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Tag Archives: scrittori italiani

‘Non tutto è perduto’ e ‘Queste note dei giorni’, il controllo razionale del poeta Valerio Magrelli

Magrelli

Il poeta, traduttore e critico letterario Valerio Magrelli nasce a Roma nel 1957, pubblica i suoi primi versi nel 1977 su "Nuovi Argomenti" e tuttora collabora come critico e poeta con varie riviste. Magrelli ha pubblicato i volumi di versi Ora serrata retinae (1980), Nature e venature (1987), Esercizi di tiptologia (1992), il tutto poi raccolto in Poesie nel 1996. Ha curato l'antologia Poeti francesi del Novecento e varie traduzioni dal francese, del 1990 è suo il saggio Profilo del dadà. In virtù della sua attività letteraria - che ha situato Magrelli fra gli autori all'avanguardia della poesia italiana - ha ottenuto molti premi letterari, fra cui il Premio Mondello, il Premio Viareggio per la poesia, il Premio Nazionale Letterario Pisa per la poesia, il Premio Frascati, il Premio Brancati e il Premio Librex Montale. Nel novembre 2003 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha conferito il Premio Antonio Feltrinelli.

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‘Storia di Cristo’, la conversione di Giovanni Papini: una difesa tradizionale contro l’anarchia morale contemporanea

storia di Cristo di Papini

Giovanni Papini ha impresso il proprio nome nella Storia. Con le sue teorie strampalate, i suoi cambi di bandiera repentini e improvvisi ha stupito la cultura del Novecento italiano comparendo nel registro dei più grandi polemisti di tutti i tempi. Battagliero e feroce, si ritrovò ritto sulle barricate del secolo a infiammare il mondo. Ignorato oggi in patria, il suo nome è noto all'estero: uomini come Jorge Luis Borges, Mircea Eliade, o Henry Miller lo hanno letto, amato e ricordato. Perché non dovremmo farlo anche noi? Almeno ricordarlo...Lettore onnivoro e scrittore frammentario dallo stile dissacrante, e dall'animo irrequieto e trasformista, noto per le sue numerose stroncature, l'arrogante Papini è considerato il capo del primo Sturm und Drang italiano. A lui e Prezzolini si devono l’importazione in Italia di intellettuali come il sindacalista rivoluzionario Sorel, e i filosofi Bergson e James. Benedetto Croce fu invece il suo nemico più temibile. Inveì contro i liberali, i socialisti e i preti. Si mosse là dove vi era fervore.

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Il paradosso Italiano di Curzio Malaparte, tutto e il suo contrario, per il gusto e lo spirito d’esser libero

Malaparte

La traiettoria di Curzio Malaparte costituisce una fortissima e stridente eccezione nel gran panorama dell'intellettualità europea del Novecento. Egli fu tutto ed il contrario di tutto, per il gusto e lo spirito d'esser libero. L’Italia non esiste se non come paradosso. E magnifico, irrisolvibile, svociatissimo paradosso fu Curzio Malaparte. L’antitaliano più arcitaliano degli italiani, ma pur sempre straniero. Kurt Erich Suckert, nato pratese, perciò toscano, che più italiano non v’è, da Erwin Suckert, un tedesco, ed Evelina Perelli, una lombarda. Uno straniero, Curzio Malaparte, di un genere del tutto particolare: uno straniero in patria, ma non profeta, un uomo fuori luogo nel mondo, e tal mondo, il mondo – come nei suoi scritti – è l’Europa.

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Il realismo narrativo di Beppe Fenoglio, cantore della guerra civile

Beppe Fenoglio

Beppe Fenoglio fu il cantore per eccellenza della resistenza, lo scrittore che più viene identificato con la guerra partigiana, l’autore che più di tutti scelse quel periodo della storia d’Italia come terreno unico delle sue opere, che alla fine diventò per lui quasi una fissazione ed una condanna. Se la Resistenza è il vero mito laico su cui si fondò la Repubblica italiana del Dopoguerra, religione secolare sulla quale incentrare miti, riti e liturgie dell’Italia postfascista, allora Fenoglio ne fu profeta. Tuttavia, basta leggere poche pagine e ci si rende conto che i suoi toni non hanno nulla a che vedere con la retorica resistenziale dell’ANPI, con i toni magniloquenti di certi cultori della resistenza o con quelli di chi vuole trasformare la guerra partigiana in una mitologia senza ombre.

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L’editore-scrittore Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

Roberto Calasso

Il libro di Roberto Calasso è diviso in due parti. La seconda è una polifonia di voci (Virginia Woolf, Simone Weil, Walter Benjamin, Céline), che descrivono momenti di ciò che avveniva dal '33 al '45, dalla presa del potere di Hitler sino alla fine della Seconda guerra mondiale. La prima parte invece è tutta sul presente. "Le due parti - spiega Calasso - sono l'una il contrappeso dell'altra. La prima vagherebbe un po' nell'aria, parlando di questo mondo senza appigli fermi, se non si presupponesse l'altra, che è un ultimo, tremendo scontro, come fra rocce che cozzano tentando di distruggersi e autodistruggendosi. Chi non conosce quel presupposto non vede il basamento di quanto sta succedendo oggi".

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Dacia Maraini: da un tempo all’altro della memoria

Dacia Maraini

Per anni Dacia Maraini ha raccolto le parole degli altri. Scrivere allora è stato un bisogno insopprimibile. Poi è diventato amore. Capacità di cogliere gli odori, i colori, i sapori: «la luce della Sicilia, la neve del Giappone [...] la foglia del tè, un biscotto al burro, una cipolla, l'odore, il sapore». In Non chiedermi quando, romanzo per Dacia emerge il mondo di una donna libera e forte con tanta voglia di agire e generosa proprio come in “Donne senza paura”: < >.

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Al via la quarta edizione del Brianza Book Festival

Il 16 dicembre alle ore 21:00 presso Reggia di Monza sala Belvedere, partirà la quarta edizione del Brianza Book Festival. Il tema scelto è "IL PESO SPECIFICO DELLE PAROLE". per dare spazio al contenuto e ai contenuti con una selezione di scrittori assolutamente all'altezza che con le parole, il linguaggio e la comunicazione ci sanno davvero fare.

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