“Yao”: il nuovo libro di Fiori Picco

Yao, uscito con Fiori d’Asia Editrice, è il nuovo libro della scrittrice Fiori Picco. Cina meridionale, province dello Yunnan, del Guangdong e del Guangxi. Zone montuose, campagne, città e metropoli: sono questi i luoghi coprotagonisti del romanzo.

Yao: Sinossi e contenuti

Yao- Copertina libro

Da un canto di epoca Ming…

“Il fiore d’osmanto non vive

senza l’ape operosa;

la camelia odorosa

non fiorisce

se non tra i boccioli e

le foglie dei sempreverdi;

la carpa argentata non lascia mai

i fondali del fiume,

e Tangmei parte con le lacrime agli occhi,

dicendo addio all’amato villaggio

e all’antica tribù dei Li”

 

 

Intonando queste strofe malinconiche una

ragazza lasciò per sempre la famiglia e andò

incontro ad un atroce destino. Oggi pochi conoscono la sua storia, ma in una zona particolare della Cina, in una Terra abitata dall’etnia Yang

Yang Sen racconta la sua storia. È un cinese di etnia Yao della tribù di Landian. Gli Yao vivono in piccole comunità nelle regioni montuose della Cina meridionale. Il Taoismo ha un ruolo importante nella loro vita, così come le antiche tradizioni, le cerimonie tribali e i rituali di iniziazione che sono rimasti immutati nel tempo. L’autrice ha raccolto le testimonianze degli Yao, dell’amico Yang Sen e di altri giovani che, come lui, sono l’emblema di un popolo migrante in patria, collocando temporalmente la storia nel 2004, con flashback nel passato e risalendo all’epoca Ming.

In questo modo Fiori Picco porta per mano i lettori e le lettrici tra usi, costumi, tradizioni e rituali di un popolo rimasto isolato e profondamente legato alla propria cultura, dà voce alla vita delle minoranze etniche cinesi nelle zone di confine e alle difficoltà che tanti giovani provenienti da zone povere e isolate devono affrontare quando migrano in città alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore. Affronta, inoltre, tematiche delicate come la disabilità, il riscatto sociale, l’amore per la famiglia e per la propria terra, il valore dell’amicizia.

Ho sempre desiderato scrivere una storia verità sul popolo Yao, in particolare sul rituale ‘Dujie’ – ha scritto l’autrice Fiori Picco. Tutti i giovani entro i diciott’anni devono affrontare quattro durissime prove per essere considerati uomini dalla comunità. Se un giovane non supera Dujie, sarà soggetto al disprezzo e all’esclusione dalla vita sociale. Chi si è arreso ha dovuto lasciare il suo villaggio e tentare fortuna in città.

Durante gli anni trascorsi in Cina, sono venuta a contatto con tanti ragazzi di varie etnie e provenienze; tutti sognavano una vita migliore, ma non sempre ce l’hanno fatta.

Yang Sen è stato premiato per il suo talento e per il suo impegno. Attraverso il suo personaggio ho voluto trasmettere un messaggio di speranza, di vicinanza al prossimo e alle persone meno fortunate.

Tutti i personaggi del mio libro hanno avuto un riscatto sociale e morale, rimediando agli errori passati e trovando la propria strada.

Yao è un romanzo positivo che avvicina il lettore a un mondo antico e particolare, tutto da scoprire, lontanissimo dalla vita frenetica e dalla modernità delle metropoli”.

Il romanzo è disponibile anche in lingua cinese, con il titolo di “Yaowang”. Il libro è stato recensito dal diciassettesimo depositario della cultura Dongba, professor Ahengdongta, rappresentante presso le Nazioni Unite e presidente dell’Antica Accademia Dongba a Lijiang (Yunnan): “In qualità di depositario e custode della cultura Dongba, e di rappresentante delle minoranze etniche cinesi, sono impressionato da quest’opera sugli Yao. Fiori ha svolto ricerche accurate e approfondite sulla nostra cultura nazionale, ha una vasta conoscenza del Taoismo, del Buddismo, della terminologia locale, dei proverbi e dei modi di dire delle nostre etnie. Si è impegnata molto nella ricerca, nello studio della storia e delle nostre antiche e misteriose leggende, e ciò dimostra un grande amore per la cultura cinese. Il suo libro incarna perfettamente il concetto di ‘Etnicità globale’”.

Nel 2017, la precedente edizione di “Yao” ha vinto il Premio d’Onore al V° Concorso Letterario Caterina Martinelli di Roma

 

 

http://www.fioridasiaeditrice.com/store?productlist-search=Fiori+picco&productlist-sort=score-desc&productlist-categories=

 

 

 

 

 

 

“Prima di tutto” di Domenico Mucedola: un romanzo di solidarietà in un teatro di guerra di ideologie e religioni

Prima di tutto”, edito da Capponi Editore, è il nuovo romanzo con cui lo scrittore Domenico Mucedola è tornato in libreria.

Classe 1962. Nato a Milano, Mucedola ha compiuto studi classici e giuridici. Nutre la passione per la scrittura fin dai tempi dell’università e alterna questa attività con quella di imprenditore nell’azienda di famiglia. Ha scritto sempre a cavallo tra la sua città e i viaggi di vacanza e lavoro. È membro del Rotary Club e si dedica ad attività di volontariato. È membro, inoltre, della giuria del premio letterario Schignano CO “Racconti in valle” al quinto anno. Nel corso della sua attività ha pubblicato: Una ragazza delle nostre – Racconti (Lalli editore), La linea del mulo – Romanzo (Il filo), Operazione Alba Iulia – Romanzo (Lupetti editore), Chiaroscuri di Sandra Williams – Romanzo (Amazon).

Prima di tutto: sinossi

“Prima di tutto”

Il romanzo “Prima di tutto” è uscito nel 2022 per la collana Narrativa.

«Mi vengono i brividi ogni volta che te la canto.»
Lei alza le sopracciglia leggendo il menu del giorno
nel ristorante ancora semideserto.
«Se tu dall’altipiano guardi il mare…»
«Non dire sciocchezze, Marco» mi risponde Fatima
con un sorriso indecifrabile, «è morta un sacco di gente
quando si cantava Faccetta nera per “liberare” l’Etiopia dalla schiavitù. Sono passati tanti anni ma c’è sempre qualche spiritoso che me la canticchia. L’Abissinia
rimane un vago paradiso di faccette nere nell’immaginario di molti che non sanno neanche dove sia.»
Si versa un bicchiere d’acqua. Lo strato bianco della
mano traluce attraverso il vetro. Intanto giocherella con
il suo riflesso nella rodiatura del coltello da pesce e continua a sorridere con una fila di denti bianchissimi mentre
attendiamo il cameriere. Ci disturba un gruppo di turisti
stranieri che varca l’ingresso con ripetuti cigolii.
«Tutto vero, ma in fondo Faccetta nera consacrava la
passione dei fanti italiani per le ragazze incontrate in
Abissinia, era una canzone piena di promesse.

Marco, assistente di Storia Contemporanea alla Sapienza di Roma, e Fatima, campionessa di nuoto di fondo della nazionale italiana di origine somala, partono per la Somalia. La ragazza vuole portare aiuto al fratello Liban detenuto a Mogadishu per reati politici che rischia la pena di morte. Per amore Marco la segue ben sapendo che il viaggio sarà pieno di rischi. Uno svolgimento teso, avvincente e commovente porterà a svolte spesso inaspettate e l’epilogo riserverà sorprese che segneranno una “crescita umana” del protagonista.

Che cosa spinge a mettere la propria vita a repentaglio per salvare un uomo? Rapporti di amicizia, ruoli “istituzionali”, legami di parentela, amore. Ma ciò non basta. Scelte drammatiche si impongono pagina dopo pagina sull’onda delle emozioni quando tutto è tragicamente in gioco. 

“Casi di cronaca più o meno felicemente conclusi su teatri di lotta, il problema dei rifugiati di guerra e lo scontro frontale di ideologie e religioni mi hanno dato l’ispirazione per questo romanzo che definirei d’amore in senso ampio – ha dichiarato lo scrittore Domenico Mucedola- A tali questioni non do una risposta se non nell’epilogo. Ed è la risposta che, secondo me, è la più vera di tutte: anche dal peggio può uscire il meglio, non ci sono mai situazioni in cui tutto è perduto, ex malo bonum come direbbe Sant’Agostino. Mai come in questi giorni di odio abbiamo bisogno di un recupero emozionale e pratico di questa utopia”.

“In una corsa contro il tempo per salvare Liban, Fatima e Marco accettano il rischio di un viaggio in Somalia e giocano tutte le carte a disposizione in nome di qualcosa che viene “prima”, un sentimento solidale nato con l’uomo che questo romanzo ci svela essere al fondo di tutti noi. Un eroico bene senza tempo che può sorgere fin dalle radici di ogni possibile male” – ha commentato l’editore.

 

Per guardare il book trailer di “Prima di tutto”: https://www.youtube.com/watch?v=Tgx721IRrTA

‘L’anagramma della stella’: realtà e fantasia nel secondo libro di Barbara Cremaschi

L’anagramma della stella, edito per la casa editrice Il Prato, collana Le Meleagrine, è il secondo libro di Barbara Cremaschi.

Nata in Liguria la scrittrice  è cresciuta in Veneto dove vive tuttora.

Laureata in chimica industriale, ha lavorato per quasi vent’anni al petrolchimico di Porto Marghera ed è ora impiegata nel settore ambientale.

Per la casa editrice Il Prato ha pubblicato con il collettivo Norah Gelbe i due gialli La ragazza bambola e Un mare di luppolo e la raccolta di racconti a tema “Gotico Venexiano”.

Sempre con Il Prato ha pubblicato nel 2019 Cosa fa quest’intrusa in casa mia? Diario di resistenza gattesca. Collabora inoltre con riviste letterarie online.

L’anagramma della stella: sinossi

 

È splendida questa sera.

Lo so, non si accorge di me, non si è mai accorta di me. Probabilmente per lei è come se non esistessi, nulla di più di un puntino sfuocato, ma io non riesco a fare a meno
di osservarla da lontano, come mi fa bollire il sangue lei, non ci riesce nessun’altra. L’hanno paragonata a una dea, tanti ne hanno scritto o l’hanno ritratta, molti le hanno dedicato canzoni. Sembra brillare di luce propria, non mi stancherei di guardarla, la perfezione delle sue forme, la sua aria misteriosa, quelle ombre sul suo volto… vorrei alzare il muso e ululare per lei.

L’ho fatto tante volte anche se poi ridendo mi dicevano: «Ehi, guarda che sei solo un meticcio, anche se ti credi un lupo!» Non lo facevo per fingermi qualcuno di diverso da un semplice bastardo: una smania mi arrivava dal fondo della pancia. Era come il desiderio di respirare quando sott’acqua ti rendi conto di essere stato troppo in apnea elo stomaco comincia a ribellarsi con gli spasmi per chiedere aria. Quel borbottio saliva piano e poi, arrivato alla gola, mi faceva curvare il collo verso le stelle e intonare la mia canzone alla luna.

 

In questo suo secondo libro l’autrice intreccia realtà a fantasia, perché è convinta che la vita porti sempre con sé un po’ di magia, se solo glielo si permette.

Cosa lega un cane che ringhia a chiunque veda, una capra vanitosa, una gatta con un solo occhio, una donna scorbutica, delle cavie che corrono indisturbate tra le zampe dei gatti, una ragazzina dall’aria angelica, altri cani, altri gatti, un pavone, donne e uomini che più diversi tra loro non potrebbero essere, a un casolare diroccato?

Forse solo creature celesti che si aggirano tra stelle e pianeti saprebbero rispondere, ma non si vogliono intromettere negli affari umani e allora si limitano ad aspettare con pazienza il finale, rischiarando solo un po’ il cammino di questa strana compagine.

Ne “L’anagramma della stella” storie di animali si intrecciano a quelle di donne e di uomini, talvolta in un’atmosfera di sogno, altre volte di cruda realtà. Alla fine, quello che viene messo a nudo sembra proprio essere l’animo umano.

“Sono affascinata dalla gente comune – ha dichiarato l’autrice Barbara Cremaschi. Mi interrogo osservando persone che non conosco chiedendomi quale potrebbe essere il loro vissuto, cosa nasconda il loro intimo e come si traduca nell’aspetto esteriore, nei gesti, nelle passioni. Il rapporto con gli animali, che stanno diventando sempre più compagni delle nostre vite, trovo sia una chiave per rivelare quanto cela l’animo umano.”

Come scrive la giornalista Alessia De Marchi: “Sì, Rosa è una gattara, ma sarebbe riduttivo fermarsi qui per raccontare la sua storia, quella dei suoi compagni di avventura e quella dei tanti Sirio, Claretta, Achille, Tyson, Milady, Gea, …, protagonisti miagolanti, abbaianti, belanti – e chi più versi ha più ne metta – di L’anagramma di una stella.  Meglio lasciarsi solleticare dalla curiosità ed entrare in un vecchio casolare immerso nella campagna veneziana pronti a scoprirvi un angolo di paradiso.  Barbara Cremaschi ti accompagna a conoscere tante piccole, grandi stelle, che si illuminano appena una mano le accarezza e ricambiano ogni attenzione con mille fusa, sincera fedeltà e incondizionata gratitudine, perché nessun incontro succede per caso”.

 

 

 

https://it-it.facebook.com/bcremaschi.2/

 

 

‘Siamo come le lumache’, il romanzo di esordio di Laura Moreni

Siamo come le lumache, edito da Bertoni Editore è l’opera prima della scrittrice Laura Moreni.

Laura Moreni è nata a Brescia nel 1975. È laureata in Scienze della Comunicazione, con una tesi sulla figura della donna nella sfera pubblica. Lavora come freelance nella redazione di testi o articoli per blog e siti internet, e si occupa di correzione bozze per diverse case editrici. Dal 2010 gestisce il blog Parole e Prezzemolo (www.lauramoreni.blogspot.com), che affronta i temi più svariati: dalle recensioni di libri a esperienze professionali o personali, dalla cucina alla decorazione d’interni.

Nel 2018 ha scritto La cucina secondo Rosita, biografia di Rosita Merli, cuoca vincitrice del format TV “Cuochi d’Italia” (II edizione, 2018) e “Cuochi d’Italia All Stars” (2020).

Dopo aver girovagato per dieci anni con la sua famiglia tra le bellezze di Toscana e Umbria, da pochi mesi è tornata a vivere nella sua città natale.

 

Siamo come le lumache: Sinossi

Uscito nell’autunno del 2021, il romanzo d’esordio  della scrittrice  continua a far parlare di sé e a raccogliere pareri favorevoli dalla critica.

Mia madre è rovinata giù dalle scale un sabato notte,
fratturandosi la gamba destra in diversi punti. È inciampata
sull’ultimo scalino, quando ormai si credeva arrivata al primo
piano e d’abitudine stava ruotando il suo corpo per risparmiare
un passo ed evitare il pianerottolo, trovarsi già sul corridoio;
ha perso l’equilibrio ed è ruzzolata in malo modo, del tutto
sbilanciata, senza riuscire ad appigliarsi al corrimano né ad
alcunché. Le sue grida acute e reiterate sono state in grado però
di spaccare il silenzio di un paesino di montagna e allertare i
vicini, che sono andati subito a bussare, preoccupati, e l’hanno
sentita mugugnare: «Chiamate Anita! Chiamate Anita!»
Qualcuno allora si è spostato di qualche passo e ha iniziato a
chiamare Anita sotto la finestra della sua camera da letto, quella
che dà sulla strada, svegliando un’ulteriore fetta di vicinato;
ma Anita, con una tazza fumante di tisana tra le mani, stava
pensando ai fatti suoi nel portico sul retro, proprio dalla parte…

Il mio romanzo è nato da uno stimolo reale – dichiara l’autrice: passati i quarant’anni, mi sono fermata un istante quasi per tirare il fiato, e ho iniziato a guardare la mia vita. Credo che fino a un certo punto siamo tutti un po’ predisposti a spingere per la costruzione, a puntare dritti verso i nostri traguardi, dalla famiglia alla carriera, e non facciamo che correre, sorretti da un’energia testarda e un po’ sfrontata. Poi le cose tendono naturalmente ad assestarsi e ad allentarsi ed è lì, in quel momento di placida lucidità, che abbiamo l’opportunità di stilare un primo bilancio: è il momento perfetto per osservare dove siamo giunti, per capire chi siamo. Così, davanti alla nostra identità più matura, capita di riconoscere tutto ciò che abbiamo sacrificato negli anni, le ferite ignorate e i contrasti accantonati. Si tratta di una grande occasione, a mio parere: tutto ciò che nasce dalle scelte della giovinezza condiziona la nostra vita da adulti, e comprenderlo può essere una spinta ad affrontare ciò che, per impulso o per immaturità, si è lasciato in sospeso. Sono convinta che ogni situazione non conclusa, non chiarita, prima o poi torni a bussare alla nostra porta e vada risolta. Così, anche se non è una storia autobiografica, Siamo come le lumache nasce da questa riflessione. Racconta di vite normali, di cerchi non chiusi e disagi che arrivano da lontano.”

 

“Se decido di non fare quel salto,

so bene che tutte le nostre storie resteranno per sempre lì,

cristallizzate nella mia memoria antica e più recente,

ma in qualche modo incomplete.”

 

Siamo come le lumache è, infatti, un romanzo di consapevolezza, di riflessione sui passaggi fondamentali della gioventù e sulle scelte decisive, compiute d’impulso o per paura; scelte che condizionano il resto della vita, a volte anche attraverso lo sviluppo di disagi o patologie importanti (come l’obesità trattata nel libro), e a cui, purtroppo, non sempre esiste rimedio.

 

Link di vendita

https://www.bertonieditore.com/shop/it/libri/897-siamo-come-lumache.html?search_query=laura+moreni&results=1

 

“Il tocco della notte. Il rito” di Jessica Bellina: il primo volume di una saga fantasy ambientata in Friuli

“Il tocco della notte. Il rito” è il fantasy contemporaneo della scrittrice friulana Jessica Bellina. Il primo volume di un’avvincente saga. Protagonista del libro è Celeste, da tutti chiamata Ste. Celeste è una strega, già dalle prime pagine del libro l’autrice ne rivela la natura. È un’adolescente sagace, schietta ma che nasconde dietro il suo carattere estroverso le sue fragilità. Ha solo sedici anni, ma ha già dovuto sperimentare e sopravvivere a grandi sofferenze, dapprima la perdita del padre e successivamente quella del suo primo amore e di una delle sue migliori amiche. Ste vive con la mamma Caterina a Gemona, un paese in provincia di Udine e fa parte insieme ai suoi amici di una congrega che in tempi recenti si è divisa, per contrasti dovuti alle differenti visioni sull’uso e sugli scopi della magia.

Trama del romanzo

Quella che era una cerchia di dieci affiatati amici Alessandro, Daniele, Simone, Veronica, Ettore, Valeria, Michael -dopo la tragica morte di Emiliano e Giuditta per mano dei vampiri- si spacca dando vita a fazioni opposte. Celeste sta imparando a governare i suoi poteri e si impegna affinché, giorno dopo giorno, possano accrescere sempre di più. Oltre a lei, fluttuano nell’universo di questa narrazione altre entità soprannaturali, quali licantropi, vampiri e cacciatori. Proprio questi ultimi svolgono un ruolo importante perché ad essi spetta l’arduo compito di mantenere l’equilibrio e scongiurare che tra le varie creature ci siano scontri e sopraffazioni.

La situazione inizia a complicarsi quando Celeste inizia a diventare la vittima di insidiosi e violenti attacchi da parte dei ribelli della congrega. Non solo alcune streghe, infatti, ma anche i vampiri e altre creature magiche, appartenenti alla razza dei notturni, sembrano intenzionati a farla fuori il prima possibile. Tutto conduce ad una consapevolezza che nel corso della narrazione si fa sempre più viva nell’animo della protagonista. Di certo non è un caso che sia lei il bersaglio.

Tra fantasy e romanzo di formazione

Celeste inizia a maturare la consapevolezza che la sua vita sia avvolta da un alone di mistero, in più è convita che la mamma la tenga all’oscuro da importanti rivelazioni sulle reali causa della morte del papà. Ste, già fortemente provata dagli accadimenti della vita, deve imparare a convivere con la paura. Nonostante ciò non demorde e si impegna con tutta se stessa per far chiarezza nella sua vita. Ste si ritrova a fare i conti con la storia segreta della propria famiglia, che proprio sul finire della storia scopre essere coinvolta in un misterioso e complicato progetto riguardante le relazioni tra le diverse fazioni magiche.

Il finale del libro è aperto è questo apre la strada ad un seguito magico e avvincente. Ad una Ste giovane e insicura delle prime pagine corrisponderà, alla fine del libro, una Celeste forte, consapevole dei propri poteri.  Jessica Bellina ha saputo costruire abilmente questo personaggio, facendo scorgere pagina dopo pagina la sua evoluzione. Il romanzo è scritto con un linguaggio colloquiale ed è ricco di dialoghi e la lettura è molto scorrevole. All’interno del racconto si alternano toni cupi tipici dei fantasy e toni leggeri tipici della realtà adolescenziale che si sta descrivendo. Celeste si interfaccia con una miriade di personaggi non solo principali ma anche secondari, che spesso fanno solo una breve apparizione. Il lettore inizialmente ha l’impressione di perdersi tra gli innumerevoli flashback e cambio di personaggi, ma nonostante ciò alla fine del libro riesce ad annodare tutti i fili sbrogliando l’intricata matassa.

Uno sfondo tutto italiano

Altra peculiarità del romanzo è la scelta dell’ambientazione. La storia, infatti, si sviluppa sullo sfondo di una città italiana, Gemona, e in luoghi reali della provincia di Udine, come il castello medievale. Tutta la narrazione si svolge in questi luoghi e questo permette al lettore non soltanto la scoperta di posti non così noti ma il privilegio di ammirarne la bellezza passeggiando insieme ai protagonisti. Il fantasy è un genere letterario piuttosto recente, ma è imparentato con generi molto antichi come l’epica, il mito, la leggenda e la fiaba. Spesso gli scrittori di fantasy rielaborano miti e leggende del passato per creare nuove trame. Infatti l’epica, il mito, la leggenda, la fiaba e il fantasy hanno tutti un elemento in comune: sono il frutto del fantasticare.

Un fantasy promettente

I racconti fantasy sono storie che narrano vicende spesso complicate, ambientate in universi dove predominano il mistero, il magico e il soprannaturale. Il fantasy fa quindi anche capire che persone potenti o malvagie possono essere combattute. In epoche di dolore e di lotta, il cui esito incerto fa sperare che, come accade spesso nei fantasy, la fazione che sentiamo “nostra” riesca in qualche modo a prevalere. Il fantasy non è solo un universo immaginario in cui richiudersi per non vedere quello che c’è attorno a noi, ma un modo per ragionare su questioni che interrogano fortemente la nostra coscienza e il nostro mondo, attraverso però una modalità diversa, più interpretativa e analogica. In questo senso questo genere ha un valore fortemente ideologico, perché spinge i lettori, in particolare i giovani, ad aderire a valori e ideali quali il coraggio, l’integrità, il senso di responsabilità, la giustizia, il rispetto di sé e degli altri, la lealtà.

Queste caratteristiche sono riscontrabili anche nel “Il tocco della notte. Il rito”: tanta diversità di razze e fazioni magiche permette all’autrice di proporre anche una sottile riflessione sulla difficoltà di integrazione e di comunicazione e sui pericoli dell’intolleranza, temi molto attuali nei nostri tempi. Leggendo il libro si ha la sensazione di ritrovarsi nelle serie tv come Shadowhunters, The Witcher, The Vampire Diaries.

Il romanzo di Bellina ha tutte le carte in regole per trasformarsi in un’intrigante serie tv fantasy italiana. Tra lo svelamento di sconvolgenti verità e la nascita di un nuovo amore e di solide alleanze, Celeste affronta la prima parte del suo viaggio tentando di superare la sofferenza della perdita e la delusione per le bugie che le sono state raccontate; protetta dai suoi amici, ella intraprende un coraggioso e arduo cammino: fin dove si spingerà lo sapremo solo nei prossimi volumi di quest’avventurosa saga urban fantasy. Le premesse fanno ben auspicare il suo successo.

 

Pagine: 328 p., Rilegato
Contatti
Link di vendita

 

 

‘La libreria delle storie rimaste’, il romance di Manuela Chiarottino

La libreria delle storie rimaste, edito More Stories, è il nuovo libro di Manuela Chiarottino.             

Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: NAPOLEONE (Editore CTL Editore Livorno, 2021), The Ghostwriter (Dri Editore, 2021), Diario della felicità (2021), Matrimonio a scadenza (Dri Editore, 2020), La stessa rabbia negli occhi (2020), La nostra isola (Triskell Edizioni, 2020), Tesoro d’Irlanda (More Stories, 2020), Fiori di loto (Buendia Books, 2020), La bambina che annusava i libri (More Stories, 2019), Incompatibili (Le Mezzelane, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

Torna in libreria Manuela Chiarottino, l’autrice del magico mondo de La bambina che annusava i libri.

La libreria delle storie rimaste: sinossi

La libreria delle storie rimaste è uscito il 28 Marzo e come genere si colloca tra il romance e la Up Lit.

«Avanti, Amabel, leggi.»
«Avanti, Amabel, leggi» ripeterono in coro tutti quelli di fronte
a lei.
Fece un lungo respiro e cercò di mettere a fuoco le parole, ma
queste sembrarono sparpagliarsi in ogni direzione come
formiche impazzite. Il libro divenne pesante nelle sue mani, la
nuca si irrigidì e un peso le schiacciò il petto, facendole mancare
l’aria.
Era di nuovo in quella stanza, si faceva strada tra gli stretti
corridoi fiancheggiati da torvi rilievi di libri, pile di volumi che
si ergevano oscillando minacciose e trasudando parole che non
capiva. Un vento caldo le sferzava il viso.
Si disse che non doveva piangere, ma i suoi occhi erano già
invasi da una frustrazione liquida, la paura la prese con un
gemito soffocato, che si fermò in gola, e si accorse che si stava
accasciando al suolo un istante prima di perdere i sensi.
L’ultima cosa che vide fu il sorriso sarcastico del suo compagno
di banco.
Non avrebbe letto mai più.

Da Londra a Bibery, un paesino di poche anime immerso nelle campagne inglesi.

Amabel non avrebbe mai pensato di finire proprio lì, a lavorare in una vecchia libreria… con tanto che i libri a lei proprio non piacciono, o meglio… le fanno molta paura. Ma Emily, la proprietaria della “Libreria delle storie rimaste”, è una cara vecchietta, dopotutto, che passa il tempo a sfornare biscotti e coccolare la sua banda di gatti. E Amabel non ha alternative, se non quella di adeguarsi alle bizzarrie dell’anziana libraia e dei suoi concittadini; tra cui l’affascinante Albert, il veterinario dagli occhi blu che sembra tanto determinato a vincere le ritrosie di Amabel e farle smettere una volta per tutte di portare vestiti costosi e tacchi alti.

Tra Amabel e Albert sono scintille dal primo incontro, ma sarà proprio lui, vedovo con due figli, a insegnarle a sorridere delle piccole cose e farle accantonare le abitudini un po’ snob della vecchia Londra.

Ma Amabel può davvero vivere a Bibery? Immersa nei libri e in un posto che pare sempre sull’orlo della bancarotta? Senza contare quelle strane cose che sembrano succedere di notte nella libreria e che le fanno intendere ci sia più di un mistero da svelare…In un caleidoscopio di personaggi divertenti e stravaganti, tra biscotti pronti a cambiare sapore a seconda di chi li mangia, torte, libri, gatti e sorrisi prende vita una storia che profuma di amore e magia.

“Non è la continuazione de La bambina che annusava i libri, ma a chi è piaciuta forse potrebbe apprezzare – ha dichiarato l’autrice. Gli elementi sono: la campagna inglese e vecchie librerie, libri, tè e biscotti, gatti, romanticismo e un pizzico di magia”. 

 “Le giornate vuote possono essere riempite da un biscotto farcito di marmellata, un buon libro e una tazza di tè”. La Chiarottino con il suo “La libreria delle storie rimaste” è proprio questo che regala al lettore.

 

https://www.morestories.it/titoli

 

“Uno squillo per Joséphine”. Il nuovo e divertente romanzo di Emanuela Esposito Amato

Titolo libro:Uno squillo per Joséphine”

Casa Editrice: Guida Editori

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 322

Prezzo:14,00€

 

Sullo sfondo della Napoli bene, la scrittrice partenopea Emanuela Esposito Amato imbastisce la sua nuova storia “Uno squillo per Joséphine”, edita da Guida Editori. L’opera è il seguito del romanzo “Il diario segreto di madame B”. Joséphine Bressi, un’antiquaria con la passione per la pasticceria, specialmente per quella francese, da tre anni prova ad avere un bambino dal marito, Massimiliano Martinelli, uno stimato architetto, di buona famiglia.

Nell’affettività più totale si consumano dunque i loro rapporti intimi finalizzati al solo scopo di procreare. Il desiderio di un figlio che non arriva e la costante delusione delle aspettative incrementano il senso di inadeguatezza di Joséphine, come madre e come moglie.

Se Emma Bovary, espressione della borghesia annoiata, aveva la passione per i vestiti e sognava storie appassionate come quelle dei romanzi romantici che leggeva, Joséphine ha la passione per il cake design e per l’antiquariato.

A minare ulteriormente la sua autostima sono le continue ingerenze della suocera Amalia, una donna snob, che non perde mai occasione di sminuirla, giudicandola da sempre inadatta per il figlio, perché proveniente da una famiglia di rango umile. Accanto ad una Joséphine che lotta costantemente per scongiurare la fine del suo matrimonio, c’è una Joséphine che si prepara a vivere una nuova sfida professionale. Ad accompagnarla in questa avventura c’è la sua migliore amica Domitilla e una schiera di fidati collaboratori su cui la protagonista del romanzo può fare affidamento. Nelle loro vite ben presto entrano due personaggi Shanna, una scrittrice  di romanzi erotici e Roberto, un gigolò dal passato difficile, che sogna di fare il fotografo. Sarà proprio lui ad avere un peso importante nella vita della protagonista: a suggellare l’intreccio fra le loro vite è lo squillo di un campanello che cambierà le sorti della vita personale e coniugale di Joséphine.

L’autrice con maestria scandaglia tutte le pieghe dell’anima dei personaggi, scavando nelle loro vite. Ogni personaggio in silenzio, tra finti sorrisi, rifugge da una finta realtà perfetta, combattendo la propria battaglia: Joséphine quotidianamente si impegna a non far andare in pezzi il suo matrimonio, Domitilla deve fare i conti con una storia d’amore nata sui social che non riesce a decollare e Roberto costretto a combattere i fantasmi di un passato ingombrante.  La tecnica del doppio io narrante e una scrittura scorrevole contribuiscono a creare una buona suspence e a tenere incollato alle  pagine del libro il lettore, che famelico è invogliato a proseguire la lettura e a leggere il romanzo tutto di un fiato.

Uno squillo per Joséphine racconta spaccati di vita molto realistici. Il lettore si sente non solo parte della storia ma talvolta si riconosce nei sentimenti e nei comportamenti dei personaggi. Soprattutto perché gli spazi nei quali si muovono assomigliano molto a contesti di vita comune. Pian piano i protagonisti si riappropriano delle loro vite, trasformandosi da spettatori a interpreti, abbattendo le maschere che si erano imposti di indossare per sopravvivere.

L’intreccio risulta non pesante o faticoso da seguire soprattutto per quanto riguarda le parti più introspettive. Roberto infatti è una sorta di deus ex machina che cambierà le sorti dei personaggi del romanzo, personaggi che conducono il terrore in una vicenda appassionante, che ci mostra come e quanto camuffiamo le nostre paure e i nostri limiti per far contento chi ci circonda. Una su tutte l’impossibilità di avere un figlio che fa sentire molte donne non donne o incomplete e d conseguenze le spinge alla ricerca di un figlio a tutti i costi. L’autrice, per quanto riguarda questo aspetto ci fa vedere quanto possa essere pericoloso il passaggio che porta un desiderio legittimo e sano a diventare ossessione.

Uno squillo per Josephine è una storia di resilienza, di coraggio e di speranza e una trama in cui “le tessere del mosaico s’ incastrano alla perfezione tanto da poter affermare, quindi, con convinzione  che nella vita nulla succede per caso” come scrive Annella Prisco nella postfazione del libro.

Il romanzo si legge tutto d’un fiato grazie alla scorrevolezza della scrittura e alla trama in cui molti di noi possono riconoscersi, anche divertendosi e prendendo la vita con maggiore leggerezza.

 

 

 Contatti

https://it-it.facebook.com/emanuelaespositoamatoscrittrice/

www.guidaeditori.it

 

Link di vendita online

https://www.guidaeditori.it/prodotto/uno-squillo-per-josephine/

https://www.amazon.it/dp/8868668696/ref=cm_sw_r_apan_i_WBBZJXEXV6MPREJV38VT

Salone Internazionale del libro di Torino 2022: Al via la 34esima edizione

Comincia oggi la 34esima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino 2022. Dopo esattamente sette mesi dall’edizione autunnale la magia del Salone ritorna. Parte oggi fino al 23 maggio la sua 34esima edizione. Lingotto Fiere, come di consueto, apre le porte all’appuntamento culturale ed editoriale più importante al mondo.

Cuori Selvaggi è il titolo della XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro. Il manifesto, curato dall’illustratore e autore italiano Emiliano Ponzi, raffigura due ragazzi che corrono liberi verso l’orizzonte, verso una città appena sveglia, o appena addormentata. In un periodo storico così turbolento ed incerto il futuro è nelle mani dei cuori selvaggi che con coraggio saranno capaci di proiettarsi oltre, alla ricerca di nuovi orizzonti.

Da sempre il Salone è un ponte tra le culture, un luogo dove dialogare e confrontarsi. Ed è proprio questo il clima in cui dobbiamo esplorare i nostri cuori alla ricerca della parte più luminosa e pura.

A partecipare saranno 893 editori. Numerosi saranno gli appuntamenti, le conversazioni, gli spettacoli, le letture e i concerti che si terranno nei 3 padiglioni e nell’Oval. Proprio qui, oltre al Palco live in cui artisti e scrittori si esibiranno, è presente un grande bosco realizzato da Aboca Edizioni. Un anfiteatro naturale fatto di alberi e piante pensato per immergersi nel verde e partecipare a presentazioni e dibattiti con autori e autrici impegnati, attraverso le loro opere e la loro esperienza, sui temi ambientali. Nella zona opposta del padiglione c’è lo stand del Torino Pride

Un’altra novità di quest’anno è La Casa della Pace è uno spazio inedito dedicato al dialogo e all’informazione su iniziative di solidarietà sull’emergenza ucraina e al racconto di esperienze di ONG, reti solidali, soggetti del terzo settore e istituzioni. In programma: una libreria a cura del Consorzio di librerie indipendenti COLTI, una campagna di crowdfunding promossa da FEP (Federation of European Publishers) e Ukrainian Book Institute per la stampa di libri per bambini ucraini, una raccolta di libri per il progetto “Lettura 2030”. Inoltre saranno raccolti alla Casa della Pace libri in lingua ucraina, russa e inglese e silent book da distribuire ai cittadini e alle famiglie con bambine e bambini in fuga dalla guerra.

Sono aumentati gli spazi gestiti dalle Regioni la gran parte concentrate all’Oval intorno allo stand del Friuli Venezia Giulia, regione ospite dove ci sarà anche un ampio spazio per la poesia.

Il Salone non dimentica neanche i più piccoli ai quali è dedicato un vasto programma con laboratori, incontri e spettacoli.

Dopo il taglio del nastro con i ministri della Cultura Dario Franceschini e dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il Salone si apre ufficialmente con due lectio magistralis: I non-umani possono parlare? di Amitav Ghosh, lo scrittore e antropologo indiano sui temi ambientali e la crisi climatica, in collaborazione con Neri Pozza, e con Maria Falcone che inaugura il Bookstock, lo spazio dedicato ai ragazzi ricordando, a trent’anni dalla strage di Capaci, il fratello Giovanni a cui ha dedicato il libro L’eredità di un giudice (Mondadori), scritto con Lara Sirignano.

Altri anniversari saranno celebrati al Salone: Cento anni dalla nascita Beppe Fenoglio che sarà ricordato con la lettura di Una questione privata all’interno del progetto il Ballatoio, un’iniziativa che unisce attorno alla lettura gli abitanti di un condominio di periferia; Elsa Morante, a novant’anni dalla sua nascita grazie alla lectio di Dacia Maraini e infine Pier Paolo Pasolini di cui ricorre il centenario dalla nascita.

Un grande ritorno sono Voltapagina e Pagine in corsia. Il primo è un progetto di impegno civile e sociale alla sua 13esima edizione, scrittrici e scrittori saranno nelle carceri del Piemonte per condividere i loro libri nei giorni del Salone: quest’anno tocca a JonathanBazzi, Fabio Bacà, Giorgio Fontana, Vincenzo Latronico, Sasha Naspini,Andrea Donaera, Manuela Valenti. Il secondo è un’iniziativa che prevede l’organizzazione di letture ad alta voce, quest’anno in due ospedali, a cura volontari del Servizio Civile Universale.

Tra gli appuntamenti attesi ci sono: «Alessandro – un canto per la vita e le opere di Alessandro Leogrande», uno spettacolo speciale in ricordo dello scrittore e giornalista tarantino impegnato nella difesa dei diritti dei migranti e nelle battaglie a favore degli ultimi della Terra; ‘Collezione di attimi… con Marco nel cuore’, un incontro, una festa e un tributo a Marco Mathieu ed infine la docu-fiction ‘Arnoldo Mondadori – I libri per cambiare il mondo’, che esplora la vicenda umana e professionale di uno dei più importanti pionieri dell’industria editoriale italiana.

Il Salone OFF resta l’iniziativa privilegiata per portare i libri e la cultura al di fuori dai padiglioni Lingotto, dalle periferie alle Biblioteche, librerie, teatri, ex fabbriche, locali, strade e piazze, case del quartiere, ospedali, parchi e giardini, carceri, fino alle stazioni della metro.

Gli ospiti della 34esima edizione del Salone

La lista dei protagonisti della cultura nazionale ed internazionale che parteciperanno al Salone è molto lunga. Sono attesi grandi nomi: personaggi provenienti dal panorama editoriale ma anche cinematografico, musicale, sportivo, giornalistico e politico.

Per  la Kermesse internazionale: Jokha Alharthi al Mausoleo della Bela Rosin, Jennifer Egan ad Ivrea, Cal Flyn alla Libreria del Golem, Alain Friedman a Chieri, Amitav Ghosh a Settimo Torinese e a Novara, il regista Werner Herzog al Castello di Rivoli e al Museo Nazionale del Cinema, Anilda Ibrahimi al Polo del ‘900, Tom Kuka al Centro Interculturale, Jean-Claude Mourlevat all’Alliance Française, Andrés Neuman alla libreria Bodoni, il cardinale Dieudonné Nzapalainga sarà al Sermig Arsenale della Pace, Frank Rose alla Scuola Holden.

Per l’Italia: Carmine Abate, Viola Ardone, Francesca Barra e Silvia Galeazzi, Hervé Barmasse, Luca Bianchini, Ginevra Bompiani, Annalisa Camilli e Fabio Geda, Massimo Carlotto, Marco Cazzato, l’ex miss Italia Cristina Chiabotto, Andrea Cortellessa, Erri De Luca, Luigi de Magistris, Viola di Grado, Simone Filippetti, Tiziano Fratus, Elio Germano e Folco Terzani, Oskar Giammarinaro (Statuto), Viola Graziosi, Gad Lerner, Antonio Manzini, Andrea Marcolongo, Lorenzo Marone, Fabio Marzano, Roberto Mercadini, Roberto Mussapi, Francesco Pacifico, Francesco Pannofino, Antonio Pascale, Marco Peano e Carlotta Vagnoli, Telmo Pievani, Veronica Pivetti, Domenico Quirico, Veronica Raimo, Sara Rattaro, Simone Regazzoni, Matteo Saudino, Daniele Scaglione, Antonio Scurati, Enrica Tesio, Davide Toffolo, Luca Trapanese, Paolo Verri. Alessandro Barbero, Mario Martone, Alberto Angela e Jovanotti

Un calendario ricchissimo di appuntamenti in un villaggio culturale ridimensionato per regalare agli appassionati un’avventura del tutto inedita nel mondo dei libri. Parole d’ordine per questa 34esima edizione sono sostenibilità, pace, inclusività e diritti. Un arcobaleno coloratissimo si staglia nei cieli di Torino- Ancora una volta il Salone del Libro di Torino promette grande successo.

 

https://www.salonelibro.it/visita/biglietti.html

 

 

 

 

 

 

 

Exit mobile version