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Mario De Angelis

“Il posto giusto”, di Simona Garbarini

Il posto giusto

Romanzo d'esordio di Simona Garbarini, Il posto giusto è un libro che parla di calcio e di sogni da realizzare, di sogni infranti. Lo sport fa da sottoveste alla intera storia: Toni e Guido sono i due protagonisti che si incontrano con le loro vite e che fanno da trama a tutto il romanzo. L'autrice narrerà sapientemente i drammi familiari che si troveranno ad affrontare, le sfide e le lotte che incontreranno. Guido, un uomo di mezza età che, dopo aver visto naufragare il proprio matrimonio, si lascia abbindolare dall'alcol. Un tracollo che lo spinge ad abbandonare il mestiere di chirurgo e diventare medico sportivo per le giovanili del Torino Calcio. Toni è un ragazzino che ha un padre tossicodipente, ma che compare solo quando è ora di maltrattarlo, il ragazzino quasi non sa leggere e scrivere, sa solo correre dietro a un pallone. I due, entrambi con storie difficili alle spalle, si incontrano in un polveroso campetto alla Falchera, la periferia Nord di Torino, e Guido quando lo vede la prima volta sente che Toni ha davvero bisogno di aiuto, così pensa di prenderlo in affido.

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Festival della Letteratura di Salerno 2016: incontro con Idalberto Fei

Fino al 26 giugno è in scena il Festival della Letteratura di Salerno, una settimana di incontri, dibattiti e presentazioni. Giunto alla sua quarta edizione, nella prima giornata ha ospitato i finalisti del premio Strega: tra vari ospiti degni di nota, abbiamo incontrato un autore molto particolare, che si è fatto portatore di una missione non facile. Nella cornice di palazzo Panonia, lo scrittore e regista Idalberto Fei ha presentato, per la collana Nuove Frontiere Junior, I racconti di Shakspeare per ragazzi, il riadattamento de Il racconto d’inverno, Cimbelino e La tempesta, per i più giovani.

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“Nella fine… il principio”: la ricerca della felicità secondo Paolo Santamaria

Il romanzo Nella fine...il principio di Paolo Santamaria è un profondo e allo stesso tempo rapido squarcio nella vita di Adam Calden: la vita di un bambino timido e introverso dall’ età infantile a quella adulta. Santamaria riesce a far capire i dettagli più difficili e scomodi della vita di Adam: una infanzia per niente facile, tra disagi scolastici, incomprensioni con il fratello Chad e il divorzio dei propri genitori. Adam riesce a convivere con le sue fragilità e gli ostacoli che gli pone la vita: denominatore comune sono le ragazze che incontra e di cui si innamora, soprattutto due di queste, Julie e Peyton. Conosciute in circostanze e periodi diversi della sua vita, Adam riuscirà a fare i conti con entrambe (e con se stesso) solo alla fine della sua storia.

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Tremiti di paura: il giallo sentimentale di Cesario Picca

Tremiti di paura (2015) dello scrittore salentino classe 1972 Cesario Picca è un piacevole e avvincente giallo “estivo” che ha per protagonista il giornalista Rosario Santacroce, detto Saru legatissimo alle sue Isole Tremiti ma da tempo vive a Bologna. Un delitto d’estate, alle isole Tremiti, con probabili moventi sentimentali, un cronista sempre all’attacco della notizia e anche delle donne: gli ingredienti per una storia sorprendente e accattivante sono conditi dal sognante scenario delle isole Tremiti e di una estate che volge al termine.

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‘Il mondo nuovo’: la società senza futuro di Aldous Huxley

Tutta la narrazione è pervasa da quel senso di oppressione tipico delle opere distopiche/post apocalittiche: e qui Huxley dimostra, per l’epoca in cui ha scritto il suo romanzo, di essere capace di vedere già molto al di là dell’orizzonte del suo tempo. Ecco quindi che il mondo che descrive, il mondo del 2500 circa, è stretto dalla morsa non solo dei “controllori” ma anche di pratiche scientifiche spietate e di indottrinamenti subconsci a cui tutta la popolazione è sottoposta.

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“Il tallone di ferro”: la società distopica di Jack London

Il tallone di ferro è una storia d’amore, una storia di una crisi personale e di un intero sistema sociale: queste tre situazioni si intrecciano nel romanzo di London che è abile a far intravedere un futuro cupo e senza via d’uscita, ma allo stesso tempo a mostrarsi quasi fiducioso nelle capacità dell’uomo, lasciando sospesa la chiusura della storia. Il futuro in fin dei conti deve ancora essere scritto e per quanto ci si possa spingere nell’elaborare congetture, questo dipende sempre e solo dalle azioni che mettiamo in campo: proprio come Ernest Everhard, il leader di una rivoluzione mondiale (forse) fallita.

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