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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Paolo Ivaldi, editore di ‘Achille e la tartaruga” presente al Salone del Libro di Torino: “Il miglior boicottaggio non è impedire ad altri di sedersi”

Paolo Ivaldi è un un piccolo editore indipendente che fortunatamente per lui non vive di sola editoria; nel 2008 ha fondato la casa editrice Achille e la tartaruga (presente al chiacchieratissimo Salone del Libro di Torino, su cui calerà il sipario il 13 maggio), di cui ciascuna Collana si rifà al tema del paradosso di Zenone, che esprime le contraddizioni della cultura occidentale. Ivaldi si occupa soprattutto d'arte ma non ha rinunciato al suo sogno e alla sua passione per la scrittura. La sua casa editrice mira a realizzare un prodotto di buona qualità, in un mercato dove la percentuale dei piccoli editori che in questo momento sono in netta difficoltà e che potrebbero sparire nei prossimi anni, se non mesi, sono circa il 40 per cento, secondo stime attendibili. Alcuni editori riescono a restare a galla, attuando pratiche che funzionano, facendo fruttare le proprie idee e la propria creatività, non facendosi travolgere dalla crisi. In questo senso Ivaldi è andato oltre il prodotto librario in se, editando anche un mensile online: La storia e la bellezza.

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J.R.R. Tolkien: lucido conservatore e sincero cattolico per il quale i grandi racconti non hanno mai una fine

Biografia su Toliien

Acuto conservatore ostile a qualsiasi forma di estremismo, sincero cattolico profondamente influenzato da numerosi altri apparati mitico-religiosi, tenace difensore degli alberi contro la società delle macchine: Tolkien è stato questo, e molto di più. Ripercorriamo la vita di uno dei più influenti autori del Novecento, nella convinzione che: “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare”. (Gandalf, Il Signore degli Anelli).

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L’Umanesimo scientifico di Leonardo da Vinci, ancora attuale a 500 anni dalla sua morte

leonardo da vinci

«Corpo nato della prospettiva di Leonardo Vinci, discepolo della sperienza. Sia fatto questo corpo sanza esemplo d’alcun corpo, ma solamente con semplici linie» (Codice Atlantico, f. 520 r, c. 1490). Questa annotazione, dal tono apparentemente criptico, risulta appuntata su un grande foglio di studi geometrici e tecnologici, risalente alla fase centrale del lungo primo periodo milanese di Leonardo (1482-1499).

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Ricordando Sergio Leone a trent’anni dalla sua scomparsa

Leone

Il giovane Leone nasce, respira, mangia, beve con il cinema. Il suo campo d'allenamento è costituito da un genere molto in voga negli anni 50, il cosiddetto "peplum": per questi "filmoni" in costume scrive diverse sceneggiature, fino ad arrivare alla prima regia, subentrando nel 1959 a Mario Bonnard per completare Gli ultimi giorni di Pompei e, finalmente, nel 1961, tutto solo dietro la macchina da presa per Il colosso di Rodi. Archeologia, di fatto. Impossibile, assolutamente impossibile spiegare ai ragazzi d'oggi che cosa significavano quei film per il pubblico del tempo.

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‘La svastica sul sole’: il romanzo ucronico di Philip K. Dick

sole

La svastica sul sole (L'uomo nell'alto castello) è un classico di un genere di nicchia: il celebre romanzo ucronico, o fantastorico di Philip K. Dick, il quale immagina come sarebbe il mondo se l'Asse avesse vinto la seconda guerra mondiale, con gli USA divisi in sfere d'influenza tedesca (costa atlantica) e giapponese (costa pacifica) e una zona centrale più autonoma ma politicamente ininfluente denominata "Stati delle Montagne Rocciose", la Russia ridotta ad un'area ancor più marginale e subalterna, devastata dalle deportazioni naziste e sfruttata per la manodopera a basso costo, un'Asia (Cina, India, Indocina) e un'Oceania dominate dal Sol Levante.

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‘Gli egoisti’: l’opera postuma di Federigo Tozzi sull’ambiente letterario romano

tozzi

Lo scrittore toscano Federigo Tozzi è un classico che gode di una paradossale fortuna: sempre più studiato, ma tutt’ora poco letto; ormai da tempo assurto nel canone (soprattutto grazie a Debenedetti e Baldacci), ma in forme particolarmente mosse e dibattute. Il che, certo, dipende anche dal carattere scorciato ed ellittico delle sue narrazioni, i cui vuoti, disorientanti per il lettore ingenuo, hanno variamente sollecitato la critica. Del resto, se classico è quell’autore che «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», Tozzi lo è in modo particolare; anche perché, con lui, più se ne sa, e meno si può concludere; più si guardano da vicino i suoi testi, e più si rivelano nuovi spessori.

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