Premio Letterario nazionale Felicità 2016

La felicità è un bene vicinissimo, alla portata di tutti: basta fermarsi e raccoglierla.

Murena Coaching bandisce il Premio Letterario Nazionale Felicità 2016 per opere inedite in lingua italiana.
Le sezioni a cui poter partecipare sono due; è possibile concorrere per una o per entrambe le sezioni:
– Racconti per bambini e ragazzi
– Racconti per adulti
I racconti, che non devono superare le 7.500 battute, devono riguardare il tema della felicità individuale o sociale.
La quota di adesione per ogni singola opera è di 15,00 euro. Nel caso si intenda partecipare con più opere bisognerà versare una quota per ogni opera in gara. L’incasso sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana per le popolazioni vittime del terremoto del centro Italia.

Il termine ultimo di partecipazione al Premio è il 27 gennaio 2017.

La Giuria, composta da scrittori, giornalisti e blogger, esaminerà i lavori pervenuti e premierà due vincitori per ogni sezione. La cerimonia di premiazione avverrà entro primavera 2017 a Firenze in sede da stabilirsi.

Ai primi classificati di ogni sezione sarà proposta la pubblicazione dell’opera in una sezione del sito dedicata all’editing e la possibilità di partecipare a due sessioni di coaching a scelta tra: Laboratorio di scrittura autobiografica (che si terrà online) e il Laboratorio per il potenziamento della creatività. Ai secondi classificati spetterà un premio in denaro e l’editing gratuito dell’opera.
Qualora si raggiunga un numero cospicuo di racconti si procederà alla pubblicazione cartacea di una raccolta di racconti, a spese dell’associazione organizzatrice.

Le notizie su come partecipare, i risultati, le informazioni sul collegio dei giurati e i nomi dei premiati saranno resi noti sul sito www.murenalcoaching.it.

Premio Biella Letteratura Industria 2016

Partiranno tra qualche giorno le iniziative per il Premio Biella Letteratura Industria 2016. Tantissimi gli appuntamenti tra Biella e Torino. Il premio è promosso da Città Studi Biella ed è l’unico premio in Italia dedicato a romanzi o saggi editi che raccontano le trasformazioni economiche e sociali, il mondo del lavoro e la cultura di impresa. Ecco perché il premio è intitolato Letteratura Industria; i lavori scelti indagando i rapporti tra due mondi apparentemente distanti quello della letteratura e quello dello sviluppo industriale fanno luce su un panorama per molti sconosciuto.

Da quindici anni il Premio Biella Letteratura Industria pone l’attenzione sulla cultura di impresa e sulla complessa sinergia tra ricerca, innovazione tecnologica, prodotti, risorse umane e relazioni con il territorio, per coniugare due anime, quella umanistica e quella economica, che non sono contrapposte ma in qualche modo, complementari.

Gli incontri principali in cartellone sono tre. I finalisti di questa edizione, per la prima volta, presenteranno al pubblico le loro opere in un doppio appuntamento. Il primo incontro sarà a Biella sabato 15 ottobre presso Città Studi. Il secondo si svolgerà a Torino venerdì 21 ottobre presso il <<Circolo dei lettori>> grazie a una nuova collaborazione con una delle più importanti realtà culturali del Piemonte. Nella serata del 19 Novembre ci sarà invece la cerimonia di premiazione del vincitore e la premiazione del concorso concorso “40 anni di industria televisiva in Italia”. In cartellone anche il concorso Book Trailer Contest che promuove la lettura attraverso le tecnologie digitali e multimediali. I cinque finalisti che si contendono il premio di questa quindicesima edizione sono:

Paolo Bricco, giornalista e storico dell’industria con L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 edito da Il Mulino.
Loris Campetti, giornalista esperto di relazioni industriali, con Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni edizioni Manni.
Grazia Lissi giornalista e fotografa con Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese edito da Longanesi.
Angelo Mastrandrea, giornalista e scrittore con Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese edizioni Baldini & Castoldi.
Gianfelice Rocca, imprenditore e presidente di Assolombarda con Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana edizioni Marsilio.
Tra i cinque finalisti i giurati del Circolo dei Lettori dell’Associazione L’Uomo e l’Arte selezioneranno anche il vincitore del Premio Giuria dei Lettori.

L’associazione <<Teatrando di Biella>> proporrà invece brani tratti dai cinque saggi finalisti. Saranno affrontati così i temi di stretta attualità legati al mondo del lavoro, che i saggi finalisti al Premio hanno analizzato; il coraggio di imprenditori e operai che resistono e ripartono proprio dalla crisi, la formazione dei giovani per il rilancio dell’economia e il racconto di figure visionarie come Adriano Olivetti.

Nel corso della cerimonia di premiazione sarà premiato anche Mario Andreose, figura di rilievo nell’editoria italiana che riceverà il Premio Speciale della Giuria per Uomini e libri edito da Bompiani. Il Premio Opera Straniera sarà consegnato all’economista francese Gaël Giraud per il suo Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia edizioni Emi.

La Giuria del Premio è composta da: Pier Francesco Gasparetto, scrittore e presidente della Giuria, da Claudio Bermond, docente universitario, Sergio Givone, filosofo e scrittore, Giuseppe Lupo, saggista e scrittore, Marco Neiretti, ricercatore storico, Sergio Pent, scrittore e critico letterario, Alessandro Perissinotto, scrittore e docente, Alberto Sinigaglia, giornalista e docente, presidente Ordine dei Giornalisti Piemonte e Alessandro Zaccuri, scrittore e giornalista.

Il Premio Biella Letteratura Industria è promosso da Città Studi Biella ed è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in partnership con l’Unione Industriale Biellese e in collaborazione con il il Comune di Biella,il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Biella e Vercelli, l’ATL di Biella, l’Associazione l’Uomo e l’Arte, il Biella Jazz Club, Teatrando, la Società Dante Alighieri e il Circolo dei lettori di Torino e i Rotary Club del Biellese. Tutte le iniziative rientrano nella Settimana della Cultura di Impresa, la manifestazione nazionale promossa da Confindustria.

 

‘Ricomincio dai libri’: al via la terza edizione

Tra due giorni riparte, per il terzo anno consecutivo, Ricomincio dai Libri, la prima fiera del libro di San Giorgio a Cremano. Ancora una volta ad ospitare la manifestazione sarà la splendida location di Villa Bruno. Appuntamenti no-stop dalle 10.00 alle 22.00 dal 23 al 25 Settembre. L’idea della fiera è nata dalla collaborazione di tre associazioni: <<La bottega delle parole>>, <<Librincircolo>> e <<Arenadiana>>.

<<La Bottega delle parole>> nasce nel 2011 come laboratorio di sperimentazione di svariate attività culturali. In particolare l’associazione pone attenzione a tutti quegli autori che non trovano spazio nelle grandi realtà editoriali. L’associazione promuove laboratori, concorsi, presentazioni di libri, corsi di scrittura e lettura, seminari per arricchire, ampliare e valorizzare l’idea di una cultura che abbia come fondamento la dimensione dello stare insieme, del confronto, dell’associazionismo. L’associazione <<Librincircolo>> invece nasce nel 2005 con l’obiettivo di promuovere la cultura letteraria e la passione per il libro inteso sia come oggetto fisico che come veicolo emotivo, impegnandosi nell’organizzazione di eventi, presentazioni, reading, ed eventi di vario tipo tutti con un unico indiscusso protagonista: il libro.

L’associazione, grazie alla partnership con altre associazioni ha guidato ed organizzato di corsi di scrittura creativa e di editoria. Realizzando così una collaborazione permanente con “Talento Letterario” un team che si occupa di servizi e di promozione editoriale. <<Arenadiana>>, giovane associazione nata nel 2011 è impegnata a creare uno spazio che si proponga come luogo di incontro e di aggregazione coniugando alla funzione sociale la crescita umana e civile, attraverso la condivisione dei saperi e l’educazione permanente.

Queste tre associazioni sono unite dal bisogno di valorizzare un territorio culturalmente attivo ma spesso penalizzato ecco perché la Fiera <<Ricomincio dai Libri>> vuole essere un ponte tra chi fa cultura e chi ama fruirne; la forza deve essere proprio quella provincia orfana e spesso dimenticata che per tre giorni diventa protagonista indiscussa. La fiera è diventata in questi tre anni uno degli appuntamenti editoriali più importanti di tutta la provincia di Napoli. Tantissimi gli incontri con gli autori, workshop, presentazioni di libri, laboratori di danza, di giornalismo, reading, laboratori didattici per i più piccoli e incontri musicali. Alla kermesse prenderanno parte un gran numero di case editrici e diversi ospiti di rilevanza nazionale. L’ingresso, come per le precedenti edizioni sarà completamente gratuito.

Sul sito internet http://www.ricominciodailibri.it/ è possibile trovare tutte le informazioni per raggiungere la Fiera e prendere visione del programma.

Premio Campiello 2016: vince Simona Vinci con ‘La prima verità’

Il Premio Campiello è giunto alla sua 54ª edizione. Sabato 10 settembre, in concomitanza con Venezia 2016, si è svolta sempre a Venezia la premiazione Premio Campiello edizione 2016. Ad aggiudicarsi il Campiello d’argento 2016 con 79 voti è stata Simona Vinci con il suo romanzo La prima verità edito da Einaudi. A gareggiare con la Vinci gli altri quattro finalisti:

Gli ultimi ragazzi del secolo di Alessandro Bertante edito da Giunti

Le cose semplici di Luca Doninelli edito da Bompiani

Le regole del fuoco di Elisabetta Rasy edito da Rizzoli

Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia edito da Ponte alle Grazie

Nel corso della serata è stato conferito anche il premio Campiello opera prima a La teologia del cinghiale edizioni Elliot di Gesuino Nemus, il Campiello Giovani al racconto Wanderer edizione Viandante di Ludovica Medaglia e il Campiello Economia assegnato al giornalista e scrittore Dario Di Vico. Il consueto premio Fondazione Campiello è stato assegnato invece allo scrittore Ferdinando Camon, per il suo impegno nell’interpretare senza ipocrisia la società e le sue contraddizioni.

Simona Vinci, classe 1970 aveva già riscosso molto successo con il suo primo romanzo Dei bambini non si sa niente uscito nel 2009 per Einaudi. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore e i romanzi Come prima delle madri del 2003, Brother and Sister nel 2004, Stanza 411 nel 2006, Strada Provinciale Tre nel 2007. Inoltre per un pubblico più giovane ha pubblicato Corri, Matilda e Matildacity.

La prima verità, come è stato sottolineato dall’autrice, è un libro difficile, frutto di otto anni di lavoro. Un libro che affronta il difficile tema della pazzia, mescolando alla storia di un manicomio-lager in terra greca vicende apparentemente personali. Il titolo, che riprende un verso del grande poeta greco Ghiannis Ritsos, allude a quelle verità di valore assoluto che attraversano e addirittura superano le vicende del libro. Storie di una bellezza crudele, quasi tragica che affondano le radici in tempi e luoghi sempre presenti.

Alessandro Bertante con Gli ultimi ragazzi del secolo, ambientato nella Croazia degli anni Novanta lascia raccontare la sua storia a un adolescente ribelle che si intreccia con la presa di coscienza di un giovane uomo di fronte al dramma della Storia. Gli ultimi ragazzi del secolo è un romanzo crudo, estremo che potrebbe non finire mai di raccontare. Le cose semplici di Luca Doninelli racconta una storia d’amore (e non solo) che attraversa la distruttività e l’imbarbarimento del mondo per rincorrere i desideri più semplici, i bisogni più comuni e puri. Le regole del fuoco di Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva poco conosciuta delle donne al fronte; Ritrae un’intimità e un’uminità vera sebbene circondata dalle tenebre.

Con Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia, ci immergiamo in una storia sospesa tra romanzo e biografia; Tarabbia ci racconta la storia di Andrej Čikatilo uno dei più feroci assassini del Novecento.
Infine il vincitore del Campiello Opera Prima La teologia del cinghiale di Gesuino Némus ci trascina in segreti, misteri e colpe antiche scandite da ritmo battente imprevedibile e umoristico.
Il Premio Campiello ci regala, con i suoi autori, possenti spunti di riflessione e ottime proposte di lettura. Ancora una volta dunque non ci resta che attingere al pozzo, storica effige del premio, l’ “approvvigionamento” di cui abbiamo bisogno.

Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, XXIX edizione

Il Premio Procida è giunto alla XXIX edizione. Nel febbraio 1986 a pochi mesi dalla scomparsa di Elsa Morante, il Comune di Procida istituiva il Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante. L’iniziativa è nata dall’impegno dell’Assessorato alla Cultura dell’isola ispirato dalla potessa e scrittrice romana Gabriella Sica, assidua frequentatrice dell’isola, dal critico letterario Walter Pedullà, da Paolo Volponi, scrittore, poeta e politico e da Jean Noel Schifanò, traduttore della Morante in Francia.

Il Premio del comune di Procida è andato avanti con alterne vicende per due decenni ospitando nomi importanti della cultura letteraria ma anche del cinema, della musica, del giornalismo come Mario Martone, Carlo Verdone, Cristina Comencini, Riccardo Muti, Uto Ughi, Nicola Piovani, Alberto Asor Rosa, Paolo Mieli. Nel 2015, dopo alterne e avverse vicende, è stato recuperato lo spirito originario del Premio. Il Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante giunto quest’anno, nella sua rinnovata veste, alla XXIX edizione vuole essere un riflettore sui nuovi talenti e su quella letteratura che, pur meritandolo, resta a volte ai margini.

Nella sua XXIX Edizione il Premio ha deciso di istituire oltre alla sezione narrativa, un premio “Mare” da assegnare ad un’opera monografica di stampo storico, antropologico, sociologico, o un saggio giornalistico, un reportage inerente alla conoscenza e/o alla rappresentazione della vita di mare in generale nel Mediterraneo o nelle sue isole in particolare.

Quest’anno la giuria tecnica del premio viene rinnovata con otto nuovi membri: professori universitari, studiosi della scrittrice romana critici, saggisti, giornalisti, librai. Tra i nomi Gabriele Pedullà in qualità di presidente, Giovanna Rosa, Silvia Acocella, Loredana Lipperini, Filippo La Porta, Paolo Peluffo, Salvatore Di Liello, Fabio Masi e Gilda Policastro. Una giuria esperta che ha proposto nomi ed autori del recente panorama letterario italiano. Quest’anno il Premio Procida si avvale inoltre di una partnership prestigiosa: la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, punto di riferimento per i manoscritti di Elsa Morante. Alla giuria tecnica verrà affiancata una giuria popolare a cui si dovrà la selezione del vincitore del premio.

A metà Settembre le due giurie, quella tecnica e quella popolare, sceglieranno il vincitore per la sezione Narrativa tra gli autori della terna dei finalisti :

Il grande animale, di Gabriele Di Fronzo edizioni Nottetempo (primo romanzo dell’autore)

-Il cinghiale che uccise Liberty Valance, di Giordano Meacci edito da Minimum fax (già nella cinquina finalista del Premio Strega 2016)

Neve, cane, piede, di Claudio Morandini edito da Exòrma

Non resta che augurare buona fortuna ai tre finalisti e aspettare la serata della proclamazione.

 

 

 

Premio Strega 2016: i 5 finalisti

Due giorni fa, a Roma, in Casa Bellonci si è chiusa la votazione per designare i cinque finalisti dell’edizione del Premio Strega 2016. Il premio è promosso, come sempre, dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il sostegno di Roma Capitale e Unindustria (Unione degli Industriali e delle Imprese Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo).
In Casa Bellonci gli Amici della domenica, il corpo elettorale del premio, presieduto da Nicola Lagioia, vincitore del Premio Strega 2015, ha sommato i voti elettronici e delle schede cartacee. Ai voti dei 400 Amici della domenica, si aggiungono i voti di 40 lettori forti selezionati da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e 20 voti provenienti da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero.
Si è delineata così la cinquina finalista del Premio Strega 2016:

La scuola cattolica edizioni Rizzoli di Edoardo Albinati (voti 202)
L’uomo del futuro edito da Mondadori di Eraldo Affinati (160)
Se avessero, edizioni Garzanti di Vittorio Sermonti (156)
Il cinghiale che uccise Liberty Valance edizioni minimum fax di Giordano Meacci (138)
La femmina nuda edito da La nave di Teseo di Elena Stancanelli (102)

Gli autori e i libri finalisti esclusi dalla precedente votazione sono:

L’addio edizioni Giunti di Antonio Moresco
La figlia sbagliata edizioni Frassinelli di Raffaella Romagnolo
Dove troverete un altro padre come il mio edizioni Ponte alle Grazie di Rossana Campo
La reliquia di Costantinopoli edito da Neri Pozza di Paolo Malaguti
Le streghe di Lenzavacche edizioni e/o di Simona Lo Iacono
Conforme alla gloria edizioni Voland di Demetrio Paolin
Dalle rovine edizioni Tunué di Luciano Funetta

Mai assenti i colossi dell’editoria al Premio Strega, ma a sorpresa anche case editrici piccole, indipendenti e appena nate come La Nave di Teseo e la più consolidata Minimum fax. Nella cinquina finalista del premio la presenza del colosso editoriale italiano appena creatosi sul mercato è forte ma è evidente la volontà di dare spazio a linee alternative che riguardano le case editrici indipendenti.

Autentica novità è certamente Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Meacci, probabilmente l’unico vivo lavoro linguistico di questa cinquina orientata stilisticamente sulla narrativa più classica, con l’asse -Albinati-Stancanelli-Sermonti-Affinati. Anche Se avessero di Sermonti non è una presenza letteraria da poco.
Per ora sembra che il predestinato vincitore sia Edoardo Albinati; con il suo La scuola cattolica, lo scrittore si immerge nella confessione dell’adolescenza, tra sesso, religione e violenza. Da non sottovalutare L’uomo del futuro di Albinti e La femmina nuda della Stancanelli.
Non resta che aspettare l’appuntamento dell’8 luglio per decretare il vincitore di questa settantesima edizione del Premio.

Incontri al Caffè dell’Ussero 2016

Il Caffè dell’Ussero, a Pisa, antica e storica sede di incontri e dibattiti, accoglie periodicamente scrittori, presentazioni di libri e incontri di lettura. In occasione della chiusura della prima fase del Ciclo d’incontri saranno presentati l’autore Achille Concerto, con il volume La tela e il trono (Leonida Edizioni 2015), l’autrice Elisa Scotto con Radici di frumento (Ormadelibro Edizioni 2015) e Alessandro Da Soller con Anima semiseriaRacconti (Ed. Bip & Bop 2015). Ad accompagnare l’incontro e le letture ci saranno la voce di Rodolfo Baglioni e la musica del sax di Da Soller, la chitarra di Sergio Berti e del cantautore pisano Antonio Gentilini.

Achille Concerto è scrittore, saggista e cultore di storia medievale della Calabria e delle antiche civiltà del bacino del mediterraneo; ha collaborato, quale autore e sceneggiatore alla realizzazione di cortometraggi e opere teatrali. Ha pubblicato diversi volumi:
Voci del deserto, Laruffa Editore 2003 (vincitore del Premio Regium Julii 2000);
Carlo V e l’uomo di Gand, Globo Editori 2005;
La Torre, Laruffa Editore 2007;
Il verme della mela, Leonida Edizioni 2010;
Un re d’autunno, Gioacchino Murat, Leonida Edizioni 2012;
Sogno nel regno di Oz (2015)

Nel libro La tela e il trono che ha come sottotitolo L’altro sguardo di Penelope, troviamo una Penelope colta in una dimensione femminile diversa rispetto a quella consegnata dalla tradizione. Penelope è una donna, prima che una moglie, che si pone e pone interrogativi, che cerca spiegazioni, che resta sgomenta di fronte agli accadimenti della vita e che crede nella mediazione, dote particolarmente femminile.

Elisabetta Scotto invece trova nella poesia il modo per esprimere la sua creatività e le sue emozioni. Ha pubblicato due libri: L’Ora senza Ombre, volume primo e volume secondo. Le sue poesie si trovano in numerose antologie di poeti vari, ha vinto numerosi concorsi, ricevendo riconoscimenti dalla critica. Ha vissuto lunghi periodi in India e otto anni in un tempio Vaisnava; e ciò ha influenzato radicalmente la sua filosofia di vita. In Radici di frumento, l’autrice si confronta per la prima volta con il racconto, muovendosi tra diciannove storie di vita ironiche, drammatiche e sentimentali in bilico tra realtà e fantasia, tra dramma interiore e spensieratezza giovanile.

Infine c’è Alessandro Da Soller, il quale è studioso e appassionato di storia contemporanea. Allievo di Gian Franco Lami, Da Soller ha approfondito negli anni i trattati sulla storia della scuola di Francoforte ma anche gli scritti di Voegelin, per passare poi allo studio dell’ideologia che permise la nascita delle diverse formazioni
terroristiche italiane degli anni settanta, e del complottismo internazionale.

Dopo questo incontro letterario, che chiude il primo ciclo, restiamo in attesa dei prossimi appuntamenti all’Ussero. I meeting autunnali saranno tutti moderati da Valeria Serofilli.
Il 30 Settembre 2016 lo scrittore Roberto Patruno presenterà il volume Quartetto d’archi (Graus Editore 2015). Il 14 Ottobre 2016 ci sarà l’incontro con l’autore Paolo Stefanini e il suo Il Buio e la Farfalla (Giovane Holden Edizioni 2016). Ancora il 28 Ottobre 2016 Valeria Serofilli incontrerà l’autrice Giuseppina Frisina.
Al Caffè dell’Ussero inoltre, l’11 Novembre 2016 ci sarà la mostra di Paride Bianco con letture di testi di Valeria Serofilli associati a quadri sulla Divina Commedia, il 25 Novembre 2016 l’incontro con l’Autrice Adua Biagioli Spadi. A chiudere l’ultimo rendez-vous il 9 Dicembre 2016 ci sarà Enrichetta Giornelli.

“Visioni in rosa” al Salone del libro di Torino

Numerose sono state le iniziative svolte durante il Salone del libro di Torino 2016. Tra le tante ed interessanti, segnaliamo quella proposta e presentata dalla Casa Editrice BonfirarroVisioni in rosa. Nove autrici per l’incontro sulla scrittura al femminile”.
La giovane casa editrice nasce in Sicilia nel 1985 dall’intraprendenza di Salvo Bonfirraro. L’idea e il progetto è proprio quello di far crescere questa attività editoriale al centro della Sicilia, dove l’unica casa editrice esistente è quella fondata da Salvatore Sciascia a Caltanissetta. Fino agli anni 90 la produzione editoriale è caratterizzata, maggiormente, da raccolte di poesia e narrativa contribuendo alla scoperta di nuovi autori proveniente per lo più oltre lo stretto di Messina. Un’attività trentennale che ha trovato interesse anche nella saggistica, nella storia e nel settore specialistico delle guide turistiche della Sicilia.

Visioni in rosa: lo stato della scrittura al femminile

Con il progetto “Visioni in Rosa” la casa editrice ha voluto proporre degli incontri le migliori scrittrici della casa editrice Bonfirarro. La sensibilità dell’ascolto, il rispetto della memoria, il bisogno di raccontare di Vincenza Barbagallo, Elena Bartolomei, Natascia Berardinucci, Marinella Colombo, Lucie Huskova, Cinzia Nazzareno, Alessia Padovan, Ismete Selmanaj e Marcella Spinozzi Tarducci. Storicamente infatti se la cultura maschile, da sempre dominante nella società, ha avuto caratteristiche di schiettezza e semplicità, quella delle donne è stata da sempre avvezza alla discrezione. Una donna è stata educata a suggerire, mai a dire: il suo linguaggio tiene conto del contesto, dei precedenti, delle conseguenze e del tempo. Virginia Woolf, non a caso, aveva detto che la sfida più grande per una scrittrice era uccidere “l’angelo del focolare”, quella parte di sé che era stata addestrata ad anteporre i bisogni degli altri ai propri in ogni situazione.

Con il raggiungimento della piena parità di diritti, quanto è alta consapevolezza letteraria delle donne? E quanto è ricca di sfumature la scrittura femminile, ora che comincia a debordare dal tappo delle  dei cliché, dalle diversità negate o compresse? A questi e a molti altri interrogativi letterari si è tentato di dare risposta nel corso dell’incontro al Salone del Libro.

L’incontro è stato coordinato da Annarita Bringanti, giornalista culturale e scrittrice. Le diversissime esperienze letterarie delle scrittrici hanno lasciato spazio a intense e feconde riflessioni. Dalla finzione del romanzo, al racconto personale, tracciando un itinerario umano e artistico. Attraverso la lettura di alcune pagine sono state messe a fuoco peculiarità, affinità e differenze legate alla cifra stilistica, linguistica e formale di ciascun’autrice. La discrezione della scrittura femminile è caratterizzante e contrapposta alla dominante cultura maschile. Sebbene sia avvezza spesso alla delicatezza, la scrittura femminile non è per questo meno incisiva e, anzi, lascia segni più profondi proprio perché non impone ma sussurra. Un interessante dibattito si è sviluppato dunque sulla consapevolezza letteraria delle donne e sulle sfumature della scrittura femminile.

Ci auguriamo che questo dibattito possa essere sempre più presente e fuori dall’usuale retorica con cui sono affrontati di solito questi temi. La presenza al Salone del Libro, evento di rilevanza internazionale, ci fa ben sperare e suggerisce la volontà di ricerca e attenzione per la scrittura al femminile che tanta parte ha avuto nella letteratura e che, silenziosamente, continua ad avere.