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Intervista esclusiva a Santiago Ribeiro, il surrealista contemporaneo più famoso al mondo

Il surrealismo sta vivendo una nuova entusiasmante stagione grazie all’iniziativa internazionale dell’artista portoghese Santiago Ribeiro, denominata Surrealism Now, unione di movimenti artistici quali il surrealismo, l’arte visionaria, il realismo astratto e fantastico, promossi  attraverso mostre in città e Paesi di tutto il mondo tra cui figurano Berlino, Mosca, Dallas, Los Angeles, Mississippi, Varsavia, Nantes, Parigi, Firenze, Madrid, Granada, Barcellona, Lisbona, Belgrado, Monte Negro, Romania, Giappone, Taiwan e Brasile.

ribeiro art

Nato a Coimbra, Santiago Ribeiro ha visto le sue opere in bella mostra sugli schermi di Times Square nel 2018, la più grande crocevia multimediale del mondo, scatenando le reazioni più disparate. L’artista portoghese cerca sempre di essere innovativo, basandosi su sogni e visioni che mutua soprattutto dal cinema, che racchiude in composizioni complesse, stranianti, che offrono a chi le osserva formulazioni del funzionamento del pensiero, la vita che riflesse su se stessa, tra razionalità ed irrazionalità, le due componenti che guidano il l’arte di Ribeiro, un’arte che mira all’analisi e alla rappresentazione delle preoccupazioni, ansie, manie, fobie, ossessioni, desideri della società moderna. L’immaginazione è un rifugio sicuro per Ribeiro, che lo rende più sicuro del suo lavoro, del suo approccio alla tela, vista come uno sfogatoio dell’inconscio, dei nostri pensieri confusi e in conflitto tra loro, della forma che ogni volta assume la materia ai nostri occhi, che se uno psichiatra sapesse e potesse raffigurare, probabilmente lo farebbe alla maniera di Ribeiro. Un bollettino del nostro inconscio in libertà, in sintesi, e al contempo una radiografia della nostra società frenetica e smarrita.

Come Hieronymus Bosch, di cui Ribeiro è estimatore, anche l’artista portoghese raffigura le proprie visioni con un certo dinamismo contrario alla natura, amministrato da “un’inquietante presenza immateriale”, ma, a differenza del pittore olandese, l’aspetto religioso e il sacro sono meno evidenti nelle sue opere.

Se è vero che bisogna affrontare i dèmoni della psiche, è altrettanto vero che liberare l’inconscio, tutte le nostre irrazionalità e di conseguenza le nostre brutture esistenziali, è un’operazione pericolosa che di certo non porta alla piena realizzazione e vera libertà dell’uomo, come ci fa vedere Santiago Ribeiro.

 

1. Perché ha deciso di orientare la sua arte verso il surrealismo avviando l’iniziativa Surrealism Now?

La mia arte è, soprattutto, il potenziale dell’immaginazione e dei sogni in cui predomina la libertà creativa. Ora, il surrealismo del XXI secolo condivide esattamente le stesse “coordinate”, ecco perché il Surrealismo ora.

2. Henry Miller ha affermato che il surrealismo è semplicemente il riflesso del processo di morte. Sente anche lei di essere concentrato su un istinto che accelera l’inevitabile fine?

No, al contrario. Per me, il surrealismo è proprio il riflesso della vita, quindi funziona i sogni e l’inconscio e li trasmette per vivere. La speranza è un riflesso della vita che è ciò che sorge nel surrealismo quando proclamiamo la libertà. Quando lavoriamo in un’opera d’arte, sia surreale che no, è diretta essenzialmente ai vivi e non ai morti.

3. Come surrealista, si sente un combattente contro l’attuale ordine delle cose?

Ovviamente sì. E le dico di più. Quando del surrealismo del XXI secolo diciamo che è libertà e immaginazione siamo inevitabilmente di fronte a tutto ciò che impedisce tale libertà.

4. Si appella alla creatività automatica, lasciando il nebuloso mondo della subcoscienza proclamato da Freud, oppure lascia spazio alla razionalità?

Tutti e due. La creazione di un’opera d’arte racchiude i due aspetti, quello della razionalità e quello dell’irrazionale. Tutto ciò che l’uomo crea si basa su queste due componenti. Non è questo il motivo per cui siamo razionali?!

5. “Penso, quindi, sogno e non penso, quindi, sono”, quindi?

Il sogno o il subconscio nell’uomo ha sempre come principio la sua esistenza come essere vivente e quindi come base per la sua esistenza nel mondo reale. Le immagini surreali escono da questo mondo quando lasciamo che il sogno e l’inconscio procedano da soli.

ribeiro artist

6. Quale aspetto della sua terra natale considera particolarmente surreale?

La mia terra natale ha una lunga storia. La sua università ha già più di 800 anni. Sarà normale trovare zone che ci portano nel mondo surreale ma questo accade ovunque sulla terra.

7. Quale artista, scrittore o regista l’ha influenzata di più nella sua ricerca artistica?

Ce ne sono molti e la lista sarebbe lunga. La mia influenza artistica comprende il cinema, i fumetti, la scrittura e tutta la storia dell’arte dalle caverne ai tempi delle prime registrazioni artistiche. Tuttavia, posso menzionare Hieronymus Bosch senza dimenticare tutti i grandi maestri del passato e del presente.

8. A luglio, ci sarà un’altra grande mostra a New York, dove lei sarà protagonista, insieme a Shahla Rosa, un’artista surrealista come lei; Cosa la colpisce di più dell’arte di Rosa?

Shala Rosa è uno delle più grandi artiste surrealiste del XXI secolo. Il suo lavoro è fragoroso. Non ho parole per descrivere così tanto talento. Dico solo che per me è un onore avere Shala al mio fianco a questa mostra a New York.

9. Quale obiettivo si pone con il suo progetto?

La mostra Surrealism Now continuerà sempre finché io sarò attivo e spero che anche quando non posso sostenere lo spettacolo-mostra, il tempo porti nuove persone a continuare quello che alcuni già chiamano “Movimento del Surrealismo Ora” .

10. Quali pensa che siano le più grandi paure e ossessioni nella società contemporanea?

La società contemporanea è inquinata, dal profitto finanziario, lasciandosi alle spalle tutti i valori morali e la dignità umana per ottenere profitti sempre maggiori, vivendo nel capitalismo selvaggio e nella corruzione. Non si cercano i mezzi per raggiungere i fini.

11. Che cosa ha provato quando, nel 2018, le sue opere sono state mostrate sugli schermi di Times Square e cosa si aspettava o immaginava dalle persone che le guardavano?

L’arte è fatta da uomo a uomo, gli animali non hanno la capacità di produrre arte. Vedendo la mia arte su quegli schermi giganteschi mi sono detto: “Continua così che non hai un’arte morta che nessuno vede!”.

12. Il modo in cui viviamo l’arte è cambiato. Basti pensare al mercato dell’arte online. In questo senso, nozioni come “autore”, “museo” e “originale” saranno rimosse o rinegoziate?

Il tempo è in continua evoluzione come lo è il Surrealismo del 21° secolo. Oggigiorno l’arte deve aggiornarsi ai nostri tempi e evolvere con loro e prima di loro. Anche in passato l’arte doveva adattarsi per sopravvivere come oggi, in questo mondo globalizzato.

13. Quanto la stessa idea di arte è condizionata dalla distribuzione digitale e lei come si colloca in ​​questa relazione?

È un’evoluzione straordinaria per promuovere e diffondere la nostra arte.

14. Domanda rituale: un sogno non ancora realizzato?

Far sì che la mia arte si sostenga da sola senza aiuti esterni 🙂

Ribeiro artist

 

English version

 

Exclusive interview with Santiago Ribeiro, the most famous contemporary surrealist in the world

Surrealism is experiencing a new exciting season thanks to the international initiative of the Portuguese artist Santiago Ribeiro, called Surrealism Now, a union of artistic movements such as surrealism, visionary art, abstract and fantastic realism, promoted through exhibitions in cities and countries from around the world including Berlin, Moscow, Dallas, Los Angeles, Mississippi, Warsaw, Nantes, Paris, Florence, Madrid, Granada, Barcelona, ​​Lisbon, Belgrade, Monte Negro, Romania, Japan, Taiwan and Brazil.

Born in Coimbra, Santiago Ribeiro saw his works on display on Times Square screens in 2018, the largest multimedia crossroads in the world, triggering the most disparate reactions. The Portuguese artist always tries to be innovative, basing himself on dreams and visions that he mainly takes over from cinema, which contains complex, alienating compositions that offer observers formulations of how thought works, the life that reflects on itself, between rationality and irrationality, the two components that guide Ribeiro’s art, an art that aims at the analysis and representation of concerns, anxieties, manias, phobias, obsessions, desires of modern society.

Imagination is a safe haven for Ribeiro, who makes him more confident of his work, of his approach to the canvas, seen as a vent of the unconscious, of our confused and conflicting thoughts, of the form that each time assumes the matter to our eyes, that if a psychiatrist knew and could depict, he would probably do it in the manner of Ribeiro. A bulletin of our unconscious free, in summary, and at the same time an x-ray of our frantic and lost society.

Like Hieronymus Bosch, of whom Ribeiro is an admirer, the Portuguese artist also depicts his visions with a certain dynamism contrary to nature, administered by “a disturbing immaterial presence”, but, unlike the Dutch painter, the religious aspect. the sacred are less evident in his works.

If it is true that we must face the demons of the psyche, it is equally true that freeing the unconscious, all our irrationalities and consequently our existential ugliness, is a dangerous operation that certainly does not lead to the full realization and true freedom of the man, as Santiago Ribeiro shows us.

international surrealism now
Ribeiro’ s paintings on times square screens

 

1. Why did you decide to direct your art to surrealism by starting the Surrealism Now initiative?

My art is, above all, about the potential of imagination and dreams where creative freedom predominates. Now, the surrealism of the 21st century shares exactly the same “coordinates” that´s why surrealism now.

2. Henry Miller said that surrealism is simply the reflection of the death process. Do you also feel that you are focused on an instinct that accelerates the inevitable end?

No, on the contrary. For me, surrealism is precisely the reflection of life so it works the dreams and the unconscious and transmits them to live. Hope is a reflection of the life that is what arises in surrealism when we proclaim freedom. When we work in a work of art, whether surreal or not, it is directed essentially to the living and not to the dead.

3. As a surrealist, do you feel like a fighter against the current order of things?

Obviously, yes. Incidentally, I still say more. When in surrealism in the 21st century we say that it is freedom and imagination we are inevitably faced with everything that prevents such.

4. Do you appeal to automatic creativity, leaving the hazy world of subconsciousness proclaimed by Freud, or do you sometimes leave room for rationality?

Both. The creation of a work of art encompasses the two strands, that of rationality and the irrational. Everything that man creates is based on these two components. Is not that why we are rational!?

5. “I think, therefore, I dream and I do not think, therefore, I am”, therefore?

The dream or subconscious in man has always as its principle its existence as a living being and therefore as the basis for its existence in the real world. Surreal images come out of this world when we let the dream and the unconscious go on by itself.

6. What aspect of your native land do you consider particularly surreal?

My native land has a long history. Its university has already more than 800 years old. It will be normal to find zones that lead us to the surreal world but this happens everywhere on earth.

7. Which artist, writer or filmmaker influenced you the most in your artistic research?

There are many same ones that would be a long list. My artistic influence encompasses cinema, comics, writing and all the history of art from the caves, to the primordial times of the appearance of the first artistic records. But also very important as it covers my whole day to day. However, I can mention Hieronymus Bosch without forgetting all the great masters of the past and the present.

8. In July, there will be another great exhibition in New York, where you are the protagonist, along with Shahla Rosa, a surrealist artist like you; What impresses you most in your art?

Shala Rosa is one of the greatest surrealist artists of the 21st century. Your work is thunderous. I have no words to describe so much talent in her. I just say it’s an honor for me to have Shala by my side at this exhibit in New York.

9. What goal do you put yourself through Surrealism Now?

The exhibition Surrealism Now will be always to continue as long as I am active and I hope that when I can not hold the show the time brings new people to continue what some already call “Movement of Surrealism Now”…

10. What do you think are the greatest fears and obsessions in contemporary society?

Contemporary society is contaminated, by financial profit, leaving behind all moral values and human dignity to gain ever greater profits, qualifying themselves in savage capitalism and corruption. “One does not look for the means to reach the ends”.

11. What did you feel when, in 2018, your work was shown on the Times Square screens and what you expected or imagined about the people looking at them?

Art is made from man to man, animals do not have the capacity to produce art. Seeing my art on those giant canvases I said to myself: “Keep it up so you do not have a dead art that nobody sees” .

12. The way we experience art has changed. Just think of the online art market. In this sense, do notions like “author”, “museum” and “original” expire or will they be renegotiated?

Time is always evolving as is the Surrealism of the 21st century. Nowadays art has to update itself to our times and evolve with them and even ahead of them. In the past art also had to adapt itself to survive as it does today in this capitalist world of globalization.

13. How much of the same idea of art is conditioned by digital distribution and how do you fit into that relationship?

It is an extraordinary evolution to promote and spread our art.

14. Ritual question: a dream not yet realized?

To get my art to support itself without outside help 🙂

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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