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Patrizia Sergio

Dieci giorni, di Maura Chiulli

Maura Chiulli

Dieci giorni di Maura Chiulli ha la forza di un pugno nello stomaco. I tre episodi che compongono il romanzo sono storie estreme che coinvolgono protagonisti altrettanto al limite. Tuttavia il sapore acre delle pagine, a tratti, lascia fuggire uno spiraglio di dolcezza e speranza che però fa subito i conti con il cinismo della vita, sempre pronta a chiedere lo scotto.

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‘Un viaggio con Francis Bacon’, di Franz Krauspenhaar

Franz Krauspenhaar è uno scrittore milanese dal talento eclettico, e la sua biografia ne è la prova. Ha lavorato in ambito commerciale in vari settori merceologici, anche se la sua carriera in qualità di scrittore ha inizio solo alla fine degli anni '90, pubblicando il suo primo libro a 39 anni. Ad oggi il suo estro creativo ha all'attivo: otto romanzi, un saggio narrativo, quattro libri di poesie e una serie di collaborazioni per la stesura di raccolte poetiche e narrative. I romanzi di Franz Krauspenhaar sono spesso delle autofiction ed egli è solito raccontare le sue storie attraverso la voce in prima persona. Il maestro indiscusso al quale Krauspenhaar sembra riferirsi per quanto riguarda lo stile, la discorsività libera e priva di tabù e colore della pagina è lo statunitense Henry Miller, scrittore altrettanto poliedrico. Tuttavia tra gli autori di riferimento primeggiano altri 'grandi maestri' che non possono non essere menzionati, ovvero: Thomas Bernhard, Heinrich Böll, Samuel Beckett, Dürrenmatt e Celine. Dalle premesse sin qui enunciate è possibile dedurre la densità della scrittura dell'autore milanese e apprezzarne al tempo stesso la capacità narrativa fuori dal comune.

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Che cosa ci fa un morto nell’ascensore?

Che cosa ci fa un morto dell'ascensore?, una raccolta di cinque racconti brevi è l’unico libro pubblicato in Italia dallo scrittore sudcoreano Kim Young Ha. A una prima occhiata questi sembrerebbero scollegati fra loro, poiché le trame non si incrociano durante il tempo narrativo. Tuttavia, se ci fermiamo a riflettere, il vero filo conduttore di questo libro può essere rintracciato nella solitudine, una solitudine che va di pari passo al progresso tecnologico.

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Storia d’amore all’East Village, di Richard Pérez

Storia d'Amore all'East Village è stato tradotto e pubblicato in Italia nel 2005, nonostante in America questo 'romanzo d'esordio' abbia sancito la fama dello scrittore emergente Richard Pérez nel lontano 1999. Sin dalle prime pagine si evince la tempra stilistica dell'autore newyorchese e il lettore ne è subito conquistato. Infatti lo stile brillante, con venature d'ironia pungente sempre al limite con il cinismo più raffinato, trascina il lettore su un'altalena di emozioni ed episodi di volta in volta romantica, comica o drammatica, tanto da rendere Storia d'Amore all'East Village un romanzo cult a tutti gli effetti. Senza dubbio il merito va attribuito non solo alla padronanza tecnica dell'autore, a dimostrare quanto egli si sia nutrito di buoni 'maestri, ma anche ad un sarcasmo che sembra contraddistinguere gli artisti di genio figli della Grande Mela.

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I Banchetti dei Vedovi Neri, la sobrietà di Asimov

I banchetti dei Vedovi Neri (Banquets of the Black Widowers) è una raccolta di racconti scritti dallo scrittore e biochimico russo naturalizzato francese Isaac Asimov, quarto volume dedicato ai Vedovi Neri. La raccolta è stata pubblicata per la prima volta nel 1984, anche se alcuni racconti erano già comparsi sull'Ellery Queen's Mystery Magazine.

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La Ragazza che pensava all’Amore con Filosofia, di C. Greig

La ragazza che pensava all'Amore con Filosofia (2009) è la storia di una studentessa di nome Susannah, Jones, la quale sembra aver trovato la via più comoda per godersi la vivace e libertina atmosfera universitaria di Brighton; il suo ragazzo ha dieci anni più di lei ed è un borghese conformista, ma la mantiene lasciandole tutta la libertà di concentrarsi sui corsi di filosofia moderna oltreché sui bei ragazzi del campus. Ed è proprio la filosofia a sconvolgerle la vita, quando la ragazza si immerge nel pensiero di Nietzsche alla ricerca di una ricetta esistenziale e si ritrova nel letto di un compagno di studi. Da qui sorgono interrogativi come: lo "spirito libero" è davvero vagabondo, non può legarsi a niente e a nessuno? Legge Heidegger e resta folgorata da Kierkegaard; e scoprirà che "l'essere-nel-mondo" può diventare molto complicato. Sola di fronte a un'impossibile scelta, saranno ancora una volta le parole dei suoi filosofi preferiti a darle consiglio, insegnandole a guardarsi dentro e a conoscersi meglio.

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A Lost Lady di Willa Cather, un viaggio nel passato

A Lost Lady è un romanzo della scrittrice Willa Cather, pubblicato nei primi del Novecento, nel momento in cui la scrittrice manifesta il suo risentimento nei confronti della standardizzazione che caratterizza la vita dei figli dei pionieri. La Cather scruta preoccupata sulla linea d’ombra i segni dei tempi, la corsa all’esteriorità e alla ricchezza. Quest’ultima diviene l’emblema degli anni Venti americani prima della crisi. La Cather avverte la sua disillusione nei confronti della vita moderna e del mondo che la circonda, al punto da sentirne la crisi. I suoi valori divergono da quelli del consumismo e del materialismo, propri della machine-age. La nuova cultura priva di ideali è animata da arrivismo, arroganza e da una darwiniana selezione naturale. Ciò che deriva dal passato è inevitabilmente modificato e limitato alle apparenze. In A Lost Lady, esponenti di queste due differenti culture sono Captain Forrester e Ivy Peters. Il primo, fedele ad un’economia locale fondata su rapporti di amicizia e lealtà; il secondo, proiettato verso un’economia nazionale. Lo scontro tra ideale e reale, presente e passato, maschile e femminile, il difficile rapporto dell’uomo con l’ambiente che lo circonda costituiscono il filo conduttore di tutto il romanzo.

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