La potenza di un piccolo gesto: 3Bee ferma il suo e-commerce per sensibilizzare sui consumi energetici

3Bee, startup innovativa che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per la salute delle api e che ha fatto della sostenibilità il suo cavallo di battaglia, ha preso posizione nei confronti della situazione attuale. Dal 26 febbraio, per cinque giorni, la startup delle api ha deciso di fermare l’e-commerce di “Adotta un alveare”, con oltre 200 mila utenti al mese, e di ridurre al minimo le funzioni dei suoi server, lasciando attivi solo i servizi essenziali di monitoraggio degli alveari tecnologici.

Con questo piccolo gesto, 3Bee mostra vicinanza in un momento così difficile e lancia una campagna di sensibilizzazione per ridurre la dipendenza dal gas naturale. A tutti gli utenti che atterrano sul sito di 3Bee verrà mostrato un manifesto per ridurre i consumi nel breve e lungo termine.

Questa decisione è stata presa all’unanimità da tutti i membri del team 3Bee, a seguito di una lettera virtuale inviata da Niccolò Calandri, CEO e Co-Founder di 3Bee. In un momento così buio, post-pandemico, in cui abbiamo imparato a vivere, lavorare e passare il nostro tempo secondo nuovi paradigmi, ora, ci troviamo alle porte di una minaccia nuova: la guerra ci mette davanti a delle scelte. Dobbiamo ridurre i nostri consumi, riducendo le necessità energetiche, importanti oggi più che mai non per il solo motivo ecologico, ma una dipendenza funzionale che ci sta mettendo in una condizione problematica.

Niccolò Calandri afferma: “Noi di 3Bee vogliamo lanciare un messaggio. Semplice. Ridurre i consumi si può. Da sabato 26 febbraio il sito di 3Bee è offline tutti gli utenti che atterrano nella homepage si ritrovano davanti a un muro. Un manifesto che racconti che ridurre le dipendenze è possibile.  Dobbiamo essere noi, tutti, persone civili, a farlo.”

 3Bee è la startup agri-tech fondata nel 2017 da Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti per preservare le api dal rischio di estinzione e migliorarne la qualità di vita. La startup ha sviluppato HiveTech, un alveare 4.0 che consiste in una rete di sensori IoT, i quali, posizionati all’interno dell’alveare, monitorano il benessere delle api permettendo agli apicoltori di ridurre i trattamenti, diminuire le visite nell’apiario. Dalla sua nascita 3Bee ha sviluppato una rete di oltre 3.000 apicoltori in tutta Italia in cui ha installato i propri sensori e ha dato vita all’iniziativa “Adotta un Alveare” dedicata a privati e imprese. Per queste ultime ha ideato un programma di Corporate Social Responsibility (CSR) – Pollinate the Planet” – che dal suo lancio ha permesso di proteggere 150 milioni di api.

 

www.3bee.com

Un vaccino contro il dubbio. Il culto della prevenzione

In un articolo del 21 novembre uscito sul sito tgcom24.mediaset.it, leggiamo alcune frasi interessanti sulla situazione Covid in Europa e il più recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità. Il titolo:

Covid, rapporto Iss: nell’ultimo mese il 64% di ricoveri in terapia intensiva e il 45% dei morti avvenuti tra i No vax.

La frase:

“Il 64% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid. Il dato emerge dal Report dell’Istituto superiore di Sanità. E l’Oms lancia l’allarme per l’Europa: si temono altri 500mila morti entro marzo. E il direttore per il Vecchio Continente Kluge: vaccinate di più”.

E:

“Evidenziato anche il calo di efficacia degli immunizzanti dopo sei mesi: la protezione determinata dal vaccino per i vaccinati da più di 6 mesi cala dal 95% all’82%, afferma l’Iss”.

Ma anche:

“Nessuno, al momento, può dire se la terza dose basterà: ‘Forse le tre dosi possono essere il ciclo che immunizza per un tempo lungo, o potranno servire dei richiami, l’acquisizione delle evidenze scientifiche sulla copertura è in corso’, ha spiegato il presidente Iss, precisando anche che la nuova pillola anti-Covid che a breve arriverà in Italia ‘non è uno strumento alternativo al vaccino: sono due logiche diverse e complementari’”.

Il dato su cui bisognerebbe soffermarsi è quel 36% di ricoveri in terapia intensiva e quel 55% di morti tra i vaccinati con almeno una dose.

Quando la terribile orda demoniaca No vax, che i giornali tengono a dipingere come un vero e proprio esercito del male e dell’ignoranza, era composta solo da qualche persona dubbiosa che si chiedeva come fosse possibile avere certezze di efficacia con una sperimentazione dei vaccini così breve, i giornali tuonavano che dubbi non se ne dovevano avere e che i famosi laureati su internet dovevano cucirsi la bocca e fidarsi della Scienza.

Quando queste stesse persone dubbiose osavano ipotizzare che la raccolta dei dati non fosse stata completata, e che dunque non si potessero ancora conoscere gli effetti a lungo termine del vaccino, i giornali rispondevano allo stesso modo. E hanno continuato così nonostante i risultati del vaccino AstraZeneca, che ha cambiato fasce d’età consigliate e sconsigliate come si cambiano i calzini. Ma comunque i vaccini sono sicuri, la Scienza non sbaglia.

Pian piano però sono emersi nuovi dati. Nuovi dati. Il che vuol dire, a rigor di logica, che i vecchi dati erano insufficienti, parziali, e che l’acquisizione di informazioni sui vaccini sta avvenendo in contemporanea alla loro somministrazione ad una massa immane di persone, convinte o costrette a fidarsi della Scienza prima che questa abbia finito il suo lavoro di controllo e analisi. E senza esserne informati a dovere.

L’efficacia (inefficace) dei vaccini. Si può ancora parlare di democrazia quando i dubbi, dimostratisi legittimi, di una minoranza che agisce entro i limiti della legalità, vengono silenziati tra gli applausi della maggioranza?

Olivia del Bravo

Convegno ‘Sclerosi Multipla’. Una giornata dedicata all’informazione sulla sclerosi multipla il 13 novembre a Casoria

Casoria, 13/11/21– Il Convegno “Sclerosi Multipla a 360°” sarà aperto a tutta la cittadinanza ed è un importante appuntamento di informazione e confronto interamente dedicato a conoscere la sclerosi multipla, malattia tra le più gravi del sistema nervoso centrale, che colpisce soprattutto i giovani e le donne.

Per rispettare la normativa Covid-19 l’accesso ai locali sarà possibile solo con Green Pass e sarà necessaria l’iscrizione all’evento entro il giorno 10/11/21.
Per iscriversi basterà mandare una mail ad Infonapoli@aism.it oppure chiamare il numero 081 592 2936.

Cronica, imprevedibile, spesso invalidante, colpisce una persona ogni 3 ore e viene diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti per il futuro, anche se esistono casi in età successiva e casi di SM pediatrica, più raramente in bambini sotto i 10 anni. Le cause della sclerosi multipla sono ancora sconosciute, probabilmente legate a una combinazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali. Ad oggi non esiste una cura definitiva per questa malattia.

AISM stima che in Italia vi dovrebbero essere circa 130.000 persone con SM, 12.000 nella nostra regione e 6000 nella sola provincia di Napoli. Per l’incidenza si stima che ogni anno in Italia vi siano oltre 3.600 nuovi casi.

Il convegno è organizzato dalla Sezione AISM di Napoli in collaborazione con:
I e II Clinica Neurologica Luigi Vanvitelli rispettivamente con il Prof. Gallo ed il Prof. Luss, il Centro SM dell’ospedale Cardarelli con la Dott.ssa Maniscalco, la dott.ssa Lanzillo del Centro SM della Federico II, il Dr. Sinisi del centro SM San Paolo (ASL NA 1) e con il Dr. Ronga del centro clinico CTO.

Parteciperà anche il presidente nazionale AISM, Francesco Vacca, il presidente della conferenza delle persone con SM e responsabile sezione AISM di Napoli Gianluca Pedicini ed il direttore della I clinica Neurologica A.O.U “L.Vanvitelli” e past president della SIN (Società Italiana di Neurologia).
L’evento informativo si svolgerà a Casoria presso la Struttura Competence Center di Via Gran Sasso 21, (incrocio con Viale degli Appennini), dalle ore 9.30 alle ore 13.

I temi trattati riguarderanno gli aspetti  riabilitativi nella SM, la maternità, la SM Pediatrica, la diagnostica, la sicurezza ed efficacia dei vaccini in soggetti colpiti da SM e parleremo del pronto soccorso dedicato alla SM situato nel CTO.

Nella nostra città una  SEZIONE AISM sempre aperta:

La sede della Sezione AISM di Napoli è situata in Via Farnese 54 Napoli (zona Colli Aminei) garantisce molti servizi alle persone con sclerosi multipla del territorio. Tra questi: segreteria sociale, aiuto domiciliare, attività ricreative e di socializzazione, assistenza ospedaliera, servizi di supporto alla mobilità con automezzi attrezzati, supporto psicologico, supporto alla gestione di pratiche relative alla SM ed all’accertamento INPS. Per contattare la sezione è possibile chiamare il numero 081 592 2936 o scrivere ad aismnapoli@aism.it

 

Per informazioni rivolgersi a:
Sezione AISM di Napoli:

Infonapoli@aism.it

 

Come sarà il nostro domani? I temi affrontati nella tavola rotonda post-conferenza del 24 luglio organizzata da Allatra

Il mondo è scosso da crisi e disastri climatici. Abbiamo fiducia che saremo aiutati quando essi diventeranno la nostra realtà? Siamo preparati per loro arrivo? Come sarà il nostro domani? Con l’aiuto dei media, le persone hanno la convinzione che tutto sia sotto controllo, che tutto vada bene, che ci sono strutture competenti che possono risolvere questi problemi e se si verifica una situazione critica, si prendono cura di noi. Ma è davvero così?

Il 24 luglio 2021 ha avuto luogo una conferenza internazionale online intitolata “Crisi globale. Questo  già riguarda tutti”, dove oratori di fama mondiale, specialisti IT, economisti, scienziati, climatologi, ambientalisti hanno dato voce alla VERITÀ. È stata data una panoramica completa dei fattori esterni e interni della crisi globale che è in rapido peggioramento e che colpirà tutti nei prossimi anni. Non sarà più il problema di un paese o di un continente.

Ecco le crisi globali che l’umanità dovrà affrontare:

La quarta rivoluzione industriale e la minaccia della disoccupazione di massa.

Crisi ambientale. L’esaurimento intensivo delle risorse del pianeta e le sue conseguenze.

Il cambiamento climatico globale e le sue cause.

La possibilità di cambiare rotto è nell’unificazione di tutta l’umanità e nella costruzione di un nuovo modello di relazioni, una Società Creativa, dove il valore più alto sarà la vita di ogni Essere Umano. Di questo e delle tappe di costruzione di una Società Creativa è stato detto anche alla conferenza del 24 luglio.

Solo insieme possiamo superare con dignità tutte le prove e le sfide del nostro tempo. Solo insieme possiamo costruire un bel mondo, trasformando la nostra Terra in un giardino fiorito. Solo insieme possiamo fare un passo nel millennio d’oro.

Tale unificazione è possibile, e sta già avvenendo. Le persone sono capaci di grandi slanci, quando si rendono conto del significato e della gravità di ciò che sta accadendo e la conferenza “Crisi globale. Questo già riguarda tutti”  ne è stata una chiara prova.

L’evento è stato organizzato da volontari di tutto il mondo sulla piattaforma del Movimento Internazionale Sociale “ALLATRA” ed è stato trasmesso su migliaia di piattaforme Internet in 180 paesi con traduzione simultanea di questo evento unico in 72 lingue.

La conferenza “Crisi globale. Questo già riguarda tutti” ha ottenuto un’enorme risposta nella società. La conferenza ha avuto un continuo tramite tavole rotonde, in cui i temi sollevati durante la conferenza sono stati trattati dagli specialisti in modo ancora più approfondito.

Il 24 luglio ha avuto luogo un evento globale. Ora, dipende da chi comprende l’importanza e la gravità della situazione senza cadere nel catastrofismo, quanto velocemente tutta l’umanità venga a conoscenza dei rischi e delle prospettive per lo sviluppo della società. La sopravvivenza e il futuro di tutta la nostra civiltà dipendono da questo.

 

 

Tane degli animali marini associate secondo le stesse regole che danno forma ai social network umano. Lo studio rivoluzionario del paleontologo Andrea Baucon-

Negli ultimi 500 milioni di anni, le tane degli animali marini si sono associate secondo le stesse regole che danno forma a Facebook, Instagram, Twitter e altri social network umani.

Questa conclusione rivoluzionaria è stata raggiunta in un nuovo studio condotto da un team multidisciplinare di scienziati guidati dal paleontologo Andrea Baucon (Università di Genova) e comprendente Carlos Neto de Carvalho (Naturtejo UNESCO Global Geopark/Istituto D. Luiz, Portogallo), Gabriele Tosadori (Università di Verona) e Alexandre Antonelli (Giardini Botanici di Kew, Regno Unito ed Università di Göteborg, Svezia).

Lo studio è stato pubblicato nel numero di giugno della rivista Geology (https://doi.org/10.1130/G48523.1), che per 12 anni di fila è stata la rivista di “geologia” numero 1 secondo il Web of Science. Geology ha dedicato la sua copertina di giugno allo studio di Baucon et al.

Lo studio combina tane fossili (icnofossili) provenienti da 45 siti paleontologici e sofisticate simulazioni al computer per spiegare una delle ipotesi più fondamentali della paleontologia: la sconcertante divergenza morfologica tra le tane di mare basso e quelle di mare profondo. È sin dagli anni ’50 che i paleontologi sono sconcertati da uno schema sorprendente nel registro fossile: le tane di mare profondo sono complesse, quelle di mare poco profondo sono molto più semplici.

Non importa quanto lontano i ricercatori abbiano guardato nel passato, non importa in quale continente abbiano cercato, ma hanno sempre trovato questo schema divergente. Questo schema che ricalca quello dei network è così persistente che l’industria degli idrocarburi lo utilizza per scoprire nuovi giacimenti petroliferi: la forma delle tane fossili rivela le proprietà dell’ambiente (compresa la profondità) in cui sono state prodotte.

Nonostante la popolarità di questo schema, il suo ‘perché’ è rimasto sconosciuto, fino ad ora. Le tane di acque profonde sono davvero diverse da quelle di acque poco profonde e, se sì, perché? Per rispondere a queste domande, Andrea Baucon ed i suoi coautori hanno utilizzato la matematica del social network Facebook per rappresentare – in un’unica immagine a ragnatela– gli ultimi 500 milioni di anni di evoluzione.

Nello specifico, i ricercatori hanno pazientemente rappresentato ogni tana fossile come un vertice (nodo) e hanno collegato con una linea (link) quelle tane che si trovano nello stesso sito paleontologico.

Il risultato è una rete con più di 600 linee (link)! Quando hanno esaminato per la prima volta la “rete di fossili”, Andrea Baucon e colleghi sono rimasti stupiti dalla sua bellezza ed organizzazione intricata. Nella rete fossile, ci sono due gruppi di tane fossili corrispondenti proprio ad ambienti marini profondi e superficiali.

La rete fossile trova un parallelo nella rete di Facebook: la prima è costituita da tane fossili collegate da relazioni di co-occorrenza, la seconda è composta da persone collegate da relazioni di amicizia. I due gruppi osservati nella rete fossile sono l’equivalente di due comunità di amici collegati da relazioni strette.

Lo studio di Baucon e colleghi ha così dimostrato la divergenza morfologica tra tane di acque profonde ed acque superficiali, cinquant’anni dopo la sua proposta da parte di uno dei più celebri paleontologi al mondo, Adolf Seilacher.

Ma perché è così? Baucon e colleghi sapevano che la risposta era nel modello di connessione. Così come la rete di Facebook emerge dai fenomeni sociali, la rete fossile è stata plasmata da fenomeni biologici.

Il modello di connessione della rete fossile si è rivelato essere un ‘piccolo mondo’: la maggior parte dei nodi può essere raggiunta da ogni altro nodo con un piccolo numero di salti. Questo è alla base del fenomeno dei “sei gradi di separazione”, ovvero l’idea che tutte le persone sulla Terra siano a poche strette di mano l’una dall’altra.

La struttura ‘piccolo mondo’ della rete fossile deriva da due categorie ecologiche universali, gli specialisti ed i generalisti, che hanno controllato la distribuzione spaziale delle tane negli ultimi 500 milioni di anni.

Ciò trova un parallelo nello sviluppo dei social network, in cui la maggior parte degli individui fa amicizia con individui che sono geograficamente vicini (=specialisti ambientali) e pochi che si muovono molto (=generalisti). Due semplici regole spiegano 500 milioni di anni di evoluzione, dicono gli scienziati.

La divergenza tra le tane superficiali e quelle abissali ha implicazioni non solo per la ricerca scientifica ma anche per l’industria energetica, che si basa su tane fossili per identificare i depositi sedimentari con le risorse di energia.

Dimostrando la persistente divergenza della forma della tana su scale temporali evolutive, questo lavoro suggerisce che le dinamiche ‘piccolo mondo’ hanno controllato il flusso genico e la variazione naturale nel comportamento ereditabile negli ultimi 500 milioni di anni. Ciò indica che la dinamica del piccolo mondo è stata una forza evolutiva importante, ma finora sconosciuta, negli oceani.

 

(3) esploro il Paese dei Labirinti Elmintoidi (Fossili o Arte?) ▷ Zuccarello – YouTube

Conferenza mondiale “Crisi globale. Questo già riguarda tutti noi” online il 24 luglio 2021 organizzata dal Movimento Internazionale Allatra

Sarà trasmessa in diretta streaming su più di 1000 canali di piattaforme multimediali di tutto il mondo e in circa 60 lingue diverse la conferenza dal titolo “Crisi globale. Questo già riguarda ognuno di noi” il 24 luglio prossimo che vedrà, tra i protagonisti, personalità internazionali che si confronteranno su tematiche fondamentali per la nostra esistenza.

La conferenza, organizzata dal Movimento Allatra IPM, nata nel 2011 come associazione no profit e apartitica di volontari che aspirano a mettere in atto le proprie qualità al servizio dell’umanità mettendo quest’ultima in cime alla scala dei valori.

Uno degli obiettivi di Allatra è quello di creare una base di distribuzione di informazioni di rete senza precedenti nella storia su migliaia di canali multimediali su piattaforme multiple e tradotte in più lingue per concretizzare l’idea di Società Creativa.

Tra le iniziative che si prefissa la Società Creativa vi sono le conferenze e senza dubbio quella che riguarda la crisi globale non può lasciarci indifferenti. Tra i nomi che prenderanno parte a questo importante dibattito vi sono il filosofo ungherese Ervin Laszlo, nominato due volte al Premio Nobel per la Pace (2004-2005), considerato il fondatore della teoria generale dei sistemi e attualmente consulente del Direttore Generale dell’UNESCO, oltre ad essere membro dell’accademia ungherese delle scienze e autore di libri fondamentali come L’uomo e l’universo, La mente immortale e Obiettivi per l’umanità; Thomas Straub, professore svizzero di gestione internazionale presso la Graduate School of Economics and Management dell’Università du Ginevra e Avraham Loeb, fisico israelo-americano che si occupa anche di astrofisica e cosmologia.

Loeb è professore di scienze naturali presso l’Università di Harvard, è stato a lungo presidente  del dipartimento di astronomia di Harvard, fondatore e direttore della Harvard Black Hole Initiative e direttore dell’Istituto per la teoria e il calcolo presso l’Harvard-Smithsosian Center for Astrophysics.

Questi sono solo tra i nomi illustri che parteciperanno alla conferenza online organizzata dai volontari di tutto il mondo che vogliono essere responsabili della propria vita e di quella delle generazioni future puntando anche sulle nostre capacità creative come propulsori alla formulazione di risposte mirate e strutturate a problemi di cui si parla da decenni ma ai quali ancora non abbiamo dato soluzioni serie quali: il rapporto lavoro-ambiente, il sovrapopolamento, la povertà, la politica monetaria, le lobby, le diseguaglianza, l’ingegneria sociale, ecc…

Tutte tematiche connesse tra loro, le quali saranno affrontate in questa ed in altre conferenze internazionali organizzate da queste nuova realtà che si propone seriamente di capire quali sono le falle della nostra società e di migliorarla partendo dall’individuo e dal suo senso di bellezza (che coincide con l’etica) insito in lui.

Il tema della creatività è centrale per questo Movimento, non a caso ha attratto intellettuali, filosofi, scienziati fin dall’antichità. Il concetto di creatività ha subito nei secoli tante modifiche, migliorando e accrescendo le conoscenze a riguardo, anche grazie alla sempre maggiore
specializzazione delle scienze.

Tutto questo però non è servito ad arrivare ad una sua definizione univoca. Ancora oggi c’è chi illustra il problema della creatività come qualcosa di inspiegabile. Fino al I Secolo a. C. veniva usato il concetto di “genio”, associato a forze spirituali, misteriose e da cui hanno origine qualità, attitudini particolari e fortuna.

Platone descriveva i poeti come soggetti sotto influenza di pazzia divina capace di portarli fuori dai propri sensi. All’epoca di Aristotele, invece, la creatività veniva associata alla follia dell’ispirazione, concetto ripreso più avanti nel Medioevo, ma il filosofo e scienziato macedone aveva intuito che le idee creative fossero il risultato di una sorta di processo mentale che metteva in moto, per associazioni, le
conoscenze dell’individuo.

La creatività è una caratteristica del pensiero umano che riflette la capacità di risolvere un problema in un modo nuovo e originale e di produrre opere che siano nuove, opportune e che abbiano un valore sociale ed è proprio questa una delle mission del Movimento, il quale propone l’atteggiamento creativo come espressione dell’attività umana, che possiamo individuare in molti campi di esplorazione.

È un comportamento umano complesso che coinvolge utilità, bellezza e innovazione.

Come scrisse Henrì Poincarè, matematico, fisico e filosofo naturale, in “Scienza e metodo” (1905) «creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili».

In questa direzione, creatività artistica e creatività scientifica non si differenziano molto, e ai massimi livelli di ricerca contribuiscono ad indicare la strada per scenari futuri come negli intenti di Allatra e nello specifico dell’iniziativa Società Creativa.

 

 

Contatti

Coordinatrice del Progetto Società Creativa negli U.S.A. Olga Schmidt, mail to conferences@allatrunites.com, cell. +1 (650) 381-9499

Coordinatrice del Progetto Società Creativa in Italia, Irina Bezverhni, Cell: +39 3290794082

info@allatraunites.com

 

Per maggiori info: www.allatraunites.com

https://allatraunites.com/global-crisis-this-already-affects-everyone

 

 

Prof. Antonio Giordano: i nuovi vaccini ad RNA sarebbero facilmente modificabili, il problema restano i tempi di produzione e somministrazione

Il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia e rappresentante del Ministero dell’Ambiente italiano, è un’eccellenza italiana che a Filadelfia ha fondato un centro che si occupa di ricerca in ambito oncologico, monitorando l’espressione e le relative  conseguenze del male del secolo. Ciò consente di migliorare il successo di una terapia e di offrire ai pazienti strategie di terapia personalizzata, di precisione, con la consapevolezza che la ricerca scientifica debba essere incentivata e accompagnata da cultura e profonda umanità. Giordano fa anche il punto della situazione sull’emergenza Covid, sulle varianti e sui vaccini.

 

1_Professor Giordano, come vede la situazione Covid in Italia?

Nonostante i progressi scientifici l’epidemia è in corso. I vaccini sono efficaci ma a causa di una loro lenta distribuzione e somministrazione, rimangono necessarie tutte le misure di mitigazione.

 

2_ E negli States, dove lei vive?

Vale il medesimo discorso. La pandemia ha stravolto la vita dell’intero pianeta e, ad oggi, oltre casi isolati come l’Israele, la situazione continua ad essere grave. La stessa Inghilterra, pur essendo riuscita a ridurre notevolmente il numero dei positivi è stata comunque messa a dura prova da lunghi periodi di lockdown.

 

3_ Cosa ci può dire delle varianti in relazione al vaccino?

In relazione al vaccino possiamo dire che i prodotti Pfizer e Moderna sono diretti contro la proteina spike, per cui fino a quando non si verificheranno importanti mutazioni in quest’ultima, non dovrebbero esserci riduzioni di efficacia. In ogni caso, l’utilizzo dei vaccini per contrastare le varianti è in corso di valutazione. In aggiunta, i nuovi vaccini ad RNA sarebbero facilmente modificabili, il problema rimane sempre lo stesso: tempi di produzione e di somministrazione andrebbero rivisti, accelerati.

 

4_ Ci si può fidare della Russia e della Cina, di quello che dicono sui loro vaccini?

Non ho nulla contro i prodotti russi o cinesi. Tuttavia, e’ d’uopo riporre la massima fiducia nelle agenzie deputate ad elargire le approvazioni: EMA ed FDA (rispettivamente europea ed americana) che seguono regole estremamente rigide nel sottoporre i dati oggetto di sperimentazione ad un rigoroso controllo. Mi auguro che Russia e Cina forniscano, al più presto, i dati scientifici in loro possesso in modo che le popolazioni di altri Stati possano usufruire anche dei loro prodotti.

 

5_ Secondo lei ci siamo rilassati troppo duranti determinati periodi?

Parlare a posteriori è sempre più semplice. Il virus è nuovo per tutti, ed in effetti, in alcuni periodi aveva illuso i cittadini circa la sua remissione. Così non è stato e, quindi, possiamo solo imparare dai nostri errori e non abbassare la guardia.

 

6_ Quando pensa ne usciremo?

Al momento non è possibile fare previsioni, troppe le variabili. Certamente le campagne di vaccinazione massiva rappresentano un’arma potente contro il virus e finche’ non avremo vaccinato l’80% della popolazione dovremo continuare ad assumere atteggiamenti estremamente rigorosi.

 

7_ Si dice che la scienza non è democratica, non si può contestare. Come mai allora ci sono state e ci sono posizioni diverse da parte dei virologi?

La scienza si basa su evidenze, su dati certi e ripetutamente testati. Un’infezione così giovane, studiata da meno di un anno non può ancora fondarsi su solide basi scientifiche. Ciò potrebbe creare qualche confusione nella comunicazione. Il mio consiglio è che i medici diffondano solo informazioni validate e che la stampa si attenga a quelle nella fase di divulgazione.

 

8_ La cosa più importante che le ha insegnato la scienza?

Mi ha confermato l’importanza della ricerca scientifica che dovrebbe essere implementata ed incentivata.

 

9_ Ci parli del suo centro di ricerca a Filadelfia. Come funziona nello specifico la ricerca negli States e cosa dovremmo apprendere da loro?

Principalmente ci occupiamo di ricerca in ambito oncologico. Oggi, grazie all’indubbio miglioramento del progresso scientifico abbiamo la possibilità di studiare migliaia di geni in contemporanea e di monitorarne l’espressione e le relative  conseguenze. Siamo, quindi, in grado di migliorare il successo di una terapia e di offrire ai pazienti strategie di terapia personalizzata, di precisione. Per aumentare il successo di una terapia è necessario diagnosticare quanto più precocemente possibile la neoplasia, individuare caratteristiche peculiari del tumore che lo rendono responsivo o meno a determinati trattamenti. L’incidenza delle patologie neoplastiche, inoltre, è in forte aumento e, di pari passo, è sempre più evidente la stretta correlazione che lega la trasformazione neoplastica ai fattori ambientali. Il cancro oggi è definito: una “malattia genetica di origine ambientale” estremamente eterogenea, multifattoriale, in cui interagiscono fattori genetici e fattori ambientali (chimici, fisici e biologici). Quindi tutti gli studi sono interconnessi tra loro.

Inoltre, oggi, sappiamo che l’alterato equilibrio tra uomo-ambiente è responsabile di svariate problematiche. Soffermandoci sulla pandemia possiamo affermare che un alto tasso di inquinamento dell’aria può aver contribuito come fattore peggiorativo dell’epidemia. Per “ambientale”, tuttavia, non bisogna solo intendere esposizioni ad eventuali inquinanti chimici, fisici e biologici, ma anche fattori psicologici. Bisogna considerare vari aspetti dei pazienti oncologici, ad esempio: la loro malattia li obbliga ad affrontare eventi traumatici, pertanto, è importante, in questo momento, gestire la doppia fatica di questi malati che devono affrontare sia l’ansia della loro specifica patologia sia quella collegata alla pandemia.

 

10_ Miti da sfatare sul cancro in relazione all’alimentazione?

L’incidenza delle patologie neoplastiche è in forte aumento e, di pari passo, è sempre più evidente la stretta correlazione che lega la trasformazione neoplastica ai fattori ambientali. Se si guarda agli studi sulla migrazione si scopre che, persone che migrano da una zona di alto rischio di cancro ad una zona di basso rischio di cancro, o viceversa, nel loro corso della vita assumono i tassi di cancro del paese verso il quale si muovono, rendendo chiara la connessione tra cancro e ambiente.

Oltre l’inquinamento, gli stili di vita e la corretta alimentazione costituiscono una ulteriore e fondamentale arma di prevenzione contro lo sviluppo di tumori. Una alimentazione sana è rappresentata dalla ormai famosissima “Dieta Mediterranea” i cui effetti positivi sulla nostra salute sono ormai noti a tutti. Un ulteriore aspetto da tenere sotto controllo è riuscire a mantenere stabili i livelli di glicemia, scegliendo con attenzione i cibi da mangiare. Elemento principe della dieta mediterranea è, ad esempio, il pomodoro, alimento ricco di carotenoidi, tra cui il licopene, che è il più potente tra gli antiossidanti. In virtù di queste sue caratteristiche, il gruppo di ricerca da me coordinato studia le proprietà di alcuni tipi di pomodoro in relazione allo sviluppo di tumori. In un lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Cellular Physiology nel 2018, abbiamo dimostrato che il trattamento con estratti totali di due varietà di pomodoro inibisce la crescita e le caratteristiche maligne delle cellule di cancro gastrico, aprendo la strada a studi futuri mirati all’identificazione di buone abitudini alimentari non solo come strategia di prevenzione antitumorale, ma anche come possibile sostegno alle terapie convenzionali.

Quindi non c’è nulla da sfatare ma educare ad una sana alimentazione per implementare le attività di prevenzione necessarie ed utili a qualsiasi età.

La macchina mediatica del fango contro il Dott. Ascierto

Non ha bisogno di avvocati difensori. Il suo curriculum parla da solo. Così come la sua reputazione. Paolo Ascierto, medico e professore, è uno dei punti di forza della ricerca italiana. Tra le eccellenze mondiali nell’ambito oncologico.
Basterebbe questo a zittire chi negli ultimi giorni a provato a minarne la professionalità. Ma chi fa parte di questa categoria, ovvero quella dei giornalisti, non può restare in silenzio rispetto a ciò che sta accadendo.

Il Dott. Paolo Ascierto ha subito degli attacchi indegni, contro i quali è obbligatorio alzare gli scudi. Certo, proveremo a mantenere il rispetto e l’educazione che Ascierto è stato in grado di esprimere, ad esempio, dopo l’affondo (meglio definirlo una vera e propria caduta di stile) messo a segno dal collega Massimo Galli – Direttore della divisione malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano – durante la trasmissione Carta bianca condotta da Bianca Berlinguer su Rai3.

Parole, quelle di Galli, che hanno distrutto in pochi minuti lo spirito di Unità (ci piace scriverla con la U maiuscola!) nazionale che si è creata riguardo l’emergenza causata dal coronavirus. Il tutto avvenuto nel totale silenzio da parte della ‘padrona di casa’, ovvero la Berlinguer. Attacco al quale Ascierto ha risposto: “Non pensiamo ai primati ma a sconfiggere il covid19″. Quest’articolo potrebbe anche chiudersi qui.

Ma poi è arrivata la vergogna del servizio mandato in onda da Striscia la Notizia. Davvero una macchina del fango che ha provato a macchiare (senza riuscirci) la figura di Ascierto e con la sua quella di tutti i medici, ricercatori e sanitari italiani che nelle ultime settimane stanno lavorando senza sosta per fronteggiare il virus, offrendo sostegno e assistenza ai malati.

Eventi che non possono restare nella totale indifferenza. L’opinione pubblica, Napoli, la regione Campania, i colleghi, i social si sono già mobilitati per Ascierto. Una mobilitazione spontanea a difesa del lavoro svolto grazie alla collaborazione tra il Pascale e il Monaldi. Partenership, avvenuta insieme con alcuni ricercatori cinesi, che ha consentito di sviluppare il tocilizumab farmaco che cura l’artrite e che nel capoluogo partenopeo è stato somministrato sui pazienti affetti da polmonite severa causata dal coronavirus. Con tanto di protocollo dell’Aifa.

Qui non si tratta più della banale rivalità tra Nord e Sud o di una competizione tra dottori. Qui, come giustamente ha ricordato il Direttore di VocediNapoli.it in un precedente editoriale, si tratta di una cosa molto più importante: stiamo parlando della verità. È quest’ultima che è stata messa in discussione.

Per questo rivolgiamo un appello all’Ordine dei Giornalisti che ci rappresenta e all’intera comunità medico-scientifica. Al primo chiediamo di sanzionare con decisione i colleghi che stanno propagando notizie false su questa vicenda. Una scoperta che dovrebbe unirci tutti nella gioia per aver trovato un farmaco che combatte il coronavirus. E alla seconda chiediamo di schierarsi senza se e senza ma con Paolo Ascierto. Perché oggi è toccato a lui, domani chissà, potrebbe toccare a qualcun altro e a quel punto sarà troppo tardi e nessuno potrà far finta di nulla.

 

La vergognosa campagna mediatica contro Ascierto, si mobiliti la comunità medico scientifica

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