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‘Isola. Storie di un filosofo-chef dal cuore dell’Adriatico’. Il nuovo libro di Senko Karuza

Isola

Arriva in libreria il 5 giugno il libro dello scrittore e intellettuale Senko Karuza: Isola. Storie di un filosofo-chef dal cuore dell'Adriatico. In una terra troppo affollata d'estate e semideserta nelle altre stagioni dell'anno, abitata dai pochi che hanno deciso di rimanere a coltivare la terra, gli ulivi e le vigne; circondata da un mare sempre più povero di pesce, solcato da sparuti traghetti che portano in terraferma dal dentista, a scuola, ad approvvigionarsi e che riversano sull'Isola curiose figure in fuga dalla frenesia delle città. L'Isola è un modo di vivere dentro al quale Senko Karuza ci conduce assieme alla comunità degli isolani – il "noi" narrante –, è un viaggio dentro la natura mediterranea, negli odori della macchia e del mare, dentro la vita dei pescatori e il lavoro dei contadini, al riparo dalle gelide raffiche di bora e con il profumo della torta marmorizzata della zia Anka di cui nessun altro conosce la ricetta.

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Sulle stile di Tommaso Landolfi: sinuoso e avventuroso

landolfi

Tommaso Landolfi scrive e pubblica negli stessi anni di Giuseppe Dessì. Anche lui è un autore poco conosciuto dal grande pubblico, complice il carattere schivo. Nasce a Pico, in provincia di Frosinone, e perde la madre in tenera età. Si laurea in letteratura russa a Firenze, discutendo una tesi sulla poetessa Anna Achmatova, ed ha modo di entrare in contatto con un ambiente letterario molto ricco, e ciò influisce molto sul suo modo di scrivere: egli inizia la sua attività letterario durante il ventennio fascista, periodo molto “chiuso” a causa dello stretto contatto con le letterature straniere.

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‘Racconto d’autunno’ di Tommaso Landolfi. Il rapporto impossibile tra sfondo resistenziale e sfera del fantastico

Racconto d'autunno

Il romanzo Racconto d’autunno di Tommaso Landolfi è stato pubblicato nel 1947 a Firenze dall’editore Vallecchi, ed era stato scritto l’anno precedente nella villa familiare di Pico, luogo di nascita dell’autore. A livello autobiografico la vicenda potrebbe rappresentare il difficile rapporto di Landolfi col padre e la morte prematura della madre, ma soprattutto il suo rapporto con la guerra, durante la quale Landolfi fu incarcerato per attività antifascista e la sua casa di famiglia “sventrata”1 dalla guerra come la villa del Racconto.

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“La data giusta” di Mariaelena Porzio, quando la fuga è un atto di coraggio

la data giusta

Una mattina il giovane Nikolay si alza e come ogni giorno si prepara per andare a scuola. Prima di scendere in cucina, guarda l'ora e strappa dal calendario il foglietto del giorno precedente. Ecco fatto, ora segna la data giusta: è il 24 febbraio 2022. Ma quella mattina, non appena scende in cucina per fare colazione, si rende conto che non potrà andare a scuola e non potrà farlo nemmeno nei giorni successivi. È successo qualcosa che manderà all'aria tutta la sua vita: è scoppiata la guerra" spiega Mariaelena Porzio, autrice del romanzo La data giusta, Collana Lifebooks - PubMe, il diario di un ragazzo costretto a lasciare tutto per scappare dalla guerra. 

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Addio alla scrittrice Alice Munro. Il narrare breve da Nobel

Alice Munro

La scrittrice canadese premio Nobel nel 2013 Alice Munro è scomparsa il 13 maggio scorso in Ontario. Ha dato una dignità ad un genere letterario che veniva considerato inferiore: la short stories, il racconto breve. Non ha mai scritto romanzi, solo racconti (lunghi o brevi), un genere estremamente utilizzato nei paesi anglosassoni. Dentro il racconto, Munro, che ha abbandonato la letteratura dopo il Nobel, ha saputo combinare alto mimetico e basso mimetico (caratteristica che ben si nota nelle frasi e nelle parole che la scrittrice usa). Il fatto raccontato è come se appartenesse all’inizio della letteratura.

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“Il ladro di fiori”: il nuovo romanzo di Stefania Jade Trucchi

Il ladro di fiori, edito da Bertoni editore, è il nuovo romanzo di Stefania Jade Trucchi. L'autrice nata e cresciuta a Roma, è una psicoterapeuta, terapeuta EMDR, specializzata nel campo del Disturbo post traumatico da stress e delle conseguenze psicologiche della Violenza e del Lutto. È inoltre autrice di alcuni romanzi quali Un uomo di vetro,  Mosaico di donna e Il candore di un’anima pubblicato da Sperling & Kupfer. Ha scritto racconti come Un tuffo nella vita, Una voce da lontano, Cibo in parole e Il circo errante  in cui è descritto il Ciclo della violenza, una storia narrata attraverso gli occhi di un bambino. Ha vinto con le sue opere molti premi letterari. Alcune di queste sono state presentate in occasioni di giornate dedicate alla lotta contro la violenza.

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Nuove tecnologie: l’innovazione guiderà davvero la sostenibilità?

sostenibilità

Quando pensiamo alla tecnologia, in genere ci vengono in mente immagini di gadget all'avanguardia e città futuristiche, senza contare le tante novità a cui stiamo assistendo in questi anni in ambito digitale, tra servizi web sempre più efficienti, intelligenze artificiali in grado di risolvere problemi di varia natura e sistemi di realtà virtuale che ci immergono in ambientazioni tridimensionali. Ma oggi, la tecnologia è chiamata a risolvere un'altra sfida molto più importante: rendere il nostro pianeta un posto più sostenibile. Questo è il motivo per cui l'innovazione tecnologica sta giocando un ruolo chiave nel promuovere la sostenibilità. Ma quanto possiamo davvero contare sulla tecnologia per guidarci verso un futuro più verde?

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Un libro per Paola Cortellesi e co.

Cortellesi

Solitamente i premi cinematografici sono vincenti perché in un modo o nell’altro fanno presa anche su coloro che del cinema non sono appassionati. Tuttavia la premessa per l’edizione 2024 dei David di Donatello (come è stato per gli Oscar del resto) è che la familiarità degli spettatori più o meno consapevoli con determinati film sia aumentata e si riscontra una diffusa familiarità con molti film grazie alla pubblicità dei media. Non è un caso che il film manifesto “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi abbia conquistato buona parte del pubblico e degli addetti ai lavori e trionfato ai David di Donatello: il film stesso è costruito sulla rabbia, e la protesta in nome delle donne vittime del sistema patriarcale sopravvissuto alla caduta del fascismo, questo lo scopo dichiarato dalla regista. In tempo di lotte al fantasma del patriarcato è grasso che cola.

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