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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

‘Vita in Egitto’ di Enrico Pea. Racconto da dove è partita la rinascita della letteratura italiana

Egitto

Nel 1949, la Mondadori pubblica Vita in Egitto di Enrico Pea. Nonostante da decenni manchi una ristampa, questo titolo ha un’importanza capitale non soltanto per il gran pezzo di letteratura che rappresenta, ma anche per l’incredibile testimonianza che contiene. In queste pagine, infatti, Pea fa un resoconto estremamente espressivo e concreto degli anni da lui vissuti in Egitto, per esattezza ad Alessandria, gran metropoli mediorientale. In questa opera lo scrittore seravezzino ci fa dono di pagine roventi; questo non solo in virtù dell’arido sole alessandrino, che tanto volentieri cuoce la carne degli uomini, ma anche per il turbinio di passioni politiche, amorose, artistiche e religiose che muovono le zone più umili della città, e che sono racchiuse in questa opera.

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Olimpiadi di Tokyo 2020. L’Italia che corre più veloce e salta più in alto

olimpiadi 2020

I 100 metri piani sono la specialità più sublime delle Olimpiadi, la gara regina, perché tutto si gioca in un attimo, il duro allenamento e i sacrifici trovano la loro manifestazione sulla pista rossa che pare avere le sembianze della Terra Promessa. Ma la terra promessa, la beatitudine si raggiunge proprio nel Giorno del Giudizio; lo stesso giorno, quando l'infinito e l’immortalità si concentrano in movimenti perfetti, in muscoli scintillanti.

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Frammenti sparsi di Davide Morelli

Morelli

- Ma dove sono andati i beatnik, i punk, gli hippy? Dove sono andate le anime belle eternamente in rivolta? Forse erano troppo innamorati delle idee e troppo disancorati ai fatti. Ma dove sono andati gli arlecchini e i pulcinella, che coloravano di fantasia le vie e le piazze ? Dove sono andati i cantastorie e i menestrelli? La fantasia forse non è morta. È solo moribonda. La collettività è inesistente. L'io in frantumi. Ma dove sono andati gli artisti di strada? Sono pochissimi e solo nelle grandi città.

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Ritrovamenti eccellenti. Nella Real Biblioteca di Madrid rinvenuti Madrigali autografi di Torquato Tasso a Carlo Gesualdo dallo studioso italiano Diego Perotti

Tasso

Una preziosa testimonianza inedita è venuta alla luce nella Real Biblioteca di Madrid grazie alle ricerche di Diego Perotti, classe 1990, laureato presso l’Università degli Studi di Verona in Lingue e Culture per l’Editoria e Lingustics e attualmente dottorando in Filologia, Letteratura e Scienze dello Spettacolo presso l’Università di Verona e in Études Italiennes presso l’Université Sorbonne Nouvelle, nonché membro del Centro Scaligero degli Studi Danteschi, e dell’editorial board del Tasso in Music project. Si tratta del manoscritto II/3281 (sigla Br), un codice composito di pagine a stampa e carte manoscritte di Torquato Tasso; l’esemplare fu allestito presso la Stamperia Reale di Napoli nel 1808 a cura dello storiografo capuano Francesco Daniele e donato a Giuseppe I Bonaparte re di Spagna.

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Leonel Rugama, il poeta bandito di Dio, ucciso a vent’anni

Rugama

Preferì la via della giungla, e iniziò a scrivere versi. La storia di Leonel Rugama affascina per disparità: non aveva il fisico del guerrigliero, la postura del rivoluzionario, l’estro per la violenza. Al contrario, lo ricordano sorridente ma pudico, gentile; se si trattava di giocare alla guerra, deponeva l’arma giocattolo, rifiutava. Aveva un certo talento nel gioco degli scacchi; curava il corpo perché fosse teso come una corda; correva ripetendo i Salmi; aveva una Bibbia in tasca e la fede nella lotta. O meglio, come disse, più tardi, redigendo una sorta di agiografia, il suo direttore spirituale, “la fede si era accresciuta nella lotta”.

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‘Némésis Médicale’ di Ivan Illich. “L’eliminazione del dolore, dell’infermità, delle malattie e della morte è un obiettivo nuovo che fino ad ora non aveva mai servito come linea di condotta per la via di una società”

morte

L’umanità è la sola specie vivente i cui membri hanno coscienza di essere fragili, parzialmente infermi, soggetti a dolore e votati alla cessazione radicale, ovvero alla morte. Solo l’uomo può soffrire ed essere malato.  La capacità d’essere cosciente del dolore fa parte di quella adattazione autocritica all’ambiente che chiamiamo la salute dell’uomo. La salute è la sopravvivenza in un ben-essere che sappiamo relativo ed effimero. È la possibilità di vita [viabilité] dell’animale sprovvisto d’istinto, possibilità che deve essere mediata dalla società.

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Guido D’Agostino-Aniello Clemente: “Il filo rosso della storia di Napoli” domani presso L’istituto Tasso di Sorrento

Napoli

Domani giovedì 29 luglio, alle ore 18,00, presso la sede provvisoria dell’Istituto di Cultura “Torquato Tasso” il prof. Guido D’agostino terrà una conferenza sul «Filo rosso della storia di Napoli», moderato da Aniello Clemente. Come si coniugano Storia e Teologia? «La resistenza non è solo dei civili ma anche dei militari. Ricordare più che un dovere è un diritto. Non bisogna dimenticare», queste parole sono dell'illustre ospite. 

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