Nell’animato ed elegante quartiere Sallustiano, fra Porta Pia e Via Veneto, in via Flavia 89, lo scultore Fernando Mario Paonessa apre Studio Gallery MaureenArt, pensato non soltanto come punto di riferimento per conoscere le opere del maestro, ma anche come un luogo d’incontro culturale che ospiterà, a cadenza mensile, presentazioni di libri, conversazioni sull’arte, piccoli concerti, secondo un cartellone curato dal critico d’arte Niccolò Lucarelli, in collaborazione con Sveva Manfredi Zavaglia.
Lo Studio ospiterà una mostra permanente di sculture e dipinti del maestro, una piccola parte della sua vasta produzione, sviluppata nel corso di una carriera che ha ormai raggiunto i cinquanta anni. Il maestro Paonessa alterna la sua attività di scultore fra Edimburgo e Roma, dove mantiene lo studio. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private nazionali ed estere con particolare diffusione di mercato in Gran Bretagna, Germania, Svizzera e Giappone. Diplomato in chimica industriale, giovanissimo si trasferisce a Roma per frequentare la Scuola delle Arti Ornamentali e Plastiche “N. Zabaglia”, dove consegue il diploma in scultura, e la facoltà di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza. È stato anche direttore artistico dell’Istituto Europeo Diffusione Arte di Roma e titolare del corso di scultura. Espone in Italia e all’estero, dagli Stati Uniti al Giappone e gli Emirati Arabi, passando per la Germania e la Gran Bretagna. Ha anche svolto un’intensa attività nel campo dell’editoria d’arte, fondando e dirigendo le riviste Controcampo Culturale e InformArti, sulle quali ha pubblicato saggi critici sull’opera di Alberto Giacometti, Auguste Rodin, Francesco Mochi e molti altri artisti del Novecento.
L’apertura dello Studio segna il primo passo di un nuovo, grande progetto artistico di respiro nazionale e internazionale curato da Niccolò Lucarelli, che nel prossimo biennio vedrà le opere di Paonessa esposte a Palazzo Farnese di Caprarola, Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago, Treviso, Montecarlo, Londra, e ovviamente Roma; il Giubileo sarà infatti l’occasione per una mostra, considerando le tante collaborazioni del maestro con il Vaticano e importanti edifici religiosi romani, in particolare la Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo al Corso. È in corso di definizione un progetto per esporre tre grandi sculture monumentali in bronzo all’interno della prestigiosa Galleria Colonna, fra settembre 2025 e gennaio 2026. Inoltre, il Maestro Paonessa consegnerà a Papa Francesco, nel giorno del suo compleanno, un ritratto in forma di scultura.
L’inaugurazione dello Studio Gallery MaureenArt è fissata per mercoledì 23 ottobre alle ore 17. Dopo di che, Studio Gallery MaureenArt sarà aperto dal lunedì al venerdì in orario 10-12 e 15-18.
La robotica è un universo di pensieri e visioni intrecciati tra loro, una scienza le cui basi della conoscenza furono gettate dallo scrittore fantastico Isaac Asimov, il padre delle tre leggi della robotica e dei robot positronici.
Il giovane ingegnere robotico siciliano Andrea Arcarisi sembra un protagonista dei racconti di Asimov, che nell’arena industriale attuale, si distingue per essere stato selezionato tra i pochi studenti europei e undicesimo italiano per il programma di astronauta analogico presso l’Analog Astronaut Training Centre (AATC) in Polonia, in collaborazione con lo Space Technology Centre di Cracovia (EUSPA-ESA), dopo aver superato una selezione rigorosissima.
La missione ha riguardato nello specifico diverse simulazioni di vita nell’ambiente della Stazione Spaziale Internazionale e diversi esperimenti scientifici personali.
Tra le esperienze della missione l’ingegnere Arcarisi ha affrontato una simulazione di Habitat Lunare direttamente in Polonia, ricreando le condizioni di sopravvivenza di un astronauta. I test di sopravvivenza hanno incluso sfide come il test di forza G e simulazioni di attività extraveicolari (EVA) in immersione.
Spinto a studiare Ingegneria Meccatronica nella sua Sicilia e Robotica a Pisa dopo la visione del film “Interstellar” di Nolan, Andrea Arcarisi, in futuro vorrebbe far parte dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea.
Di questo giovane ingegnere colpiscono la cordialità, la passione per il proprio lavoro, la determinazione e la consapevolezza di aver scelto un obiettivo elitario unitamente ad un percorso faticoso, partecipando a simulazioni avanzate per testare sistemi robotici in ambienti simili a quello dello spazio. Un’eccellenza italiana, un ragazzo ambizioso disponibile a parlare sull’origine del mondo senza pregiudizi nei confronti della religione, che ci ricorda che l’uomo è fatto per cose grandi, e che ogni impresa umana cammina sotto l’egida dell’hybris, anche quella dell’uomo più umile.
1 Cosa significa far parte del programma di astronauta analogico presso l’Analog Astronaut Training Centre?
L’esperienza come astronauta analogico rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio per chi aspira a diventare astronauta. Durante questo programma, ci si prepara non solo dal punto di vista scientifico, ma anche psicologico e fisico, vivendo in prima persona situazioni che simulano i viaggi spaziali, la vita a bordo delle stazioni spaziali e persino future colonizzazioni di altri pianeti. È un percorso che forma individui capaci di affrontare sfide complesse e situazioni ad alto rischio, mantenendo lucidità e competenza, qualità fondamentali per la comunità scientifica. Inoltre, questa esperienza permette di testare sé stessi in vista delle selezioni per astronauti, che, come nel caso dell’ESA, si tengono solo una volta ogni dieci anni.
2 Qual è l’esperienza di missione più importante cui hai preso parte?
L’esperienza più significativa è stata la “One Man Mission” di ottobre 2023, durante la quale ho trascorso due settimane in completo isolamento all’interno di una stazione spaziale simulata a terra. In questo contesto, ho affrontato numerosi compiti scientifici, resistendo all’isolamento tipico delle missioni spaziali e superando prove di emergenza. È stata una sfida tanto mentale quanto emotiva, ma grazie alla determinazione sono riuscito a completare ogni incarico, inclusa la realizzazione di due prototipi scientifici. Uno di questi, oggi, è diventato il nuovo prototipo sviluppato dallo Space Systems Laboratory dell’Università di Pisa, sotto la direzione del professor Salvo Marcuccio, e rappresenta il futuro sistema di controllo d’assetto per dispositivi nella stratosfera tramite palloni HAB (High Altitude Balloons).
3 Cos’è per te lo spazio? Qual è la tua visione?
Lo spazio, per me, è come una grande avventura, simile al Far West di un tempo: è un luogo sconfinato e misterioso, pieno di possibilità ma anche di sfide che non possiamo ancora immaginare. È qui che l’umanità può sognare in grande, creare nuove tecnologie e forse, un giorno, trovare una seconda casa su pianeti come Marte. Allo stesso tempo, lo spazio ci spinge a collaborare come mai prima d’ora. Già oggi, con progetti come la Stazione Spaziale Internazionale, vediamo cosa possiamo ottenere unendo le forze. Ma è anche un luogo di competizione: aziende private e nazioni si stanno sfidando per essere le prime a sfruttarne le risorse e a portare avanti nuove scoperte.
4 Cosa pensi dei progetti di Elon Musk?
Elon Musk è un innovatore che ha cambiato molti settori, come i pagamenti online con PayPal e le auto elettriche con Tesla. Con SpaceX, sta rendendo i viaggi spaziali più accessibili, puntando a farci arrivare su Marte. Anche se a volte dice cose provocatorie o discutibili, la sua visione del futuro è chiara e ambiziosa: vuole spingere l’umanità oltre i confini della Terra. Quello che lo rende speciale è il suo modo di pensare in grande. Non si accontenta di piccoli cambiamenti, ma vuole trasformare completamente il mondo. Se qualcuno riuscirà a portarci su Marte, Musk potrebbe essere uno dei protagonisti di questa impresa.
5 Un utilizzo illuminato e saggio dell’intelligenza artificiale applicata allo spazio, può senza dubbio aiutare gli stakeholder nei processi decisionali volti a conquistare una solida postura in un dominio sempre più strategico. In che ambiti l’AI può fare la differenza, come trasforma le attività spaziali?
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le attività spaziali in molti modi. Immagina una missione spaziale in cui ogni decisione, dalla traiettoria al consumo energetico, è ottimizzata in tempo reale, riducendo costi e rischi. L’AI permette di analizzare enormi quantità di dati raccolti da satelliti e sensori, fornendo agli scienziati informazioni essenziali in tempi record. Inoltre, veicoli spaziali e rover possono operare autonomamente, affrontando imprevisti senza dover attendere istruzioni dalla Terra. Questo non solo rende le missioni più sicure, ma apre nuove possibilità per esplorare ambienti estremi o lontani
6 Come sono messe le università italiane in materia di robotica?
Dal punto di vista strettamente accademico le università italiane presentano delle lacune nonostante la presenza di diversi corsi in ingegneria robotica, cybernetica e meccatronica: pochi laboratori, poche strutture, in compenso però abbiamo centri di eccellenza: tre importanti centri di eccellenza in robotica sono a Genova, Pisa e Napoli. Siamo molto competitivi da questo punto di vista.
7 Secondo i cosmologi Barrow e Tipler lo spazio e il tempo sono entrati nell’esistenza, letteralmente nulla esisteva prima della singolarità, quindi, se l’universo ha origine in tale singolarità, avremo veramente una creazione ex nihilo, cosa ne pensi, qual è la tua visione dell’origine del mondo?
Speculare sull’origine dell’universo senza prove concrete è affascinante proprio perché ci permette di immaginare e ipotizzare liberamente. Un po’ come con la teoria dei frattali, ci ritroviamo a contemplare la perfezione dell’universo, che sembra seguire un ordine che non può essere casuale. Da esseri umani, è naturale voler trovare un senso e vedere un disegno in tutto questo. Personalmente, credo che nulla nasca davvero dal nulla; tutto ha una fonte, anche se è qualcosa di così complesso e indefinibile che la nostra mente, limitata, fatica a comprenderlo. Pensiamo di capire tanto, eppure non riusciamo nemmeno a immaginare la quarta dimensione. Tutto questo non può essere solo una coincidenza, ma qualcosa di molto più profondo. O almeno spero diciamo, mi fa sorridere l’idea che un entità al di sopra di ogni cosa giochi con noi attraverso le leggi della fisica.
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato molti settori, e l’immobiliare non fa eccezione. L’agenzia immobiliare Procida di Michele Talesco è all’avanguardia, e ha abbracciato questa innovazione utilizzando il Chat GPT (Generative Pre-trained Transformer), un potente modello di intelligenza artificiale, per migliorare l’esperienza dei nostri clienti e trasformare il ruolo tradizionale dell’agente immobiliare.
Grazie ai professionisti che ogni giorno si dedicano allo studio del mercato immobiliare procidano per offrire il miglior servizio ai propri clienti.
L’agenzia garantisce:
1. Assistenza immediata e continua:
L’integrazione di Chat GPT ci consente di offrire un’assistenza immediata e continua ai nostri clienti. I chatbot basati su questa tecnologia sono in grado di rispondere alle domande dei clienti in tempo reale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ciò significa che i potenziali acquirenti o venditori possono ottenere risposte immediate alle loro domande senza dover aspettare l’orario d’ufficio.
2. Consulenza personalizzata:
Chat GPT ci aiuta a fornire consulenza personalizzata ai nostri clienti. Il modello di intelligenza artificiale è stato addestrato su una vasta quantità di dati immobiliari, consentendogli di comprendere le esigenze specifiche dei clienti e di fornire suggerimenti mirati. Grazie a questa tecnologia, possiamo offrire una consulenza personalizzata, suggerendo proprietà in linea con le preferenze dei nostri clienti e fornendo informazioni dettagliate su ogni immobile.
3. Analisi dei dati e previsioni:
L’intelligenza artificiale ci consente di analizzare grandi quantità di dati immobiliari e di fornire previsioni accurate sul mercato. Il Chat GPT è in grado di elaborare informazioni provenienti da diverse fonti, come prezzi delle case, tendenze di mercato, tassi di interesse e altro ancora. Queste analisi ci aiutano a prendere decisioni informate e a fornire ai nostri clienti informazioni dettagliate sul mercato immobiliare.
4. Automazione delle attività ripetitive:
L’automazione delle attività ripetitive è un altro vantaggio dell’utilizzo di Chat GPT. Ad esempio, il modello di intelligenza artificiale può gestire le richieste di appuntamento per visite alle proprietà, generare automaticamente documenti contrattuali e inviare promemoria ai clienti. Ciò consente agli agenti immobiliari di concentrarsi su attività più strategiche, come la negoziazione e la consulenza personalizzata.
Conclusione:
L’integrazione di Chat GPT nell’ambito immobiliare ha trasformato radicalmente il ruolo degli agenti immobiliari. Grazie a questa tecnologia, siamo in grado di offrire un’assistenza immediata e personalizzata ai nostri clienti, analizzare i dati di mercato e automatizzare molte attività ripetitive. Questa innovazione ci permette di fornire un servizio di alta qualità, migliorando l’esperienza complessiva nell’acquisto o nella vendita di una proprietà. Siamo orgogliosi di essere una delle prime agenzie immobiliari ad abbracciare questa rivoluzione e guardiamo con entusiasmo al futuro dell’immobiliare supportato dall’intelligenza artificiale.
3Bee, startup innovativa che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per la salute delle api e che ha fatto della sostenibilità il suo cavallo di battaglia, ha preso posizione nei confronti della situazione attuale. Dal 26 febbraio, per cinque giorni, la startup delle api ha deciso di fermare l’e-commerce di “Adotta un alveare”, con oltre 200 mila utenti al mese, e di ridurre al minimo le funzioni dei suoi server, lasciando attivi solo i servizi essenziali di monitoraggio degli alveari tecnologici.
Con questo piccolo gesto, 3Bee mostra vicinanza in un momento così difficile e lancia una campagna di sensibilizzazione per ridurre la dipendenza dal gas naturale. A tutti gli utenti che atterrano sul sito di 3Bee verrà mostrato un manifesto per ridurre i consumi nel breve e lungo termine.
Questa decisione è stata presa all’unanimità da tutti i membri del team 3Bee, a seguito di una lettera virtuale inviata da Niccolò Calandri, CEO e Co-Founder di 3Bee. In un momento così buio, post-pandemico, in cui abbiamo imparato a vivere, lavorare e passare il nostro tempo secondo nuovi paradigmi, ora, ci troviamo alle porte di una minaccia nuova: la guerra ci mette davanti a delle scelte. Dobbiamo ridurre i nostri consumi, riducendo le necessità energetiche, importanti oggi più che mai non per il solo motivo ecologico, ma una dipendenza funzionale che ci sta mettendo in una condizione problematica.
Niccolò Calandri afferma: “Noi di 3Bee vogliamo lanciare un messaggio. Semplice. Ridurre i consumi si può. Da sabato 26 febbraio il sito di 3Bee è offline tutti gli utenti che atterrano nella homepage si ritrovano davanti a un muro. Un manifesto che racconti che ridurre le dipendenze è possibile. Dobbiamo essere noi, tutti, persone civili, a farlo.”
3Bee è la startup agri-tech fondata nel 2017 da Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti per preservare le api dal rischio di estinzione e migliorarne la qualità di vita. La startup ha sviluppato HiveTech, un alveare 4.0 che consiste in una rete di sensori IoT, i quali, posizionati all’interno dell’alveare, monitorano il benessere delle api permettendo agli apicoltori di ridurre i trattamenti, diminuire le visite nell’apiario. Dalla sua nascita 3Bee ha sviluppato una rete di oltre 3.000 apicoltori in tutta Italia in cui ha installato i propri sensori e ha dato vita all’iniziativa “Adotta un Alveare” dedicata a privati e imprese. Per queste ultime ha ideato un programma di Corporate Social Responsibility (CSR) – Pollinate the Planet” – che dal suo lancio ha permesso di proteggere 150 milioni di api.
Covid, rapporto Iss: nell’ultimo mese il 64% di ricoveri in terapia intensiva e il 45% dei morti avvenuti tra i No vax.
La frase:
“Il 64% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid. Il dato emerge dal Report dell’Istituto superiore di Sanità. E l’Oms lancia l’allarme per l’Europa: si temono altri 500mila morti entro marzo. E il direttore per il Vecchio Continente Kluge: vaccinate di più”.
E:
“Evidenziato anche il calo di efficacia degli immunizzanti dopo sei mesi: la protezione determinata dal vaccino per i vaccinati da più di 6 mesi cala dal 95% all’82%, afferma l’Iss”.
Ma anche:
“Nessuno, al momento, può dire se la terza dose basterà: ‘Forse le tre dosi possono essere il ciclo che immunizza per un tempo lungo, o potranno servire dei richiami, l’acquisizione delle evidenze scientifiche sulla copertura è in corso’, ha spiegato il presidente Iss, precisando anche che la nuova pillola anti-Covid che a breve arriverà in Italia ‘non è uno strumento alternativo al vaccino: sono due logiche diverse e complementari’”.
Il dato su cui bisognerebbe soffermarsi è quel 36% di ricoveri in terapia intensiva e quel 55% di morti tra i vaccinati con almeno una dose.
Quando la terribile orda demoniaca No vax, che i giornali tengono a dipingere come un vero e proprio esercito del male e dell’ignoranza, era composta solo da qualche persona dubbiosa che si chiedeva come fosse possibile avere certezze di efficacia con una sperimentazione dei vaccini così breve, i giornali tuonavano che dubbi non se ne dovevano avere e che i famosi laureati su internet dovevano cucirsi la bocca e fidarsi della Scienza.
Quando queste stesse persone dubbiose osavano ipotizzare che la raccolta dei dati non fosse stata completata, e che dunque non si potessero ancora conoscere gli effetti a lungo termine del vaccino, i giornali rispondevano allo stesso modo. E hanno continuato così nonostante i risultati del vaccino AstraZeneca, che ha cambiato fasce d’età consigliate e sconsigliate come si cambiano i calzini. Ma comunque i vaccini sono sicuri, la Scienza non sbaglia.
Pian piano però sono emersi nuovi dati. Nuovi dati. Il che vuol dire, a rigor di logica, che i vecchi dati erano insufficienti, parziali, e che l’acquisizione di informazioni sui vaccini sta avvenendo in contemporanea alla loro somministrazione ad una massa immane di persone, convinte o costrette a fidarsi della Scienza prima che questa abbia finito il suo lavoro di controllo e analisi. E senza esserne informati a dovere.
L’efficacia (inefficace) dei vaccini. Si può ancora parlare di democrazia quando i dubbi, dimostratisi legittimi, di una minoranza che agisce entro i limiti della legalità, vengono silenziati tra gli applausi della maggioranza?
Casoria, 13/11/21– Il Convegno “Sclerosi Multipla a 360°” sarà aperto a tutta la cittadinanza ed è un importante appuntamento di informazione e confronto interamente dedicato a conoscere la sclerosi multipla, malattia tra le più gravi del sistema nervoso centrale, che colpisce soprattutto i giovani e le donne.
Per rispettare la normativa Covid-19 l’accesso ai locali sarà possibile solo con Green Pass e sarà necessaria l’iscrizione all’evento entro il giorno 10/11/21.
Per iscriversi basterà mandare una mail ad Infonapoli@aism.it oppure chiamare il numero 081 592 2936.
Cronica, imprevedibile, spesso invalidante, colpisce una persona ogni 3 ore e viene diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti per il futuro, anche se esistono casi in età successiva e casi di SM pediatrica, più raramente in bambini sotto i 10 anni. Le cause della sclerosi multipla sono ancora sconosciute, probabilmente legate a una combinazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali. Ad oggi non esiste una cura definitiva per questa malattia.
AISM stima che in Italia vi dovrebbero essere circa 130.000 persone con SM, 12.000 nella nostra regione e 6000 nella sola provincia di Napoli. Per l’incidenza si stima che ogni anno in Italia vi siano oltre 3.600 nuovi casi.
Il convegno è organizzato dalla Sezione AISM di Napoli in collaborazione con:
I e II Clinica Neurologica Luigi Vanvitelli rispettivamente con il Prof. Gallo ed il Prof. Luss, il Centro SM dell’ospedale Cardarelli con la Dott.ssa Maniscalco, la dott.ssa Lanzillo del Centro SM della Federico II, il Dr. Sinisi del centro SM San Paolo (ASL NA 1) e con il Dr. Ronga del centro clinico CTO.
Parteciperà anche il presidente nazionale AISM, Francesco Vacca, il presidente della conferenza delle persone con SM e responsabile sezione AISM di Napoli Gianluca Pedicini ed il direttore della I clinica Neurologica A.O.U “L.Vanvitelli” e past president della SIN (Società Italiana di Neurologia).
L’evento informativo si svolgerà a Casoria presso la Struttura Competence Center di Via Gran Sasso 21, (incrocio con Viale degli Appennini), dalle ore 9.30 alle ore 13.
I temi trattati riguarderanno gli aspetti riabilitativi nella SM, la maternità, la SM Pediatrica, la diagnostica, la sicurezza ed efficacia dei vaccini in soggetti colpiti da SM e parleremo del pronto soccorso dedicato alla SM situato nel CTO.
Nella nostra città una SEZIONE AISM sempre aperta:
La sede della Sezione AISM di Napoli è situata in Via Farnese 54 Napoli (zona Colli Aminei) garantisce molti servizi alle persone con sclerosi multipla del territorio. Tra questi: segreteria sociale, aiuto domiciliare, attività ricreative e di socializzazione, assistenza ospedaliera, servizi di supporto alla mobilità con automezzi attrezzati, supporto psicologico, supporto alla gestione di pratiche relative alla SM ed all’accertamento INPS. Per contattare la sezione è possibile chiamare il numero 081 592 2936 o scrivere ad aismnapoli@aism.it
Per informazioni rivolgersi a:
Sezione AISM di Napoli:
Il mondo è scosso da crisi e disastri climatici. Abbiamo fiducia che saremo aiutati quando essi diventeranno la nostra realtà? Siamo preparati per loro arrivo? Come sarà il nostro domani? Con l’aiuto dei media, le persone hanno la convinzione che tutto sia sotto controllo, che tutto vada bene, che ci sono strutture competenti che possono risolvere questi problemi e se si verifica una situazione critica, si prendono cura di noi. Ma è davvero così?
Il 24 luglio 2021ha avuto luogo una conferenza internazionale online intitolata “Crisi globale. Questo già riguarda tutti”, dove oratori di fama mondiale, specialisti IT, economisti, scienziati, climatologi, ambientalisti hanno dato voce alla VERITÀ. È stata data una panoramica completa dei fattori esterni e interni della crisi globale che è in rapido peggioramento e che colpirà tutti nei prossimi anni. Non sarà più il problema di un paese o di un continente.
Ecco le crisi globali che l’umanità dovrà affrontare:
La quarta rivoluzione industriale e la minaccia della disoccupazione di massa.
Crisi ambientale. L’esaurimento intensivo delle risorse del pianeta e le sue conseguenze.
Il cambiamento climatico globale e le sue cause.
La possibilità di cambiare rotto è nell’unificazione di tutta l’umanità e nella costruzione di un nuovo modello di relazioni, una Società Creativa, dove il valore più alto sarà la vita di ogni Essere Umano. Di questo e delle tappe di costruzione di una Società Creativa è stato detto anche alla conferenza del 24 luglio.
Solo insieme possiamo superare con dignità tutte le prove e le sfide del nostro tempo. Solo insieme possiamo costruire un bel mondo, trasformando la nostra Terra in un giardino fiorito. Solo insieme possiamo fare un passo nel millennio d’oro.
Tale unificazione è possibile, e sta già avvenendo. Le persone sono capaci di grandi slanci, quando si rendono conto del significato e della gravità di ciò che sta accadendo e la conferenza “Crisi globale. Questo già riguarda tutti” ne è stata una chiara prova.
L’evento è stato organizzato da volontari di tutto il mondo sulla piattaforma del Movimento Internazionale Sociale “ALLATRA” ed è stato trasmesso su migliaia di piattaforme Internet in 180 paesi con traduzione simultanea di questo evento unico in 72 lingue.
La conferenza “Crisi globale. Questo già riguarda tutti” ha ottenuto un’enorme risposta nella società. La conferenza ha avuto un continuo tramite tavole rotonde, in cui i temi sollevati durante la conferenza sono stati trattati dagli specialisti in modo ancora più approfondito.
Il 24 luglio ha avuto luogo un evento globale. Ora, dipende da chi comprende l’importanza e la gravità della situazione senza cadere nel catastrofismo, quanto velocemente tutta l’umanità venga a conoscenza dei rischi e delle prospettive per lo sviluppo della società. La sopravvivenza e il futuro di tutta la nostra civiltà dipendono da questo.
Negli ultimi 500 milioni di anni, le tane degli animali marini si sono associate secondo le stesse regole che danno forma a Facebook, Instagram, Twitter e altri social network umani.
Questa conclusione rivoluzionaria è stata raggiunta in un nuovo studio condotto da un team multidisciplinare di scienziati guidati dal paleontologo Andrea Baucon (Università di Genova) e comprendente Carlos Neto de Carvalho (Naturtejo UNESCO Global Geopark/Istituto D. Luiz, Portogallo), Gabriele Tosadori (Università di Verona) e Alexandre Antonelli (Giardini Botanici di Kew, Regno Unito ed Università di Göteborg, Svezia).
Lo studio è stato pubblicato nel numero di giugno della rivista Geology (https://doi.org/10.1130/G48523.1), che per 12 anni di fila è stata la rivista di “geologia” numero 1 secondo il Web of Science. Geology ha dedicato la sua copertina di giugno allo studio di Baucon et al.
Lo studio combina tane fossili (icnofossili) provenienti da 45 siti paleontologici e sofisticate simulazioni al computer per spiegare una delle ipotesi più fondamentali della paleontologia: la sconcertante divergenza morfologica tra le tane di mare basso e quelle di mare profondo. È sin dagli anni ’50 che i paleontologi sono sconcertati da uno schema sorprendente nel registro fossile: le tane di mare profondo sono complesse, quelle di mare poco profondo sono molto più semplici.
Non importa quanto lontano i ricercatori abbiano guardato nel passato, non importa in quale continente abbiano cercato, ma hanno sempre trovato questo schema divergente. Questo schema che ricalca quello dei network è così persistente che l’industria degli idrocarburi lo utilizza per scoprire nuovi giacimenti petroliferi: la forma delle tane fossili rivela le proprietà dell’ambiente (compresa la profondità) in cui sono state prodotte.
Nonostante la popolarità di questo schema, il suo ‘perché’ è rimasto sconosciuto, fino ad ora. Le tane di acque profonde sono davvero diverse da quelle di acque poco profonde e, se sì, perché? Per rispondere a queste domande, Andrea Baucon ed i suoi coautori hanno utilizzato la matematica del social network Facebook per rappresentare – in un’unica immagine a ragnatela– gli ultimi 500 milioni di anni di evoluzione.
Nello specifico, i ricercatori hanno pazientemente rappresentato ogni tana fossile come un vertice (nodo) e hanno collegato con una linea (link) quelle tane che si trovano nello stesso sito paleontologico.
Il risultato è una rete con più di 600 linee (link)! Quando hanno esaminato per la prima volta la “rete di fossili”, Andrea Baucon e colleghi sono rimasti stupiti dalla sua bellezza ed organizzazione intricata. Nella rete fossile, ci sono due gruppi di tane fossili corrispondenti proprio ad ambienti marini profondi e superficiali.
La rete fossile trova un parallelo nella rete di Facebook: la prima è costituita da tane fossili collegate da relazioni di co-occorrenza, la seconda è composta da persone collegate da relazioni di amicizia. I due gruppi osservati nella rete fossile sono l’equivalente di due comunità di amici collegati da relazioni strette.
Lo studio di Baucon e colleghi ha così dimostrato la divergenza morfologica tra tane di acque profonde ed acque superficiali, cinquant’anni dopo la sua proposta da parte di uno dei più celebri paleontologi al mondo, Adolf Seilacher.
Ma perché è così? Baucon e colleghi sapevano che la risposta era nel modello di connessione. Così come la rete di Facebook emerge dai fenomeni sociali, la rete fossile è stata plasmata da fenomeni biologici.
Il modello di connessione della rete fossile si è rivelato essere un ‘piccolo mondo’: la maggior parte dei nodi può essere raggiunta da ogni altro nodo con un piccolo numero di salti. Questo è alla base del fenomeno dei “sei gradi di separazione”, ovvero l’idea che tutte le persone sulla Terra siano a poche strette di mano l’una dall’altra.
La struttura ‘piccolo mondo’ della rete fossile deriva da due categorie ecologiche universali, gli specialisti ed i generalisti, che hanno controllato la distribuzione spaziale delle tane negli ultimi 500 milioni di anni.
Ciò trova un parallelo nello sviluppo dei social network, in cui la maggior parte degli individui fa amicizia con individui che sono geograficamente vicini (=specialisti ambientali) e pochi che si muovono molto (=generalisti). Due semplici regole spiegano 500 milioni di anni di evoluzione, dicono gli scienziati.
La divergenza tra le tane superficiali e quelle abissali ha implicazioni non solo per la ricerca scientifica ma anche per l’industria energetica, che si basa su tane fossili per identificare i depositi sedimentari con le risorse di energia.
Dimostrando la persistente divergenza della forma della tana su scale temporali evolutive, questo lavoro suggerisce che le dinamiche ‘piccolo mondo’ hanno controllato il flusso genico e la variazione naturale nel comportamento ereditabile negli ultimi 500 milioni di anni. Ciò indica che la dinamica del piccolo mondo è stata una forza evolutiva importante, ma finora sconosciuta, negli oceani.