Prof. Alfieri: Molti cattedratici, per sbarcare il lunario, utilizzano le loro cattedre come trampolino di lancio in politica

Francesco Alfieri non fa sconti, e da Friburgo non si risparmia di fronte all’ascesa mediatica e politica di Donatella Di Cesare. D’altronde il filosofo è discepolo di Oriana Fallaci, con cui ha intrattenuto importanti rapporti, e lo stile franco è un lascito che custodisce gelosamente. Alfieri ha conosciuto Di Cesare tramite i suoi scritti, e perciò mette in guardia dalla strumentalizzazione della cultura come trampolino di lancio per altri fini.

Francesco Alfieri, è professore di Fenomenologia della Religione presso la Pontificia Universitas Lateranensis. Dal 2008 al 2014 ha tenuto dei seminari sulla fenomenologia di Edith Stein e di Hedwig Conrad-Martius presso l’Università degli Studi di Bari. Ha studiato filosofia presso l’Università del Salento e presso la Pontificia Universitas Lateranensis. Dal 2007 è Archivista e fa parte del Consiglio Direttivo del «Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche», con sede a Roma.

È Direttore Scientifico della edizione critica in lingua italiana dell’Opera Omnia di Hedwig Conrad-Martius edita dalla casa editrice Morcelliana e dirige presso la medesima casa editrice una collana di filosofia incentrata sul pensiero di Anna-Teresa Tymieniecka. Le sue pubblicazioni sono rivolte ad indagare la fenomenologia tedesca, con particolare riferimento allo studio dell’essere umano in prospettiva antropologica. Ha sviluppato la propria ricerca occupandosi di approfondire sotto il profilo storico e teoretico lo studio delle tre esponenti del Circolo fenomenologico di Gottinga: Edith Stein, Hedwig Conrad-Martius, Gerda Walther. Di recente i suoi interessi sono rivolti ad indagare la “fenomenologia della vita” di Anna-Teresa Tymieniecka. Ha pubblicato di recente una monografia sugli Schwarze Hefte di Martin Heidegger, insieme al Prof. Friedrich-Wilhelm von Herrmann.

 

Professor Alfieri, a marzo 2024 era stato tagliente: «Donatella Di Cesare sfrutta lo spazio mediatico, è in cerca di visibilità». Dopo poco più di un anno la ritroviamo capolista di Avs in Calabria. Ci aveva visto lungo…

«Non c’è da meravigliarsi. Molti cattedratici, per sbarcare il lunario, utilizzano le loro cattedre come trampolino di lancio in politica o “vendono” le loro idee pseudocattoliche ai giornali cattolici per accreditarsi: o in politica o sotto il potere della Chiesa, cercano delle ali per ricollocarsi. Le cattedre spesso sono solo delle coperture per fini carrieristici. Nello specifico Di Cesare, andando tra poco in pensione alla soglia dei 70 anni, cerca l’àncora della politica per sopravvivere mediaticamente».

E spesso si esagera. È già stato rimosso lo scandalo per il tweet con cui rendeva omaggio alla brigatista Balzerani?
«Ha messo in imbarazzo e in difficoltà la Sapienza, sede d’insegnamento di Aldo Moro. In poche parole ha calpestato il suo sacrificio. Per cancellare questa uscita vergognosa è bastato parlare di Palestina e attaccare Israele, ed è diventata la nuova eroina dei pro-Pal. Il gioco è fatto».

Insomma, Di Cesare è l’ennesimo personaggio politico «costruito» dalla tv?
«Quando ascolto Di Cesare in tv mi viene in mente subito il pamphlet intitolato Cattiva maestra televisione, nella quale Popper metteva in guardia dal mezzo televisivo e faceva emergere come quei salotti culturali – in cui Di Cesare siede comodamente – siano dominati dall’incessante intrattenimento di massa. Lei incarna proprio la figura della cattiva maestra, rappresentante di una cultura ideologica e strumentale. Di Cesare ha voluto sempre combattere delle ideologie, ma ne ha creata una che è più grave e di cui si macchiano anche molti intellettuali di oggi».

Ovvero?
«L’autoreferenzialità e, di conseguenza, la mancanza di strumenti per un confronto fondato sull’ascolto. Solo monologhi. I salotti televisivi servono per costruire la celebrità di una persona, e dai discorsi di Di Cesare emerge una forma di pericolosità della manipolazione della cultura, ormai diventata più uno strumento di battaglia che una via per il pensiero. Basterebbe analizzare la sua carriera scientifica…».

A cosa fa riferimento?

Ricordo ancora quando nel 2014 uscirono le prime raccolte dei Quaderni Neri di Martin Heidegger: Di Cesare tuonava sull’antisemitismo del filosofo tedesco. Già allora si poteva toccare con mano la strumentalizzazione che lei fa del linguaggio di Heidegger, ridotto e rinchiuso in chiave politica, soprattutto sulle presunte affermazioni contro il popolo ebreo. Ha sempre cavalcato l’onda della strumentalizzazione, contribuendo a distruggere – in Italia e altrove – l’eredità culturale di Heidegger».

Torniamo alla candidatura. La sinistra punta su Di Cesare, ma lei ha mai avuto a che fare con la politica?
«Ora Di Cesare punta sulle sue “radici”, ma la sinistra ha sempre disprezzato questo termine perché lo ha banalizzato ideologicamente. Lei ha dovuto ripiegare sulla Calabria perché forse era l’unico spazio in cui poteva trovare posto una sua candidatura. Non so quale sia il suo progetto politico, ma una cosa è certa».

Mi dica

«Fino ad oggi le sue affermazioni pubbliche sono imbarazzanti e provocatorie. Figuriamoci quali potrebbero essere i suoi interventi in politica. Se un giorno venisse a mancare tutta l’“apparecchiatura” dei talk show – che promuovono le sue provocazioni pur di fare ascolti – rimarrebbe ben poco».

Il suo parere franco su Di Cesare non lascia ombra di dubbio. Ora però provi a scommettere: riuscirà a strappare un seggio o farà flop?
«Quella insignificante sinistra, che ancora sopravvive sotto le ceneri, avrebbe dovuto impedirne la candidatura. Qualcuno mi spieghi quale idea o pensiero di sinistra incarni Di Cesare. Togliamo slogan e tweet: rimane solo il moralismo di chi sentenzia su tutto e tutti. Non vedo futuro in questa candidatura. E non potrà che far schiantare ancora di più la sinistra».

 

Intervista di Luca Sablone Regionali Calabria, Alfieri: “Di Cesare? Parole imbarazzanti e provocatorie. La sinistra doveva impedirne la candidatura. E anni fa distrusse l’identità culturale di Heidegger”

‘Monsieur Soleil’ – Oltre le apparenze” di Paola Sbarbada Ferrari

Parigi. Una panchina. Due anime che non si aspettavano, eppure si trovano. Certe persone non entrano nelle nostre vite: le abitano. È da questa consapevolezza che nasce “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze”, il nuovo romanzo di Paola Sbarbada Ferrari, pubblicato da Gilgamesh Edizioni e disponibile dal 6 settembre 2025 in tutte le librerie, sia in formato cartaceo che e-book. Un incontro casuale ai Giardini di Lussemburgo diventa germoglio: Jeanne, una donna che ha smesso di credere nella possibilità di rinascere, e Augusto, un clochard dal cuore colto e vulnerabile, si siedono uno accanto all’altra.

Lei cerca rifugio dal silenzio della sua vita, lui porta con sé l’odore pungente del vino e del vento, ma anche parole che scaldano più di un abbraccio. In quell’incontro inatteso prende vita un racconto delicato e nello stesso tempo profondo, che svela la potenza dell’amicizia e la meraviglia della rinascita silenziosa. È un romanzo intenso, che parla piano ma resta dentro a lungo. “Ho scritto questa storia pensando a ciò che non si vede, alle crepe che diventano luce” in questo modo l’autrice svela l’anima del libro.

Pagina dopo pagina, “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” diventa il racconto delicato e potente di un incontro capace di cambiare il corso di due vite. Una prosa sobria e luminosa accompagna il lettore attraverso i silenzi colmi di significato, i bagliori d’infanzia e i segreti che non smettono di bruciare. Parigi, con i suoi giardini e le sue ombre, si fa palcoscenico discreto di una rinascita, quella che nasce dall’empatia, dal coraggio di guardarsi oltre il giudizio, dalla bellezza inattesa di una mano tesa. Perché a volte, per salvarsi, non serve nient’altro che sedersi accanto a qualcuno che ha già conosciuto la fine, ma ha scelto di restare umano.

Note d’autore

Paola Sbarbada Ferrari, nata a Mantova, è un’artista che intreccia nella sua vita musica, scrittura e ricerca espressiva. Conosciuta anche con lo pseudonimo Marea ispirato dalla forza evocativa dell’oceano e delle sue maree, porta avanti dal 2017 un percorso musicale componendo brani che trasformano emozioni intime in melodie originali.

Ha esordito in narrativa con “Il casolare sull’aia” (Gilgamesh Edizioni, 2022), romanzo accolto con entusiasmo dai lettori per la sua capacità di coniugare memoria familiare e introspezione personale. A seguire, nel 2024, ha pubblicato “L’Oblio nei tuoi occhi”, confermando una scrittura attenta alle fragilità dell’animo umano e ai legami profondi che lo attraversano.

Parallelamente alla scrittura, Paola ha sviluppato una solida carriera musicale: dagli studi di canto e chitarra acustica presso la scuola Casnici di Carpenedolo fino alle collaborazioni con musicisti e produttori di rilievo del panorama nazionale e internazionale. La musica, come la scrittura, rappresenta per lei un modo per trasformare il vissuto in bellezza condivisa.

Nel suo percorso creativo ha lavorato con professionisti quali M. Susa (collaboratore di Alexia, Raf, Umberto Tozzi), M. Zangirolami (Emis Killa, Mahmood, Fabri Fibra), D. Bontempi (Vasco Rossi, Battiato, Ligabue, 883 e molti altri), oltre che con il collettivo femminile SONGBOX, guidato da Elisabetta Filippini e Alessandra Dresda, che ha curato l’arrangiamento del suo ultimo singolo “Dietro Nuvole”. Sempre con SONGBOX il 24 maggio 2024 Marea torna al francese con il brano “Je T’aime” nelle vesti di un’autentica tra le chanteuses francesi contemporanee. Dalla collaborazione con Mauro Susa nasce i brano “Occhi grigi”, online dal 24 ottobre 2024, un brano inedito di Marea che decide di togliere da un cassetto.

“Occhi grigi” racconta una storia toccante di solitudine, speranza e la profonda ricerca di affetto. Accanto alla sua attività artistica, Paola svolge anche un lavoro nel settore della finanza, testimoniando una personalità versatile e capace di muoversi con passione tra mondi diversi. La sua sensibilità è radicata nell’ascolto della musica che l’ha accompagnata fin da bambina — da De André a Mina, da Aznavour alla lirica di Puccini e Verdi — ereditata in particolare dalla madre, che le ha trasmesso la forza della voce come espressione dell’anima.

Con “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” (Gilgamesh Edizioni, 2025), Paola Sbarbada Ferrari conferma la sua cifra narrativa: delicata, empatica, luminosa. Una voce che invita a guardare oltre le apparenze per scoprire la dignità nascosta nelle fragilità di ciascuno.

‘Tolkien. Uomo, Professore, Autore”. Dal 19 settembre la mostra al Salone degli Incanti di Trieste

Dopo il grande successo di Roma, Napoli, Torino e Catania, Trieste ospiterà dal 19 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 al Salone degli Incanti – su forte impulso del Comune di Trieste – la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato un nuovo immaginario per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta.

 TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore ne contempla il percorso umano, il processo creativo, la potenza evocativa, la visionarietà poetica: un viaggio senza eguali nel mito, che trasformerà lo spazio espositivo nella Terra di Mezzo, la sua immaginifica realtà alternativa. Geografia, lingue e storia del mondo secondario, ma anche indagine di uomo, Tolkien, rivelato in tutta la sua fascinosa complessità.

Attraverso la commistione di parole e immagini, il focus è sulla modernità del pensiero del riverito accademico, appassionato studioso della lingua inglese antica, che ha raggiunto fama planetaria con Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion.

La conoscenza della sua vita e l’immersione nell’universo da lui creato si realizzano mediante un articolato percorso espositivo tra libri autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte ispirate dalle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. Uomo del suo tempo, linguista e filologo, il Professore di Oxford viene raccontato nella sua complessità artistica e umana.

Promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, è realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con l’Associazione Culturale Costruire Cultura, con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore è la più importante retrospettiva del suo genere in Italia per spettacolarità, dimensioni, materiali inediti esposti e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte.

Trieste è l’ultima tappa di un percorso che conclude l’itineranza al Salone degli Incanti, grazie al sostegno del Comune di Trieste e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e al MiC – Ministero della Cultura che ne ha promosso la progettazione con l’obiettivo di incentivare la partecipazione di tutti alla vita culturale.

“Dialoghi dell’Anima, tra Materia e Spirito” Matteo Chiarelli e Carla Pugliano in esposizione alla CathArt Gallery di Varese

“Dialoghi dell’Anima, tra Materia e Spirito” è il titolo della rassegna che mette in luce le opere di Matteo Chiarelli e Carla Pugliano, due artisti unici nel loro genere, riuniti in un evento che celebra resilienza, ispirazione e creatività. L’esposizione si terrà presso la CathArt Gallery di Varese, con inaugurazione venerdì 30 maggio 2025 alle ore 18:30.

Una mostra che esalta il valore intrinseco dell’arte e del dialogo creativo, offrendo una riflessione profonda sul ruolo dell’espressione contemporanea come strumento di consapevolezza, connessione umana e trasformazione interiore.

È un percorso che si muove in silenzio, tra la superficie e la sostanza, tra la pelle e il corpo, tra ciò che si mostra e ciò che attraversa lo spazio invisibile del sentire. Un cammino lungo una sottile zona di frontiera, dove pittura e scultura si incontrano, si tendono la mano, e il visibile si piega all’interiorità.

Attraverso una ricerca orientata all’autenticità e alla profondità espressiva, la mostra restituisce all’arte la sua funzione originaria: essere luogo di rivelazione, di unione e di trasformazione.

Gli artisti

Matteo Chiarelli (classe 1947) ha intrapreso un percorso artistico unico e sorprendente. Dopo un incidente in montagna nel 2006 che lo ha lasciato paralizzato, ha sfidato ogni previsione medica, recuperando miracolosamente e trovando nuova ispirazione nella sua arte. Il pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago nel 2010 ha segnato una svolta profonda: da allora ha completato ben ventun cammini, che hanno lasciato un’impronta significativa nella sua produzione.

Le sue opere spaziano dalla scultura in legno, marmo e ferro all’utilizzo di materiali innovativi come la vetroresina, riflettendo una profonda connessione con la spiritualità. Tra le sue creazioni più emblematiche spicca la “Venere con le Rose”. Una delle sue opere è entrata permanentemente a far parte del Borgo del Sacro Monte di Varese, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Altre installazioni pubbliche includono un rospo in legno donato al Comune di Cuasso al Monte, collocato davanti alle scuole della frazione di Cavagnano. Attualmente è in fase di progettazione una nuova opera lungo il sentiero “La Linea della Pace” (Cuasso al Monte, VA).

Il fulcro della sua poetica è la figura del pellegrino, raffigurata con cappa, zoccoli e cappello alla maniera antica, sostenuto da un bastone: stanco e affaticato, ma spinto da un’energia misteriosa. Cammina attraverso paesaggi rurali, tra cavalli andalusi e contadini baschi, sulle strade per Santiago  un cammino compiuto più volte e riflesso anche nelle sue opere dedicate alla figura femminile, alla maternità, alle nature morte e alla fotografia.

Carla Pugliano, artista contemporanea varesina di riconoscimento internazionale, è apprezzata per la sua capacità di fondere classicismo e sperimentazione, creando opere che oscillano tra figurazione e astrazione. La sua ricerca indaga temi universali attraverso corpi e volti evocativi, intrecciati a rappresentazioni concettuali di emozioni profonde.

Sostenuta da critici come Vittorio Sgarbi, Daniele Radini Tedeschi e Andrea Barretta, ha esposto in luoghi simbolo del patrimonio varesino (Sacro Monte, Villa Recalcati) e in contesti di rilievo internazionale: la 60ª Biennale di Venezia, la Triennale di Venezia (dove ha ricevuto il Leone d’Oro) e la XIV Florence Biennale. Le sue opere si trovano in permanenza in sedi istituzionali e museali, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Nel 2025 ha aperto il suo atelier CathArt Gallery, uno spazio espositivo che è anche luogo di dialogo tra diverse espressioni artistiche, nato con l’intento di offrire un’esperienza immersiva, trasformativa e di incontro emotivo e sensoriale, capace di generare connessioni autentiche tra opere, artisti e visitatori.

 

Sarà presente Francesco Gemmo, storyteller, portraiter e digital creator attivo nel settore turistico. Dal 2023 realizza contenuti dedicati a Varese e dintorni, unendo fotografia e narrazione del territorio. Collabora dal 2025 al progetto “Quel che non sai di Varese”, ideato da Samuele Corsalini.

“Canti dall’altrove. Poesie e scritti del Maestro di Providence” curato e tradotto da Emilio Patavini e Pietro Guarriello

Dal 2 maggio in libreria Canti dall’Altrove. Poesie e scritti del Maestro di Providence di Howard P. Lovecraft, a cura di Pietro Guarriello e Emilio Patavini, nuova uscita della collana I tre sedili deserti diretta da Giuseppe Aguanno.

Il volume raccoglie in 480 pagine, oltre alle poesie e gli scritti di Lovecraft – quasi tutti inediti in Italia – saggi di approfondimento e apparati bibliografici dei curatori. A corredo dell’opera, un ricco apparato iconografico con fotografie, illustrazioni e materiali d’archivio dei primi decenni del Novecento. La copertina è opera del pittore Simone Geraci. 

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‘Libri in Corte’ a Garbagnate Milanese dal 20 al 25 maggio

Dal 20 al 25 maggio torna Libri in Corte, la rassegna organizzata dal Comune di Garbagnate Milanese dedicata alla letteratura e giunta alla decima edizione. La manifestazione si svolgerà, come sempre, presso gli spazi della biblioteca civica Corte Valenti (via Monza 12) e anche quest’anno porterà nella cittadina lombarda personalità di spicco del cinema, della cultura e dello sport come il regista Silvio Soldini, lo scrittore Alessandro Robecchi e Dan Peterson, mitico allenatore di basket negli anni d’oro dell’Olimpia Milano.

Il primo appuntamento della nuova edizione è un’anteprima… in trasferta: martedì 20 maggio, infatti, si terrà una visita guidata con letture al Cimitero Monumentale di Milano (ore 15). Un percorso tra storia e arte a cura dei volontari del Servizio Civile del Monumentale e del Patto di Milano per la lettura.

Giovedì 22 maggio si tornerà a Garbagnate per una serata speciale: alle 20.30 (ingresso 5 euro), presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29), verrà proiettato il film Le assaggiatrici alla presenza del regista Silvio Soldini e dello sceneggiatore Lucio Ricca (condurrà l’incontro Luca Malini). Tratto dall’omonimo romanzo, vincitore del Premio Campiello nel 2018, di Rosella Postorino, la pellicola racconta una storia ispirata dalle rivelazioni di Margot Wölk, che poco prima di morire confessò di essere stata, da giovane, una delle assaggiatrici del cibo destinato ad Adolf Hitler. Nel film, che scandaglia l’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, la protagonista Rosa arriva a Gross-Partsch, un paese vicino al quartier generale del Führer. Insieme ad altre donne del villaggio, viene subito reclutata per assaggiare, ogni giorno per tre volte al giorno,  le gustose pietanze destinate a Hitler, così da accertarsi che non siano avvelenate.

Venerdì 23 maggio (ore 20.30) riflettori puntati, in Corte Valenti, su un nome molto noto al grande pubblico: lo scrittore Alessandro Robecchi, autore della serie di gialli che ha per protagonista Carlo Monterossi, poi diventata una serie televisiva di successo interpretata da Fabrizio Bentivoglio. Robecchi presenterà Il tallone da killer, la sua ultima fatica letteraria (Sellerio): un’ironica e acida “commedia nera”, come la definisce lo stesso romanziere, che ha per protagonisti due killer dalla battuta pronta che agiscono in una Milano malavitosa. Alla fine dell’incontro è previsto un rinfresco.

La giornata di sabato 24 maggio si svolgerà tutta in biblioteca e si aprirà con un’iniziativa per i lettori più piccoli: alle ore 16 l’associazione Lilopera organizzerà un laboratorio per bambini dagli otto agli undici anni di età dedicato a Il piccolo principe, il celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry (partecipazione gratuita fino a esaurimento posti; per iscrizioni: 0278618700, biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). Alle ore 17 Valentina Sagnibene, autrice di apprezzati libri per ragazzi come Tutto quello che non mi aspettavo e Storia di ragazzi difettosi, presenterà Con o senza di noi (De Agostini), un romanzo intenso e commovente che racconta la storia di due adolescenti molto diversi, Nuvola e Tommaso:  lei quasi invisibile, lui il ragazzo più popolare del liceo. Nuvola e Tommaso non si conoscono fino al giorno in cui si incontrano sul tetto della scuola, entrambi in fuga da qualcosa. A seguire, alle ore 18.30, Silvia Cinelli, scrittrice e affermata sceneggiatrice per la televisione, presenterà L’elisir dei sogni – La saga dei Campari (Rizzoli), opera in cui ripercorre l’appassionante saga della famiglia che con il suo brand iconico ha inventato il rito dell’aperitivo milanese: dal visionario fondatore Gaspare, che nel suo laboratorio di liquorista creò la ricetta del famoso Bitter rosso e aprì il Caffè Campari nel 1867 nella galleria Vittorio Emanuele appena inaugurata, alla moglie Letizia e al figlio Davide, che gli succedette alla guida dell’azienda. Chiuderà la giornata, alle ore 21, il dialogo tra Luca Malini e i giornalisti e scrittori Fabrizio Carcano e Giorgio Maimone, che presenteranno Il fiore della vendetta. La bomba di via Palestro continua a uccidere (Mursia). Ambientato a Milano nell’estate del 2024, questo romanzo thriller racconta una complessa indagine sulla morte di due criminali e sulla scomparsa di un funzionario dei servizi segreti, tutti e tre coinvolti nell’attentato-bomba di via Palestro del 1993, mentre per le vie della città compare un nuovo killer, detto Il Sagittario, che uccide con una balestra gli uomini violenti nei confronti delle donne.

Domenica 25 maggio si ripartirà alle 16 con l’appuntamento intitolato I nostri autori, protagonisti quattro scrittori del territorio, sempre in biblioteca. In apertura, Laura Bega presenterà il volume Ama: auto mutuo aiuto (ed. Gruppo Albatros Il Filo): una sorta di diario-guida frutto di un percorso personale alla ricerca della serenità nel rapporto con sé stessi e con gli altri. Sarà poi la volta di Emilia Covini, autrice di Virginia Apgar – L’intuizione geniale (ed. Morellini), l’appassionante storia di una donna pioniera della medicina moderna.

La Apgar, anestesista e neonatologa statunitense dallo spirito intraprendente, è nota per aver creato nel 1952 il metodo di classificazione che porta il suo nome, l’indice di Apgar, con il quale ancora oggi viene valutato lo stato di salute dei neonati nelle sale parto di tutto il mondo. A seguire, Luca Gennari presenterà Emily e i demoni, storia fantasy in due volumi che narra le peripezie di una bambina in cerca del padre disperso in guerra, in una terra straziata dalle lotte di potere fra gruppi rivali. Infine Corrado Montrasi, autore del saggio Galateo del profumo (ed. How2), racconterà l’affascinante storia delle fragranze e delle essenze e spiegherà come portarle e abbinarle. Alle 17.30 si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese. Da non perdere, in chiusura della rassegna (ore 18), l’incontro con Dan Peterson, allenatore di basket molto noto anche per le sue telecronache. Intervistato dal giornalista sportivo Raffaele Geminiani, il celebre coach presenterà La mia Olimpia in 100 storie + 1, edito da Minerva. Scritto insieme a Umberto Zapelloni, il libro racconta la storia della mitica squadra di pallacanestro milanese attraverso 101 aneddoti, personaggi e momenti indimenticabili visti attraverso gli occhi di Peterson, che con il club biancorosso ha un legame indissolubile, a partire dalla comune data di nascita: 9 gennaio 1936. A conclusione dell’evento verrà offerto un aperitivo.

Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi).

‘Il Nano’, il Male secondo Pär Lagerkvist

Pär Lagerkvist è stato poeta, romanziere svedese tra i maggiori della letteratura scandinava, premio Nobel nel 1951 con il romanzo Barabba. In Italia si deve alla casa editrice Iperborea la pubblicazione dei suoi scritti. Il Nano, pubblicato nel 1944 si può considerare l’opera più intensa della sua produzione che comprende La mia Parola è No, Marianne, il Sorriso Eterno, Pellegrino sul Mare, il Boia.

Il romanzo pubblicato nel 1944, è imperniato sulla figura del nano, voce narrante della storia, ed è ambientato in Italia, nel ‘ 500, in un’ immaginaria corte rinascimentale a capo della quale c’è un principe, Leone, e la moglie Teodora circondati da vari personaggi. L’ argomento principale è il Male nell’ accezione più estrema che si possa immaginare e il protagonista ne è l’ espressione e in quanto nano si colloca al livello più “ basso”, più infimo dell’ umanità.

L’ occasione che diede a Lagerkvist di affrontare il tema del Male gli fu offerta dagli orrori della seconda guerra mondiale durante un viaggio in alcuni stati europei anche se molto probabilmente lo intendeva come un fattore insito nella natura umana. Si accennava all’ambientazione di una corte del ‘ 500, abitata da personaggi, a cominciare dal principe, dediti a comportamenti violenti, lascivi, adulteri. Il principe rappresenta il potere nella forma più violenta e degradata che ci possa essere e il nano è la sua controfigura. Egli osserva giorno per giorno, annotando su un diario, lo svolgimento della vita di corte con uno sguardo che coglie ogni particolare, aspetto, carattere dei cortigiani con un linguaggio asciutto, essenziale. E’ privo di umanità, di ogni minimo senso del bene ed è quindi in quanto nano incapace totalmente  di alzare lo sguardo verso l’ “ Alto”. Privo di emozioni, non sa cogliere qualcosa di bello, l’ amore gli è precluso e trascina verso il basso ogni aspetto della vita che abbia un valore positivo.

Uno dei personaggi più interessanti della corte è maestro Bernardo, il quale rappresenta Leonardo, il genio del rinascimento verso cui non prova interesse perché odia pure la conoscenza, la scienza. Come si presenta il protagonista? “Sono alto ventisei pollici, ben fatto, il corpo proporzionato, forse la testa è un po’ troppo grossa. I capelli sono rossicci, molto ispidi e folti e ho una notevole forza fisica. Non sono un buffone. Sono un nano e nient’ altro”.

Egli disprezza, odia i cortigiani, i loro comportamenti poiché si erge come una sorta di giudice che condanna le loro azioni. Non apprezza neppure la passione carnale di due giovani della corte, Giovanni e Angelica perché disprezza tutto ciò che è umano. Il nano, anche se può sembrare una contraddizione in termini, ha una sua “ morale” come fosse l’ autocoscienza del male assoluto. Lagerkvist gli fa dire: “Ho notato che a volte incuto timore. Ma è di sé stessi che gli uomini hanno paura. Credono che sia io a spaventarli e invece è il nano nascosto in loro, quell’ essere simile all’ uomo, dal volto di scimmia, che leva la testa dal profondo della loro anima. Si spaventano perché non sanno di avere un altro essere dentro di sé”.

Il nano è un romanzo inquietante intriso di una ironia feroce che è il modo del protagonista di intrattenere la corte e è al servizio del principe, in cui bene e male convivono, come in ogni uomo che non ha ancora fatto una precisa e ferma scelta etica di vita. In altri personaggi come Angelica e Giovanni, la scelta di luce è stata fatta. Curiosamente il nano come fatica a vedere il bene, così fatica a cogliere la bellezza delle persona che ne sono portatori. Giovanni è l’opposto del nano, è una figura cristologica (gli occhi di cervo). Il percorso di privazione del bene è però rimediabile come si vede nella figura della principessa. La principessa, donna depravata e prostituta è l’opposto della Madonna in cui si trasforma o a cui si avvicina dopo un cammino di penitenza. Non per niente il suo peccato peggiore non è l’amante reale ma quello virtuale, cioè il rapporto platonico con l’uomo di cui si è innamorata perdutamente mettendolo al posto di Dio e facendone un idolo.

Lagerkvist  verso la vita ebbe un atteggiamento contraddittorio nel senso che si definiva “ un credente senza fede” e “ un ateo credente”, un’ aporia inconciliabile. Cercò Dio ma non lo trovò e di ciò lo testimoniano le sue poesie molto belle. Non seppe trovate nella vita il positivo, vita che lo limitava.

 

Pasquale Ciaccio

‘Il riscatto della brutta psiche’. Maurizio D’Andrea in mostra alla Cathart Gallery di Carla Pugliano

Sabato 10 maggio 2025, la Varese la Cathart Gallery ospita l’artista internazionale Maurizio D’Andrea in un evento di grande intensità, arricchito dalla presenza straordinaria del noto Critico e Storico dell’Arte Daniele Radini Tedeschi, voce tra le più autorevoli del panorama artistico contemporaneo, nonché curatore di sei edizioni alla Biennale di Venezia.

L’artista D’Andrea presenta la sua nuova performance-mostra dal titolo “Il riscatto della brutta psiche”, un atto unico che fonde teatro, arte visiva e psicoanalisi, portando il pubblico in un viaggio emozionale dentro i meandri più oscuri e autentici dell’inconscio umano dove “L’Io non è mai padrone a casa sua”.

Sarà Daniele Radini Tedeschi ad aprire ufficialmente la mostra personale offrendo al pubblico una lettura penetrante del progetto artistico e del linguaggio visivo di Maurizio D’Andrea. La sua presenza alla Cathart Gallery rappresenta un’occasione unica per approfondire le implicazioni psicologiche ed estetiche della mostra attraverso lo sguardo critico di uno dei massimi esperti d’arte del nostro tempo.

La serata si apre con “Elogio dell’Imperfezione Psichica”, un breve monologo teatrale scritto dallo stesso D’Andrea e interpretato dall’attore Giulio Prosperi, voce e corpo vibranti di una psiche che reclama ascolto e verità. Il testo, crudo e lirico al tempo stesso, invita gli spettatori ad abbandonare le maschere dell’armonia e del bello per confrontarsi con ciò che viene taciuto: la bruttezza dell’anima, il caos interiore, le ombre che ci abitano. L’intero evento sarà documentato e registrato grazie alla sensibilità visiva del videomaker Francesco Barone, che immortalerà ogni dettaglio dell’azione performativa e della mostra.

Al termine della performance, il pubblico sarà invitato a un secondo tempo espressivo: la mostra di pittura, in cui le opere – inizialmente coperte – verranno svelate come parte di un rito collettivo. Ogni tela è una finestra sull’abisso, un riflesso inquieto dell’inconscio.

Dietro ogni gesto pittorico di Maurizio D’Andrea si cela un percorso interiore e formativo profondo, come quello che l’artista ha intrapreso attraverso la Mindfulness: un cammino fatto di consapevolezza, ascolto, visualizzazione e accettazione dell’inconscio. Ogni colore che utilizza, ogni materia che plasma, nasce da un lavoro sul suo mondo interiore. Non si tratta solo di espressione istintiva, ma anche di un continuo studio, indagine psicologica ed esplorazione della mente. L’artista insiste spesso sull’importanza di ciò che c’è dietro le sue opere, poiché è lì che risiede il senso più autentico del suo fare arte. Maurizio D’Andrea desidera che ogni visitatore, osservando le sue opere,
possa percepire la ricerca, il dubbio, la tensione, il silenzio e la verità che le hanno generate.

L’artista

Maurizio D’Andrea è sostenuto costantemente dalla critica sia italiana che estera, così dice di lui Shannon Permenter, Storica Contemporanea dell’Arte – Stati Uniti “Invisibile all’occhio ma visceralmente percepibile, l’opera di Maurizio D’Andrea rappresenta una sintesi potente tra psicologia, filosofia e astrazione visiva, incarnando il viaggio della trasformazione interiore.

Attraverso le sue ampie composizioni astratte, D’Andrea invita lo spettatore a esplorare i territori inesplorati dell’inconscio, trascendendo la rappresentazione convenzionale per creare esperienze immersive che conducono nel labirinto della psiche umana. Le sue opere, con la loro simbologia e la loro energia viscerale, fungono sia da specchi che da portali, riflettendo le nostre frammentazioni interiori mentre ci invitano alla trasformazione. Ridefinendo magistralmente l’atto del guardare, l’artista ci chiede non solo di vedere, ma di sentire, di elaborare, di prendere parte all’esperienza del divenire.”

Nato ai piedi del Vesuvio e laureato con lode in Scienze Geologiche con specializzazione in vulcanologia, Maurizio D’Andrea è pittore, scrittore e performer. Le sue opere attraversano i territori dell’inconscio, fondendo le teorie di Jung, Freud e Lacan con l’astrattismo lirico-informale. Nel 2022 ha fondato il Movimento Artistico Introversico Radicale, una corrente che pone al centro dell’atto creativo la tensione psichica e il riscatto dell’imperfezione. Tra i suoi numerosi riconoscimenti, spicca il Leone d’Oro per la Pittura alla Triennale Internazionale di Venezia nel 2024.

Ha esposto in tutto il mondo con mostre collettive e personali, riscuotendo premi e notevoli successi. Oggi vive e lavora ad Alba (Cn), nel suo laboratorio “Orizzonti Impossibili”, dove continua a esplorare, con coraggio e coerenza, il linguaggio dell’anima.

 

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