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La cena di Vladimir Putin per lo scorso Capodanno

Poco prima della fine del 2016 il presidente degli Stati Uniti tuttora in carica Barak Obama ha espulso gli ambasciatori russi come risposta ai sospetti dell’Fbi circa un’ingerenza di questi ultimi a favore di Donald Trump, durante la recente campagna elettorale. Come contromisura il presidente russo Putin con ostentata signorilità ha invitato gli ambasciatori americani al cenone di capodanno da lui organizzato. Si tratta ovviamente di un gesto politico, in attesa dell’insediamento del nuovo presidente Usa molto più congeniale al capo del Cremlino, peraltro famoso per aver liquidato i suoi nemici interni attraverso metodi tutt’altro che ortodossi, retaggio dei suoi remoti esordi al Kgb.

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About Pee Gee Daniel

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976, vive in Alessandria. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Phenomenorama, Inbooki, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Ingrid e Riccione, La Gru, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico, Montag. È librettista del musical Cogli l'attimo, con le musiche di Fabio Zuffanti. Insieme all'attore Omid Maleknia ha curato Spettacolo d'evasione, che vede alcuni detenuti del carcere Don Soria di Alessandria nella veste di cabarettisti.

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In questi giorni il Tribunale di Genova, in attesa della sentenza definitiva, ha proceduto alla confisca cautelativa di beni fisici e conti correnti della Lega Nord, recentemente condannata, nelle persone di Umberto Bossi e figlio, ex-tesorieri e vari altri amministratori. Il partito, attualmente capeggiato da Matteo Salvini, deve infatti restituire alle casse dello Stato una somma ammontante a 58 milioni di euro di rimborsi elettorali letteralmente volatilizzati (senza che nessuno dei principali esponenti, a partire da Maroni e dallo stesso Salvini, abbia mai saputo giustificarne l'ammanco). Ora il segretario della Lega, secondo un consueto copione da politica italiana, anziché rimanere nel merito del provvedimento, preferisce buttarla in caciara (come si dice in quel di Roma, "ladrona" secondo i primissimi slogan leghisti), parlando di una persecuzione politica e giudiziaria.