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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

‘Una vita violenta’, l’edizione anastatica della Garzanti in occasione del centenario della nascita di Pasolini

vita

Una vita violenta, romanzo del 1959 di Pier Paolo Pasolini, riprende i temi e gli ambienti di Ragazzi di vita e rivela Pasolini al pubblico e alla critica, un libro sentito, soccorso dall'intelligenza e dall'amore da parte dell'autore per i frammenti narrativi, che si rifanno alla tradizione letteraria ottocentesca. Già per Ragazzi di vita la critica aveva parlato di un superamento del neorealismo, dovuto a una specie di conflagrazione linguistica per cui ogni sentimentalismo e documentarismo residui nel neorealismo erano andati in pezzi. Con Una vita violenta il processo in atto va avanti. L'ambiente con il suo brulicare di episodi e di figure non è più l'oggetto diretto del racconto, ma è in funzione di un unico personaggio centrale, la cui storia, pur nella sua violenza e confusione, è una vera storia, con quanto di epico ma anche di razionale questo significa.

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Sanremo 2022. La mistificazione della musica e della realtà. Zalone fuoriclasse

sanremo 2022

Nel 2019 fu la volta del ragazzo figlio di madre italiana e padre egiziano perfettamente integrato a vincere il Festival di Sanremo con la canzone "Soldi" le cui frasi in arabo e rime furbe avevano mandato in visibilio la giuria di qualità (infima) radical chic che annullò il verdetto popolare che voleva Ultimo al primo posto, quest'anno, a Sanremo 2022 Mahmood si è presentato in coppia con tale Blanco cantando "Brividi", canzone inascoltabile e incantabile, con scontato inserto rappato, testo debole e messaggio mainstream incorporato, la solita solfa dell'italo-immigrato e del carrozzone gender-fluid che ha fatto la differenza più che la canzone stessa e le voci lagnose dei tue interpreti.

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“Racconti di storie irrilevanti”, l’essere se stessi secondo Matteo Deraco

Deraco

Lo scrittore romano classe 1984 Matteo Deraco, con la raccolta Racconti di storie irrilevanti, EditLab edizioni (realtà editoriale che promuove l’interattività), 2020, si misura con una scrittura cinematografica, che è stata sua materia di studio. Il desiderio di essere se stessi e di dare il ben servito alle convenzione, costituiscono i topics principali della raccolta di Deraco, il quale si chiede e chiede al lettore se sia più semplice rispettare e assecondare gli altri e la maschera che ci siamo costruiti oppure cambiare rotta, decidendo di accontentare noi stessi, disinteressandoci del giudizio altrui e di quello che molte persone si aspettano da noi.

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Giovanni Anselmo, tra i fondatori dell’arte povera, in mostra alla galleria Alfonso Artiaco di Napoli dal 18 gennaio

Anselmo artista

Giovanni Anselmo presenta la sua terza personale presso la Galleria Alfonso Artiaco, a piazzetta Nilo; le precedenti nel 1991, nello spazio di Pozzuoli, e nel 2005 a Palazzo Partanna in piazza dei Martiri a Napoli. Tra i primi nella cerchia dei fondatori del movimento Arte Povera, Anselmo sin dal finire degli anni ‘60 trae la propria ispirazione dall’osservazione degli eventi naturali e dall’energia che ne scaturisce. La sua ricerca radicale combina materiali di diversa natura in continuo dialogo o conflitto, rendendo quasi tangibili le forze che animano l’opera d’arte, manifestandosi attraverso gli effetti sul mondo circostante.

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I poeti liguri del ‘900: Sbarbaro, Barile e Montale

'900

Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che fece da cerniera tra la poesia classicheggiante della tradizione e il simbolismo francese, e Mario Novaro, autore di un solo libro di poesie (ricco di risonanze) e fondatore della rivista antologica più ricca del primo 900 “Riviera ligure”, furono indicati da Carlo Bo come poeti che avevano favorito il deciso rinnovamento della nuova poesia del '900. Camillo Sbarbaro pubblicò nel 1914 la sua raccolta di poesie intitolata “Pianissimo”: anche per lui il riferimento culturale più evidente era il simbolismo francese, sul quale aveva innestato i temi che maggiormente gli stavano a cuore: l’assenza di certezze, lo scorrere del tempo, la città come solitudine, la natura come sola occasione di salvezza, il rifugio nei sentimenti familiari.

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Tommaso Amadei, teologo: ‘Il dolore è un promemoria: richiama costantemente e con forza ciò che siamo stati e che non siamo più’

cristianesimo

Viviamo in un momento storico dove l’apprensione morale per i diritti di libertà e uguaglianza è fortissima e anche plausibile, da una prospettiva secolarizzata, nondimeno la minaccia contro la quale bisognerebbe esprimere maggior preoccupazione coinvolge un orizzonte millenario molto più complesso, quello giudaico-cristiano. Il senso del Cristianesimo originale si condensa intorno al camino della promessa di Cristo, la promessa escatologica della vita eterna.

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La Galleria Alfonso Artiaco celebra L’Art Days-Napoli e Campania

art

Presso la prestigiosa Galleria Artiaco di Napoli, è partita la mostra dal titolo Accesso, curata da Christian Malycha con la partecipazione degli artisti André Butzer, Albert Oehlen, David Schutter, Jana Schröder, Raphaela Simon e Ulrich Wulff per celebrare l'Art Days - Napoli e Campania. Fondendo l'espressionismo europeo con la cultura popolare americana, il tedesco André Butzer si è fatto strada attraverso gli estremi artistici e politici del 20° secolo - vita, morte, consumo e intrattenimento di massa - fino al 21° secolo. Con influenze ad ampio raggio tra cui Paul Cézanne, Edvard Munch, Henri Matisse, nonché Walt Disney e Henry Ford, Butzer ha sviluppato un universo fittizio unico ed elaborato. 

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