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Davide Cesaretti

“Tutta colpa delle bollicine” di Carmela Pappalardo. La magia del vino e della Sicilia

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“Tutta colpa delle bollicine” di Carmela Pappalardo, è un romanzo, edito da EBS Print nel 2022, pieno di dolore e quindi, di vita. I protagonisti sono due ragazzi, Eduardo e Michela, i quali nonostante siano molto differenti, sia caratterialmente che per il passato trascorso, non possono far altro che arrendersi di fronte alla forte attrazione che provano l’uno per l’altra. Si sa, tutte le cose più delle e sorprendenti iniziano sempre per caso o per scherzo. Proprio nel momento in cui meno si desidera un qualcosa, ecco che fatalmente quel qualcosa ci cade proprio di fronte agli occhi, lasciandoci di stucco.

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‘Fiorirà l’aspidistra’ di George Orwell. Quando un nobile sogno diviene ossessione

Il sogno di una vita serena, con una pianta di aspidistra alla finestra, e la difficoltà di raggiungerlo, è questa in estrema sintesi la trama del romanzo “Fiorirà l’aspidistra” di Orwell, che è una dura critica alla società capitalista: l’ossessione per i quattrini, visti come unico motore del mondo, che porta il protagonista Gordon all'abbrutimento totale. Il romanzo di Orwell è attuale oggi come allora. Delinea i tratti senza tempo di ricchi e poveri; di chi i soldi li ha e di chi li desidera con tutto se stesso, tramutandoli in un’ossessione distruttiva. È un libro che richiede tempo per essere letto, digerito e compreso.

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‘Non c’erano i fiori’, la raccolta poetica d Arianna Galli

Nella raccolta poetica “Non c’erano i fiori”, la giovane penna di Arianna Galli soffre, si dilania, impazzisce per amore. I suoi versi, però, non parlano unicamente di quel nobile, quanto oramai usurato, sentimento amoroso. Le sue parole entrano a fondo, scavano nell’animo umano, cercando in tutti i modi di scovarci ancora speranza. Una speranza, però, che quasi certamente la protagonista di questi versi ha perso.

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‘Sei stato felice, Giovanni’, di Giovanni Arpino, un inconsueto romanzo del dopoguerra

Nel 1950 Giovanni Arpino ha appena 23 anni quando decide di scappare da Torino per approdare a Genova, dove prendendo alloggio in una lurida e sporca pensione, mangiando male ed il minimo indispensabile, in venti giorni partorisce la sua opera prima, per l'appunto “Sei stato felice, Giovanni”. Ricopia in fretta e furia il manoscritto a macchina e lo invia all’Einaudi, dove Italo Calvino non ne è convinto del tutto, ma grazie ad Elio Vittorini, per il quale il romanzo è da stampare “senza esitazioni” il romanzo vedrà la luce.

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