldini: lavori di artisti che hanno trovato il loro modulo nel taglio dell'elzeviro. Gli articoli di giornale hanno l'aria di obbedire alle necessità dei lettori prima che a quelli che li ha scritti; in questo senso, quelli di Ojetti sono sia articoli sul giornale che articoli che escono sul giornale e fanno letteratura. In altri paesi tutto questo è rappresentato da diari, epistolari, libri di memorie, mentre in Italia, eccezione fatta per Ferdinando Martini, lo scrittore che è riuscito a fare letteratura francese nel più italiano dei modi, è stato proprio Ugo Ojetti, rimediando con il corpus dei suoi articoli che tiene il posto dei diari e delle memorie, in Italia mancanti.

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‘Basterà un soffio d’erba’, il distacco visto da Giorgio Caproni

Giorgio Caproni

Basterà un soffio d'erba di Giorgio Caproni è una poesia che fa parte della raccolta Cronistoria. Questo dodicesimo sonetto sviluppa il tema del distacco, di cui la morte non rappresenta che il primo momento: a essa succede infatti anche l'allontanamento provocato dalla vita che continua e dal conseguente cedere della memoria. Probabilmente, già prima, si chiede il poeta, è stata presente nel cuore di lei la consapevolezza della prossima separazione e il desiderio di adempiervi.

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Nicola Lisi, tra magia e religione

Nicola Lisi nasce l'11 Aprile del 1893 nel Mugello, da una famiglia borghese e cattolica. Qui esercita la professione di geometra. Nel 1923 fonda, assieme a Bargellini e Betocchi Il calendario dei pensieri e delle pratiche solari, poi rivista 'Frontespizio', un vero e proprio almanacco in cui si cercava di avvicinare chi leggeva alla natura e a Dio. Gli esordi ci svelano un autore favolista ed amante del teatro ma anche molto religioso, infatti il cristianesimo è alle fondamenta del suo pensiero e di ogni sua opera.

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