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Altri mondi

‘Born under a bad sign’ di Albert King: la fenomenale giostra di chitarre elettriche tra Manchester e Londra

Albert King

La versione di Born Under A Bad Sign, canzone di Albert King, la versione dei Cream, quindi, è la migliore. Una l'ha registrata anche Peter Green. Non era stato ancora detto; i Pink Floyd poi possono sicuramente distrarre e confondere, è ovvio, ci mancherebbe, cavoli, la musica psichedelica è una vera figata; si fa quindi preferire il primo dei velvet underground, ma poi the dark side of the moon è quanto di meglio abbia offerto il music business fino ad ora; ma i Cream sono imbattibili se non sono i migliori. E poi sono la miglior band di hard blues bianco elettrico. Loro sono i padri naturali dell'Hard Rock - a cui ha contribuito anche Peter Green.

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Georges de La Tour in mostra a Milano fino al 27 settembre: la natura noir del Seicento francese

de La Tour

È la luce che vuole far la protagonista, vuole diventare un fantasma di scena, vuole parlarci: è la luce che si rivela. I colpi di luce staccano dalla composizione, si ergono in rilievo, strappano un pezzo di verità alla scena e lo rendono immortale, ma è solo un dettaglio, la punta di un diamante. Come i gioielli preziosi, alla fine, le tele di Georges de La Tour , si offrono prismatiche, caleidoscopiche, con gerarchie di luci al dettaglio nel mappare categorie sociali corrispondenti.

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Al via la mostra ‘Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover’ da domani ad Aosta

mostra Impressionismo tedesco

Parte domani la mostra Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover. L’esposizione aperta al pubblico ad Aosta sarà visibile fino al 25 Ottobre, presso il Museo Archeologico Regionale di Piazza Roncas. Il progetto espositivo inedito viene proposto per la prima volta in Italia ed è il frutto della collaborazione istituzionale tra la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta e il Landesmuseum di Hannover (Germania), che vanta una delle collezioni di Arte tedesca dell’Ottocento e del Novecento tra le più celebri al mondo.

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Nastri d’argento 2020: tra prevedibilità e premi meritati, è risibile che ‘Picciridda’ di Licata non porti a casa nessun premio

Nastri d'argento

Assegnati nel giorno del lutto per Ennio Morricone, i Nastri d'argento 2020 hanno premiato Favolacce dei fratelli d'Innocenzo, film nero sulla vita nelle periferie, e già premiato allo scorso Festival di Berlino, a Matteo Garrone premio per la miglior regia di Pinocchio. Il nastro come miglior attore non protagonista a Roberto Benigni per il suo Geppetto, oltre a quello per la scenografia (Dimitri Capuani), il montaggio (Marco Spoletini), il sonoro (Maricetta Lombardo) e i costumi di Massimo Cantini Parrini — ma è il secondo film di Damiano e Fabio D’Innocenzo, già premiato alla Berlinale per la sceneggiatura

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Clyfford Still & Frank Stella, un ripasso della soggettività romantica statunitense

cliff e stella

Molte volte tutto parte da un quadro, e che il quadro complessivo di tutta la faccenda del contemporaneo derivi dall'idea nascosta di un quadro, o dal sistema di valori condiviso tra i quattro assi che compongono la tela di un quadro. Probabilmente nessuna epoca come quella dello scorso ottocento, è poi così completamente spaccata in due. Da una parte abbiamo la nascita della scienza o delle scienze contemporanee e l'imposizione dell'obettività e dell'oggettività assoluta della macchina tecnologica; e dall'altra abbiamo come sulle ali di un grido, di un urlo, la soggettività umana poliforme e chimerica molte volte.

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‘Fino all’ultimo respiro’: il noir revisionista di Jean Luc Godard a 60 anni dalla sua uscita

godard

Fino all’ultimo respiro, pellicola rivoluzionaria del 1960 di Jean-Luc Godard, in un certo senso imita una tendenza tipica della Hollywood degli anni Quaranta, il film noir o poliziesco. Questo genere di film trattava di investigatori cinici, gangster e uomini ordinari tentati dal malaffare; spesso una femme fatale attraeva il protagonista in una missione pericolosa il cui scopo non è dato sapere, basti pensare a film come Il mistero del falco o La fiamma del peccato.

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Matt M. Relox: dalle Filippine con amore, per l’arte italiana

Filippine arte

Matt M. Relox è un artista nativo delle Filippine, sui generis, devoto a Dio, all’arte italiana e alla sua perseveranza e passione per l’arte, nata quando era un ancora un bambino e disegnava con una foglia di banana. Ora dipinge soggetti che incutono tenerezza e amore avvalendosi di uno stile tra il propagandistico e l’immaginario retrò per un’estetica che incuriosisce chi osserva le sue opere. Opere che trasudano ironia ma anche speranza per un mondo confuso e amorale, in cui l’arte spesso sembra essere dissacrante e mistificatrice, al servizio del cattivo gusto e del culto dell’individualismo gonfiato dal mercato dell’arte contemporanea. Ma dire che la globalizzazione stia appiattendo tutto e che la tradizione sia scomparsa è una menzogna: i figli nati dalla reinterpretazione di questi due poli possono essere molto interessanti, proprio perché calpestano un limbo, una soglia indefinibile in cui può succedere di tutto.

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